Vinse il premio Wolf per le arti nel 1988 e il premio Pritzker nel 1993.
Formazione Studiò architettura all'Università di Tokyo dove si laureò nel 1952. Ebbe fra i suoi professori Kenzō Tange. Proseguì la sua formazione negli Stati Uniti dove ottenne un Master alla Cranbrook Academy of Art (1953) e all'Università di Harvard (1954).
Rimase negli Stati Uniti fino al 1965 dove lavorò presso gli studi di Skidmore, Owings & Merrill e di Sert Jackson & Associates. Oltre ai suoi maestri giapponesi ed americani, fu fortemente influenzato dall'architettura europea, in particolare da Le Corbusier e dalla Scuola del Bauhaus di Walter Gropius.
Percorso Nel 1965 tornò a Tokyo dove aprì lo studio Maki & Associates, una piccola struttura che preferiva collaborare con gruppi più importanti a seconda della dimensione dei progetti. Contemporaneamente, insegnò dal 1979 al 1989 all'Università di Tokyo e pubblicando diverse opere. Nel 1993, Fumihiko Maki fu il secondo architetto giapponese a ricevere il Premio Pritzker, considerato il Premio Nobel dell'Architettura. Il suo maestro Kenzō Tange lo ricevette nel 1987.
Nel luglio 2003, Fumihiko Maki in collaborazione con Jean Nouvel (Francia) e Norman Foster (Regno Unito) venne scelto per progettare tre delle cinque torri del progetto di ricostruzione di Ground Zero sul luogo dove sorgeva il World Trade Center a New York. Il concorso fu poi vinto dall'americano Daniel Libeskind. Nel 2004, vinse il concorso per l'ampliamento del palazzo dell'ONU a New York. In collaborazione con lo studio americano Skidmore, Owings & Merrill, realizzarono un edificio per uffici alto 35 piani che venne consegnato nel 2008 costato circa 330 milioni di dollari americani. Il concorso, su invito, era riservato ai vincitori del Premio Pritzker.
La sua architettura
Fumihiko Maki seppe inventare uno stile personale, risolutamente moderno ma rispettoso delle pulsioni naturali e delle singolarità della cultura giapponese, ispirandosi spesso ai giochi a nascondino dei bambini e ai "luoghi di rifugio e di prospettiva" che permettono loro di vedere senza essere visti. Percorsi chiusi che portano a delle zone riparate che offrano una meta da raggiungere furono il modello del suo operato. Nella sua poetica furono ricorrenti i concetti di Ma, intervallo tra due luoghi, e di Oku, questi strati spaziali imbricati che dissimulano ma non nascondono completamente. Fu un fermo oppositore dell'architettura manichea, totalmente opaca o totalmente trasparente tipica delle città moderne. Il calcestruzzo, il metallo e il vetro integrati al mosaico, all'alluminio anodizzato ed al legno all'interno degli edifici furono la combinazione prediletta della sua architettura. In Giappone dove le norme antisismiche sono molto rigide, seppe giocare sulla leggerezza per rispettare tali vincoli. Seguiva progetti durante periodi inabituali per un architetto. Il migliore esempio fu il progetto di una zona di abitazioni, uffici e negozi, l'Hillside Terrace Complex a Tokyo-Shibuya che portò avanti dalla prima fase nel 1969 alla quarta fase nel 1992.
Le costruzioni più rilevanti
1960: Nagoya University Toyoda Memorial Hall Auditorium Higashiyama, Nagoya 1962: Chiba University Memorial Auditorium 1969: Hillside Terrace Complex-fase 1, Shibuya, Tokyo 1971: Kanazawa Ward Office, Yokohama 1973: Hillside Terrace Complex-fase 2, Shibuya, Tokyo 1974: Tsukuba University Center for School of Arts & Physical Education Tsukuba, Ibaraki 1977: Hillside Terrace Complex-fase 3, Shibuya, Tokyo 1977: Kota Kinabaru Sports Complex and Park, Pool Sabah, Malaysia 1978: Iwasaki Art Museum Ibusuki, Kagoshima 1978: Sea Side Town, Kanazawa, Yokohama, Kanagawa 1979: Royal Danish Embassy, Shibuya, Tokyo 1981: Kyoto Craft Center, Kyōto 1984: Fujisawa Municipal Gymnasium Fujisawa, Kanagawa 1985: Tsukuba Expo '85 International Pavilions [Block A] Tsukuba, Ibaraki 1985: West Plaza a Yokohama Central Station Yokohama, Kanagawa 1985: Spiral, Tokyo 1986: National Museum of Modern Art, Kyoto 1987: Hillside Plaza Hall Shibuya, Tokyo 1989: Toyama Shimin Plaza Musical Hall, Toyama 1989: Makuhari Messe, Chiba 1990: Tokyo Metropolitan Gymnasium Shibuya, Tokyo 1992: Hillside Terrace Complex-fase 4, Shibuya, Tokyo 1993: Yerba Buena Center for the Arts, California, USA 1993: YKK R&D Center Sumida, Tokyo 1994: Kirishima International Concert Hall, Makizono, Kagoshima 1995: Isar Büropark, Monaco di Baviera, Germania 1996: Floating Pavilion, Groninga, Paesi Bassi 1997: Kaze-no-Oka Crematorium, Nakatsu, Ōita 1998: Makuhari Messe, Chiba 1999: Toyama International Conference Center, Toyama 2001: Maki Solitare, Düsseldorf, Germania 2002: Uffici TRIAD, negozi, Azumi, Nagano 2002: Sede della Rolex, Tokyo 2003: Yokohama I-land Tower: uffici e sala per mostre
Progetti in corso Estensione del Terminale marittimo di Hong-Kong Nuovo edificio per la sede dell'ONU a New York
Opere Fumihiko Maki, "Silenzio e pienezza: l'architettura di Yoshio Taniguchi", Casabella n. 661, novembre 1998, pp. 66–69 Maki and Associates (ed.), "Fumihiko Maki, Buildings and Projects", Princeton Architectural Press, New York 1997 Fumihiko Maki, in AA.VV., "Emilio Ambasz. Architettura e design. Per una riconciliazione con la natura", Electa, Milano 1995, pp. XXIV-XXV
Note
Bibliografia Philip Jodidio, Architecture Now!, Taschen, Köln 2001, pp. 210–215 Philip Jodidio, Building a new millennium, Taschen, Köln 2000, pp. 328–329 Serge Salat, Fumihiko Maki, Fumihiko Maki. Progetti e architetture, Electa, 1988
Voci correlate Movimento metabolista
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