Il trattato De arte gymnastica, scritto nel 1569 dal medico forlivese Girolamo Mercuriale, fu il testo che sancì la nascita della medicina sportiva, rivalutando il ruolo di tale disciplina in campo medico e terapeutico.
L'opera apparve in prima stesura a Venezia nel 1569, con la dedica al Cardinale Alessandro Farnese. Una successiva ristampa fu pubblicata negli anni 1569-1573, ampliata e modificata con il titolo di De Arte Gymnastica libri VI, in quibus exercitationum omnium vatustarum genera, loca, mondi, facultates et quidquid denique ad corporis humani exercitationes pertinet diligenter explicantur, con dedica all'imperatore Massimiliano II. A queste seguirono un'edizione di Parigi (1577) e due di Venezia (1587 e 1601), pubblicate mentre l'autore era ancora in vita. Solo dopo la morte di Mercuriale vennero alla luce due ristampe, collocabili rispettivamente nel 1644 e nel 1672, di cui l'ultima risulta interpolataGirolamo Mercuriale, De arte gymnastica, Ilte Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino, 1960, 421 pagine, p. XIII.
Struttura dell'opera Il testo è suddiviso in sei libri di cui ognuno si sofferma su un aspetto peculiare dell'attività ginnica:
Libro I: Nel primo libro l'autore tratta la nascita della medicina e dell'esercizio della ginnastica, divisa in tre categorie: la bellica, la legittima o medica e la viziosa o atletica. È inoltre riportata una descrizione dettagliata degli antichi ginnasi. Libro II: Il secondo libro è interamente dedicato alla definizione delle due branche della ginnastica medica: la saltatoria e la palestrica. La prima può essere a sua volta divisa in tre categorie: la cibistica, la sferistica e lorchestica, praticate dagli antichi soprattutto a scopo di diletto, sebbene il loro impiego sia testimoniato anche in campo medico e militare. La seconda invece comprende una grande varietà di esercizi tra cui la lotta, specialità più antica e complessa della ginnastica. Libro III: In esso vengono trattati gli esercizi non praticabili nelle palestre, ma non per questo meno importanti in ambito medico-terapeutico. Anzi è proprio quest'ultima categoria ad assumere un ruolo fondamentale nel recupero e nella preservazione di uno stato di salute ottimale. Rientrano in questa categoria il passeggio, la gestazione, la coibizione del respiro, il combattimento, la vociferazione, il nuoto, la navigazione, l'equitazione e la caccia. Libro IV: Nel quarto libro l'autore si sofferma sull'utilità degli esercizi ginnici a scopo terapeutico e confuta alcune teorie mediche errate riguardo l'impiego della ginnastica in soggetti sani, malati e convalescenti. Inoltre viene qui descritta la maniera di esercitarsi, il tempo, il luogo e la durata ottimali dei suddetti esercizi. Libro V: Si passa dunque nel quinto libro alla descrizione degli effetti degli esercizi saltatori e palestrici, divisi in tre classi principali: gli esercizi preparatori, quelli complementari e gli esercizi propriamente detti, che hanno effetti diversi in base alle caratteristiche e all'impiego di ciascuno. Libro VI: Il sesto e ultimo libro del trattato è infine dedicato alla descrizione degli effetti di tutte le altre tipologie di esercizi, in cui si inseriscono per la prima volta gli esercizi vocali, la lettura, il riso e il pianto, utili soprattutto nella liberazione dagli umori in eccesso.
Sulla nascita della medicina
Con queste parole Girolamo Mercuriale descrive la nascita della medicina, avvenuta di pari passo con l'insinuarsi dell'intemperanza fra gli uomini. La medicina ai suoi albori era ancora rudimentale, tanto che nell'antichità si soleva esporre gli infermi in modo che chiunque dotato di esperienza potesse prodigarsi per essi. In seguito questa scienza si evolse sempre più fino ad interessarsi in modo via via più meticoloso non solo alla cura ma anche alla profilassi o prevenzione delle malattie, tanto che Ippocrate la divise in due categorie: la medicina curativa (o terapeutica) e la conservativa (o profilattica), nell'ambito della quale si inserisce la ginnastica. L'arte ginnastica, tanto lodata dai medici per la straordinaria efficacia in campo terapeutico e nella conservazione di uno stato di salute ottimale, viene definita, non a torto, tanto più pregevole quanto più il suo impiego è preferito all'uso dei medicamenti. Essa infatti è priva degli inconvenienti tipici di questi ultimi, rafforza le membra, rinvigorisce il calore naturale e non solo.
Essa nacque durante la guerra di Troia e solo in seguito fu introdotta nelle manifestazione pubbliche e religiose sotto la definizione di «atletica». Venne poi introdotta nei ginnasi allo scopo di educare i giovani e contribuire a preservare un buono stato di salute, assumendo così il nome di ginnastica. Nacquero così un gran numero di ginnasi, ovvero quei luoghi dove “ gli uomini si ungevano, si massaggiavano e si esercitavano nella lotta, nel disco e in altri esercizi del genere”.Girolamo Mercuriale, op. cit., p. 20
Il ginnasio
I Romani furono gli ultimi ad edificare i ginnasi, da loro detti palestre, ma questi superarono di gran lunga i modelli greci in quanto a grandiosità e bellezza. Il ginnasio, di cui Vitruvio ci lascia una minuziosa descrizione, si componeva di undici partiGirolamo Mercuriale, op. cit., p. 69:
Il portico, fornito di sedili, nel quale i filosofi si intrattenevano in discussioni ed insegnamenti L'efebo, destinato all'allenamento dei giovani Il coriceo, adibito a spogliatoio Leleotesio (o untorio), dove si ungevano coloro che si apprestavano agli esercizi Il conisterio, nel quale era depositata la sabbia con cui cospargersi dopo l'unzione La palestra propriamente detta, in cui ci si esercitava nelle varie discipline Lo sferisterio, sede degli esercizi legati alla palla I viali, che costeggiavano l'intero edificio ed erano impiegati per l'illuminazione del ginnasio e per il passeggio I sisti, portici coperti in cui si esercitavano gli atleti durante l'inverno Il bagno, costituito da diverse piscine preposte al diletto e all'igiene dei cittadini Lo stadio, in cui si svolgevano le gare e i giochi pubblici
Le tre tipologie di ginnastica La ginnastica è divisa in tre branche principali: la ginnastica bellica, atletica e medica, di cui l'ultima occupa un ruolo privilegiato nella trattazione. I tre tipi di ginnastica, sebbene riguardino allo stesso modo l'esercizio del corpo, differiscono di molto circa gli scopi a cui sono state preposte.
Ginnastica bellica
La ginnastica bellica aveva come unico scopo l'addestramento di uomini, donne e fanciulli in modo da fortificare il corpo e predisporlo a sopportare le fatiche di guerraGirolamo Mercuriale, op. cit., p.94.
Ginnastica atletica
La ginnastica atletica (o viziosa), inventata da Ercole in Olimpia, godette di grandissimo prestigio ai tempi di Galeno, sebbene fosse stata a lungo criticata con il nome di cacotechnia, o mala arte in quanto, in seguito al diffondersi del malcostume fra gli uomini, pervenne ad uno stato di depravata degenerazione. Infatti gli atleti che la praticavano, accecati dalla cura ossessiva del corpo e dalla smania di vittoria, diventavano insensibili, torpidi e pigri.Girolamo Mercuriale, op. cit., p. 54
Ginnastica medica
La ginnastica medica (o legittima) trae origine dalla natura intrinseca di ogni essere vivente, incline al movimento e alla fatica, tanto che essa, pur non essendo un prodotto diretto della natura, risponde ad una naturale inclinazione dell'uomo. Questa ha come scopo primario l'acquisizione e la conservazione di uno stato di salute ottimale, mediante la pratica di esercizi regolati. Tale disciplina si compone di due branche fondamentali: la ginnastica in senso stretto (che si occupa dei movimenti volontari) e la musica (che si occupa dei movimenti “comunicati da altro agente”)Girolamo Mercuriale, op. cit., p. 198. La prima branca, a sua volta, si compone di due categorie, molto importanti ai fini della trattazione: la saltatoria e la palestrica.
La saltatoria, o danza in senso lato, è suddivisa in tre specie: cibistica, sferistica e orchestica. La cibistica comprende tutte quelle abilità tipiche degli antichi saltimbanchi quali ad esempio capriole e distorsioni e, proprio per questo, venne sempre ritenuta un tipo di ginnastica inferiore.
La sferistica (o gioco della palla) era, in antichità, una disciplina estremamente semplice e diffusa tanto che, col passare degli anni assunse tanta importanza da meritare una zona apposita del ginnasio, lo sferisterio. Presso i Latini venivano praticate quattro diverse specialità di tale esercizio, accompagnate da altrettante specie di palla utilizzate: il folle (o pallone), la palla trigonale, la palla paganica e l'''arpasto, impiegata in un esercizio da cui trae origine il moderno gioco del calcio.Girolamo Mercuriale, op. cit., p. 214 L'orchestica, secondo la definizione di Aristotele, è “ quella facoltà di imitare, con movimenti e gesti del corpo regolati ritmicamente, costumi ed azioni degli uomini ”Girolamo Mercuriale, op. cit., p. 132 . Questo tipo di ginnastica si basava dunque sull'impiego del canto e del ritmo e veniva descritta con il nome di saltazione. Tale disciplina, fin dall'antichità, fu ritenuta degna di grandi onorificenze e solo in seguito, con la nascita dei moderni teatri, pervenne ad un alto grado di corruzione e depravazione. Essa veniva inizialmente praticata nelle strade e nelle piazze, per poi essere eseguita in appositi teatri; solo in seguito fu introdotta nei ginnasi.
La seconda parte della ginnastica è la palestrica', che comprende un numero molto vasto di discipline ed esercizi tra cui, in modo particolare, la lotta, ritenuta da molti il più antico esercizio ginnico. Questa perseguiva tre obiettivi principali ovvero la preparazione degli atleti ai giochi, l'addestramento militare e l'acquisizione di un'ottima costituzione fisica e di una persistente buona salute, sia nei ragazzi che negli adulti. Altre attività classificate all'interno della ginnastica palestrica furono: la corsa, il salto, il lancio del disco e il tiro al bersaglio (o iaculazione).
Esistono però altri tipi di esercizi non praticati usualmente nella palestre e non classificabili né nella ginnastica saltatoria, né in quella palestrica, ma non per questo meno importanti degli altri sopra elencati. Infatti sono proprio questi gli esercizi peculiari della ginnastica medica, molto raccomandati da medici e pedagoghi per il mantenimento di un buono stato di salute e di una ferrea integrità morale. Fanno dunque parte di quella ginnastica che, per usare le parole dell'autore, “ pur avendo l'apparenza di attendere soltanto alla cura del fisico, coordina simultaneamente ed uniforma le sue operazioni ai principii che regolano le attività spirituali e non permette che il corpo, per eccesso di forza e di mole, prenda il sopravvento sullo spirito ”Girolamo Mercuriale, op. cit., p. 23 . Rientrano in questa categoria: il passeggio, il combattimento (o pugna), la coibizione del respiro, la vociferazione e il riso, l'equitazione, la vettazione su veicolo a due ruote, la gestazione in lettiga e portantina, la navigazione e la pesca, il nuoto e la caccia.
Confutazione di alcune teorie mediche errate Nel quarto libro Mercuriale si sofferma sulla confutazione di alcune teorie riguardanti l'impiego degli esercizi nei vari soggetti analizzati e sull'utilità relativa alla loro pratica.
In primo luogo l'autore dedica il secondo capitolo ad una critica verso coloro i quali credevano che la buona salute dipendesse esclusivamente dall'equilibrio dei quattro umori corporei, senza considerare l'importanza che il movimento assumeva all'interno di questo delicato meccanismo. Infatti l'equilibrio umorale è garantito mediante l'alimentazione e l'assimilazione; con la prima il corpo si mantiene in vigore, mentre con la seconda si libera degli umori in eccesso.