Il Ducato di Bari è stato un ducato del Regno di Napoli, comprendente i territori di Acquaviva delle Fonti, Bari, Modugno, Ostuni (dal 1506), Palo del Colle e Rossano.
Storia
Sotto il principe di Taranto Orsini del Balzo All'inizio del XV secolo Modugno dipendeva dal Governatore di Bari e sarà così fino al 1440 quando venne in possesso di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto. Nella prima metà del XV secolo, gli Aragonesi intrapresero la conquista del Regno di Napoli partendo dalla Sicilia. In Puglia, la contesa vide fronteggiarsi il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo dalla parte degli Aragonesi e il capitano di ventura Giacomo Caldora nominato dagli Angioini feudatario di Bari e Bitonto. Giacomo Caldora pose Modugno sotto assedio a fine agosto 1436, con il genero conte di Avellino Troiano Caracciolo, ma non ebbe successo e si accontentò di devastare uliveti e mandorleti nelle compagne circostanti.. Scontri e ritorsioni tra le città che parteggiavano per le due fazioni ebbero termine solo quando Alfonso d'Aragona riuscì a impossessarsi del trono di Napoli nel 1442 con l'aiuto di Filippo Maria Visconti. Alfonso d'Aragona riconfermò al fedele principe di Taranto tutti i possedimenti che aveva conquistato nelle lotte appena concluse: Modugno era feudo di Gian Antonio Orsini e vi rimase per tredici anni, odiato dalla popolazione per il suo fare tirannico.
L'Orsini e il Duca di Milano Francesco Sforza supportarono il monarca aragonese anche durante la congiura dei baroni che volevano il ritorno degli AngioiniCfr. . Il re Ferdinando I ricompensò il primo con la riconferma nel 1462 di tutti i suoi possedimenti, tra cui il feudo di Modugno. Per consolidare l'alleanza con il Duca di Milano, intraprese una politica matrimoniale. e promise al futuro genero Sforza Maria Sforza di concedergli in feudo Rossano, feudo di uno dei capi della congiura dei baroni. Tuttavia, nel corso della guerra, il Principe di Rossano si riappacificò con il re di Napoli Ferdinando I, il quale dovette trovare una alternativa per onorare la promessa.
La soluzione arrivò per un evento casuale: la morte senza eredi di Gian Antonio Orsini, principe di Taranto e duca di Bari. Questo evento permise a Ferdinando I di concedere a Francesco Sforza il Ducato di Bari, al posto delle promesse terre di Rossano.. Alla morte del principe di Taranto Gian Antonio Orsini, accaduta il 13 novembre 1463 ad Altamura, i suoi possedimenti, tra cui Modugno, tornarono al demanio, ovvero al re di Napoli. Questa libertà dal giogo feudale, seppur di breve durata, avrà un ruolo importante per le rivendicazioni di libertà che i modugnesi attueranno nei secoli successivi. Ferdinando I, incontrò in Altamura gli ambasciatori di Modugno pochi giorni dopo la morte dell'Orsini. e concesse a Modugno l'esenzione dai dazi sull'esportazione dell'olio e sul mercato domenicale..
Periodo sforzesco Il 19 giugno 1464, il re di Napoli Ferdinando I propose a Francesco Sforza il ducato di Bari e delle due città di Modugno «che è optima cosa» e di Palo del Colle, al posto delle terre del principe di Rossano, promesse come ricompensa per il supporto nella repressione della congiura dei baroni.. Ferdinando I il 9 settembre 1464 emise il privilegio di donazione in cui afferma che ha sempre tenuto «Sforza Maria Sforza fra le persone più care e sempre lo ha amato e tenuto in luogo di figlio al pari di Eleonora, promessagli in isposa, sia per il vincolo di parentela, sia per la sua indole singolare e sia per gli innumerevoli benefici ricevuti dal padre Francesco [...] Perciò ben volentieri dona in perpetuo a lui ed ai suoi legittimi eredi e successori di entrambi i sessi la città di Bari e le terre di Palo e Modugno con i loro castelli, casali, uomini, vassalli, redditi dei vassalli, feudi, feudatari, subfeudatari, angari, parangari, dogane, diritti delle dogane e qualsiasi altro diritto derivante dall'utile dominio, con le case, possedimenti, oliveti, vigne, giardini, ecc., col banco della giustizia per la cognizione delle cause civili e gli altri diritti, giurisdizioni, ragioni, ecc., spettanti di consuetudini e di legge o in altro modo alle dette terre, e con titolo di ducato..., accorda che Sforza Maria Sforza e i successori portino il titolo di duca di Bari in tutti gli atti e le scritture, e godano dei favori, libertà e onori dei baroni e dei duchi»..
Prima di prendere possesso del ducato, gli Sforza chiesero al loro rappresentante nel regno di Napoli, Antonio da Trezzo, di elaborare una relazione a proposito della situazione economica e delle entrate fiscali del il nuovo feudo di Bari, Modugno e Paolo del Colle. Nella sua lettera del 14 gennaio 1465, Antonio da Trezzo descrive Modugno agli Sforza come «terra grassa, grossa et importante, ma quasi de nulla intrata»., ovvero di poche entrate fiscali per il duca. Nonostante siano state formulate diverse ipotesi, non esistono motivazioni documentate che spieghino come mai una città come Modugno pagasse poche tasse al duca. Infatti, Bari aveva entrate fiscali sulla produzione dell'olio di circa - ducati, mentre Palo del Colle di circa ducati, ma in quel periodo Modugno aveva una popolazione di gran lunga superiore a quella di Palo del Colle e di circa la metà di quella di Bari (Modugno era abitata da 248 famiglie, mentre Bari 582) oltre che ampie coltivazioni a uliveti..
Dopo il consenso degli Sforza ad accettare il ducato di Bari, il 12 ottobre 1465 si svolse a Bari, nella basilica di San Nicola la cerimonia di consegna del Ducato di Bari e delle terre di Modugno e di Palo a Sforza Maria Sforza, rappresentato da Azzo Visconti. Il governo del Ducato di Bari, Modugno e Palo venne tenuto da Francesco Sforza e poi da sua moglie Bianca Maria Visconti, in quanto il figlio, Sforza Maria, era minorenne. Il re di Napoli concesse al Duca di Bari anche il diritto di riscuotere le tasse (il cosiddetto focatico) in base ai “fuochi” (alle famiglie) e di prelevare gratuitamente il sale dalle saline del Governo di Napoli. In questa maniera venne creato il ducato di Bari, Modugno e Palo, dando avvio a un periodo, che durerà circa un secolo, di crescita economica e sviluppo politico, causati dall'incremento dei rapporti con il florido ducato di Milano. Questo sarà uno dei momenti di massimo splendore per Modugno.
Azzo Visconti fu amato dalla popolazione e il suo governo fu giusto ed equilibrato: quando affidò al barese Domenico de Afflicti la carica di Capitano di Modugno (il Capitano era il rappresentante dell'autorità locale ed era sempre forestiero) la popolazione fece ad Azzo le proprie rimostranze per una disputa relativa al pagamento delle colletteLe collette erano il contributo annuale che una Università (amministrazione cittadina) doveva versare allo Stato in base al reddito delle proprietà private esistenti nel suo territorio. I cittadini modugnesi che possedevano terreni nel territorio di Bari e Bitonto si rifiutavano di pagare la parte delle collette a loro carico. Da qui la contesa con Bari., in corso tra Bari e Modugno. Visconti accolse la richiesta dei modugnesi e rimosse Domenico de Afflcti dal suo incarico. Il duca Sforza Maria Sforza lodò la sua rettitudine e la sua fedeltà alla Casa Sforza e lo riconfermò nel suo ruolo nel 1467. Quando Azzo lasciò il suo ufficio due anni dopo, lo Sforza nominò governatore il figlio, Gaspare Visconti..
Alla morte di Francesco Sforza gli subentrò il suo primogenito Galeazzo Maria Sforza. Galeazzo Sforza venne assassinato il 26 dicembre 1476 e Gian Galeazzo, di appena otto anni, divenne il nuovo duca di Milano, con la reggenza della madre Bona di Savoia che si avvaleva dell'aiuto del cancelliere Cicco Simonetta. I fratelli di Gian Galeazzo (Sforza Maria, Ludovico, Ascanio e Ottaviano) dopo un tentativo fallito di cacciare Cicco Simoetta e prendere la reggenza, vennero cacciati da Milano: Maria Sforza venne mandato a Bari, nel proprio ducato, dove si dedicò ad allevare rinomate razze di cavalli. Morì senza eredi il 29 luglio 1479 e il ducato tornò al re di Napoli. Il 14 agosto il re Ferdinando I di Napoli concesse il ducato al fratello di Sforza Maria, Ludovico il Moro, con una ordinanza del 14 agosto 1479..
Conflitto tra Ducato di Milano e Regno di Napoli Ludovico il Moro non andò mai nel proprio ducato che fu amministrato da governatori: nel 1482 è governato da Benedetto Castiglioni, due anni dopo da sua sorella Ippolita, moglie di Alfonso II. Si ricordano anche i nomi dei governatori Giovanni Ermenziano e Paduano Macedonio. A partire dal 1480 duchessa di Bari fu anche intitolata Beatrice d'Este, nipote e figlia adottiva del re, per volontà dell'avo Ferrante che la concedeva in sposa a Ludovico.Della famiglia Sforza, Volume 2, Nicola Ratti, Presso Il Salomoni, 1794, pp. 80-81.
Ludovico mirava al Ducato di Milano e, facendo dichiarare Gian Galeazzo maggiorenne all'età di 11 anni, riuscì a persuadere la reggente Bona di Savoia ad allontanare Cicco Simonetta impossessandosi del governo effettivo del ducato. Inoltre, conduceva una politica che oscillava tra la Repubblica di Venezia e il Regno di Napoli. Tutto ciò impensieriva i napoletani e in particolar modo l'erede al trono, Alfonso II, padre di Isabella promessa a Gian Galeazzo. Il re Ferdinando I di Napoli, era occupato con i Saraceni che nel 1480 erano sbarcati a Otranto. e con una rivolta dei Baroni. Ludovico il Moro aiutò re Ferdinando a sopprimere la ribellione e perciò, nel 1487, vide riconfermato il Ducato di Bari ottenendo, inoltre, il principato di Rossano e la contea di Burello (vicino Palmi), Rossano e Longobucco, tolte ai baroni ribelli.
Nel 1488 venne celebrato il matrimonio tra Gian Galeazzo Sforza, di 19 anni e Isabella d'Aragona di 18. Isabella, a Milano, non sopportava lo strapotere del Moro che usurpava a suo marito il titolo di Duca. Nel 1493 scrisse al padre Alfonso II per denunciare la situazioneIl testo della lettera, nella traduzione italiana dall'originale latino, è riportato in . ma la reazione voluta da Alfonso II fu frenata dalla prudenza del re Ferdinando I.
Quando nel 1494 Alfonso II salì al trono di Napoli dichiarò subito guerra al Moro e come primo segno di ostilità fece occupare i ducati di Bari e di Rossano. L'esercito aragonese, comandato dal giovane Ferrandino, entrò in Romagna nel momento in cui Carlo VIII di Francia venne accolto da Ludovico il Moro che lo aveva chiamato in proprio aiuto. Il 21 ottobre 1494 Gian Galeazzo moriva a Pavia all'età di 25 anni. e il giorno successivo Ludovico si fece proclamare Duca di Milano.
Carlo VIII entrò in Napoli il 22 febbraio 1495 e inviò Macedonio Paduano, a suo tempo governatore di Bari, a occupare il ducato e i territori calabresi per conto del Moro. I cittadini di Bari, Modugno e Palo si mostrarono felici di tornare sotto la guida degli Sforza che avevano sempre condotto un governo giusto e portato sviluppo economico. Alla morte dell'amata moglie Beatrice d'Este, nel 1497, Ludovico (ormai duca di Milano) rinunciò all'intero ducato in favore del loro secondogenito Sforza Francesco, ancora infante. Il 20 luglio 1498 giunse a Bari il nuovo Governatore, Giacomo dei Marchesi Pallavicini de' Scipione.
Più tardi Ludovico il Moro si spostò nella parte avversa ai Francesi alleandosi con la Repubblica di Venezia, lo stato della Chiesa, Ferdinando il Cattolico e l'imperatore d'Austria. Carlo VIII dovette tornare in Francia nel giugno 1495 e Ferdinando II fece ritorno sul trono di Napoli. Egli e il suo successore Federico confermarono a Ludovico il moro il possesso del ducato. Tuttavia il Moro, non poté occuparsi molto del ducato, e ne affidò la gestione al viceduca Giovanni Erminzani.
Discesa in Italia di Luigi XII
Il successore di Carlo VIII, Luigi XII, scese in Italia con l'intento di conquistare il Regno di Napoli, e il Ducato di Milano, sul quale vantava dei diritti di successione quale discendente dei Visconti da parte materna.