Il Regno di Maiorca () fu uno Stato medievale, esistito tra il 1262 e il 1349 (formalmente fino al 1715). Composto da territori discontinui, al momento di massima espansione comprendeva le isole Baleari con la capitale Palma di Maiorca, le contee del Rossiglione e della Cerdagna e le città francesi di Perpignano e Montpellier.

Fu istituito nel 1262 da Giacomo I d'Aragona il Conquistatore come vassallo della Corona d'Aragona, in seguito alla conquista cristiana di Maiorca che strappò le isole ai Mori. Il possesso del regno divenne motivo di guerra civile tra i suoi discendenti Alfonso III d'Aragona e Giacomo II di Maiorca; il conflitto si risolse per via diplomatica col trattato di Anagni del 1295, con Giacomo che riottenne il regno a condizione di dichiararsi vassallo della Corona d'Aragona. Il regno visse quindi un periodo di relativa pace per i decenni successivi sotto i domini di Giacomo II e Sancho I, viziati però da una sempre più acuta crisi economica a causa dei perduranti contrasti con l'Aragona e con la Repubblica di Genova.

Infine, non potendo accettare l'esistenza di un regno autonomo, Pietro IV d'Aragona cominciò nel 1343 una vasta campagna di conquiste per sottomettere il Regno di Maiorca, spodestandone l'ultimo sovrano Giacomo III. Ridotto al solo dominio su Montpellier, Giacomo III fu infine costretto a vendere ciò che rimaneva dei suoi possedimenti a Filippo VI di Francia. Nel 1349 tentò una spedizione per riconquistare le Baleari, che tuttavia fu annientata alla battaglia di Llucmajor, dove lo stesso Giacomo III trovò la morte. Con la sua scomparsa, il regno cessò effettivamente di esistere, pur permanendo de iure nella burocrazia e nel cerimoniale aragonese e spagnolo fino alla sua definitiva abolizione nel 1715 coi Decreti di Nueva Planta.

Nonostante la sua breve vita, il Regno di Maiorca ebbe una cultura vivace e distinta. I sovrani balearici furono grandi mecenati e finanziarono il lavoro di numerosi artisti: filosofi come Raimondo Lullo innovarono l'insegnamento della religione e delle lingue nelle università europee, architetti come Jaume Fabre contribuirono a dotare il regno di nuovi castelli ed edifici religiosi, pittori come il Maestro dei Privilegi crearono preziosi codici miniati e scultori come Arnau Campredon fecero di Perpignano un notevole centro artistico-culturale, soprattutto grazie alla lavorazione del marmo. Vi fu inoltre tolleranza verso gli ebrei, che fondarono prospere comunità soprattutto a Palma di Maiorca e Montpellier, città della cui università dirigevano la facoltà di Medicina.

Geografia

Come molti regni medievali, il Regno di Maiorca aveva un territorio sparso e incuneato in vari domini più grandi.. Tale discontinuità territoriale derivava dalla divisione del Regno d'Aragona operata da re Giacomo I alla propria morte nel 1276, che cercò di lasciare tutti i suoi figli in possesso di territori autonomi; mentre l'erede principale Pietro III ottenne la maggior parte dei territori aragonesi, il figlio cadetto Giacomo II ottenne alcuni tra i feudi più periferici ma comunque rilevanti dal punto di vista economico e strategico, motivi per cui i successivi sovrani d'Aragona tollerarono sempre di malavoglia l'indipendenza dei territori maiorchini.. Il regno rimase sempre comunque nell'alveo della grande koinè catalano-aragonese che dalla Spagna si estendeva fino all'Italia e per un breve frangente anche alla Grecia.

Il centro del potere maiorchino erano ovviamente le isole Baleari, la cui isola principale Maiorca dava proprio il nome al regno e dove sorgeva la capitale, Palma di Maiorca. (nota anche coi nomi di Madîna Mayûrqa in arabo e Ciutat de Mallorca in catalano). Dei domini continentali, il primo territorio per importanza erano le contee del Rossiglione e della Cerdagna, sul confine tra Francia e Spagna, dominate dal polo commerciale di Perpignano che fungeva spesso da capitale alternativa a Palma.. Stessa importanza più a nord ricopriva la città francese di Montpellier, che era passata all'Aragona nel 1204 in quanto dote della nobile Maria di Montpellier, madre di re Giacomo I.. Alle dipendenze di Maiorca c'erano poi alcuni altri piccoli feudi sparsi tra Francia e Spagna, specialmente parte della piccola viscontea francese interna di Carladès, e infine la montana Val d'Aran nell'interno dell'Aragona.

Società Quadro generale Data l'eterogeneità geografica dei territori del regno, la società maiorchina era estremamente variegata. Inizialmente, in quanto in origine una taifa musulmana, gli abitanti delle Baleari erano in maggioranza Mori di religione islamica, con una minoranza di Mozarabi di religione cristiana.. Le campagne di conquista condotte da Giacomo I distrussero in pochi anni la taifa di Maiorca, col risultante massacro ed espulsione dal regno dei Mori di Maiorca, Ibiza e Formentera. Una comunità moresca islamica permase invece sull'isola di Minorca, che si sottomise a Giacomo I come tributaria nel 1232 ed evitò quindi le devastazioni subite dalle isole vicine, con le autorità che tollerarono l'elemento musulmano nel regno ridotto a forte minoranza per alcuni altri decenni fino alla sua totale assimilazione;. i Mori che non si erano convertiti furono poi deportati dopo la conquista aragonese di Minorca nel 1287, cancellandone la popolazione araba.. Le Baleari furono quindi ripopolate con gruppi di catalani cattolici, che in breve tempo soppiantarono l'elemento musulmano. In breve vi immigrarono anche numerosi ebrei, che fondarono prospere comunità soprattutto a Palma di Maiorca, e anche francesi, segnatamente da Marsiglia, città che aveva inviato aiuti a Giacomo I durante la conquista, così aveva fatto la Provenza.

Con l'indipendenza di Maiorca dall'Aragona nel 1276, si aggiunsero nuovi territori e quindi nuovi elementi etnici. Mentre il Rossiglione e la Cerdagna erano abitati principalmente da catalani, la signoria di Montpellier aggiunse invece l'elemento occitano e in minor parte anche quello francese, già presenti a Maiorca ma in maniera ridotta, dimostrandosi invece predominanti a Montpellier e nella contea di Carladès, territorio più settentrionale del regno.

Gli ebrei di Maiorca Molto dettagliata si conserva la storia degli ebrei di Maiorca, che formarono grandi comunità nelle principali città del regno, ovvero Palma, Perpignano e Montpellier.

Baleari Gli ebrei erano già presenti sulle Baleari fin dai tempi dell'Impero Romano, e un nuovo afflusso vi fu nel XII secolo durante le persecuzioni degli Almohadi nel resto del mondo islamico.. Gli ebrei colonizzarono le Baleari nella prima metà del XIII secolo dopo essere stati invitati a risiedervi da Giacomo I. Divennero quindi l'anima della società maiorchina e tra i principali detentori di attività commerciali, ottenendo anche la cittadinanza del regno, cosa assai rara per gli ebrei medievali, così come varie esenzioni fiscali. Grazie alla tolleranza dei sovrani maiorchini, gli ebrei godettero sempre di un buon trattamento e di un alto tenore di vita, potendo anche diventare proprietari terrieri e piccoli feudatari e redigere documenti in ebraico medievale e non in latino. Durante il regno di Giacomo I, gli ebrei di Palma possedevano già due sinagoghe e una terza fu completata durante il regno di Sancho I.

Nel XIV secolo, la situazione per gli ebrei cominciò a peggiorare sensibilmente. L'antisemitismo si diffuse a Maiorca fin dagli anni 1310, ma re Giacomo II rinnovò la propria protezione per gli ebrei e lo stesso fece inizialmente suo figlio Sancho I. Nel 1314-1315 ci fu una prima crisi dopo la conversione all'ebraismo di due cristiani tedeschi immigrati a Maiorca: il vescovo Guglielmo di Villanova impose un'onerosa multa e il sovrano sequestrò buona parte dei patrimoni ebraici maiorchini, e il pagamento di un esoso riscatto e l'imposizione di una tassa sui beni acquistati dagli ebrei per i successivi dieci anni riuscì a risolvere la situazione. Negli anni successivi le cose parvero normalizzarsi, anche se a Palma fu stabilito un vero e proprio ghetto munito di mura e cancelli..

Il regno di Giacomo III fu tranquillo, e la comunità ebraica maiorchina non risentì della successiva conquista di Maiorca del re d'Aragona Pietro IV il Cerimonioso, che confermò il loro status. Nel 1391 tuttavia il Regno di Aragona fu travolto da un'ondata di violenza antiebraica che interessò anche le Baleari: una rivolta popolare, scoppiata in origine per esautorare l'impopolare governatore aragonese, si trasformò presto in un pogrom e la folla inferocita assaltò il ghetto di Palma di Maiorca, massacrando circa 300 ebrei.. Altri 800 furono salvati dal governatore che permise loro di rifugiarsi nel castello dell'Almundaina, mentre tutti gli altri furono forzatamente battezzati divenendo quindi Conversi. Re Giovanni I d'Aragona non punì i responsabili del pogrom ma anzi li perdonò e annullò tutti i loro debiti verso gli ebrei, sancendo quindi il cambio della politica aragonese verso gli ebrei, da allora sempre più ostile.

Nonostante i pogrom del 1391, le Baleari rimasero un'importante enclave ebraica, tanto che all'inizio del XV secolo vi si contavano un migliaio di famiglie di religione ebraica. Gravi tensioni permasero comunque nei decenni successivi, soprattutto dopo la decisa politica antisemita di Ferdinando I d'Aragona, che nel 1413 pubblicò un severo editto contro gli ebrei. Il culmine definitivo si raggiunse nel 1435, quando scoppiò un nuovo pogrom su istigazione dell'ex-antipapa Clemente VIII, che era allora vescovo di Maiorca: alcuni gruppi di ebrei furono giustiziati dalle autorità, altri linciati dalla folla inferocita, molti fuggirono nell'interno delle isole o furono costretti a convertirsi.. Dopo gli eventi del 1435, l'ebraismo scomparve di fatto dalle Baleari, anche se piccoli gruppi di ebrei continuarono a vivere in clandestinità almeno fino ai primi anni del XVI secolo, tanto che gli ultimi ebrei maiorchini condannati dall'Inquisizione in contumacia risalgono al 1511.

Montpellier A Montpellier c'era una delle più grandi comunità ebraiche di tutta la Linguadoca e della Francia meridionale. I governanti provenzali si erano sempre mostrati tolleranti e concessero agli ebrei di Montpellier di fondare un'importante scuola di medicina,. permesso rinnovato sia da Giacomo I che da Giacomo II di Maiorca.. Alla fondazione dell'Università di Montpellier nel 1289 Giacomo II concesse loro il permesso di frequentarla e di sostenervi gli esami di medicina, così da essere ufficialmente riconosciuti come medici, e dal 1300 al 1304 il medico ebreo Jacob ben Machir ibn Tibbon fu rettore della facoltà di Medicina di Montpellier. In città era presente anche un'importante scuola talmudica, considerata al pari di quella di Granada e persino dell'antico Sinedrio di Gerusalemme; furono proprio i dotti ebrei di Montpellier a condannare per primi gli scritti del rabbino Mosè Maimonide, al centro di una vivace polemica nella filosofia ebraica medievale che perdurò fin nel XIV secolo.

Re Sancho I si confermò tollerante, accogliendo in città numerosi ebrei fuggiti dalla Francia all'avanzare della crociata dei pastori nel 1320 che stava prendendo di mira le comunità giudee della Francia meridionale. Dopo il passaggio di Montpellier alla Francia nel 1349, la situazione degli ebrei peggiorò immediatamente: nel 1365 fu istituito il ghetto, e il 17 settembre 1394 re Carlo VI promulgò un editto che imponeva agli ebrei di lasciare per sempre la città.

Perpignano