Le abluzioni rituali ebraiche, o le purificazioni con l'acqua, assumono nell'Ebraismo due forme principali. La tevilah () è un'immersione completa del corpo nella mikveh; e la netilat yadayim che è il lavaggio delle mani con una caraffa.

I riferimenti alle abluzioni rituali si trovano nella Bibbia ebraica e sono elaborate nella Mishnah e nel Talmud. Sono state codificate in vari codici della legge ebraica e della tradizione, come per esempio nella Mishneh Torah di Mosè Maimonide (XII secolo) e nello Shulchan Arukh di Joseph Karo (XVI secolo). Queste usanze sono più comunemente osservate nell'ambito dell'Ebraismo ortodosso. Nell'Ebraismo conservatore, le pratiche sono normative con una certa mitezza e con eccezioni. Le abluzioni rituali non sono osservate dall'Ebraismo riformato."Ablution", articolo di Bernard Drachman & Kaufmann Kohler, su Jewish Encyclopedia.

Bibbia ebraica Il Tanakh include vari regolamenti sul bagno rituale:

Sono poi richiesti sette giorni di purezza, che culminano in un rituale ed in un'offerta al Tempio prima che l'impurità (zav) sia mondata:

Ci sono anche riferimenti al lavaggio delle mani:

Periodo del Secondo Tempio Filone di Alessandria fa riferimento alle abluzioni rituali nel contesto del Tempio e del Levitico, ma parla anche di "lavaggio" spirituale.Jutta Leonhardt, Jewish worship in Philo of Alexandria, p. 270 (2001) – "Lavaggio rituale": Il lavaggio rituale viene usato per la purificazione rituale nel contesto del culto del Tempio. In Som. I, 81, Filone cita , che dice: "[Nessuno] mangerà le cose sante prima di essersi lavato il corpo nell'acqua ..." A Qumran sono stati identificati dei bacini che servivano da terme, e tra i manoscritti del Mar Morto sono stati rinvenuti testi sul mantenimento della purezza rituale che riflettono i requisiti del Levitico.Michael Anthony Knibb, The Qumran community, p. 92 (1987) -"... e tra le molte cisterne a Qumran, due bacini sono stati identificati che servivano da bagni e forse venivano usati per ... Impuro, impuro egli sarà fintanto che rifiuti i precetti di Dio: il linguaggio proviene dal Levitico." Anche nel Nuovo Testamento ci sono possibili riferimenti alle abluzioni ebraiche del secondo tempio , come quando Gesù guarì il cieco nato , lo mandó a lavarsi nella vasca di Siloe (Giovanni 9:7) oppure quando guarisce il paralitico alla piscina di Betesda (Giovanni 5) inoltre si pensava che questa piscina avesse proprietà miracolose poiché si credeva che un angelo scendesse e muovesse le acque quando un malato si bagnasse nella piscina. Anche il battesimo di Giovanni Battista era una tevilah , come scrive anche Giuseppe Flavio in antichità Giudaiche parlando appunto del Battista.

Ebraismo rabbinico

Sia gli studiosi religiosi tradizionali sia quelli secolari sono d'accordo ad affermare che l'abluzione rituale nell'ebraismo derivi dai rabbini del Talmud che a loro volta l'adattarono da una più vasta serie di lavaggi rituali e pratiche di purità dell'epoca del Tempio di Gerusalemme, basate su vari versetti della Bibbia ebraica (ovvero la Tanakh) e tradizioni tramandate. Esiste tuttavia disaccordo circa le origini ed i significati di tali pratiche. Questa sezione descrive quelle pratiche che esistono nell'ebraismo tradizionale contemporaneo, discutendone poi prospettive alternative riguardo alla loro natura, origini e significato.

L'ebraismo tradizionale e classico,fedele cioè ai dettami del Libro Sacro, richiede certi tipi di lavaggio rituale. Alcuni di questi non necessitano di una raccolta d'acqua speciale (e possono essere svolti con acqua di rubinetto):

Netilat yadayim ("Elevare [dopo il lavaggio rituale de] le mani"), noto anche come Mayim Rishonim, che viene fatto con una benedizione, prima di mangiare del pane con un pasto Mayim acharonim ("Acque del dopo") regola o tradizione di lavarsi ritualmente le dita dopo un pasto, per proteggersi dal toccare i propri occhi con residui pericolosi.Shulkhan Arukh, Orach Chayim 181. Netilat Yadayim Shacharit ("Elevare [dopo il lavaggio rituale de] le mani del mattino"), quando ci si alza la mattina dopo una notte completa di sonno, o anche dopo una lunga dormita nel pomeriggio, versando una caraffa d'acqua sulle proprie mani, tre volte in alternanza. Netilat yadayim (senza benedizione) per rimuovere tumah ("impurità") dopo: aver toccato oggetti che generano tumah come: una parte del corpo solitamente coperta (parti private, schiena, ascelle, ecc.) dentro il naso o l'orecchio il cuoio capelluto (ma non nel caso siano stati toccati solo i capelli) scarpe di cuoio un animale ritualmente impuro o un insetto tagliarsi i capelli o le unghie togliersi le scarpe visitare un cimitero rapporto sessuale. Alcune comunità osservano il requisito di lavarsi il corpo (anche con acqua di rubinetto) dopo il rapporto o dopo aver comunque avuto un'emissione seminale poiché queste attività rendono l'uomo baal keri (impuro a causa di eiaculazione) Dopo essere stati al gabinetto; il lavaggio rituale delle mani è un simbolo sia di pulizia corporale sia di rimozione di impurità umana – si veda Netilat yadayim, supra. Per rimuovere tumat met ("impurità della morte") dopo aver partecipato ad un funerale o essersi avvicinati ad una salma entro quattro cubiti Durante il Seder di Pesach, netilat yadayimShulkhan Arukh, Orach Chayim 473:6 è svolto senza benedizioni, prima di mangiare la verdura chiamata karpas,Karpas () è un rituale tradizionale del Seder di Pesach. Si riferisce ad una verdura, di solito il prezzemolo o il sedano, che viene immerso in liquido (usualmente acqua salata) e mangiato. prima del pasto principale. A qualsiasi Kohen presente vengono lavate le mani nella sinagoga dai Levi'im (Leviti) prima di pronunciare la Benedizione sacerdotale davanti alla congregazione. Alcuni usano lavarsi le mani prima di intraprendere l'attività di scriba

In altre occasioni è necessaria l'immersione completa in una raccolta particolare di acqua, come una fonte, sorgente o mikveh:

Per una donna sposata dopo la conclusione del suo periodo di niddah a seguito di mestruazioni o altra sanguinazione uterina, e deve riprendere i suoi rapporti coniugali. Ciò richiede una preparazione particolare. Il giorno prima di ("vigilia di") Yom Kippur e altre festività Per alcuni ebrei ortodossi durante i venerdì pomeriggio (in preparazione al Shabbat) Quando ci si converte all'ebraismo Taharah, ("Purificazione"), il lavaggio rituale e la purificazione, e l'immersione in un mikveh secondo certe tradizioni, di una salma ebrea prima della sepoltura.

Lavaggio delle mani

Base generale della legge ebraica I rabbini del Talmud derivavano il requisito di lavarsi le mani dall'affermazione di ."Chiunque tocca chi ha il flusso, senza essersi lavato le mani, dovrà lavare le sue vesti e lavarsi nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera." Il Talmud desumeva le esigenze specifiche di lavaggio delle mani da questi passaggi.

Il termine ebraico generico relativo al lavaggio delle mani è netilat yadayim, che significa elevare le mani. Il termine "lavaggio delle mani" dopo evacuazione viene a volte rimpiazzato da "lavarsi asher yatzar" con riferimento alla rispettiva berakhah ( benedizione) che viene recitata iniziando con tali parole.

La Halakha (Legge ebraica) richiede che l'acqua usata per l'abluzione rituale sia naturalmente pura, inutilizzata, senza altre sostanze, e non scolorita. L'acqua inoltre deve essere versata da un contenitore con azione umana, in base ai riferimenti della Bibbia riguardo a tale pratica, per esempio Eliseo che versa acqua sulle mani di Elia. L'acqua deve essere versata su ciascuna mano almeno due volte.

Esecuzione La pratica contemporanea nella maggioranza delle occasioni è quella di versare acqua su ogni mano tre volte usando una caraffa; questo rituale è correntemente conosciuto col termine yiddish "negel vasser", che significa "acqua ungueale". Tale termine yiddish viene usato anche per la speciale caraffa usata in queste abluzioni.

La benedizione

Ai pasti

Il Talmud babilonese (Bavli)Berachot 53b. discute due tipi di abluzione ai pasti: lavarsi prima di un pasto è descritto come prime acque (il termine ebraico è mayim rishonim), e dopo un pasto come ultime acque (il termine ebraico è mayim aharonim). Il primo termine è correntemente in disuso, mentre il secondo termine è tuttora in voga. Il termine moderno per il primo ora è netilat yadayim, lavaggio delle mani. Il lavaggio delle mani è normativo nell'ebraismo ortodosso.

La Ghemara del Bavli contiene descrizioni omiletiche circa l'importanza della pratica, incluso l'argomentazione che l'abluzione prima dei pasti è così importante che trascurarla equivale a impudicizia, e rischia la punizione divina in forma di distruzione improvvisa o povertà.Shabbat 62b.Sotah 4b. La discussione di mayim acharonim, lavaggio dopo i pasti, contiene il consiglio che lavarsi dopo i pasti, come misura sanitaria, sia l'abluzione più importante delle due, basandosi sul fatto che il sale usato per conservare il cibo potrebbe provocare cecità se gli occhi venissero sfregati senza prima essersi lavati.Yoma 83b.

Sebbene mayim acharonim non fosse una volta osservato (per esempio, fino a tempi recenti non appariva in molte Haggadah di Pesach ortodosse) negli ultimi anni sembra essere una pratica rinnovata, particolarmente prima di pasti speciali come quello del Shabbat e delle Festività ebraiche.

In altre correnti religiose ebraiche, solo l'abluzione prima dei pasti viene osservata.

Prima delle funzioni liturgiche Secondo lo Shulchan Arukh, una persona si dovrebbe lavare entrambe le mani prima della preghiera, in base alla tradizione che richiede la purificazione rituale entrando nel Tempio di Gerusalemme, in assenza del quale la preghiera prende il suo posto, secondo l'Ebraismo ortodosso.

Prima delle benedizioni sacerdotali Nell'ebraismo ortodosso (ed in alcuni casi nell'ebraismo conservatore), i Kohanim, membri della classe sacerdotale, offrono la Benedizione sacerdotale davanti alla congregazione in certe occasioni. Prima di svolgere la funzione, i Kohanim devono lavarsi le mani. L'ebraismo fa risalire tradizionalmente tale requisito alla Torah:

È consueto per i Leviti versare acqua sulle mani dei Kohanim ed assisterli in altri modi. In molte comunità, il lavaggio dei piedi non viene osservato prima della Benedizione sacerdotale, da quando il tempio di Gerusalemme è stato distrutto.

Dopo aver dormito Il Talmud afferma che Dio comandò agli ebrei di lavarsi le mani e riporta il testo della benedizione netilat yadaim ancora in uso.Berakot 60b.

Secondo lo Shulchan Arukh una persona che ha dormito deve lavarsi appena si alza e dire la benedizione natilat yadayim.Anche nel Sefer haZohar è indicata la proibizione di dare e dire Benedizioni con le mani "non pulite", e per Dio e verso [alcuni] individui (Zohar 171).

Immersione del corpo

Esistono diverse occasioni dove le regole bibliche o rabbiniche richiedono l'immersione completa del corpo, chiamata tevilah. A seconda delle circostanze, tale bagno rituale può richiedere l'immersione in "acqua viva" - sia usando una corrente naturale sia una mikveh (costruita in modo che riceva direttamente una fonte naturale d'acqua, come per es. una sorgente).

Tale tradizione segue i requisiti e le normative di immersione dell'Ebraismo rabbinico e derivazioni. Altre branche dell'ebraismo, come quello Falascia, hanno pratiche sostanzialmente differenti, tra cui l'obbligo di una vera fonte naturale o corso d'acqua.

Conversione all'Ebraismo L'ebraismo richiede ai conversi di immergersi completamente nell'acqua di un mikveh o bacino d'acqua corrente.

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