Castra (plurale del singolare castrum) era il nome latino dell'accampamento fortificato nei quali risiedevano, in forma stabile o provvisoria, le unità dell'esercito romano, come per esempio le legioni. Era generalmente di forma rettangolare ed era generalmente circondato da numerosi sistemi difensivi.

Il termine è stato utilizzato fino al basso medioevo per indicare un luogo fortificato, ovvero anche un abitato con fortificazioni, ed è stato ripreso in varie forme nel nome di numerose città.

Etimologia di castra

Deve essere notato che l'utilizzo del termine castra (in latino corrispondente al caso nominativo plurale neutro di castrum), anche per il singolare, ha un'accezione chiaramente militare come riferisce il grammatico Servio,Servio, Ad Aen., VI, 775 mentre castrum può essere adoperato ambiguamente anche per opere civili con scopi di protezione.Rumpf, «Castrum», in Enc. dell'Arte Ant., II, 1959, pp. 412-416.Bejor, «Castrum», in Enc. dell'Arte Ant., sup II, 1996, pp. 45-47 Sarebbe pertanto adeguato l'utilizzo del solo termine castra al singolare come al plurale per le installazioni di tipo militare, come fortemente consigliato da Le Bohec. e Rebuffat.Rebuffat, A propos du “Limes Tripolitanus”, in «Rev. Arch.», I, 1980, p. 113

Campo repubblicano

Accampamenti da marcia (castra aestiva) secondo Polibio (fine III secolo a.C.)

Si racconta che l'esercito romano, dovendo condurre campagne militari sempre più lontane dalla città di Roma (a partire dalla fine del IV-inizi del III secolo a.C.), fu costretto a trovare delle soluzioni difensive adatte al pernottamento in territori spesso ostili. Ciò indusse i Romani a creare, sembra a partire dalle guerre pirriche, un primo esempio di accampamento militare da marcia fortificato, per proteggere le armate romane al suo interno.

Il primo castra romano da marcia o da campagne militare (castra aestiva.Tacito, Historiae, III, 46, 4; Tacito, Annales, I, 16, 2; I, 30, 3.), è descritto dallo storico Polibio.. Esso presentava una pianta quadrata e una struttura interna adoperata anche nella pianificazione delle città: strade perpendicolari tra loro (chiamate cardo e decumano) che formavano un reticolato di quadrilateri. Polibio aggiungeva:

Scelta del luogo Una volta che l'esercito in marcia si avvicinava al luogo in cui porre il proprio accampamento, un tribuno insieme ad un gruppo di centurioni, a cui normalmente era affidato questo compito, andavano in perlustrazione e ispezionavano attentamente l'intera area. Trovato il luogo adatto, stabilivano in primis dove piantare la tenda del comandante (praetorium) e lungo quale lato accampare le legioni.. Subito dopo provvedevano a misurare l'area del praetorium; poi indicavano una linea lungo la quale porre le tende dei tribuni e dei praefecti sociorum, e una linea parallela a questa, dove le legioni dovevano costruire i propri alloggi. Contemporaneamente misuravano e tracciano altre linee, dalla parte opposta del praetorium, dove andavano posizionati i contingenti di extraordinarii..

Queste operazioni erano compiute in breve tempo, poiché gli intervalli erano sempre gli stessi. A questo punto piantavano una prima insegna nel luogo dove doveva essere innalzata la tenda del console; una seconda sul lato di questa (a 100 piedi dalla prima); una terza, lungo la linea dove porre le tende dei tribuni (a 50 piedi dalla seconda) e una quarta (a 100 piedi dalla terza), dove accampare le legioni. Le ultime tre insegne erano di colore rosso, mentre quella del console era bianca. Dall'altra parte del praetorium, a volte piantano delle semplici lance, a volte delle insegne di un altro colore..

Una volta portate a termine queste azioni, si procedeva a misurare le viae e su ciascuna di queste venivano piantate delle lance. In questo modo, quando le legioni in marcia si avvicinavano al luogo destinato all'accampamento, tutto risultava visibile ed evidente, in modo tale che ciascuno fosse in grado di individuarne il proprio settore di appartenenza e iniziare a costruirvi i propri alloggi senza commettere errori di identificazione del luogo a lui preposto..

Comando e ufficiali superiori

Una volta scelto il luogo dove porre l'accampamento, si iniziava dalla tenda del comandante (praetorium), che doveva sorgere nella zona più adatta a controllare l'intero campo e a trasmettere gli ordini. Collocata un'insegna dove si aveva intenzione di piantare la sua tenda, questa era delimitata intorno da un'area a forma di quadrato, in modo che tutti i suoi lati fossero distanti dall'insegna 100 piedi tolemaici (= 120 piedi romani, pari a 35,52 metri) e che la sua superficie fosse di quattro pletri (pari a 5.046 metri quadrati). Lungo poi un lato di questo quadrato, quello nella cui direzione vi fosse un luogo adatto al rifornimento di acqua e di foraggio, erano disposte le legioni romane..

Poiché in ciascuna legione vi erano sei tribuni e ciascun console comandava due legioni, era evidente che alle dipendenze di ogni console vi fossero dodici tribuni. Le loro tende erano, quindi, collocate su un'unica linea retta parallela al lato del quadrato del praetorium, e ad una distanza di cinquanta piedi da questo. Questo permetteva che vi fosse spazio sufficiente per i cavalli, per le bestie da soma e i bagagli dei tribuni. Le tende erano posizionate in direzione contraria allo spiazzo quadrato del comandante, dirimpetto a quella parte esterna del campo che Polibio chiamava la «fronte dell'accampamento». Le tende dei tribuni erano, infine, disposte ad uguale distanza tra loro, lungo una linea che copriva l'intera ampiezza dello spazio occupato dalle due legioni romane, sei da una parte e sei dall'altra..

Disposizione delle legioni

A questo punto, dopo aver misurato altri cento piedi oltre la riga dei tribuni, venivano disposte le tende delle legioni. Una volta divisa a metà la linea su cui erano poste le tende dei 12 tribuni, lungo la sua perpendicolare, venivano fatti accampare i cavalieri di ciascuna delle due legioni (equites), gli uni di fronte agli altri. Essi erano disposti ad una distanza di cinquanta piedi. Il sistema utilizzato dalla cavalleria e dalla fanteria nel disporre le proprie tende era simile, poiché la distribuzione di un manipolo oppure di una turma di cavalleria era nel suo complesso un quadrato (di 100 × 100 piedi).. Ciascuno di questi quadrati si affacciava su una delle viae che correvano attraverso l'accampamento. Il lato del quadrato occupato dai cavalieri misurava cento piedi, mentre non era così quello degli alleati. E quando servivano più di due legioni, essi aumentavano proporzionalmente sia la lunghezza, sia la profondità.. Il campo dei cavalieri si trovava, pertanto, al centro della linea formata dalle tende dei tribuni ed era disposto in modo da generare una strada tra loro e le tende dei tribuni (via Principalis). In realtà, il sistema delle viae di un accampamento era simile in tutto e per tutto a quello di una città, in quanto su entrambi i due lati e per tutta la loro lunghezza, troviamo delle tende: da una parte quelle dei manipoli di fanteria e dall'altra delle turmae di cavalleria..

In ciascun manipolo il decurione ed il centurione occupavano le tende estreme del loro settore di campo. Vi è da aggiungere che vi era una via tra la quinta e la sesta turma di cavalleria, ad una distanza di cinquanta piedi; la stessa cosa era fatta con le unità di fanteria, in modo tale che in mezzo alle legioni si andava creando una via di passaggio, parallela alle tende dei tribuni. Tale passaggio era chiamato via Quintana, poiché correva lungo le tende di ogni quinta turma o manipolo..

Alle spalle dei reparti di cavalleria, venivano sistemati i triarii di entrambe le legioni, secondo un identico schema, vale a dire: un manipolo di fronte a ciascun squadrone. Gli alloggiamenti di equites e triari risultavano così tra loro attigui, anche se erano rivolti in direzione opposte. La larghezza dello spazio di ciascun manipolo era però pari alla metà della lunghezza, in quanto il numero dei triarii è la metà rispetto alle altre due classi di hastati e principes. Si trattava di un rettangolo di 50 × 100 piedi. E sebbene il numero degli uomini non fosse spesso uguale, tuttavia ogni quartiere dell'accampamento presentava un'identica lunghezza, grazie alla variazione della sua profondità..

Dopo i triarii, facevano accampare di fronte i principes, mettendoli ad una distanza di cinquanta piedi gli uni dagli altri. Anche in questo caso le tende di questi ultimi erano rivolte verso questa via che li separava dai triarii. Anche in questo caso si andavano così a formare altre due viae: la prima cominciava parallela a dove si trovavano triarii e equites, terminando lungo il lato della palizzata opposto alle tende dei tribuni, che Polibio ricorda di aver definito "fronte dell'accampamento"; la seconda lungo il lato opposto dalle tende dei tribuni, a cento piedi di distanza..

Dopo i principes, facevano accampare gli hastati, disponendone le tende alle spalle e attigue a quelle dei principes, con l'entrata in direzione opposta. E visto che ogni classe era composta da dieci manipoli, anche le viae risultavano tutte di uguale lunghezza e i punti di intersezione con la palizzata si trovano lungo una medesima linea, dove erano rivolti gli alloggiamenti degli ultimi manipoli..

Disposizione delle truppe alleate (socii)

Una volta posizionate le due legioni romane al centro (lungo la via Praetoria), si procedeva con le forze degli alleati (socii). Ad una distanza di cinquanta piedi dagli hastati erano, quindi, disposti i reparti di cavalleria alleata. Ricordiamo che il numero dei fanti alleati era pari a quello dei fanti delle legioni romane (dai quali però andava sottratta la quinta parte per formare il contingente di extraordinarii), mentre quello dei cavalieri era triplo rispetto al contingente romano (da questi andava tolta la terza parte, che veniva messa a disposizione del contingente di extraordinarii). E così quando si provvedeva alla costruzione degli alloggi di questi ultimi, essi erano sistemati similmente a quanto accadeva per le legioni romane, aumentandone proporzionalmente la profondità.. Una volta completate tutte e cinque le viae, di fronte ai cavalieri erano sistemati i manipoli della fanteria alleata, aumentando la profondità dei loro alloggiamenti in proporzione al numero. La loro disposizione era rivolta verso ciascuna delle due palizzate laterali (vallum) della linea di difesa esterna..

Area alle spalle del praetorium Per quanto riguarda gli spazi alle spalle delle tende dei tribuni e lungo i due fianchi della zona occupata dalla tenda del generale (praetorium), questi erano destinati da una parte al forum, dall'altra alla tenda del questore (quaestorium) e al deposito degli approvvigionamenti, del quale quest'ultimo era il responsabile. A partire dall'estremità dell'ultima tenda dei tribuni, erano accampati i cavalieri scelti tra gli extraordinarii, oltre a un gruppo di volontari (evocati), che prestavano servizio personale ai consoli. Essi erano disposti parallelamente alle linee laterali della palizzata difensiva, con le tende rivolte verso i magazzini del questore, oppure verso il forum a seconda di dove si trovassero rispetto ai tribuni delle due legioni.. Queste truppe scelte, di solito, non solo erano accampate vicino ai consoli, ma durante le marce e in ogni altra occasione, erano totalmente e costantemente a disposizione del console e del questore..