Amarna (comunemente, ma meno correttamente noto come Tell el-Amarna) è il nome moderno della località dove sorgeva Akhetaton, la città egizia fondata dal faraone Akhenaton come capitale delle Due Terre, abbandonando così sia la capitale amministrativa, Menfi, sia quella religiosa, Tebe..

La città

Il termine tell, nell'area Mesopotamica, sta a indicare le collinette artificiali createsi, nel corso dei millenni, a seguito della sovrapposizione delle rovine di precedenti insediamenti. Proprio tali tell, infatti costituiscono un ben chiaro segno della presenza di antichi abitati.Uno dei più famosi, collegato peraltro alla ricerca archeologica italiana, è Tell Mardikh, meglio conosciuto con il nome dell'antica città di Ebla (scoperta in Siria nel 1964, i cui scavi sono attualmente interrotti a causa del conflitto siriano in atto dal 2011, dalla missione italiana diretta da Paolo Matthiae)..

Tuttavia, in questo caso, il termine "tell" riferito ad Amarna non ha assolutamente tale significato giacché il nome moderno Tell el-Amarna nulla ha a che vedere con le collinette a cui si è sopra fatto cenno. Il nome risale al XVIII secolo e fa riferimento a una tribù beduina nota come "Ben Amran"L'esploratore danese Frederic Louis Norden (1708-1742), che visitò l'Egitto tra il 1737 e il 1738 per ordine del re Cristiano VII di Danimarca, registra nei suoi appunti il nome della tribù dei Bene Amren, od Omarne, che comprende "sotto questo nome un esteso numero di aree in cui sono situati quattro villaggi tra loro molto vicini". Né Norden, né Edme François Jomard, che pure visitò l'area, fanno menzione alcuna, nei loro scritti, dell'esistenza delle tombe. Primo visitatore moderno, nel 1824, fu John Gardner Wilkinson che menzionò, tuttavia, le sole tombe dell'area settentrionale giacché, molto verosimilmente, quelle meridionali erano all'epoca totalmente ricoperte dalla sabbia..... Tale tribù si insediò in quest'area del Medio Egitto dando vita a quattro distinti villaggi: el-Till, El-Hagg Qandil, el-Amiriya ed el-Hawata. Il nome del primo di questi villaggi, si confuse con quello della tribù che lo abitava dando così vita a el-Till el-Amarna dalla cui successiva corruzione derivò il termine Tell-el-Amarna oggi abbreviato, e più noto, semplicemente come AmarnaJohn Gardner Wilkinson in un suo testo del 1835 fuse il nome del villaggio di Et-Till, o El-Till, con quello di Amarna che indicava l'intero distretto; dopo la scoperta delle tavolette di Amarna, nel 1888, e conseguentemente alla diffusione della notizia, il nome Tell-el-Amarna venne giornalisticamente acquisito e successivamente normalmente usato....

La storia di Tell el-Amarna è intimamente connessa, e non potrebbe essere differentemente giacché si tratta del moderno nome di un'antica città, a quello di Akhetaton, o Akhetaten. e alla figura del sovrano Amenhotep IV che, modificato il suo nome in Akhenaton., instaurò il culto di Aton, il sole, fonte di vita, come dio supremo. Per allontanarsi, anche fisicamente, dal potere gestito dai sacerdoti di Amon nell'antica Ipet-Eswe (l'attuale Karnak), Akhenaton decise di fondare dal nulla una nuova capitaleIl toponimo Akhetaton, o simile, venne originariamente assegnato alla stessa Tebe, come desumibile da un'iscrizione su una sedia del corredo funebre di un tale Nakhy che, a Tebe, indica se stesso come "servo del Luogo della Verità a occidente di Akhetenaton (sic)". Quanto al "Luogo della Verità", ovvero Set-Maat, era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina nei pressi della Valle dei Re. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, "il villaggio". Trattandosi della sede del tempio del maggior antagonista di Aton, ovvero Amon, e del suo potente clero, è verosimile che tale dizione non sia stata accettata, o addirittura rifiutata, prima dello spostamento della capitale... È verosimile che abbia scelto personalmente, nell'anno IV del suo regno, il sito ove sorse Akhetaton, "Lo splendore di Aton", forse a causa di due colline tra cui si poteva veder sorgere il sole e che ricordavano il geroglifico akhet.

Il terreno su cui Akhenaton scelse di costruire la sua capitale è localizzato sulla riva orientale del Nilo, nel territorio di quello che era il XV nomo dell'Alto Egitto, a circa a sud di Menfi e 400 a nord di Tebe; si trattava di un territorio vergine sia sotto il profilo politico sia, e specialmente, religioso, equidistante dalle due capitali precedenti e considerato ottimale per combinarne il duplice ruolo, amministrativo e religioso.. Al contrario di altre capitali, nate su abitati preesistenti e a seguito di espansioni successive, Akhetaton/Amarna venne progettata dal nulla su un'area di circa e si ritiene che, nel momento della sua massima espansione, la popolazione sia oscillata tra i 20 e i abitanti; se le rappresentazioni parietali e decorative possono essere assunte come rappresentanti l'effettiva realtà (e considerando i canoni pittorici realistici dell'epoca amarniana questo è positivamente ipotizzabile), la città doveva essere ricca di alberi e di verde, ben servita sotto il profilo dell'approvvigionamento idrico anche grazie ai molti pozzi, con un aspetto ben diverso da quello completamente arido attuale dovuto, anche, allo spostamento dell'alveo del Nilo..

Area settentrionale

Quella che oggi viene indicata come "Città del Nord" era un'area autosufficiente in cui trovavano collocazione il complesso gestionale amministrativo della città e locali di immagazzinamento, tutti costruiti in mattoni crudi; qui si trovavano, inoltre, le dimore dellélite amarniana che si sviluppavano lungo la Strada Regia che collegava la Città del Nord con la "Città Centrale". In questa zona si trovava, pure, una struttura fortificata sulla riva del fiume (oggi il corso è di molto variato) che, date le frequenti decorazioni con scene della famiglia reale, è stato ipotizzato fosse la principale residenza abitativa reale.

Qui si trovava anche il Palazzo del Nord, da non confondersi con il precedente, ugualmente costruito sulle rive del Nilo che conteneva squisiti dipinti parietali comprendenti vari animali che suggerirono a John PendleburyJohn Pendlebury (1904-1941), militare e archeologo britannico. che potesse aver ospitato anche una sorta di giardino zoologico. Il palazzo è, inoltre, particolarmente importante giacché si ritiene che sia stato la dimora della regina Nefertiti, quando questa scomparve dalla scena politico-sociale al fianco del re, o della sposa secondaria KiyaAlcune scene parietali del palazzo, in cui era ritratta Kiya, risultano alterate e il nome sostituito con quello della figlia di Akhenaton, Merytaton... Nell'area nord si trovava, inoltre, una zona suburbana di ville di pregio tra cui, la più famosa, è quella indicata con la sigla T36.11. che comprendeva una vasta area abitata, con anticamere e sale colonnate, comprensiva di magazzini e giardini, il tutto circondato da un muro, in mattoni crudi, alto circa 3 m..

Area centrale

Il centro cittadino, noto oggi come "Città Centrale", era situato in leggera pendenza in area anticamente lungo il fiume nota come "Isola dell'Aton dei giubilei". Si trattava di un'area squadrata di cui una gran parte è oggi nascosta sotto moderne coltivazioni. Punto centrale del distretto amministrativo era la fine della Strada Regia che terminava con il Grande Palazzo, noto come "Casa della gioia in Akhetaton", sito sull'antico lungo Nilo, e che ospitava splendide pavimentazioni dipinteScoperte da Flinders Petrie nel 1891, vennero successivamente distrutte dalle popolazioni locali che vedevano limitate le proprie possibilità di coltivazione dagli scavi archeologici.. Dotato di ampi cortili circondati da statue colossali di Akhenaton, qui il re riceveva inviati e ambasciatori stranieriL'esistenza di ampi e molto assolati cortili è confermato proprio dalle lamentele rivolte ai propri governanti da alcuni degli inviati e degli ambasciatori che frequentavano il Palazzo: "Perché i messaggeri devono restare costantemente fuori, nel sole e morire nel sole? Se stare sotto il sole porta vantaggio [al faraone] allora che si lascino [i messaggeri] fuori nel sole e li si lasci morire sotto al sole, ma che ci sia profitto per lui [il faraone]"...

Sull'altro lato della strada si trovava un altro edificio, la "Casa del Re" congiunta al Grande Palazzo da un sovrappassaggio coperto in cui si apriva, molto verosimilmente, la "Finestra delle Apparizioni", spesso rappresentata nei dipinti, da cui il re, la regina, e talvolta le figlie della coppia, si offrivano al popolo, specie durante l'elargizione di doni e le cerimonie di premiazione di funzionari meritevoli cui venivano concessi collari preziosi e altri oggetti in oro.. Nella Casa del Re si trovavano, inoltre, locali di abitazione e di servizio, ivi compresi scrittori e un ufficio di registrazione dei doni; qui vennero rinvenute ceramiche anche di provenienza micenea e minoica, a dimostrazione dei rapporti esistenti con l'area minoico cretese.

Nei pressi del Grande Palazzo e lateralmente alla Casa del Re si trovava l'enorme "Grande tempio di Aton", il "Palazzo di Aton in Akhetaton"Nel corso dei millenni i mattoni che costituivano le strutture del tempio sono state sottratti e oggi solo le fondamenta stanno a indicare la traccia del tempio sul terreno.: si trattava di un'area rettangolare di che ospitava 365 altari in mattoni crudi per ciascuna delle due parti del Paese, l'Alto e il Basso Egitto.. Circa a sud del "Grande Tempio" si trovava il "Piccolo tempio di Aton", la "Dimora di Aton in Akhetaton", che disponeva di magazzini e di una propria "Finestra delle Apparizioni" ed è stato interpretato dagli studiosi, dato anche il suo allineamento con le tombe reali, come un tempio dedicato agli antenati e come tempio funerario del re...

Area meridionale Meno del 50% dell'area che si estende a sud della Città Centrale è stata a oggi scavata. L'area, come la corrispondente zona nell'area settentrionale, era residenziale pur esistendo, tuttavia, edifici pubblici e amministrativi. Si ritiene sia stata realizzata precedentemente all'area settentrionale quasi come insediamento di prova; anche qui esistevano dimore destinate allélite amarniana testimoniate non solo dai frequenti recinti murari che circondavano aree a giardino, ma anche dalla presenza di ritti e architravi in pietra recanti il nome e i principali titoli del proprietarioQui si trovavano le case dei preti Paneshy e Pawah, ma anche del visir Nakhte e del generale Ramose nonché, forse la più famosa di tutte, l'abitazione-laboratorio dello scultore Thutmose (casa P47.1-3) tra le cui rovine l'archeologo tedesco Ludwig Borchardt rinvenne nel dicembre 1912, tra l'altro, il busto della regina Nefertiti, oggi al Ägyptisches Museum und Papyrussammlung..

Abitazioni di Amarna