Biografia Formazione e inizi della carriera Dopo gli anni formativi trascorsi nella Kunstgewerbeschule a Zurigo, iniziò la carriera lavorando per diverse agenzie. Nel 1953 si trasferì a Milano. In questo periodo di boom economico furono molti i designer svizzeri a spostarsi in Italia per beneficiare del clima intellettuale e delle abitudini progressiste in via di affermazione in quel momento storico. Tra questi vi furono Xanti Schawinsky, Max Huber, Carlo Vivarelli, Walter Ballmer, Aldo Calabresi e Bruno Monguzzi, che lavorarono tutti per lo Studio Boggeri, fondato da Antonio Boggeri nel 1933. Qui Lora ottenne piccoli incarichi, quali studi di packaging per Motta.

La collaborazione con La Rinascente In quel periodo alcune grandi compagnie e aziende italiane - prima fra tutte la Olivetti - diedero impulso alla nascita della pubblicità in Italia, dando occasione alle migliori menti del settore della grafica e dell'illustrazione di creare immagini e campagne pubblicitarie diventate nel tempo storiche. Come Olivetti anche Pirelli e La Rinascente crearono i loro uffici pubblicità e comunicazione interni, lavorando con una quantità di collaboratori esterni diversi.

Nel 1954 Lora Lamm fu presentata dal suo compagno di scuola e collega Max Huber, all'epoca già un affermato designer, alla Rinascente.Disegnò infatti per il grande magazzino sia il logo, sia l'immagine coordinata. Per la Rinascente Lora creò una serie di cataloghi, locandine, pubblicità, inviti, mailing, packaging. Il suo stile fresco e iconico la resero una delle principali contributrici del design milanese degli anni '50 e '60. Nel 1956 progettò i materiali promozionali per la mostra Il Giappone, per promuovere la vendita di prodotti giapponesi presso La Rinascente. Lora riprese parte dei materiali visivi della mostra reinterpretandoli in un modello geometrico con i colori tradizionali del Giappone. Questo approccio giocoso e sperimentale divenne un suo tratto caratteristico.

Nelle sue opere, dirette soprattutto al pubblico femminile, utilizzò forme stilizzate, inaspettate, piene di colore e, anche a una prima occhiata, suscitante un senso di meraviglia e coinvolgimento nello spettatore comunicando entusiasmo e spensieratezza. Lora usò raramente la fotografia, non apprezzandone i limiti imposti dalle tecniche di stampa dell'epoca. L'illustrazione rimase sempre la sua tecnica di riferimento, ottenendo risultati rimasti nel corso degli anni freschi e attuali come negli anni '50 e '60.

Direttrice creativa de La Rinascente Nel 1958 Max Huber lasciò La Rinascente e Lora prese il suo posto come capo del dipartimento creativo dal 1958 al 1962. Nello stesso periodo lavorò per Pirelli, Elizabeth Arden, Olivetti ed altri. Infine nel 1963 Lora Lamm rientrò a Zurigo come partner presso Frank C. Thiessing, dedicandosi al packaging e al design di mostre.

Note

Bibliografia Autori vari. Catalogo Bolaffi del Manifesto Italiano. Torino, Giulio Bolaffi Editore, 1995. Dorfles, Gillo. Lora Lamm. Graphis 90, luglio-agosto 1960, pagine 330-335, 354. Hollis, Richard. Swiss Graphic Design: The Origins and Growth of an International Style, 1920-1965. New Haven, Yale University Press, 2006. L'Ufficio Moderno. Pubblicità in Italia 1957-1958, 1958-1959, 1959-1960. Milano, 1958, 1959, 1960. Museum Für Gestaltung Zürich. Poster Collection Zurich - Milano. Baden, Lars Muller Publishers, 2007. Waibl, Heinz. Alle Radici della Comunicazione Visiva Italiana. Como, Centro di Cultura Grafics Como, 1988. Angelica e Bradamante le Donne del Design, a cura di Raimonda Riccini, Il Poligrafo, Padova, 2017.

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