è una dei protagonisti della serie animata giapponese Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare nelle varie opere tratte dalla serie animata, come diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretata dalla doppiatrice Megumi Hayashibara. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Valentina Mari nel doppiaggio originale e a Lucrezia Marricchi nel ridoppiaggio di Netflix.
Nella serie animata originale Rei è una ragazza dal carattere chiuso, taciturno e schivo, arruolata dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-00 e combattere assieme ad altri piloti contro misteriosi esseri chiamati angeli.
Il personaggio è diventato popolare tra gli appassionati di animazione fin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion, ricevendo diversi riconoscimenti e vincendo sondaggi di popolarità. Secondo degli studiosi, inoltre, Rei Ayanami ha esercitato una certa influenza sul mondo del fumetto e dell'animazione giapponesi, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo e alla diffusione di una serie di canoni moe ripresi e reinterpretati da personaggi seguenti.
Creazione e sviluppo Per il nome di Rei Hideaki Anno si ispirò a quello di Rei Hino, personaggio femminile di Pretty Guardian Sailor Moon. Durante la realizzazione di Neon Genesis Evangelion infatti tentò di attirare nel personale Kunihiko Ikuhara, direttore dell'omonima serie animata e suo amico di lunga data. Il regista, inoltre, cercò di giocare sui diversi significati del kanji , traducibile in "zero", "nullità". Secondo lo scrittore Patrick Drazen il nome può essere collegato all'Evangelion a lei assegnato, l'Unità 00.. è anche la pronuncia del carattere che significa "rituale", "etichetta". Il nome inoltre potrebbe essere stato influenzato dal personaggio di Zero, protagonista del romanzo Ai to gensō no fascism di Ryū Murakami. Per il suo cognome invece prese spunto da una nave della Marina imperiale giapponese, il cacciatorpediniere .. Per delinearne la caratterizzazione il regista cercò di far confluire in lei un lato nascosto della sua psiche, pensandola come a una rappresentazione del proprio inconscio personale; lui stesso dichiarò: «Rei è [il personaggio] più vicino alla mia psiche più profonda. [..] Ma è quello che capisco di meno. Non mi interessa molto, sinceramente. C'erano parti in cui cercavo di mettere da parte i miei pregiudizi e di far emergere la parte più primitiva, più importante, più pura che ho».. Come per altri personaggi di Evangelion traspose degli aspetti della propria vita in lei, inclusa la scelta di non mangiare carne e mantenere una dieta vegetariana..
Per l'aspetto della giovane Anno si rivolse a Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie; secondo il libro Neon Genesis Evangelion: The Unofficial Guide, scritto da Kazuhisa Fujie e Martin Foster, egli avrebbe chiesto al collega di rappresentarla come «una ragazza profondamente infelice» e «di scarsa presenza».. Il regista diede all'artista un memoriandum sul personaggio nel quale c'era scritto soltanto di rappresentarla come una ragazza silenziosa, dando ampia libertà artistica al character designer.. Nel disegnarla Sadamoto prese come modello un personaggio chiamato Ukina, presente in una sua precedente opera intitolata Kotō no oni, aggiungendole una capigliatura arruffata «da lupo». Egli trasse ispirazione da una canzone del gruppo giapponese Kinniku Shōjo Tai, , il cui testo cita una , che gli suggerì l'idea di presentarla ricoperta di bende.. Lo stesso gruppo produsse un brano chiamato , in cui è udibile un monologo femminile, e Sadamoto cercò di raffigurare una ragazza che avesse una voce simile.
Ulteriore fonte d'ispirazione fu il racconto La Principessa Smarrita di Paul Gallico; nel racconto viene descritto un quadro ritraente la protagonista, una bambina esile e pallida in una stanza vuota, e Sadamoto provò a creare un personaggio che ricalcasse l'immagine di Gallico. Anno richiese un personaggio femminile «cool e con i capelli corti», ragion per cui nelle prime fasi di progettazione l'artista disegnò Rei con gli occhi e i capelli scuri. Tale ipotesi fu poi accantonata e Sadamoto le modificò i colori di occhi e capelli per distinguerla dall'altra protagonista di Neon Genesis Evangelion, Asuka Sōryū Langley, così che i due personaggi avessero schemi cromatici opposti. Sadamoto infatti pensò a Rei come allo «Yin opposto [ad Asuka]»Dall'intervista a Yoshiyuki Sadamoto in Nell'artbook è presente un'illustrazione di un personaggio femminile chiamato Yui Ichijō, che presenta un design assai simile a quello di Rei, ma con capelli e occhi scuri e un Plugsuit diverso. Sadamoto, però, non specifica se si tratti di un bozzetto iniziale di Yui Ikari o no.. Su richiesta del regista, inoltre, il colore dei suoi occhi fu cambiato e vennero tinti di rosso. Questa caratteristica le conferì maggiore personalità e la distinse rispetto agli altri personaggi della serie. Anche il colore dei capelli cambiò e si scelse per l'azzurro, analogamente al protagonista del mai realizzato lungometraggio . Sadamoto le conferì inoltre delle calze nere, ispirandosi a una squadra femminile di pallamano che vide giocare quando frequentava le scuole medieCommento di Yoshiyuki Sadamoto nel libro . Il colore delle calzature gli permise di differenziarla dai personaggi delle serie uscite nello stesso periodo e andare contro i dettami della moda del momento.
Sadamoto, a differenza dello stile schietto ed esplicito di Anno, visto il suo legame materno con Shinji decise di conferirle un eros molto più «enigmatico» e blando. Secondo Sadamoto stesso e Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia della serie, la ragazza fu concepita inizialmente come un'entità completamente aliena, ma in un secondo momento si spinse per renderla almeno geneticamente umana; Rei, secondo loro, nella versione definitiva possiede i geni umani di Yui Ikari e i geni del primo angelo Adam [sic]. Tsurumaki inoltre ha associato la sua condizione di ibrido a quella di un Devilman, una specie di uomini per metà demoni presentati nell'omonimo manga di Gō Nagai.. Ulteriori suggerimenti vennero dati in fase di progettazione da Mitsuo Iso, animatore e sceneggiatore della serie. Nei progetti di Iso Rei sarebbe stata collegata a un antico rudere chiamato , custodito nelle profondità del quartier generale della Nerv., e sarebbe stata destinata a morire alle prime mestruazioni.. In altri scenari di Iso inoltre Rei si sarebbe nutrita di Arqa in uno scenario ispirato a di Daijirō Morohoshi., e sarebbe stata costituita di una sostanza chiamata ; nelle proposte iniziali dello sceneggiatore poi solo il comandante sarebbe stato capace di toccare Rei.. Il suo nome di battesimo sarebbe stato in realtà ., e Gendō nel finale avrebbe cercato di far diventare Rei di nuovo Yui, stringendo un patto con i dodici nemici finali in una atmosfera simile a Dororo di Osamu Tezuka..
Nel quinto episodio, esplicitamente dedicato al personaggio, Rei pronuncia sette battute e cinquantadue parole, mentre nel sesto venticinque battute.. Per molto tempo infatti Anno dimenticò di esplorare la personalità di Rei, ignorandola o dandole uno spazio marginale. Verso il quattordicesimo episodio, quindi, cercò di dare più spazio ai pensieri e alle emozioni del personaggio inserendo un suo lungo monologo poetico, un flusso di coscienza con immagini e parole apparentemente scollegate fra di loro.. La sua idea era quella di rappresentare una Rei affetta da schizofrenia, ma quando provò a scrivere la sceneggiatura della puntata rimase paralizzato. Un suo amico per cercare di aiutarlo gli prestò un volume di una collana chiamata sulle malattie mentali, al cui interno era riportata una poesia scritta da un malato di mente; dopo aver letto la poesia la mente del regista si riempì d'immagini e riuscì a scrivere il monologo tutto d'un fiato. Nel ventunesimo episodio invece il primo clone di Rei, ucciso da Naoko Akagi nella versione definitiva, dopo essere stato strangolato e aver momentaneamente perso coscienza sarebbe sopravvissuto, ritrovandosi in una sala comandi della Nerv vuota senza la dottoressa AkagiDalla sceneggiatura originale dell'episodio in Evangelion Original, volume 3.. Anno comunque ebbe fin dall'inizio l'idea della morte della seconda Rei, poi presentata nel ventitreesimo episodio. Durante la produzione, inoltre, Kunihiko Ikuhara, infastidito dall'immagine idealizzata e il feticismo che gli appassionati avevano costruito attorno al personaggio, propose ad Anno di tradirli e mostrarla come una ragazza vera che si sposa e «rimane incinta nell'ultima puntata», ma egli rifiutò la proposta. Nel finale originale voluto da Anno inoltre non era prevista la Rei gigante aggiunta nel lungometraggio The End of Evangelion, che venne pensata in un secondo momento. Per il regista comunque il personaggio aveva già fatto il proprio corso, conclusosi nella scena finale del sesto episodio:
Doppiaggio Il personaggio di Rei venne interpretato dalla doppiatrice giapponese Megumi Hayashibara sia nella serie animata originale, sia nei lungometraggi Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion e i capitoli del Rebuild of Evangelion. Hayashibara partecipò anche ai provini per Asuka e Misato, ma dopo averla sentita prestare la voce a un personaggio di un OVA intitolato Anno la sentì più adatta a ricoprire il ruolo di Rei. Nel 1995 la doppiatrice si dichiarò sorpresa del proprio ruolo e del carattere laconico del personaggio, dicendo: «Dovrò sfidare qualcosa di nuovo». Secondo lei prima di Neon Genesis Evangelion non erano presenti molti personaggi taciturni con cui confrontarsi; in assenza di riferimenti cercò di caratterizzarla al meglio delle proprie possibilità. Durante le sessioni fu istruita e guidata da Hideaki Anno, che le consigliò di leggere le proprie battute con il tono più piatto e anaffettivo possibile. Lei stessa dichiarò: «Quando il regista mi spiegò il personaggio mi disse: "Rei non è senza emozioni, ma non sa che cosa siano"». Al momento di doppiare il gioco mahjong , inoltre, Hayashibara, stando a quanto da lei stessa riferito, capì la differenza fra un personaggio senza emozioni e uno che parla senza intonazione nelle parole. La doppiatrice interpretò la mancanza d'intonazione di Rei come un segno di «fiducia di sé»; una persona insicura o in malafede, secondo lei, tenderebbe a dare enfasi alle parole, mentre Rei è completamente onesta e dice soltanto la verità.