È stato deputato alla Camera dal 15 marzo 2013 al 12 ottobre 2022 per il Movimento 5 Stelle, di cui è una delle figure storiche e più autorevoli, ricoprendo gli incarichi di presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai dal 6 giugno 2013 al 22 marzo 2018 nella XVII legislatura e presidente della Camera dei deputati dal 24 marzo 2018 al 12 ottobre 2022 nella XVIII legislatura.
Biografia Nato a Napoli, dove cresce nel quartiere di Posillipo e si diploma al liceo classico Umberto I, consegue la laurea magistrale in scienze della comunicazione con 110 e lode all'Università di Trieste nel 2001, con indirizzo alle comunicazioni di massa, discutendo la tesi Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana, ottenendo poi un master, studiando per un periodo all'Università di Helsinki in Finlandia grazie a una borsa di studio del progetto Erasmus.
Figlio di un impiegato del Banco di Napoli e di una casalinga, prima della sua entrata in politica ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma anche come responsabile del personale di una società di ristorazione interna a un albergo, dirigente per un operatore turistico internazionale, importatore di tessuti dal Marocco e, per circa un anno, impiegato in un call center.
Vita privata Non credente, dal 2013 si accompagna con la fotografa Yvonne De Rosa, conosciuta fin dai tempi delle scuole medie.
Carriera politica
Primi passi col Movimento 5 Stelle Il 18 luglio 2005 fonda a Napoli uno dei primi 40 meet-up Amici di Beppe Grillo, sulla scia dei quali nascerà il Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
Alle elezioni regionali in Campania del 2010 si candida alla presidenza della Regione, sostenuto dal M5S, raccogliendo tuttavia l'1,35% dei voti. Mentre alle elezioni amministrative del 2011 si candida a sindaco di Napoli, sempre sostenuto dal Movimento 5 Stelle, raccogliendo l'1,38% al primo turno, non accedendo al ballottaggio e non riuscendo ad essere eletto consigliere comunale.
Elezione a deputato
In vista delle elezioni politiche del 2013, nel dicembre 2012 partecipa alle "Parlamentarie" dei 5 Stelle (consultazione online per le candidature al parlamento), dove risulta il più votato nella circoscrizione Campania 1 con 228 preferenze, venendo candidato alla Camera dei deputati, come capolista del M5S nella circoscrizione Campania 1, risultando eletto deputato. Nella XVII legislatura della Repubblica è stato presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai (2013-2018), membro della 5ª Commissione Bilancio, tesoro e programmazione (2013), della 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea (2013-2015) e della 6ª Commissione Finanze (2015-2018), oltre a ricoprire gli incarichi di vice-capogruppo e vice-capogruppo vicario - portavoce del gruppo parlamentare M5S a Montecitorio tra il 2016 e il 2017.
Durante l'elezione del Presidente della Camera del 2013 è stato il candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Camera dei deputati, scelto tra sette nomi, senza però essere eletto.
Il 28 novembre 2014, a seguito di una votazione online, viene nominato membro del Comitato operativo del M5S (più conosciuto col termine giornalistico di "direttorio"), formato da cinque parlamentari scelti da Grillo con l'obiettivo di costruire il principale organo direttivo, con funzione di raccordo tra il leader e gli eletti in parlamento.
Presidente della Commissione di vigilanza Rai Come presidente della Commissione di vigilanza Rai, eletto il 6 giugno 2013, ha rinunciato all'indennità di funzione a cui avrebbe diritto (26.712 euro l'anno) e all'auto blu, oltre ad introdurre la trasmissione in diretta streaming sulla web tv della Camera di tutte le audizioni, la pubblicazione sul sito del Parlamento dei quesiti indirizzati dai commissari alla Rai e le relative risposte, la determinazione del termine massimo di 15 giorni per le risposte ai quesiti da parte dell'azienda radiotelevisiva pubblica. Tra gli atti approvati in Commissione, si annovera la risoluzione volta a risolvere ed evitare i possibili conflitti di interesse da parte degli agenti di spettacolo.
Da deputato presenta come primo firmatario una proposta di legge sulla governance della Rai, di cui uno dei punti – il Piano per la trasparenza aziendale – confluisce nella riforma della Rai del 2015. A seguito dell'attuazione di questo Piano, l'azienda ha reso pubbliche le retribuzioni degli alti dirigenti, delle direzioni editoriali e delle testate giornalistiche.
Il sito Opentg.it è stato voluto da Fico per rendere più facilmente accessibili i dati sul monitoraggio televisivo inerente al pluralismo politico, raccolti mensilmente dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Presidente della Camera dei deputati
Alle elezioni politiche del 2018 viene ricandidato alla Camera nel collegio uninominale Campania 1 - 08 (Napoli-Fuorigrotta), sostenuto dal M5S, venendo rieletto a Montecitorio con il 57,6% dei voti e sconfiggendo i candidati del centro-destra Marta Schifone (20,15%) e del centro-sinistra Daniela Iaconis (14,7%).
Con l'inizio della XVIII legislatura, il 24 marzo 2018 viene eletto presidente della Camera dei deputati, durante il quarto scrutinio con 422 voti su 620 (il quorum era di 311), grazie all'accordo tra Movimento 5 Stelle e centro-destra, divenendo con i suoi 43 anni di età il secondo presidente più giovane, oltreché uno dei più votati (settimo al 2022) nella storia repubblicana. Come presidente della Camera ha proposto una delibera per ricalcolare i vitalizi degli ex deputati in base a un metodo contributivo, che viene approvata dall'ufficio di presidenza con 11 voti su 18, portando a un risparmio di 40 milioni di euro all'anno. In tale veste, durante la pandemia di COVID-19, si è opposto alla chiusura di Montecitorio e alla remotizzazione del voto dei deputati, in quanto da lui ritenuta non compatibile con la Costituzione e in particolare con i principi di segretezza e personalità del suffragio parlamentare. Inoltre ha guidato l'adeguamento dei lavori parlamentari per garantire la continuità legislativa in sicurezza, implementando il distanziamento in aula e l'uso delle tecnologie digitali.
In vista delle elezioni amministrative del 2021, il suo nome viene ipotizzato come candidato sindaco di Napoli per la coalizione centrosinistra-M5S, il quale non ha nascosto di aver preso seriamente in considerazione l’idea, ma non si concretizza per non lasciare vacante la presidenza della Camera (rischiando di aprire una partita parlamentare complicata, in cui rientrerebbero di diritto anche i partiti di centro-destra alla luce della larga maggioranza che sostiene il governo Draghi).
Durante l'elezione del Presidente della Repubblica del 2022 Fico ha presieduto il Parlamento in seduta comune allargato ai delegati regionali, oltre a predisporre le misure per permettere ai grandi elettori positivi al COVID-19 o in quarantena di partecipare, facendoli votare in un seggio speciale allestito in un parcheggio adiacente alla Camera. Il 27 aprile dello stesso anno viene eletto presidente del Comitato di Garanzia del Movimento 5 Stelle.
Nello scontro tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte all'interno del M5S si schiera con il secondo, esprimendosi contro Di Maio e di «non comprendere gli attacchi su delle posizioni rispetto alla NATO e all'Europa che nel Movimento non ci sono e non se ne dibatteva prima».
In ossequio alla regola interna del doppio mandato del Movimento 5 Stelle, non si ricandida alle elezioni politiche anticipate del 2022.
Mandati esplorativi Il 23 aprile 2018, durante le consultazioni del presidente della Repubblica, riceve dal capo di stato Sergio Mattarella un mandato esplorativo per verificare la possibilità di un accordo di governo tra il Partito Democratico (PD) e M5S, che terminerà il 26 aprile con esito positivo. Tuttavia pochi giorni dopo, in seguito alle dichiarazioni contrarie dell'ex segretario Matteo Renzi all'accordo, il PD chiude alle trattative, con votazione unanime dalla Direzione nazionale (originariamente convocata per discutere sull'accordo col M5S).
Il 29 gennaio 2021, dopo le dimissioni del governo Conte II, viene nuovamente investito del mandato esplorativo per verificare la possibilità di una nuova maggioranza parlamentare che comprenda le stesse forze politiche che sostenevano il precedente esecutivo. Il 2 febbraio, terminate le consultazioni, comunica al presidente della Repubblica Mattarella la «mancanza unanime di disponibilità per dar vita a una nuova maggioranza con le stesse forze politiche che sostenevano il Conte bis».
Presidente della Regione Campania
Il 6 settembre 2025, in vista delle elezioni regionali di quell'anno, Fico si candida alla presidenza della Regione Campania, dopo complesse e serrate trattative tra la segretaria del PD Elly Schlein, il presidente del M5S Giuseppe Conte e il presidente uscente Vincenzo De Luca (impossibilitato a correre per un nuovo mandato), venendo sostenuto da una coalizione formata da PD, 5 Stelle, Avanti Campania (con candidati di Partito Repubblicano Italiano, Nuovo CDU e Campania Popolare), Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra (con candidati di Possibile), Noi di Centro - Noi Sud (con candidati di +Europa) e le liste A Testa Alta (che fa riferimento a De Luca e include candidati del PD) e Roberto Fico Presidente (con candidati di Partito Socialista Democratico Italiano, Movimento Equità Territoriale, Volt Europa, Primavera, Radicali Italiani e Alleanza Democratica).
Il suo programma elettorale si concentra sul contrasto a nuovi condoni edilizi nella regione e di voler dare più tutele alle persone in difficoltà economica. Alla tornata elettorale Fico viene eletto presidente con il 60,63% dei voti, sconfiggendo nettamente con 25 punti percentuali il candidato di centro-destra Edmondo Cirielli fermo al 35,72% (distanza più ampia rispetto ai sondaggi), diventando il secondo esponente del M5S alla guida di una giunta regionale (dopo Alessandra Todde in Sardegna) ed entrando in carica il 9 dicembre a seguito della sua proclamazione, succedendo a De Luca.
Il 31 dicembre 2025 vara la sua giunta regionale, formata da quattro donne e sei uomini, di cui solo un assessore, l'ex vicepresidente Fulvio Bonavitacola, proveniente della precedente amministrazione (in rappresentanza della lista A Testa Alta), mantenendo per sé le deleghe alla sanità, al bilancio e ai fondi nazionali ed europei.
In vista del referendum costituzionale del 2026 sulla riforma Meloni-Nordio, si è schierato contro e ha sostenuto la relativa campagna elettorale.
Amministrazione della Regione Il suo primo atto da presidente è stato lo sblocco di 150.000 euro di fondi del Patto di Sviluppo e Coesione per la Campania che serviranno ad ultimare il Centro per l'autismo infantile di Valle, ad Avellino, atteso da 25 anni e arenatosi tra blocchi e lungaggini burocratiche. Mentre nella prima seduta della giunta, approva un disegno di legge che introduce un criterio premiale per le aziende che garantiscono ai lavoratori una retribuzione minima oraria di almeno 9 euro lordi in tutte le procedure di gara della Regione, delle ASL e delle società controllate. A giugno 2026 approva il Piano Straordinario per il Rafforzamento del Capitale Umano e dell'Occupabilità, intervento che mira a coordinare la formazione, le imprese e i servizi per l'impiego attraverso un tavolo permanente tra Regione, aziende e parti sociali per ridurre il disallineamento tra la domanda di lavoro delle imprese e le competenze fornite dal territorio, puntando sulla creazione di contratti di lavoro stabili anziché sulla mera spesa di fondi pubblici;