Il Regno di Svezia e Norvegia (anche Svezia-Norvegia, Regno Unito di Svezia e Norvegia o semplicemente Regni Uniti) è un termine talvolta usato, seppur erroneamente, per indicare i regni di Svezia e di Norvegia tra il 1814 e il 1905, quando vennero riuniti sotto il casato dei Bernadotte, in un'unione personale.
Contesto storico Svezia e Norvegia vennero unite sotto la medesima corona in due occasioni: dal 1319 al 1343, e dal 1449 al 1450 in opposizione a Cristiano di Oldenburg che venne eletto re dell'Unione di Kalmar dai danesi. Durante i secoli successivi, la Norvegia rimase unita alla Danimarca, nominalmente come regno, ma in realtà ridotta allo status di provincia, governata dai sovrani danesi direttamente dalla loro capitale a Copenaghen. Dopo la fondazione dell'assolutismo nel 1660 venne costituito un governo ancora maggiormente centralizzato, ma la Norvegia mantenne il privilegio di poter mantenere istituzioni separate come proprie leggi, un proprio esercito e una propria monetazione. I regni uniti vennero poi più propriamente indicati come Danimarca-Norvegia dagli storici.
La Svezia si separò definitivamente dall'Unione di Kalmar nel 1523 con il re Gustavo Vasa e a metà del XVII secolo era già una delle principali potenze del Mare Baltico grazie all'intervento di Gustavo II Adolfo nella guerra dei trent'anni. Le ambizioni di Carlo XII vennero invece a perdersi con la grande guerra del Nord (1700–1721).
Svezia e Danimarca-Norvegia, dopo la separazione dall'Unione di Kalmar, rimasero potenze rivali e combatterono diverse guerre tra loro nel corso delle quali la Danimarca e la Norvegia dovettero cedere importanti province alla Svezia tra il 1645 e il 1658. La Svezia inoltre invase la Norvegia nel 1567, nel 1644, nel 1658 e nel 1716 sino a riuscire nel primo Ottocento a separare la Norvegia dalla Danimarca, annettendola e formando con essa un'unione. Le ripetute guerre e invasioni portarono comunque a un risentimento popolare contro gli svedesi tra i norvegesi.
Durante il XVIII secolo la Norvegia conobbe un periodo di grande prosperità e divenne sempre più importante nell'unione con la Danimarca. La crescita industriale si basò essenzialmente sull'esportazione di tavole di legno di cui la Gran Bretagna rappresentava il principale mercato. Proprietari di segherie e mercanti di legno della regione di Christiania, grazie all'accumulo di grandi fortune e di una sempre crescente influenza economica, formarono un'élite che il governo centrale di Copenaghen iniziò a vedere sempre più come un'espressione delle aspirazioni indipendentiste norvegesi. In Norvegia iniziarono ad apparire le prime istituzioni spiccatamente indipendentiste come banche e università. Molti membri dell'"aristocrazia del legname" vedevano invece la Svezia come un partner naturale e coltivarono contatti sempre più stretti a livello commerciale e politico con essa. Attorno al 1800 l'oligarchia norvegese iniziò a favorire la rottura con la Danimarca promuovendo attivamente la propria indipendenza. Il leader non dichiarato di tale tendenza fu indubbiamente il conte Herman Wedel-Jarlsberg.
La politica svedese nel medesimo periodo fu quella di coltivare contatti con la Norvegia e di incoraggiare ovviamente i segnali di separatismo dalla Danimarca. Il re Gustavo III (1746–1792) si approcciò attivamente ai circoli che in Norvegia erano favorevoli alla formazione di un'unione con la Svezia anziché rimanere con la Danimarca.
Il riavvicinamento tra le due realtà divenne ancora più vivido grazie alle guerre napoleoniche che crearono le condizioni ideali per creare un ulteriore ribaltamento della situazione politica e geografica nella Scandinavia.
Conseguenze delle guerre napoleoniche La Svezia e la Danimarca-Norvegia cercarono di rimanere neutrali nel corso delle guerre napoleoniche e vi riuscirono per lungo tempo malgrado le pressioni da ambo le parti degli schieramenti. Entrambi i paesi aderirono alla Seconda Lega di Neutralità Armata promossa da Russia e Prussia nel 1800. La Danimarca-Norvegia venne costretta a ritirarsi da tale Lega dopo il raid inglese nella battaglia di Copenaghen dell'aprile del 1801, pur continuando comunque a perseguire una politica neutrale. La lega collassò dopo l'assassinio dello zar Paolo I di Russia nel 1801.
La Danimarca-Norvegia venne costretta a entrare in alleanza con la Francia dopo un nuovo attacco britannico alla marina danese nella battaglia di Copenaghen del 1807. La capitale, senza difese, dovette arrendersi al pesante bombardamento della marina, dal momento che l'esercito era impegnato al confine meridionale per difenderlo il più possibile dagli attacchi francesi. Nel frattempo la Svezia si era schierata con gli inglesi e pertanto la Danimarca-Norvegia venne costretta da Napoleone a dichiarare guerra alla Svezia il 29 febbraio 1808.
Gli inglesi, con il loro blocco navale, impedirono numerose comunicazioni tra Danimarca e Norvegia, e pertanto si rese necessario creare un governo provvisorio direttamente in Norvegia, nella regione di Christiania, guidato dal generale principe Carlo Augusto di Svezia. Questo fu il primo governo indipendente dopo secoli di incontrastato domino danese che dimostrò come anche la Norvegia fosse in grado di autogovernarsi, e quindi di ottenere l'indipendenza. Il più grande cambiamento di Cristiano Augusto fu quello di assicurare i rifornimenti di cibo anche durante il blocco navale. Quando la Svezia invase la Norvegia nella primavera del 1808, egli personalmente comandò l'esercito nella Norvegia meridionale e costrinse le forze svedesi numericamente superiori a ritirarsi oltre il confine dopo le battaglie di Toverud e Prestebakke. Il suo successo come comandante militare e poi come leader del governo provvisorio lo resero particolarmente popolare in Norvegia. Anche i suoi avversari svedesi riconobbero i suoi meriti e la sua popolarità, e nel 1809 lo prescelsero quale successore al trono svedese dopo la detronizzazione del re Gustavo IV Adolfo.
Uno dei motivi per cui la Svezia aveva fallito la propria invasione in Norvegia fu che contemporaneamente la Russia aveva invaso la Finlandia il 21 febbraio 1808. Presa dunque su due fronti, la Svezia collassò infine e dovette cedere l'intera Finlandia alla Russia con la pace di Fredrikshamn il 17 settembre 1809. Nel contempo, lo scontento generale per la condotta della guerra portò alla deposizione del re Gustavo IV il 13 maggio 1809. Il principe Cristiano Augusto, comandante nemico che era stato promosso a viceré di Norvegia nel 1809, venne prescelto dagli insorgenti svedesi per la sua popolarità e nella speranza di aprire una via per un'unione con la Norvegia per compensare la perdita della Finlandia. Cristiano Augusto venne prescelto come principe della corona svedese il 29 dicembre 1809 e lasciò pertanto la Norvegia il 7 gennaio 1810. Dopo la sua improvvisa morte nel maggio del 1810, la Svezia scelse quale suo successore un altro generale "nemico", il feldmaresciallo Jean Baptiste Bernadotte.
La compensazione della Svezia per la perdita della Finlandia
Il principale obiettivo della politica estera del Bernadotte, come principe ereditario Carlo Giovanni di Svezia, fu l'acquisizione della Norvegia e riuscì nell'intento rinunciando definitivamente alle pretese della Svezia sulla Finlandia ed aderendo alla coalizione antinapoleonica. Nel 1812 siglò il trattato segreto di San Pietroburgo con la Russia contro Francia e Danimarca-Norvegia. La sua politica estera portò a numerose critiche tra i politici svedesi che trovavano immorale indennizzare la Svezia a spese di un vicino amichevole ma più debole in quel frangente storico. Con il tempo Regno Unito e Russia insistettero che il primo dovere di Carlo Giovanni fosse quello di aderire e partecipare attivamente alla coalizione antinapoleonica e gli inglesi in particolare si contrapposero al progetto di espansione svedese se prima non fosse stato schiacciato il comune pericolo costituito dai francesi. Fu solo a denti stretti infine che il Regno Unito promise di avallare l'unione tra Norvegia e Svezia con il trattato di Stoccolma siglato il 3 marzo 1813. Alcune settimane dopo anche la Russia diede la propria garanzia e così pure fece la Prussia nell'aprile di quello stesso anno. Nel frattempo la Svezia venne obbligata dai suoi alleati ad aderire alla sesta coalizione anti-francese, dichiarando guerra alla Francia e alla Danimarca-Norvegia il 24 marzo 1813.
Durante le sue campagne sul continente, Carlo Giovanni guidò vittoriosamente l'esercito del nord nella battaglia di Lipsia, marciando quindi contro le forze danesi e costringendo il re locale a cedergli la Norvegia.
Il 1814 Il trattato di Kiel Il 7 gennaio, su pressione delle truppe svedesi, russe e tedesche al comando del principe della corona svedese, il re Federico VI di Danimarca (e di Norvegia) venne costretto a cedere la Norvegia al re di Svezia per evitarsi l'occupazione dello Jutland.
Questi termini vennero formalizzati con la firma, il 14 gennaio, del Trattato di Kiel, nel quale la Danimarca negoziò per mantenere la propria sovranità sui possedimenti norvegesi delle Isole Faroe, Islanda e Groenlandia. L'art. VI del trattato stabiliva infatti che la Norvegia fosse ceduta "al re degli svedesi" e non al Regno di Svezia. La corrispondenza segreta intercorsa tra il governo inglese nei giorni precedenti già aveva raggiunto un accordo per evitare un'invasione in grande stile della Danimarca. Bernadotte aveva inviato una lettera ai governi di Prussia, Austria e Regno Unito ringraziandoli per il loro supporto, ben sapendo comunque del ruolo della Russia nei negoziati di pace. Il 18 gennaio il re danese inviò una lettera al popolo norvegese con la quale li sollevava dal giuramento di fedeltà nei suoi confronti.
Tentativo di colpo di Stato da parte del principe ereditario Cristiano Federico Già in Norvegia il viceré e principe ereditario Cristiano Federico di Danimarca era determinato a preservare l'integrità della propria futura corona, e mantenere per quanto possibile l'unione con la Danimarca, capeggiando un'insurrezione norvegese. Il re venne informato di questi piani con una lettera segreta del dicembre del 1813 e probabilmente appoggiò i ribelli. Formalmente però, sulla base delle condizioni stabilite dal Trattato di Kiel, egli dovette ordinare a Cristiano Federico di arrendersi e fare ritorno in Danimarca. Cristiano Federico ordinò alle proprie truppe di mantenere il controllo delle fortezze al confine a ogni costo, ponendosi a capo di un governo indipendente in Norvegia. Il 30 gennaio si consultò con diversi giuristi norvegesi e ne derivò che il re Federico non aveva diritti per spezzare l'eredità della propria corona, asserendo di essere pertanto egli stesso il legittimo sovrano di Norvegia, ma che nel contempo la Norvegia avesse necessità di autodeterminarsi, gettando quindi le basi per la costituzione di un movimento indipendentista.
Il 2 febbraio di quello stesso anno il popolo norvegese ricevette la notizia che il proprio Paese era stato ceduto al re di Svezia. Questo causò un'indignazione generale tra la popolazione, che rigettava fortemente l'idea di essere sottoposta al governo svedese, abbracciando piuttosto l'idea di una Norvegia indipendente. Il principe della corona svedese Bernadotte rispose inviando il proprio esercito a occupare la Norvegia, minacciando un embargo del grano qualora i termini del Trattato di Kiel non fossero stati rispettati. La sua occupazione sul continente però fece sì che i Norvegesi potessero avere tutto il tempo di sviluppare un piano favorevole all'indipendenza della loro nazione.
La crescita del movimento indipendentista