Il lago di Mezzano (in Latino: Lacus Statoniensis) è un piccolo lago dell'Italia centrale in provincia di Viterbo nel Lazio, di origine vulcanica, formatosi circa 400.000 anni fa.

Descrizione Situato a ridosso del confine con la Toscana, il lago presenta una forma rotondeggiante, tipica per la sua origine, e possiede un emissario, il fiume Olpeta, a sua volta affluente del Fiora. Ha un'area totale di 47,50 ha, un perimetro di 2.516 m, e si trova a 452 m s.l.m. Si trova all'interno del territorio comunale di Valentano (VT), anche se il comune più vicino in linea d'aria è LateraIl territorio comunale di Latera dista meno di un chilometro. Per quel che riguarda gli abitati, rispettivamente 4,6 km la via più breve da Latera, 7,6 km quella da Valentano. Nel 2005 il lago è stato proposto come sito di interesse comunitarioDecreto 25 marzo 2005 (G.U. della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio 2005) recante Elenco dei proposti siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, ai sensi della direttiva 92/43/CEE. Codice sito: IT6010012. . Benché situato a soli 7 km dal lago di Bolsena, non ha con esso collegamenti idrografici e si alimenta solo con le acque sorgive e le piogge poiché non ha immissari.

Storia Plinio, Vitruvio e Seneca hanno descritto il cono lacustre di Mezzano Lacus Statoniensis ("lago delle costruzioni") per i resti di villaggi di palafitte sommersi dalle acque, ritrovati grazie alle esplorazioni subacquee del fondale del 1973. Il Villaggio ha restituito la più grande quantità di reperti integri di tutta l'Italia centrale, conservati nel museo della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano e comprendenti ceramiche, oggetti di legno e bronzi. Per tale ragione, la campagna della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria Meridionale ha avuto una vasta eco.

Dall'aiuto degli studi sul sistema di insediamento e dal ritrovamento dei reperti si evince la certezza che le rive del lago siano state popolate a partire dall'Età del rame (III millennio a.C), durante l'età della "Cultura Appenninica" nell'Età del Bronzo, fino al Bronzo finale (XII sec a.C.).

Ambiente L'ambiente del lago di Mezzano è quasi completamente inalterato, privo delle tracce della presenza umana e abbastanza distante dai centri abitati. È possibile arrivarci solo a piedi. Il perimetro del lago è circondato da canneti e campi coltivati dagli agricoltori del luogo. Le sue acque sono limpide e i colori vanno dal blu profondo al verde cobalto. È situato in una cavità a forma di tronco di cono rovesciato, molto probabilmente un cratere d'esplosione dell'apparato eruttivo di Latera.

Fauna In corrispondenza del fiume Olpeta troviamo una ricca avifauna: gallinelle d'acqua, martin pescatori, porciglioni, folaghe e il falco di palude. Le acque del lago sono abitate da una grande varietà di pesci quali tinche, carpe, trote, lucci ed il persico-trota.

Flora Oltre al valore paesaggistico, il bacino lacustre riveste una notevole importanza archeologica. A partire dai primi anni '70, diverse campagne di archeologia subacquea hanno portato alla luce i resti di un vasto insediamento palafitticolo risalente all'età del Bronzo medio. I reperti recuperati dai fondali, tra cui ceramiche intatte, elementi in legno e armi in bronzo, sono attualmente conservati ed esposti presso il museo civico intitolato a Ferrante Rittatore Vonwiller a Farnese.

Note

Categoria:Valentano Categoria:Vulcani del Lazio Mezzano Categoria:Siti di interesse comunitario del Lazio