In araldica il cervo è simbolo di nobiltà antica e generosa oltre che di longevità, a causa della lunghezza della sua vita che si riteneva potesse arrivare ai 300 anni. È considerato anche simbolo di amore per la musica, prudenza, pentimento, preghiera etc.

Si incontra talvolta la figura del cervo con una croce tra le corna, riferimento alla leggende di sant'Uberto e di sant'Eustachio. Negli stemmi è anche frequente il solo ramo di cervo, del quale si blasona il numero di corna quando diverso da sei.

Secondo il Ginanni. e il Crollalanza., «per una bizzarria dell'araldica, i cervi smaltati di rosso si blasonano al naturale, essendo questo il colore che più si avvicina a quello di tale animale; mentre, per esempio, la volpe non va per nulla soggetta a questa eccezione»Voce Al naturale, in ; citato in .; ma il Volpicella contesta duramente questa "bizzarria" e stabilisce che il cervo rosso sia blasonato di rosso..

Attributi araldici Alato se munito di ali Collarinato se munito di un collare Coricato Slanciato ossia corrente, o fuggente quando corre, di solito in fuga da uno o più cacciatori, è rappresentato con le due zampe posteriori che toccano il suolo e il tronco orizzontale Ferito se trafitto da una freccia nel fianco Fermo o in riposo (o riposato) quando si appoggia sulle quattro zampe Gualdrappato se porta una gualdrappa Nascente se esce, con metà corpo, da una partizione o pezza Passante in atto di camminare, con la zampa destra anteriore sollevata; per alcuni autori. questo attributo non si blasona espressamente, perché è la posizione naturale del cervo in araldica Ramoso o cimato se ha le corna di smalto diverso (il solo fatto di avere le corna non si blasona perché naturale); per il cervo non si usa il termine cornato Saliente quando è ritto o si arrampica su una figura, cioè rampante (attributo che non si usa per il cervo).

Impresa della Cervetta

LImpresa della Cervetta, accompagnata dal motto Bider Craft (contro la forza), è una figura simbolica appartenuta alla famiglia Gonzaga.

Rappresentata in diversi ambienti di Palazzo Ducale e nella Camera degli sposi da Andrea Mantegna, venne utilizzata per la prima volta da Francesco I Gonzaga, IV capitano del popolo di Mantova.Attilio Portioli, La zecca di Mantova, Volume 25. Il motto venne ripreso successivamente da Gianfrancesco Gonzaga, Ludovico III Gonzaga e Francesco II Gonzaga.

Note

Bibliografia

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