Le specie invasive in Italia sono specie aliene di animali, vegetali e funghi che sono riuscite ad adattarsi in maniera eccellente a specifici habitat interni al territorio nazionale causando danni all'ecosistema e/o alle popolazioni umane.

Secondo un rapporto del 2025 pubblicato da ISPRA in Italia risultano introdotte oltre 3.800 specie esotiche, di queste 3.699 risultavano ancora presenti nel 2025 .

Origine del problema Le invasioni biologiche sono una minaccia emergente e vengono oggi considerate una delle cinque principali cause della perdita di biodiversità, insieme alla distruzione degli habitat, allo sfruttamento eccessivo delle risorse, ai cambiamenti climatici e all'inquinamento. Alcune specie sono state introdotte in Italia volontariamente, come animali allevati a fini produttivi, animali domestici o piante ornamentali, mentre altre sono giunte involontariamente attraverso gli scambi commerciali o rotte turistiche. Non tutte le specie aliene ovvero alloctone sono necessariamente invasive: lo sono quando entrano spesso in contrasto con specie locali, ovvero autoctone e la convivenza diviene competitiva. Spesso le specie locali sono più sofferenti in questa competizione e soccombono o diventano minoritarie nel loro habitat naturale. La fauna e la flora italiana sono già ricche di animali e piante introdotti più o meno volontariamente a partire dall'antichità; se l'introduzione è molto antica, è talora molto difficile capire se la specie è indigena o meno: è il caso, ad esempio, della carpa, presente su tutto il territorio nazionale ed introdotta probabilmente al tempo dell'Impero romano.

Impatto economico I costi economici in Italia, dati dalla presenza di specie aliene, nel periodo fra il 1990 e il 2020, sono valutati in 704,78 milioni di euro (circa 23 milioni di euro all’anno), stima basata su sole 15 specie aliene invasive e quindi probabilmente sottostimata.

Tra le specie che hanno prodotto maggior danni sono segnalate:

Cimice asiatica (Halyomorpha halys), nel solo 2019 costi di almeno 356 milioni di euro per danni specifiche colture ortofrutticole del Nord Italia Cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) costi superiori ai 28 milioni di euro per i trattamenti suo contenimento negli ultimi 4-5 anni due dei cinque focolai di presenza segnalati in Italia centrale Granchio blu (Callinectes sapidus) la sua espansione nel delta del Po è costata quasi 50 milioni di euro/l’anno nell'arco di 3 anni; Nutria (Myocastor coypus) provoca 12 milioni di euro di costi annuali per danni alle coltivazioni e ripristino delle arginature +Alcune specie animali invasive in ItaliaTipo e specie   NoteGambusia È un pesce tropicale di piccole dimensioni, nativo dei bacini del golfo del Messico (Mississippi), dove si ritrova in acque dolci e salmastre, lente e paludose. È stato introdotto in Italia a partire dalla prima metà del XX secolo, intorno agli anni '20-'30 nella speranza che eliminasse le uova di zanzara di cui si ciba. A tal fine, le Aziende Sanitarie hanno promosso l'immissione di questa specie nei laghi, pozze d'acqua, fontane e stagni. Oggi la sua capacità della gambusia nella difesa contro le zanzare è messa in discussione, mentre crea danni ecologici poiché minaccia la sopravvivenza delle specie native. I danni sono legati alla competizione con gli altri pesci e crostacei e alla predazione di insetti nativi. Inoltre, la gambusia è un potenziale ospite di parassiti, che vengono poi trasmessi ai pesci nativi.Gatto domestico Gli esemplari domestici o reinselvatichiti predano la fauna locale. Il gatto ha impatti predatori altissimi: è la specie al mondo che ha provocato più estinzioni, cacciando uccelli, lucertole, anfibi e, in generale, tutti i piccoli vertebrati. Un singolo esemplare femmina può partorire fino a dodici cuccioli l'anno e raggiunge la maturità sessuale a soli sei mesi di età. I tentativi attualmente in atto per ridurre il numero dei gatti di strada sono insufficienti. La tecnica di gestione della popolazione selvatica attraverso la sterilizzazione (o TNR: Trap-Neuter-Return, ossia cattura, sterilizzazione e rilascio) impedisce ad alcuni gatti di riprodursi, ma non di predare la fauna selvatica. È inserito nella lista delle cento specie invasive molto dannose.Trachemys scripta ssp. È una tartaruga originaria del Nord America, e principalmente in Florida e stati limitrofi, che con le sue varie sottospecie, si trovava spesso in vendita nei negozi d'animali. Se nutrita adeguatamente, può raggiungere i 30 centimetri di lunghezza. Veniva spesso liberata perché difficile da gestire in un ambiente domestico. In Italia è stata introdotta anche a fini ornamentali nei laghetti e stagni dei parchi urbani. Questa specie provoca seri danni all'ecosistema poiché predatore di invertebrati e delle loro larve oltre che di anfibi, pesci e uccelli acquatici. È inoltre ritenuta concausa della diminuzione degli esemplari dell'autoctona Emys orbicularis. Si stima che in Italia giungessero circa testuggini l'anno: l'abnorme diffusione degli esemplari negli specchi d'acqua, nei fiumi, nelle fontane e nei laghi dei parchi pubblici è dovuta esclusivamente al continuo rilascio di esemplari adulti o subadultiFerri V. & Di Cerbo A.R. 2000. La Trachemys scripta elegans (Wied, 1839) negli ambienti umidi lombardi: inquinamento faunistico o problema ecologico? In: “Atti I Congr. naz. S.H.I. (Torino, 1996)”. Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino: 803-808..Scoiattolo grigio Questo scoiattolo, autoctono in nord America, è arrivato in Italia come animale da compagnia. Ne sussistono attualmente tre popolazioni isolate: una a Candiolo (in provincia di Torino), introdotta nel 1948 ed in forte espansione nonostante i progetti di eradicazioneProgetto di eradicazione dello Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) dal territorio piemontese ; una a Genova Nervi in Liguria, introdotta nel 1966; la terza, introdotta nel 1994 a Trecate in Piemonte, diffusasi poi oltre il Ticino, entrando in Lombardia dove è ora presente a Legnano, Rho e Monza, in particolare nei parchi urbani. Lo scoiattolo grigio costituisce una grave minaccia per lo scoiattolo rosso con cui compete e al quale può trasmettere alcune malattie. Dove arriva lo scoiattolo grigio molto spesso lo scoiattolo rosso si estingue. Lo scoiattolo grigio può anche causare danni agli alberi ed economicamente può avere un notevole impatto sulle coltivazioni di noccioli e pioppi.Zanzara tigre Originaria del sud-est asiatico, questa zanzara ha sfruttato i trasporti commerciali umani per diffondersi in molte zone del mondo. Alla metà del XX secolo si diffuse in Africa e nel Medio Oriente e a seguire in America meridionale, negli Stati Uniti d'America, in Oceania e per ultima in Europa. I primi esemplari riprodotti in Europa sono stati ritrovati in Albania nel 1988), mentre in Italia comparve 10 anni dopo a Genova, in un deposito di pneumatici usati, importati dall'estero. Da qui si è diffusa praticamente in tutta la penisola, in particolare in Romagna e diffondendosi anche in Francia, Spagna e Svizzera. La diffusione è capillare anche in tutte le città portuali europee. L'Italia è il paese più colpito in Europa dalla zanzara tigre. L'insetto risulta essere il vettore di circa 20 virus diversi, come febbre gialla e la chikungunya. La comparsa di quest'ultima febbre nel 2007 in Italia settentrionale «ha dimostrato la complessità del problema» . Le proiezioni dei cambiamenti climatici mostrano che la zanzara tigre probabilmente si diffonderà ancora, in particolare nel Mediterraneo, ma anche più a Nord.Gambero rosso della Louisiana Originario dell'America del nord, e più precisamente della Louisiana, in Italia fu importato in Toscana da un'azienda di Massarosa, vicino al Lago di Massaciuccoli, per un tentativo di allevamento e commercializzazione. Si è poi diffuso, dopo esser sfuggito al controllo degli allevamenti, anche in alcune zone del Lazio, dell'Umbria, del Piemonte, dell'Emilia, della Lombardia della Calabria e del Veneto. Particolarmente tollerante ai cambiamenti ambientali e di costituzione robusta, capace di resistere molto tempo fuori dall'ambiente acquatico e quindi di spostarsi facilmente da un corpo d'acqua all'altro, questa specie sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza del gambero di fiume italiano (Austropotamobius pallipes). Queste caratteristiche gli hanno valso il nome di “gambero killer” con il quale è noto nelle regioni centro-settentrionali d'Italia dove la sua espansione è cominciata soprattutto a partire dagli anni Novanta.Punteruolo rosso Responsabile di seri danni alle coltivazioni di Cocos nucifera nell'Asia sudorientale, tramite commercio di piante infette ha raggiunto quasi tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo dove sta distruggendo le palme (a onor del vero anch'esse non autoctone). I trattamenti chimici curativi richiedono l'impiego di insetticidi sistemici e una diagnosi precoce dell'infestazione; trattamenti curativi tardivi, oltre ad essere inutili per risolvere l'attacco nella pianta infestata, sono anche di scarsa efficacia. L'impiego di antagonisti naturali è ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative. Scarsi risultati hanno finora prodotto le ricerche in merito alla possibilità di sfruttamento della tecnica del maschio sterile.Vespa velutina Una specie straniera di recentissima introduzione è il calabrone asiatico, la Vespa velutina nigrithoraxis. I ricercatori europei hanno lanciato l'allarme, in quanto questo insetto può avere un grosso impatto sulle api autoctone e di conseguenza sull'apicoltura, settore già colpito negli ultimi anni dalla forte diminuzione di esemplari di questi imenotteri. Il calabrone asiatico attacca le api da miele europee, soprattutto nel periodo fra giugno e settembre. Vale la pena ricordare che circa l'84% delle specie di piante e il 76% della produzione alimentare in Europa dipende dall'impollinazione delle api. La Vespa velutina nigrithoraxis è stata ufficialmente definita come persistente in Francia nel 2005; prima della fine del 2006 era presente nella regione dell'Aquitania e, infine, si è stabilita definitivamente nell'area sudoccidentale del Paese. Poi è arrivata in Spagna e sporadicamente è stata osservata in Italia. L'ipotesi più probabile è che questo calabrone asiatico sia arrivato insieme a merci cinesi provenienti dallo Yunnan, favorita dalle condizioni climatiche dell'Europa meridionale, simili a quelle dell'Asia continentale. Di fronte all'emergenza scatenata dall'arrivo di questa nuova specie invasiva, i Paesi UE saranno chiamati a creare un meccanismo di coordinamento, che farà riferimento a servizi già esistenti, come servizi fitosanitari nazionali e servizi regionali come le A.R.P.A.. Tuttavia ad oggi non è ancora chiaro il quadro di ruoli e competenze istituzionali.SiluroGrosso pesce gatto dell'Europa centro orientalePesce gatto americanoTrota IrideaTrota Fario Specie alloctona che mette in pericolo la sopravvivenza della trota mamorata autoctona del nord Italia a causa dell'ibridazione tra specie Boccalone (Black Bass)Granchio bluOriginario dell'Atlantico Americano, questo granchio è arrivato in Europa a causa dell'acqua di zavorra delle navi.Mantide gigante asiaticaUna grossa mantide proveniente dall'Asia, che sta causando la diminuzione della Mantis religiosa nostrana.