Biografia e culto
Castore proveniva probabilmente dall'Aquitania, che lasciò dopo aver compiuto studi letterari per recarsi a Treviri. Qui fu allievo di Massimino, vescovo della città, che lo fece diacono e successivamente lo consacrò presbitero.
Secondo la tradizione egli si trasferì con alcuni compagni a Karden, operando come missionario nella zona bagnata dalla Mosella.
Massimino inviò poi a condurre vita eremitica nei luoghi dove aveva vissuto Castore i santi Potentino, Felicio e Simplicio.
Culto Intorno alla sua tomba venne eretta una collegiata ed ancor oggi è presente una chiesa a lui dedicata e risalente al XII secolo.
Nel 780 Wermad, vescovo di Treviri, fece traslare le ossa di Castore nella chiesa di San Paolo a Karden, il che equivaleva a riconoscere ufficialmente la santità del defunto alla pari dell'attuale canonizzazione. Il 12 novembre 837 il vescovo Hetto trasferì gran parte delle reliquie del santo, fra le quali il capo, nella nuova chiesa eretta in suo onore a Coblenza e da allora San Castore divenne santo patrono della città.
Una piccola parte delle sue reliquie rimase a Karden, ove è conservata alla venerazione in un'apposita teca nella chiesa a lui dedicata. Si trattava di una preziosa teca in legno e vetro il cui contenuto tuttavia risulta scomparso dal XVIII secolo. In essa, all'inizio del XIX secolo, sono state traslate alcune parti delle reliquie presenti a Coblenza.
A Coblenza vi è una grossa basilica a lui dedicata.
Note
Bibliografia Friedrich Wilhelm Bautz: Castor von Karden, in Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon (BBKL), Band 1, Bautz, Hamm 1975. 2., unveränderte Auflage Hamm 1990, ISBN 3-88309-013-1, Sp. 958. Franz Xaver Kraus: Castor, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), Band 4, Duncker & Humblot, Leipzig 1876, S. 69.
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Categoria:Santi per nome Categoria:Santi del IV secolo