Biografia Aristarco è stato il fondatore della critica cinematografica materialista in Italia; dopo avere collaborato, negli ultimi anni del ventennio fascista, giovanissimo, con i quotidiani di Mantova e Ferrara, nel dopoguerra entra nella redazione di Cinema. Nel 1946 firma con Carlo Lizzani e Giuseppe De Santis la sceneggiatura de Il sole sorge ancora, diretto da Aldo Vergano, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 1952 fonda la rivista Cinema Nuovo che dirigerà sino alla sua morte. Nel 1953 la pubblicazione, sul quarto numero della rivista, di un soggetto cinematografico sull'occupazione italiana in Grecia (L'armata s'agapò), scritto da Renzo Renzi, costò a entrambi una denuncia per vilipendio delle forze armate, e la detenzione, in attesa di giudizio, per una trentina di giorniCorriere della Sera, 10 ottobre 1953. nel carcere militare di Peschiera. Il processo si concluse con la condanna, rispettivamente, a sei e sette mesi di reclusione. Su quel processo il regista Pino Passalacqua realizzerà oltre trent'anni dopo un film storico intitolato L'armata s'agapò.Interpreti: Arturo Dominici, Gianluca Favilla, Giovanni Lombardo Radice. Produzione: Italia 1985

Negli anni 1960 è critico cinematografico del quotidiano La Stampa. Nel 1967 è il primo vincitore di un concorso per una cattedra di "Storia e critica del cinema".

Dalla seconda metà degli anni settanta, per circa vent'anni, insieme al collega Ugo Casiraghi collabora con il periodico degli italiani della Jugoslavia (poi di Croazia e Slovenia), "Panorama".

Successivamente fu chiamato da Giulio Carlo Argan a ricoprire la cattedra di "Storia e Critica del Cinema" presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Nel 1989 lascia la cattedra per raggiunti limiti di età.

Gli incontri con grandi tecnici, artisti e teorici dello spettacolo, fra cui Cesare Zavattini, Giuliano Montaldo, il fotografo Franco Fontana a Torino, e, dal momento in cui si trasferisce alla Sapienza, con praticamente tutto il mondo del cinema e del teatro d'impegno italiano, hanno galvanizzato centinaia di studenti e collaboratori, spaziando tra tutte le forme della "comunicazione", comprese la sempre più invadente televisione, e la sua appendice commerciale, la pubblicità. Aristarco aveva la capacità peculiare di far comprendere tutti i diversi linguaggi artistici, sotto il segno di un'unica semantica. Fu inoltre studioso sempre interessato alle nuove tecnologie, e previde con decenni di anticipo l'attuale mercato dei mass-media, il superamento dei supporti classici di registrazione da parte del digitale, la videoarte.

Guido Aristarco morì nel settembre del 1996, appena dato alle stampe il suo ultimo libro: Il cinema fascista. Il prima e il dopo. È sepolto nel cimitero di Formello, vicino a Roma.

Vita privata Alcuni dei libri di Aristarco sono stati curati insieme alla moglie Teresa Giorgi-Piccioli, sua prima e preziosissima collaboratrice. La coppia ebbe tre figli, Tiziana, Sabina e Roberto, tutti e tre impegnati nel mondo dello spettacolo e dell'informazione: Roberto aiuto regista nel corso degli anni ottanta, Sabina segretaria di edizione, Tiziana regista televisiva.

Influenza L'attività di Guido Aristarco dagli anni Quaranta fino ai Settanta lo qualifica come uno dei critici cinematografici più influenti della storia italiana, se non il più influente . La scrittura nel 1943 dei "Invito alle immagini", un saggio critico contenuto nella rivista Pattuglia, è considerato il primo atto di critica cinematografica moderna. In quel saggio Aristarco lamenta l'eccessivo contenutismo della critica dell'epoca e promuove un'idea di critica nuova che sia specifica. Ciò che contraddistingue il cinema, quindi il lavoro sulle immagini, il montaggio, l'uso del sonoro e via dicendo, devono essere materia primaria dell'interesse del critico.

"Invito alle immagini" ebbe un impatto paragonabile a quello che anni dopo avrebbe avuto sul cinema francese l'articolo di François Truffaut intitolato "Su una certa tendenza del cinema francese" comparso sui Cahiers du cinéma. In quegli anni Tullio Kezich riesce a farsi approvare la prima tesi di laura in cinema della facoltà di Lettere e in una lettera ad Aristarco considera il fatto una conseguenza dell'uscita di quell'articolo.

Il suo pensiero fu sì influenzato da Lukács e da Gramsci, ma egli fu anche un profondo conoscitore dell'opera di Jacobson e Benjamin. Il regista Luchino Visconti, come lo stesso Aristarco amava spesso ricordare, lo definiva "il più viscontiano dei critici". Anche per questo a partire da Ossessione è stato sempre un attivo promotore del cinema realista e neorealista, si con i suoi articoli che con la direzione di Cinema Nuovo, il cui scopo spesso era persuadere il lettore.

Considerato inflessibile, il suo stile, il suo rigore intellettuale e le sue posizioni lo trasformarono in uno dei critici più seguiti e influenti sugli altri critici. Quando si esaurì il rapporto con la redazione Cinema, per ragioni economiche secondo l'editore per ragioni ideologiche secondo Aristarco, i più importanti redattori di quella testata lo seguirono in Cinema Nuovo tra cui Renzo Renzi, Cesare Zavattini, Tullio Kezich, Ugo Casiraghi e Pietro Bianchi.

Il suo libro Storia delle teoriche del film è il primo esempio di approccio accademico allo studio del film. Anche per questo nel 1967 vince, insieme a Luigi Chiarini, il primo concorso a cattedra in "Storia e Critica del Cinema", e nel 1970 si trasferisce all'Università di Torino, dove sarà per molti anni direttore del "Dipartimento di Storia del Cinema e dello spettacolo" presso la Facoltà di Magistero. Nel 1987 diventa Socio Corrispondente dell'Accademia dei Lincei.

Opere L'arte del film: antologia storico-critica - Bompiani, Milano (1950) Storia delle teoriche del film - Einaudi, Torino (1951) Dall'Arcadia a Peschiera: Il processo s'agapò - Laterza, Bari, (con Renzo Renzi e Piero Calamandrei (1954) Cinema italiano 1960: romanzo e antiromanzo - Il Saggiatore, Milano (1961) Il dissolvimento della ragione: discorso sul cinema - Feltrinelli, Milano (1965) Antologia di Cinema Nuovo: 1952-1958: dalla critica cinematografica alla dialettica culturale - Guaraldi, Firenze (1975) Sotto il segno dello scorpione. Il cinema dei fratelli Taviani - Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze (1978) Marx, il cinema e la critica del film - Feltrinelli, Milano (1979) Neorealismo e nuova critica cinematografica - Nuova Guaraldi, Firenze (1980) Sciolti dal giuramento - Dedalo, Bari (1981) Il mito dell'attore - Dedalo, Bari (1983) L'utopia cinematografica - Sellerio editore, Palermo (1984) Il nuovo mondo dell'immagine elettronica (con Teresa Aristarco) - Dedalo, Bari (1985) Su Visconti - La zattera di Babele, Roma (1986) Su Antonioni - La zattera di Babele, Roma (1988), EAN 2562817962288 I sussurri e le grida - Sellerio editore, Palermo (1988), ISBN 978-8838904806 Il cinema. Verso il centenario (con Teresa Aristarco) - Dedalo, Bari (1992), ISBN 978-8822045331 Il cinema fascista. Il prima e il dopo - Dedalo, Bari (1996), ISBN 978-8822050328

Sceneggiature Il sole sorge ancora, regia di Aldo Vergano (1946)

Note

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