Terzo marchese di Saint-Tropez, de Suffren proveniva da una nobile famiglia della Provenza che nel XIV secolo vi era emigrata da Lucca. Egli nacque al castello di Saint-Cannat, presso Aix-en-Provence nell'attuale dipartimento di Bocche del Rodano. Divenne particolarmente famoso per la sua campagna nell'Oceano Indiano, nella quale contese senza successo la supremazia alla forza britannica guidata dal viceammiraglio Sir Edward Hughes. Diverse classi di navi e navi della Marine nationale portano il suo nome.
Biografia I primi anni
Pierre-André de Suffren nacque il 17 luglio 1729 al castello di Saint-Cannat, in Provenza, dodicesimo dei quattordici figli (di cui solo nove raggiungeranno l'età adulta) del marchese Paul de Suffren e di sua moglie Hiéronyme de Bruny. Quattro suoi fratelli diventeranno generali d'esercito dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, mentre delle sue quattro sorelle due sposeranno dei nobili provenzali, mentre due entreranno in convento. La famiglia paterna era originaria di Lucca ove portava il cognome Suffreni e da dove emigrò nel XIV secolo nell'ambito delle guerre tra guelfi e ghibellini.
Poco si sa del rapporto tra Pierre-André ed i suoi genitori, a parte il fatto che egli trascorse la propria infanzia al castello di Saint-Cannat, a quello di Richebois (a 4 km da Salon-de-Provence) e ad Aix-en-Provence (in una casa sull'attuale Cours Mirabeau). Com'era in uso fra la nobiltà dell'epoca, Pierre-André venne subito affidato ad una nutrice, che lui stesso nei suoi resoconti chiama Babeau, a cui sarà sempre molto legato e che visiterà per l'ultima volta nel 1784, al culmine della sua gloria al suo ritorno dall'India.
Le prime esperienze col mare pare che Pierre-André le abbia avute a bordo di alcuni pescherecci ormeggiati a Saint-Tropez, imparando le prime manovre che costituiranno la base della sua futura professione. Per quanto riguarda i suoi studi, Suffren studiò con dei tutori privati sino alla sua inclusione nel collegio gesuita di Tolone. Durante i suoi primi anni di studi, de Suffren manifesterà una grande passione per la letteratura, per la storia, per l'arte e per la musica. Il 30 ottobre 1743 decise di entrare a far parte della marina militare francese ed intraprese la scuola per guardie marine.
I primi combattimenti nella guerra di successione austriaca (1740-1748) La rivalità navale e coloniale tra Inghilterra e Francia, inattiva dall'epoca di Luigi XIV, aveva ripreso vigore dal 1740. Se è pur vero infatti che l'impero coloniale francese, esteso dal Canada ai Caraibi (Santo Domingo) con la Louisiana, l'Africa e la maggior parte dell'India meridionale (Altopiano del Deccan), godette di grande prosperità, l'Inghilterra fu sempre un temibile avversario sul campo dell'espansione. I mercanti di Londra lamentarono costantemente il peggioramento delle relazioni commerciali tra i due paesi, soprattutto da quando l'Inghilterra era entrata in guerra con la Spagna nel 1739, il che pose la corte di Versailles in grave difficoltà dal momento che le corone di Francia e Spagna erano amministrate da cugini (il nipote di Luigi XIV, Filippo V di Spagna, regnava a Madrid dal 1700).
In quest'ambito le sfide della rinnovata rivalità anglo-francese furono notevoli dal momento che gli inglesi erano fermamente determinati a interrompere l'espansione marittima e coloniale della Francia a proprio vantaggio. La Royal Navy, che vantava un numero di navi superiore a quello della Marina Reale Francese, puntò soprattutto ai possedimenti coloniali francesi così da compromettere le rendite che da essi annualmente provenivano a Parigi.
La battaglia di capo Sicié, un battesimo del fuoco a quindici anni
Lo squadrone spagnolo di Don Juan José Navarro, destinato a trasportare a Genova un corpo di spedizione iberico, era rifugiato a Tolone fin dal 1742. La situazione era umiliante sia per il re di Spagna che per il re francese dal momento che la maggior base navale del Mar Mediterraneo stava subendo una sorta di blocco navale da parte inglese da due anni e quello stato di cose ormai non era più tollerabile. Il governo francese prese dunque la decisione di fornire sedici navi a protezione dei propri alleati spagnoli per forzare il blocco e permettere loro di tornare a Barcellona. De Suffren era a bordo della Solide, un vascello varato vent'anni prima, con una forza di 64 cannoni, agli ordini del tenente generale Court de La Bruyère, un venerabile comandante di 77 anni che da trenta non prendeva più il mare. Il morale e la disciplina degli uomini a bordo erano bassi, ma anche lo squadrone spagnolo e la flotta inglese non erano messi molto meglio.
In ogni caso, dopo diversi esercizi di addestramento nel porto, lo squadrone venne portato fuori Tolone, con i francesi in testa e al centro e gli spagnoli a coprire la retroguardia. I francesi all'epoca non erano ancora in guerra con l'Inghilterra e pertanto vennero avvisati di non sparare contro alcuna nave inglese se non attaccati direttamente. Ovviamente gli inglesi, che erano in guerra con gli spagnoli, interpretarono l'azione di scorta come la volontà della Francia di collaborare con i loro nemici e per questo il viceammiraglio Thomas Mathews, sfruttando il vento favorevole, si diresse con le sue 32 navi contro le 28 del convoglio nemico affrontandole nella linea di battaglia classica e concentrando i propri attacchi sulla retroguardia spagnola. Al centro dello schieramento, lo scontro fra la Solide e gli inglesi della Northumberland si limitò a uno scambio di cannonate da lontano e il giovane de Suffren ebbe così un battesimo del fuoco non troppo agitato, mentre all'avanguardia le navi francesi passarono in vantaggio grazie a una migliore artiglieria e manovrabilità. La battaglia si concluse con il ritiro degli inglesi quando il viceammiraglio Mathews si vide abbandonato da una parte dei propri velieri. Nello scontro gli spagnoli persero una piccola nave, la Poder, mentre la flotta inglese ebbe tre vascelli gravemente danneggiati e dovette ripiegare su Gibilterra e il porto di Mahón per ripararli.
Questa battaglia navale, oggi perlopiù dimenticata, all'epoca ebbe invece notevole risonanza. Il ministro della marina francese, Maurepas, colse l'occasione per indire la progettazione di nuove navi avanzate da usare contro gli inglesi, mentre in Spagna venne festeggiata con grandi eventi.
Dopo la scorta delle navi superstiti, la flotta francese fece ritorno tranquillamente a Tolone. De Suffren giunse a terra il 30 giugno e trascorse tutto il mese di luglio successivo a terra. Il 1º agosto 1744 si imbarcò sulla Tridente, con 64 cannoni. Il 15 marzo 1744, nel frattempo, Luigi XV aveva finalmente dichiarato guerra all'Inghilterra.
Primi comandi e primi fallimenti Suffren si portò per la prima volta al di fuori del Mar Mediterraneo quando il Tridente raggiungerà le Indie Occidentali nell'estate del 1744 prendendo parte a diverse altre piccole battaglie navali. Ritornato nel 1745, Pierre-André salpò da Brest sulla Palme, una corvetta di dodici cannoni. Abituato a viaggiare su grandi unità, tutto cambia per de Suffren sulla Palme, piccola, con solo un paio di decine di marinai per equipaggio, al comando di un semplice tenente, il signor Breugnon. In assenza di qualsiasi altro ufficiale a bordo, Pierre-André si ritrova investito di pesanti responsabilità, garantendo la manutenzione del materiale presente a bordo come del comportamento dell'equipaggio, compito quest'ultimo non particolarmente facile dal momento che quasi tutti gli imbarcati parlano bretone, una lingua che de Suffren non conosce affatto.
La missione della Palme era quella di pattugliare la costa francese della Manica proteggendo i pescatori francesi dai corsari inglesi. Il 29 dicembre 1745, la nave si trovava al largo di Calais quando venne impegnata in combattimento contro due navi corsare inglesi, il che si rivelò un fallimento. Gran parte della truppa francese si rifiutò di ubbidire agli ordini quando venne ordinato l'abbordaggio.
Sull'accaduto è intervenuto Rémi Monaque in questi termini: "Sia il giovane comandante che il suo sottoposto al comando della corvetta non avevano sufficiente esperienza per padroneggiare una situazione difficile perché era da appena tre mesi e mezzo che essi comandavano la nave".Rémi Monaque, Suffren: un destin inachevé, édition Tallandier, 8 ottobre 2009, 494 p. (ISBN 2847343334) Intenzionato d'ora in poi a stabilire rapporti più stretti coi suoi sottoposti, Pierre-André imparò il bretone, l'inglese e l'italiano.
La drammatica spedizione di Louisbourg (1746)
Nel 1746, Suffren salpò nuovamente a bordo del Tridente che prese parte alla spedizione comandata dal duca d'Anville per la riconquista della città di Louisbourg. L'anno precedente, infatti, la più grande fortezza incaricata di difendere l'ingresso marittimo del Canada, sull'Isola di Cape Breton, era stata catturata dagli inglesi quasi senza combattere: la mal difesa fortezza, con appena 1.500 uomini, si trovò spiazzata dall'improvviso arrivo di 4.000 cavalieri inglesi dal New England.
Il ministro della marina francese, Maurepas, aveva immediatamente deciso di inviare un potente squadrone per riprendere Louisbourg composto da 55 (o 60) navi con 3.500 uomini a bordo, il tutto scortato da altre 10 navi, tre fregate e tre navi cannoniere, il tutto al comando del duca di Anville. Il piano, ambizioso, prevedeva di prendere anche Port Royal, capitale dell'Acadia che divenne poi Annapolis e distruggere per rappresaglia anche la città di Boston.
Il convoglio si raccolse lentamente appena fuori Rochefort (12 maggio), ma venne colpito inizialmente da un'epidemia di tifo. Quando le navi poterono prendere il largo era ormai molto tardi nella stagione della navigazione dell'Atlantico (22 giugno) e la spedizione giunse a destinazione il 12 settembre 1746, incorrendo però in una terribile tempesta che costrinse molte navi gravemente danneggiate a fare ritorno in Francia. La spedizione si tramutò ancora una volta in una vera e propria catastrofe sanitaria che decimò l'equipaggio: scorbuto e intossicazioni causati dalla scarsa qualità del cibo uccisero 800 soldati e 1.500 marinai in pochi giorni. D'Anville, colpito da un proiettile, crolla sulla sua nave ammiraglia, sostituito dal suo sottoposto che cadde a sua volta malato e tentò il suicidio. La Jonquière, che ottenne quindi il comando del convoglio, fece un ultimo tentativo con quattro navi di riprendere il controllo della città di Annapolis ma venne coinvolto in un'ulteriore tempesta e decise per questo di fare ritorno in patria lasciando la fortezza di Louisbourg nelle mani degli inglesi.
Suffren iniziò a farsi notare malgrado gli eventi ed il capitano della Solid fece uno splendido rapporto su di lui.
La battaglia di Capo Finisterre: il sacrificio della scorta