I testimoni di Geova furono perseguitati dal regime nazista tra il 1933 e il 1945. Nella Germania nazista vivevano circa 25.000. Studenti Biblici (denominazione che allora avevano i testimoni di Geova). Si stima che circa 10.000 di essi finirono nei campi di concentramento e che di questi circa 2.500 furono uccisi. Centinaia di testimoni di Geova furono uccisi per il loro rifiuto di prestare servizio militare nella Germania nazista e di giurare ad essa fedeltà. La storica Sybil Milton sottolinea il loro coraggio nell'atteggiamento di rifiuto alla Germania nazista.

La discriminazione dei Testimoni di Geova in Germania Nel corso degli anni venti i testimoni di Geova venivano spesso apostrofati come comunisti travestiti da preti dai circoli völkisch e ultranazionalisti, oltre che dai rappresentanti delle chiese istituzionalizzate, cattolica e protestante. Fin dal 1923 il teorico nazista Alfred Rosenberg accusò i testimoni di agire per conto di un complotto internazionale ebraico-comunista; altri attacchi seguirono da parte di altri esponenti del regime nazista: in un opuscolo del 1924, pubblicato postumo con il titolo Il bolscevismo da Mosè a Lenin: i miei colloqui con Adolf Hitler, Dietrich Eckart accusò i testimoni di Geova di essere finanziati dagli ebrei e dalla massoneria. Gli antisemiti, che nella Repubblica di Weimar erano sempre più numerosi, odiavano i testimoni di Geova per l'importanza che questi attribuivano all'Antico Testamento e per la loro convinzione che, con l'Apocalisse, gli ebrei sarebbero ritornati nella Terra promessa. Per alcuni membri della Chiesa cattolica come il cardinale Michael von Faulhaber di Monaco, i testimoni di Geova praticavano una falsa religione influenzata da attività americane e comuniste.

All'inizio degli anni trenta, in molte località della Germania si registrarono casi di irruzioni violente nei luoghi dove i testimoni si trovavano a studiare la Bibbia, o di pestaggi di alcuni di essi da parte di organizzazioni paramilitari naziste come le SA (squadre d'assalto). Dopo la presa del potere dei nazisti nel gennaio 1933, le aggressioni contro i testimoni di Geova si intensificarono quasi immediatamente a causa delle convinzioni e dei comportamenti che manifestavano, in particolare del loro rifiuto di prestare obbedienza allo Stato nazista e di aderire alle varie emanazioni del partito. La reazione dei testimoni di Geova fu omogenea e unitaria, in sintonia con il loro codice religioso..

Claudio Vercellidell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino scrive: "per le Chiese maggioritarie, la campagna nazista contro i testimoni di Geova assumeva così un significato rassicurante inserendosi nella lotta all'ateismo: come venivano colpite le 'organizzazioni marxiste' e i liberali secolarizzati, così si doveva non di meno procedere nella repressione dell'atteggiamento 'diffamatorio' assunto dai proclamatori Testimoni di Geova". Il cardinale di Monaco Michael von Faulhaber, in una lettera, si compiacque del fatto che "gli Studenti biblici non sono più in grado di svolgere le loro attività americane e comuniste".. D'altro canto l'esponente dei cristiani tedeschi il reverendo Joachim Hossenfelder, poteva così congratularsi con le autorità del fatto che finalmente gli Studenti biblici marxisti erano stati neutralizzati, così come rileva il periodico 'Evangelium im Dritten Reich' nell'edizione del 9 luglio 1933..

La persecuzione

A differenza di ebrei e zingari, che erano perseguitati sulla base della discriminazione etnica, i testimoni di Geova ebbero l'opportunità di sfuggire alla persecuzione rinunciando al proprio credo religioso firmando un documento di abiura alla propria fede e di sostegno alla Germania nazista.

Non prendendo parte alla politica di nessun paese, i testimoni di Geova rifiutarono ogni tipo di partecipazione e coinvolgimento con il regime nazista. Le autorità naziste da parte loro denunciarono i legami dei testimoni di Geova con gli Stati Uniti d'America deridendo inoltre la loro visione millenarista.

A cominciare dal novembre 1931, in Baviera le attività e le pubblicazioni dei testimoni di Geova furono proibite: la Torre di Guardia fece appello contro il provvedimento ma l'appello venne respinto (riuscì invece a far ritirare il provvedimento in altre due regioni).

I testimoni di Geova furono infine dichiarati fuorilegge in Germania a partire dall'aprile del 1933 sebbene fino ad allora il loro atteggiamento non fosse stato di chiara ostilità al regime..

Durante l'aprile del 1933 il movimento dei Bibelforscher (così venivano chiamati i testimoni di Geova) venne proibito per decreto in molti Länder: il 10 aprile nel Meclemburgo-Schwerin, il 13 in Baviera il 18 in Sassonia. Il 22, 23 e 24 aprile furono sequestrate tutte le pubblicazioni, sequestrate e chiuse sia la stamperia di Magdeburgo che la sede del movimento. Secondo i nazisti sia l'associazione degli studenti biblici che la Società Torre di Guardia erano strettamente legati con i comunisti. Seguì un'altalena di autorizzazioni e proibizioni. Anche se, già dalla primavera del 1933, erano banditi nella maggior parte degli stati, dove si moltiplicavano le perquisizioni e gli arresti, il 25 giugno del 1933 organizzarono una grande assemblea a Berlino con almeno 7000 presenti. In questa occasione fu deciso di inviare una dichiarazione.

La lettera a Hitler e la Dichiarazione dei fatti (1933) Nel 1933 Joseph Franklin Rutherford invia una Lettera e Dichiarazione a Adolf Hitler, nella quale dichiara:

La lettera conclude:

La Dichiarazione di Fatti citata nella lettera ad Hitler fu redatta nel 1933 e inviata alle autorità naziste, e in passato è stata oggetto di dibattito e critica principalmente da parte dei detrattori dei Testimoni di Geova, che hanno interpretato alcuni passaggi come un tentativo di compromesso verso l'ideologia nazista. La letteratura contemporanea non sostiene queste ipotesi, dato che le pubblicazioni dei Testimoni in quel periodo criticavano chiaramente il regime di Hitler e condannavano il suo antisemitismo. Alcuni dei passaggi più controversi recitavano:

Infine, nel chiarire la posizione dei Testimoni rispetto al Reich, la Dichiarazione afferma"Instead of being against the principles advocated by the government of Germany, we stand squarely for such principles":

Nel 1988 la pubblicazione Awake! dei Testimoni commentava nel meritoAwake! 8 luglio 1998. Tratto da :

James Penton, professore di storia nell'Università di Lethbridge ed oppositore dichiarato dei Testimone di Geova, ritiene che la dichiarazione del 1933 contenesse elementi di antisemitismo ed anticattolicesimo. La sua tesi è largamente rigettata dal mondo accademico, che ne ha sottolineato la mancanza di obiettività, la debolezza argomentativa e l'evidente pregiudizio che influenza il suo lavoro di storico."I would like to refer the reader to my comments about Penton's previous publications... His statements, source selection, and interpretation reflect a deep-seated aversion against this religious association, of which he had once been a member. ...from a historiographic viewpoint Penton's writings perhaps show a lack of scientific objectivity."

Lo storico Detlef Garbe, direttore del Neuengamme (Hamburg) Memorial, ritiene infatti che il testo di Penton si fondi su pregiudizi derivanti dalla sua personale avversione contro i Testimoni di Geova e sia carente di obiettiva scientificità. A suo avviso il documento deve essere analizzato nel contesto storico dell'epoca, e non in quello contemporaneo, e aveva come scopo quello di distanziare i testimoni di Geova dagli altri gruppi oggetto di repressione in Germania, aggiungendo che "Molte delle critiche che sono state fatte nella letteratura in riferimento alla 'Dichiarazione di Wilmersdorf' non rendono giustizia né ai contenuti né alla situazione. Per esempio, non è appropriato concludere che i testimoni di Geova si siano dichiarati 'antisemiti' né che abbiano offerto la loro 'potenziale alleanza'. Le dichiarazioni secondo cui 'quel congresso dimostrò sostegno al Nazionalsocialismo' o l'affermazione che la Presidenza della Watch Tower abbia fatto un tentativo di 'stipulare un patto con Hitler', sono deliberati tentativi di screditare i Testimoni di Geova. Lo stesso si può dire anche della pubblicazione di Gebhard, la 'documentazione' della Germania Orientale (DDR), la quale indica che i Testimoni di Geova avrebbero fornito un presunto 'sostegno criminale alla politica antisemitica di Hitler'".

Anche la dottoressa Gabriele Yonan sostiene che, se analizzata nel contesto storico dell'epoca, la Dichiarazione non presenta alcuna dichiarazione antisemita, né alcun tentativo di ingraziarsi il favore di Hitler, aggiungendo che "queste accuse provenienti da ambienti ecclesiastici odierni costituiscono una deliberata manipolazione e falsificazione della storia, apparentemente motivate dal senso di colpa per il coinvolgimento o il mancato coinvolgimento delle chiese nella persecuzione". Yonan fa anche notare che l'assenza di antisemitismo nella Dichiarazione è evidente dall'uso disinvolto di citazioni dal Vecchio Testamento che includono il termine "Sion", così come dal fatto che la Dichiarazione non si rivolge a Hitler chiamandolo "Fuhrer", e che non si conclude con il saluto "Heil Hitler".

Per Christine E. King "il documento indica la natura degli attacchi che stavano subendo, spiega gli insegnamenti del gruppo, conferma il carattere rispettoso delle leggi dei suoi membri, nega ogni collegamento con comunismo, massoneria ed ebraismo ed esprime sostegno per "gli obiettivi paralleli" del nuovo governo nazionale..

Parlando di questi "obiettivi paralleli" (tra i quali appunto i valori della famiglia e la libertà di religione), lo storico Gerhard Besier fa notare che, sebbene non fossero esplicitamente identificati nella Dichiarazione, all'epoca erano già nettamente delimitati, aggiungendo che "se tali dichiarazioni ed espressioni d'ossequio fatte in modo appropriato da una comunità religiosa dovessero essere ritenute 'tentativi d'ingraziarsi il favore', allora non esisterebbe più alcuna definizione appropriata per le dichiarazioni cristiano-tedesche di vescovi e teologi in questo sistema di categorie". Anche lui ribadisce che per tali ragioni non è ammissibile l'accusa di compromesso con il regime nazista.

L'inizio della persecuzione La dichiarazione non sortì tuttavia l'esito auspicato. Il 27 giugno fu diramato l'ordine di perquisire tutte le proprietà delle congregazioni e confiscare tutto quello che poteva sembrare ostile al regime. Il 27 le S.A. rioccuparono la sede della Società Torre di Guardia, la chiusero e vi issarono la bandiera con la svastica. Fu proibita la lettura della Bibbia, come ogni riunione e ogni attività di culto in questi locali.

Il 14 luglio il Partito Nazionalsocialista divenne l'unico partito e il 24 luglio i Bibelforscher furono dichiarati fuorilegge in tutta la Germania. Molti di loro, nel novembre dello stesso anno, verranno licenziati, arrestati e maltrattati per essersi mantenuti "politicamente neutrali" non partecipando al voto obbligatorio.

L'anno successivo dal 7 al 9 settembre venne tenuta una grande assemblea a Basilea, vi furono presenti un migliaio di Bibelforscher tedeschi che testimoniarono riguardo alla loro situazione, ai maltrattamenti e alle persecuzioni subite. Anche in questa occasione vennero unanimemente prese delle decisioni: il 21 settembre dalla filiale della Watch Tower Bible and Tract Society di Berna fu inviato alla Cancelleria di Adolf Hitler un telegramma di protesta contro la persecuzione dei testimoni di Geova tedeschi. Mentre il 7 ottobre furono inviate circa 20.000 lettere e telegrammi al governo tedesco da testimoni di Geova di 50 nazioni compresa ogni congregazione della Germania.