È stato ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni e rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea nel 2016.

Biografia

È figlio di Fabio Calenda, economista, giornalista e scrittore, e della regista Cristina Comencini, fratello della sceneggiatrice Giulia e nipote di Paola, Eleonora e Francesca Comencini e del diplomatico Carlo Calenda. Suo nonno materno era il celebre regista Luigi Comencini.

Nel 1984, all'età di 11 anni, recita nello sceneggiato televisivo Cuore, diretto dal nonno materno, dove interpreta lo scolaro protagonista Enrico Bottini, nell'unico suo ruolo come attore bambino. In tale occasione Carlo Calenda viene doppiato da Giorgio Borghetti.

Cresciuto nel rione di Roma Prati, Calenda frequenta il liceo classico Mamiani. Secondo quanto riportato dallo stesso Calenda in un'intervista, a 18 anni, durante gli studi, inizia a lavorare, vendendo fondi di investimento e polizze porta a porta, come consulente finanziario di Sanpaolo Invest; in seguito lavora per Prudential Sim e Southern Star.

Laureatosi in giurisprudenza all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" con 107/110 comincia a lavorare per società finanziarie, prima di approdare nel 1998 alla casa automobilistica Ferrari. In cinque anni a Maranello, prima come impiegato e poi da funzionario, arriva ad assumere i ruoli di responsabile gestione relazioni con i clienti e responsabile relazioni con le istituzioni finanziarie sotto Luca Cordero di Montezemolo, con cui costruisce un buon rapporto nell'ultimo periodo da dirigente del "Cavallino". Successivamente lavora per Sky Italia in veste di responsabile marketing di prodotto e programmazione.

Dopo l'elezione di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza di Confindustria nel 2004, viene nominato assistente del presidente e poi direttore dell'area strategica e affari internazionali fino al 2008. Successivamente è direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo.

Calenda ha dichiarato di essere stato iscritto da giovane alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, l'organizzazione giovanile del Partito Comunista Italiano.

Vita privata È diventato padre della sua prima figlia, Tay, a sedici anni. In seguito ha sposato la manager Violante Guidotti Bentivoglio, da cui ha avuto altri tre figli.

Carriera politica Primi passi Nel 2009, poco dopo la fondazione dell'associazione politica centro studi centrista Italia Futura da parte di Luca Cordero di Montezemolo, venne chiamato da quest'ultimo per dirigerne l'organizzazione territoriale, divenendone coordinatore politico.

A ottobre 2012 è tra i relatori del manifesto politico "Verso la Terza Repubblica" di Italia Futura, che gli affida l'incarico di coordinare la scelta dei candidati per le politiche. Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato alla Camera dei deputati tra le liste di Scelta Civica - Con Monti per l'Italia (che Italia Futura aveva contribuito a fondare) nella circoscrizione Lazio 1, in terza posizione. e risulta il primo dei non eletti.

Viceministro dello sviluppo economico

Pochi mesi dopo le elezioni politiche, in seguito alla nascita del governo di larghe intese guidato da Enrico Letta e sostenuto tra gli altri da Scelta Civica, Partito Democratico, Il Popolo della Libertà e Unione di Centro, entra a fare parte del governo Letta, venendo nominato il 2 maggio dal Consiglio dei Ministri (CdM) viceministro dello sviluppo economico, affiancando insieme ad Antonio Catricalà, il ministro Flavio Zanonato. A seguito della caduta del Governo Letta e l'arrivo a Palazzo Chigi di Matteo Renzi, il 28 febbraio 2014 viene confermato viceministro al MISE dal Consiglio dei ministri, con delega al commercio estero, affiancando la neo-ministra Federica Guidi.

Come viceministro con delega al commercio estero guida numerose delegazioni di imprenditori italiani all'estero e vara il piano straordinario per il made in Italy (legge n. 164/ 2014), con cui il governo ha adottato una serie di misure volte ad ampliare il numero delle imprese, in particolare piccole e medie, che operano nel mercato globale, espandere le quote italiane del commercio internazionale, valorizzare l'immagine del Made in Italy nel mondo, sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in ItaliaBio , sviluppoeconomico.gov.it. Si è battuto contro il riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina.

Il 5 febbraio 2015 abbandona Scelta Civica, assieme a numerosi dirigenti e diversi parlamentari del partito, e annuncia la sua intenzione di iscriversi al PD, ma tale annuncio non ha però avuto seguito se non tre anni dopo, nel 2018.

Rappresentante dell'Italia all'UE Il 20 gennaio 2016 viene nominato dal governo Renzi come Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea, sostituendo l'ambasciatore Stefano Sannino. La scelta inconsueta da parte del governo di nominare una figura politica (e quindi esterna rispetto a un agente diplomatico) in una posizione normalmente riservata ai diplomatici suscita proteste da parte dei membri del corpo diplomatico italianoLa protesta degli ambasciatori, a disagio per il caso Calenda , Corriere.it, 30 gennaio 2016, cui il governo risponde difendendo la decisione come parte delle proprie prerogative, per quanto eccezionale e riservata a situazioni molto particolari.Calenda a Bruxelles? Una misura eccezionale, come nel dopoguerra , Public Policy, 8 febbraio 2016

Ministro dello sviluppo economico

Il 10 maggio 2016, due mesi dopo la nomina di Rappresentante dell'Italia all'UE, viene richiamato a Roma per assumere il ruolo di Ministro dello sviluppo economico, subentrando all'interim che Renzi aveva assunto a seguito delle dimissioni di Federica Guidi, coinvolta in un'inchiesta giudiziaria.

Il 12 dicembre 2016, a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio per la bocciatura della riforma costituzionale Renzi-Boschi al referendum costituzionale, è stato confermato nell'incarico di ministro dello sviluppo economico nel nuovo governo presieduto da Paolo Gentiloni.

Nell'ambito del suo incarico di ministro ha promosso e attuato per la prima volta in Italia un piano strategico di sviluppo industriale, chiamato "Impresa 4.0", basato su incentivi alle aziende per investimenti e assunzioni, garanzie sul credito e investimenti nelle infrastrutture digitali. La misura ha portato all'aumento del 9% degli investimenti privati sui beni oggetto dell'incentivo.

Con l'insediamento del primo governo Conte il 1º giugno 2018, Calenda cessa dalla carica di ministro, nella quale gli succede il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

Elezioni europee del 2019

Il 6 marzo 2018, due giorni dopo la pesante sconfitta del PD alle elezioni politiche del 2018, annuncia la sua adesione al Partito Democratico.

In vista delle elezioni europee, a gennaio 2019 lancia Siamo Europei, un manifesto politico che pone come obiettivo la costruzione di una lista europeista e riformista unitaria in alternativa al blocco sovranista, composto da Lega e Fratelli d'Italia, e a quello populista del Movimento 5 Stelle.

Il 19 marzo ufficializza la propria candidatura da capolista della circoscrizione nord-orientale e il 30 marzo "Siamo Europei" presenta il simbolo della lista in comune con il PD, guidato dal presidente del Lazio e segretario del PD Nicola Zingaretti. All'appello lanciato con il manifesto di Siamo Europei per la formazione di una lista unitaria rispondono, tra gli altri, Campo Progressista di Giuliano Pisapia, Democrazia Solidale e altri soggetti civici e politici anche a supporto esterno, come Centristi per l'Europa. Successivamente pure Articolo Uno giunge a un accordo con il PD per presentare propri candidati all'interno della lista.

Alle elezioni europee del 2019 viene eletto europarlamentare con preferenze nella circoscrizione Italia nord-orientale nella lista PD - Siamo Europei, arrivando primo fra i candidati della lista per numero di preferenze nella suddetta circoscrizione e risultando il candidato del Partito Democratico più votato in Italia.

Uscita dal PD e fondazione di Azione

Il 23 luglio 2019 Calenda presenta alla Direzione nazionale del PD una mozione unitaria, approvata con ampia maggioranza, dove si ribadisce che Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono e rimarranno incompatibili perché divisi da valori opposti, e inoltre individua tre priorità evidenti su cui costruire immediatamente un piano per l'Italia: scuola e formazione, sanità e investimenti.

Il 28 agosto 2019, in seguito alla caduta del governo Conte I e all'intesa fra i democratici e il M5S per formare un nuovo governo, comunica la sua uscita dal Partito Democratico e di volere trasformare Siamo Europei in un nuovo partito progressista.

Il 21 novembre seguente lancia ufficialmente Azione, la sua nuova formazione politica di centro-sinistraCalenda lancia 'Azione', il nuovo partito di centrosinistra e riformista , AGR PressI sondaggisti: «Azione» di Calenda parte dal 2% , Il Sole 24 Ore, progressista e riformista, insieme al senatore Matteo Richetti e a un comitato promotore. I riferimenti ideali del nuovo partito sono nelle tesi di Carlo Rosselli sul socialismo liberale, da cui il nome richiamante il Partito d'Azione, nel liberalismo sociale di Piero Gobetti, e nel popolarismo di Don Luigi Sturzo.

Benché abbia abbandonato il PD, Calenda decide di restare comunque nella delegazione PD-Siamo Europei nel gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, per rispetto del mandato elettorale.

In occasione del referendum costituzionale per l'approvazione della riforma basata sulla riduzione del numero di parlamentari a quattrocento deputati e duecento senatori, avviata dal governo Conte I guidato dalla Lega assieme al Movimento 5 Stelle e concluso dal governo Conte II guidato dalla coalizione M5S e PD, Calenda e il suo partito si sono schierati per il "No".

Candidatura a sindaco di Roma

Il 18 ottobre 2020, ospite della trasmissione televisiva Che tempo che fa, Calenda annuncia di volersi candidare a sindaco di Roma in vista delle elezioni amministrative del 2021. All'indomani +Europa e Partito Repubblicano Italiano annunciano il loro sostegno, mentre ad aprile 2021 arriva anche quello di Italia Viva in vista delle amministrative a Roma, che nel frattempo vengono slittate a ottobre. Il 24 maggio, nel corso di una conferenza stampa, presenta ufficialmente la sua candidatura, lanciando la lista "Calenda Sindaco".

Alla tornata elettorale Calenda raccoglie il 19,81% dei voti (pari a ), eleggendo 5 consiglieri comunali all'Assemblea Capitolina (due di Italia Viva), arrivando terzo dietro a Enrico Michetti del centro-destra (30,14%) e Roberto Gualtieri del centro-sinistra (27,03%), ma staccando, seppur di pochi voti, la sindaca uscente Virginia Raggi (19,09%). La lista Calenda Sindaco risulterà la più votata in assoluto in questa tornata elettorale. Il leader del partito rinuncia al seggio per concentrarsi sul suo lavoro di europarlamentare e leader di Azione, permettendo così il subentro del coordinatore del programma per le elezioni romane (risultato primo dei non eletti), che avviene il 21 dicembre 2021.

Il 17 novembre 2021 Calenda, dopo le parole del segretario del PD Enrico Letta sulla possibile convergenza del Movimento 5 Stelle nell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, esce dal gruppo parlamentare europeo per entrare in quello di Renew Europe.

Segretario di Azione Il 20 febbraio 2022, durante il primo congresso di Azione "L'Italia sul serio" presso il palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi a Roma, viene eletto per acclamazione come nuovo segretario del partito, mentre Matteo Richetti viene eletto presidente.

In vista dei referendum abrogativi sulla giustizia del 2022, promossi da cinque regioni guidate da maggioranze di centro-destra, si schiera per il "Sì" a tutti e cinque i quesiti.