Esponente del legittimismo borbonico, fu l'ultimo presidente del Consiglio dei ministri del Regno delle Due Sicilie e, dopo la caduta di Gaeta, guidò il governo borbonico in esilio a Roma. È ricordato anche per le relazioni riservate inviate da Trapani nel 1838, frequentemente richiamate dalla storiografia sulle origini della mafia, e per la proposta di una soluzione confederale della questione italiana, alternativa al modello unitario.
Biografia
Formazione e primi anni Nacque a Napoli il 15 febbraio 1801 da Giovanni Battista Calà Ulloa, duca di Lauria, e da Elena O'Raredon; dopo di lui nacquero i fratelli Antonio e Girolamo. Studiò con profitto al Real Collegio Militare della Nunziatella e poi al liceo del Salvatore, distinguendosi fin da giovanissimo come poeta estemporaneo.
Per le difficoltà economiche della famiglia, nel febbraio 1819 entrò nella direzione della Pubblica Istruzione, dimettendosi nel gennaio 1820. Durante la rivoluzione costituzionale guardò con favore al nuovo regime e nel 1821 fu ufficiale dell'esercito che si oppose senza successo alle truppe austriache. Dopo quella esperienza si rivolse alla professione forense e frequentò, tra il 1822 e il 1823, lo studio di Nicola Nicolini; frutto di quei primi studi giuridici furono le Osservazioni sui diversi punti del codice penale, pubblicate anonime a Napoli nel 1824.
Nel febbraio 1823 sposò la napoletana Luigia Falangola, di quattro anni più anziana, e si ritirò per qualche tempo in campagna, dedicandosi prevalentemente alla letteratura e alla collaborazione giornalistica. Per meriti letterari, nel giugno 1829 fu nominato, dietro concorso, professore di eloquenza nel Real Collegio militare. Tra il 1829 e il 1831 diresse quasi da solo il giornaletto letterario La Farfalla.
Carriera giudiziaria Dopo essersi affermato nel foro napoletano, anche grazie alla difesa di Domenico Veredice nel 1835, fu chiamato nella magistratura dal ministro Nicola Parisio: il 26 dicembre 1836 fu nominato giudice nel tribunale civile di Avellino e il 31 dicembre 1837 giudice criminale con funzioni di procuratore generale presso la Gran Corte criminale di Trapani.
Il trasferimento in Sicilia si collegò alla politica di accentramento adottata da Ferdinando II dopo le agitazioni del 1837. In questo quadro Ulloa inviò al ministero, il 25 aprile 1838, una relazione Sulle condizioni della magistratura in Sicilia e, il 3 agosto successivo, le Considerazioni sullo stato economico e politico della Sicilia, nelle quali analizzò il cattivo funzionamento dell'amministrazione giudiziaria dell'isola e descrisse il sistema di consorterie e «fratellanze» locali.
Promosso il 30 gennaio 1840 giudice di Gran Corte civile con funzioni di procuratore generale presso la stessa Gran Corte di Trapani, il 12 dicembre 1844 divenne procuratore generale sostituto con le funzioni di procuratore generale presso la Gran Corte civile di Messina. Tornò poi sul continente come procuratore generale presso la Gran Corte civile dell'L'Aquila (23 febbraio 1846) e quindi, con le stesse funzioni, ad Avellino (16 febbraio 1847); nel 1850 fu nominato consigliere della Corte suprema di giustizia.
Letterato e saggista Parallelamente alla carriera giudiziaria continuò a coltivare la letteratura, mantenendo corrispondenza con scrittori italiani ed europei. Nel 1858-1859 pubblicò a Ginevra i due volumi dei Pensées et souvenirs sur la littérature contemporaine du royame de Naples, opera ricca di notizie sul movimento culturale napoletano del tempo.
Il 1860, Gaeta e l'esilio Nell'estate del 1860, quando Francesco II concesse la costituzione nel tentativo di salvare la corona, Ulloa si dichiarò contrario al nuovo regime; nel luglio si adoperò per rafforzare l'autorità del re e, nell'agosto, collaborò alle manovre del conte d'Aquila dirette a ristabilire di fatto l'assolutismo con un colpo di mano militare.
Fallito il 30 agosto un suo estremo tentativo di formare un ministero deciso a contrastare sino all'ultimo l'avanzata di Giuseppe Garibaldi, lasciò Napoli e raggiunse Gaeta, dove fu ministro dell'Interno nel gabinetto Casella. Nel novembre 1860 fu inviato a Roma e a Parigi per cercare aiuti diplomatici, ma senza risultati positivi. Dopo la caduta di Gaeta presiedette il governo borbonico in esilio a Roma, mantenendo l'incarico fino allo scioglimento del governo, deciso da Francesco II alla fine del 1866.
Convinto che i Borbone potessero rientrare nel Regno soltanto con l'appoggio delle grandi potenze e in seguito a eventi di portata europea, pubblicò in questi anni diversi opuscoli politico-storici destinati a denunciare, davanti all'opinione pubblica europea, gli errori del governo italiano nel Mezzogiorno e a sostenere le ragioni della dinastia borbonica. Fra questi assumono particolare rilievo Delle presenti condizioni del reame delle Due Sicilie (1862), Lettres napolitaines (1863), L'union et non pas l'unité de l'Italie (1867) e L'abdication, le partage et la fédération de l'Italie (1868).
Ultimi anni Rientrato a Napoli dopo il 1870, si dedicò prevalentemente agli studi storici. Pubblicò Intorno alla storia del reame di Napoli di Pietro Colletta (1877), le biografie di Bernardo Tanucci, Carlo Filangieri e Angelo D'Ambrosio, e lavorò a una vasta opera sulle rivoluzioni del Regno di Napoli, rimasta in gran parte inedita. Morì a Napoli il 21 maggio 1879..
Opere Stato degli studi geografici e delle scoperte fatte nell'ultima decade: discorso di Pietro C. Ulloa pronunziato a'5 dicembre 1831. Napoli: Stamperia del Genio Tipografico, 1832 Delle Biscaglie e della Navarra: breve descrizione fisico-statistica ed alcune considerazioni storiche / di Antonio e Pietro C. Ulloa. Napoli: tip. Fratelli Rusconi, 1835 Dei reati e della civiltà: discorso di Pietro C. Ulloa. Napoli: Dalla tip. Flautina, 1835 Dell'esposizione de' reati in Inghilterra ed in Francia e del quadro statistico dell'amministrazione della giustizia penale nel regno di Napoli: discorso. Napoli: Dalla tip. Flautina, 1835 Elogio di Paolo D'Ambrosio già ministro delle Due Sicilie in Danimarca e Svezia.... Napoli: Presso Giacomo Testa, 1835 Dell'amministrazione della giustizia criminale nel regno di Napoli: esame e paragone con diversi altri stati d'Europa. Napoli: Tip. G. Testa, 1835 Del marito parricida: discorso di Pietro C. Ulloa. Napoli: Tip. di G. Testa, 1836 Elogio di Luigi Maria Galanti. Napoli: Tip. Flautina, 1836 Delle vicissitudini e de' progressi del dritto penale in Italia: dal risorgimento delle lettere sin oggi. Napoli: Dalla tip. Flautina, 1837 Degli uffizj del magistrato e dell'amministrazione della giustizia penale nella provincia di Trapani: discorso letto nell'udienza de' 2 gennajo 1839, da Pietro C. Ulloa procuratore generale del re presso la G. C. criminale della stessa provincia. Trapani: per G. Modica e comp., 1839 Dell'uso di talune dottrine ne' giudizj penali e dell'amministrazione della giustizia nella provincia di Trapani: discorso letto nell'udienza de' 2 gennajo 1840 / da Pietro C. Ulloa procuratore generale del re presso la G. C. criminale della stessa provincia. Trapani: per G. Modica e comp., 1840 Della necessità delle conoscenze economiche negli studi legislativi, e della utilità delle statistiche ne' giudizi penali: discorso letto nell'udienza de'2. gennaio 1841. Napoli, 1841 De' giudizj ne' progressi della scienza penale e ne' miglioramenti delle opinioni e della amministrazione della giustizia nella provincia di Trapani: discorso letto nell'udienza de' 3. gennaio 1842. Trapani: G. Modica & c., 1842 Delle vicissitudini e de' progressi del diritto penale in Italia : dal risorgimento delle lettere sin oggi. Palermo: tip. di Francesco Lao, 1842 Discorsi intorno a leggi dottrine statistiche e giudizi penali. Napoli: G. Rusconi, 1849 De' fatti dell'ultima rivoluzione derivati da' giudizj politici del Reame di Napoli: libri due. Napoli: stamperia reale, 1854 Dell'influenza del cristianesimo sul diritto penale dei Romani. Palermo: Tip. Dell'Armonia, 1855 Elogio del cav. Michele Agresti procuratore generale presso la Suprema corte di giustizia pronunziato dal consigliere Pietro C. Ulloa nelle esequie ..... Napoli: stamp. del Fibreno, 1855 Di Nicola Nicolini delle sue opere e dottrine in ragion penale. Napoli: Nella Tip. di Gaetano Rusconi, 1857 Pensées et souvenirs sur la littérature contemporaine du royame de Naples. Geneve: Joel Cherbuliez Libraire, 1858-1859 Rivoluzione del reame di Napoli. Napoli: stamperia Reale, 1860 Delle presenti condizioni del reame delle Due Sicilie. Roma, 1862 Etat actuel du royaume des Deux-Siciles. Paris: Dentu, 1862 Lettres napolitaines. Rome: Typ. de la Civiltà Cattolica, 1863 (Lettere napolitane del marchese Pietro C. Ulloa, tradotte dal francese pel cav. Teodoro Salzillo). Roma: A. Placidi, 1864 L' union et non pas l'unité de l'Italie. Italie, 1867 (L' unione e non l'unità d'Italia. Roma: Tip. dei fratelli Monaldi, 1867) L' abdicazione, la divisione e la federazione d'Italia ; prima versione italiana. Italia: ?s.n.?, 1868 Les previsions de Gaete et les promesses d'Ancone. Italie (Le previsioni di Gaeta e le promesse di Ancona ; prima versione dal francese di Salvatore Raucci. Roma: Tip. de' F.lli Monaldi, 1869) Lettres d'un ministre emigré: suite aux lettres napolitaines. Marseille: Typ. Marius Olive, 1870 Della sollevazione delle Calabrie contro a' francesi. Roma: Morini, 1871 La duchessa di Biccari e di Airola o Napoli due secoli indietro duca di Lauria. Palermo: Pensante, 1872 Di Bernardo Tanucci e dei suoi tempi. Napoli: stab. tip. Pansini, 1875 Di Carlo Filangieri nella storia de' nostri tempi. Napoli: Tip. dei fratelli Tornese, 1876 Intorno alla Storia del Reame di Napoli di Pietro Colletta, annotamenti di Pietro Cala Ulloa. Napoli: L. De Bonis, 1877 Di Angelo D'Ambrosio, tenente generale nei reali eserciti. Napoli: stabilimento tipografico fratelli Tornese, 1878 Il Regno di Ferdinando; a cura di Giuseppe F. de Tiberiis. Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, stampa 1967 Un re in esilio: la corte di Francesco II a Roma dal 1861 al 1870 / Pietro C. Ulloa; memorie e diario inediti pubblicati con introduzione e note di Gino Doria. Bari: Laterza, 1928 Marie Caroline d'Autriche et la conquete du Royaume de Naples en 1806. Paris; Tournai: Regis Ruffet et C.ie, 1872 (Maria Carolina e la conquista del Regno di Napoli; traduzione di Ulrico Pannuti; saggio introduttivo di Antonio Rosada). Napoli: Berisio, 1968 Unione, non unità d'Italia / Pietro Cala Ulloa; prefazione di Corrado Augias; postfazione di Carmelo Pasimeni. Lecce: Argo, 1998
Note
Bibliografia Antonio Boccia (a cura di), Delle presenti condizioni del reame delle Due Sicilie, Napoli, Thesaurus, 2014, ISBN 978-88-9098920-9. Alfonso Scirocco, «CALÀ ULLÒA, Pietro, duca di Lauria, marchese di Favale e Rotondella», in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XVI, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. Gino Doria (a cura di), Un re in esilio. La corte di Francesco II a Roma dal 1861 al 1870, Bari, Laterza, 1928. Antonio Boccia, Pietro Calà Ulloa. L'originale proposta federalista dell'ultimo premier delle Due Sicilie, Lauria, Progetto Grafico, 2004. Marta Maddalena, Pietro Calà Ulloa. Un legittimista liberale al servizio dell'ultimo Re di Napoli. La vita e il pensiero attraverso i suoi scritti, Nocera Superiore, D'Amico Editore, 2023, ISBN 9791255500186. Salvatore Mugno, La nascita della mafia. Storie di «uomini d'onore» istruite in Sicilia (1838-1846) da Pietro Calà Ulloa, il Procuratore generale del Re che scoprì la piovra, Navarra editore, 2025, ISBN 9791281655324.
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