I Grateful Dead sono stati un gruppo musicale rock statunitense, attivo dal 1965 al 1995, considerato tra gli artisti chiave della cosiddetta Summer of Love.

Nati alla metà degli anni Sessanta, furono fra gli artisti fondamentali della storia di quello che veniva chiamato acid rock o rock psichedelico. Divennero celebri per il loro stile eclettico, che univa elementi di rock, folk, bluegrass, blues, country e jazz e dal vivo era caratterizzato da interminabili e lisergiche improvvisazioni modali. Dalla metà degli anni settanta attorno ai Grateful Dead nacque una sorta di "culto"; alcuni loro fan, chiamati Deadhead, seguirono il gruppo in concerto per anni, vivendo di fatto come nomadi in onore della loro "devozione" verso "the Dead".

Raggiunsero la fama verso la fine degli anni '60, per poi arrivare all'apice del successo con album come Live/Dead, Workingman's Dead e American Beauty.

La rivista Rolling Stone li inserisce al cinquantasettesimo posto nella lista dei 100 grandi artisti.

Storia Le origini

Alla fine degli anni sessanta negli Stati Uniti nasceva il movimento hippy. Migliaia di giovani cercavano di ribellarsi alle regole imposte della società alla ricerca di un nuovo genere di libertà. In questo contesto ebbero un ruolo importante le droghe e soprattutto gli allucinogeni. Già dagli anni cinquanta personaggi come Ken Kesey e Robert Hunter avevano iniziato a sperimentare con LSD e altre sostanze psichedeliche (i cosiddetti acid test). Il primo avrebbe in seguito organizzato i primi raduni del movimento psichedelico; il secondo avrebbe invece contribuito al successo e all'evoluzione dei Grateful Dead.

I Grateful Dead nacquero nella San Francisco Bay Area nel 1965 dalle ceneri di un'altra band, i Mother McCree's Uptown Jug Champions. Per un breve periodo suonarono a Palo Alto, in California, con il nome di Warlocks; questo nome fu in seguito abbandonato perché risultò già adottato da un'altra band (curiosamente, si trattava di una prima incarnazione dei futuri Velvet Underground). A quanto in seguito dissero i membri del gruppo, il nuovo nome Grateful Dead (il morto riconoscente) fu deciso ispirandosi alla storia trovata sul dizionario “Funk & Wagnalls New Practical standard dictionary” riguardante un racconto folcloristico. Garcia scelse il libro più grande nella libreria e sfogliandolo a caso si soffermò proprio su quella storia che aveva quel nome: Grateful dead!

Col nome di "Grateful Dead" il gruppo si trasferì a San Francisco, luogo dove stavano emergendo artisti come Jefferson Airplane e Santana, che conferirono a San Francisco la fama di capitale della controcultura hippy. Di questo ambiente i Grateful Dead divennero presto il gruppo di punta, forti anche dello straordinario livello tecnico di tutti i membri del gruppo. Il loro stile combinava elementi di diversi sottogeneri del rock con blues, jazz, bluegrass, country e persino qualche elemento di musica classica; il tutto rielaborato ispirandosi all'esperienza dell'LSD. In gran parte, questa forte contaminazione di generi rifletteva proprio l'eterogenea formazione del gruppo. Jerry Garcia (chitarra solista) e Bob Weir (chitarra ritmica) provenivano dalla scena folk americana, che in quel periodo stava convertendosi alla strumentazione elettrica. Phil Lesh (basso) aveva una formazione classica e conosceva la musica elettronica; Ron "Pigpen" McKernan (tastiera) era un amante del blues e il batterista Bill Kreutzmann aveva un background jazzistico.

I primi anni dei Dead li caratterizzarono come gruppo di punta del cosiddetto rock psichedelico, ma la loro musica fu sempre almeno in parte sfuggente rispetto a qualsiasi classificazione. Furono sempre una band prevalentemente live; in effetti, la band divenne celebre, e si guadagnò la dedizione proprio del pubblico di hippie, prima che la Warner Bros. si interessasse al loro successo e decidesse di proporre loro l'incisione di The Grateful Dead. In questo periodo, le esibizioni dei Dead erano basate principalmente su cover di brani celebri reinterpretate in chiave elettrica e su qualche composizione originale; il tutto nel contesto di una concezione dell'esibizione live come trip collettivo (lo stesso Garcia ricevette il nomignolo di "Captain Trip").

I primi album in studio Invogliata dall'enorme successo di pubblico, nel 1967 la Warner Bros. produsse The Grateful Dead. Si trattava principalmente di cover, più un paio di brani originali ancora piuttosto acerbi. Soltanto alcune tracce riescono a trasmettere l'ideologia hippie: su tutte, The Golden Road e Viola Lee Blues. Il disco non entusiasmò i fan del gruppo, e non ebbe un grande successo commerciale.

Alla fine dello stesso anno entrò nel gruppo il batterista e percussionista Mickey Hart, già istruttore di Kreutzmann. Con il suo look eccentrico e la sua "vivace fantasia", Hart rivoluzionò l'immagine e il sound del gruppo: le sonorità ritmiche cambiarono profondamente (Garcia definirà lo stile ritmico ottenuto con la doppia batteria "total annihilation"). Poco dopo si unì ai Dead il pianista Tom Constanten (ex compagno di stanza di Lesh), che introdusse la sperimentazione con i sintetizzatori; a seguire Robert Hunter, scrittore e poeta, che anni prima aveva spronato i futuri membri dei Dead a partecipare agli acid test. Il sodalizio Garcia-Hunter produsse il suo primo capolavoro con la celeberrima Dark Star.

Nel 1968 vide la luce il secondo album in studio, Anthem of the Sun, progetto molto più elaborato del precedente. Per l'occasione i Dead uniscono composizioni in studio e brani live, riproducendo in modo più fedele l'atmosfera dei concerti. L'album comprende due suite, una per facciata del vinile: That's for the Other One (in seguito abbreviata in The Other One), con il suggestivo finale del prepared piano che Constanten mutua da John Cage, e il medley Alligator/Caution, dominate da estratti live e dall'organo di McKernan. Nonostante Anthem of the Sun venga considerato un album rivoluzionario nel suo genere, la band non espresse mai un grande entusiasmo per questo lavoro.

Nel 1969 venne pubblicato quello che forse è il capolavoro in studio dei primi Dead, Aoxomoxoa. I testi sono tutti di Robert Hunter, divenuto ufficialmente il paroliere del gruppo (oltre a Dark Star aveva già scritto buona parte del testo di Alligator). Con Aoxomoxoa i Dead rinunciano a riprodurre in studio l'atmosfera live, cercando composizioni più canoniche. Questo lavoro include diversi brani che poi sarebbero diventati classici del repertorio del gruppo, come Saint Stephen, China Cat Sunflower, e il "sermone" psichedelico di Garcia, What's Become of the Baby. L'album risente dell'allontanamento già in corso di Pigpen, che iniziava a non riconoscersi più nelle scelte stilistiche del gruppo e probabilmente risentiva della presenza di Constanten.

I Dead parteciparono al festival di Woodstock, ma la loro esibizione fu compromessa da un violento temporale e risultò deludente, tanto che il gruppo decise poi di non apparire né sul disco né nel film. Alla fine degli anni sessanta il movimento hippie iniziava a scemare e il rock psichedelico ne seguiva le sorti.

In questo periodo i Grateful Dead incisero Live/Dead (1969), un album doppio live, che segna la fine di un'era e allo stesso tempo, secondo molti, rappresenta il lavoro più bello pubblicato dal gruppo. L'album contiene anche una versione di Dark Star, che dai 3 minuti del singolo diventa un fiume musicale di 23 minuti.

L'unica traccia che viene ripresa dai dischi precedenti è Saint Stephen dignitosamente psichedelica; segue, in un medley senza soluzione di continuità, l'inedita The Eleven e infine Turn on Your Lovelight, in cui Pigpen domina per 15 minuti con le sue tastiere power-blues. Decisamente sperimentale è il brano Feedback (che, come il nome suggerisce, è realizzato esclusivamente con suoni generati dall'effetto feedback). A conclusione del disco, il gruppo augura la buona notte con And We Bid You Goodnight.

La svolta country-folk

Dopo Live/Dead il gruppo mutò decisamente rotta; come ebbe a dire Hart in seguito, "abbiamo abbandonato la nostra stazione lunare per mettere i piedi sulla terra". Questo mutamento corrispose anche a un trasferimento della sede principale dei Dead da Haight-Asbury al ranch di Mickey Hart, in aperta campagna. Questo luogo divenne un punto d'incontro per molti artisti dell'epoca, tra cui Crosby, Stills & Nash e i New Riders of the Purple Sage.

In questo clima musicale i Grateful Dead produssero nel maggio del 1970 Workingman's Dead, che segna il loro passaggio al genere country-folk. Nello stesso anno, a novembre, produssero American Beauty, secondo molti l'apice del loro periodo post-psichedelico. Sono questi due album che nonostante tutto ottengono il successo nelle classifiche di vendita. Con questi due album i Dead ottengono per la prima volta un grande successo commerciale, al prezzo della delusione di parte dei fan di lunga data.

Mutamenti nella formazione

Nel febbraio del 1971 avvenne la prima separazione importante nella storia della band, con l'abbandono del batterista Mickey Hart. Ufficialmente, Hart lasciò i Dead per intraprendere una propria ricerca musicale; tuttavia, incise sicuramente anche il fatto che il padre di Hart, Lenny, "cassiere" del gruppo, era da poco fuggito portandosi via gran parte dei fondi che amministrava. Nel frattempo era uscito un nuovo live, Grateful Dead (poi ribattezzato Skull and Roses), con brani della produzione post-psichedelica. In seguito a problemi di salute di Pigpen (legati agli eccessi del suo stile di vita), entrò poco dopo nel gruppo il sostituto Keith Godchaux, pianista, e al suo seguito si aggiunse ai Dead la moglie Donna Godchaux come corista e seconda voce.

Nel 1972 i Grateful Dead intrapresero il loro primo tour in Europa, immortalato dal disco triplo dal vivo Europe '72, che comprende sia pezzi tradizionali sia alcuni inediti.

L'8 marzo 1973, poco tempo dopo la creazione della propria etichetta discografica Grateful Dead Records, il gruppo fu colpito dalla morte per cirrosi epatica di Pigpen, a soli 27 anni. Al tastierista sarà in seguito dedicata la raccolta Bear Choice. Nonostante la disgrazia, in ottobre i Grateful Dead uscirono con un nuovo album, Wake of the Flood, in cui vengono introdotti nuovi strumenti come violino, sassofono e trombone. A Wake seguì, nel giugno del 1974, From the Mars Hotel, da molti considerato un lavoro marginale.

A dispetto delle vicissitudini non sempre felici degli ultimi anni, nel 1974 i Grateful Dead portano a compimento un maestoso progetto tecnico, realizzando il Wall of Sound, un impianto di amplificazione senza precedenti, che però venne utilizzato solo per un breve periodo.

La pausa e l'eclettismo sonoro Pur con il buon successo di alcuni album, la situazione economica dei Grateful Dead alla metà degli anni settanta rimaneva piuttosto critica. Il gruppo decise di prendersi una pausa di riflessione, annunciata con cinque serate di "commiato" al Winterland (immortalate dal video Dead Movie), che segnò anche il ritorno di Hart nelle file del gruppo. Seguirono diversi mesi in cui i membri del gruppo presero parte ad altri progetti, solisti o con band parallele.

Il ritorno del gruppo sulle scene fu nell'agosto del 1975, con l'album Blues for Allah, seguito nel 1976 dal più debole live Steal Your Face, ultimo lavoro prodotto dalla Grateful Dead Records. Specialmente l'album in studio dimostra l'avvicinamento del gruppo a un certo tipo di jazz, a tratti free, sicuramente reinterpretato alla maniera dei Dead, con larghe divagazioni strumentali e interi mantra (come nella title track, lunga suite con derivazioni arabeggianti e psichedeliche), forse anche a causa dell'esperienza di Garcia con i Legion of Mary, un piccolo gruppo in cui suonò durante la "pausa", insieme all'amico Merl Saunders.