KV55 (Kings' Valley 55)Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da John Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla numero 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta. è la sigla che identifica una delle tombe della Valle dei Re in Egitto; pur essendo presente una mummia all’atto della scoperta, a lungo si è dibattuto se si trattasse della regina Tiy, Grande sposa reale di Amenofi III, o di Akhenaton, o del suo immediato successore Smenkhara.
Solo recenti studi genetici renderebbero più accreditabile l’identificazione del corpo per quello di AkhenatonZahi Hawass et al. (2010), Ancestry and Pathology in King Tutankhamun's Family, in The Journal of the American Medical Association, p. 644..
Scoperta e scavi Scoperta il 6 gennaio 1907 da Edward Russell Ayrton per conto di Theodore Davis, KV55 si trova a breve distanza dalla tomba KV6 di Ramses IX e dall’area in cui, 15 anni più tardi, Howard Carter scoprirà la KV62 di Tutankhamon Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, p. 117.. Attualmente KV55 si trova a breve distanza dalla moderna struttura di accoglienza turistica della Valle.
Nello stesso mese di gennaio 1907, Ayrton studiò sul posto il sarcofago e la mummia che si trovavano all’interno della tomba. È noto, da una lettera di Davis a Gaston Maspero, che nel 1908 ancora permanevano all’interno suppellettili e reperti.
Scarse sono le notizie sulle operazioni giacché non venne tenuto alcun diario di scavo ed ogni documentazione dell’epoca è successiva alle effettive fasi, e le poche descrizioni esistenti sono disordinate, incomplete, spesso difformi tra loro e talvolta contrastantiGraziella Busi (2001), Nefertiti l’ultima dimora, il giallo della tomba KV55, Ananke, pp. 73 e segg.. Da queste informazioni, nonché da testimonianze di ospiti che visitarono la tomba durante i lavori, è desumibile che si sia operato con approssimazione e superficialità. Charles Trick Currelly(1876-1957), sacerdote ed archeologo canadese. ebbe a scrivere: pezzi di foglia d’oro sembravano volare nell’aria in ogni direzione. Provavamo a respirare in mezzo a loro. Tyndale mi sussurrò che aveva più volte starnutito trovando sei o sette pezzi d’oro nel suo fazzoletto. È inoltre notoGraziella Busi (2001), pp. 73 e segg. che Davis consentisse ai suoi ospiti di asportare dalla tomba frammenti d’oro ed altri reperti quali souvenir della visitaNonostante precisi indizi del contrario, Ayrton e Davis (nel 1907) considerarono la tomba intatta; ciononostante operarono una campagna di scavo che può essere presa ad esempio di come non si esegua uno scavo archeologico. In tal senso vedi anche Graziella Busi (2001), pp. 73 e segg.
Nel 1921, durante una campagna di scavo per conto di Lord Carnarvon, Howard Carter rinvenne oggetti che sembravano provenire dalla KV55; in questa occasione l’accesso alla tomba venne precluso da una porta in metallo che venne poi sostituita da blocchi di pietra che, nel 1944, crollarono a causa di un’alluvione i cui detriti invasero nuovamente, almeno in parte la tombaTheban Mapping Project..
Nel 1993 la tomba venne nuovamente scavata nell’ambito del Theban Mapping Project, e nel 1996 si procedette al consolidamento della scala di accesso ed al restauro delle pareti fortemente danneggiate da fessurazioni intervenute nei millenni.
Architettura La KV55, probabilmente mai ultimata, è relativamente piccola (complessivamente circa 27 m di lunghezza) e presenta la planimetria tipica delle tombe della XVIII dinastia: a un ingresso segue una scala discendente di 20 gradini che prosegue in un corridoio, pure in discesa, da cui si accede alla camera funeraria. Una camera laterale, non ultimata, ha fatto supporre che potesse trattarsi dell’inizio di un secondo corridoio.
Nel 1993 Lyla Pinch Brock, egittologa canadese operante nel quadro del Theban Mapping Project, scavò nuovamente la tomba rinvenendo al suo interno un frammento di ostrakonReeves e Wilkinson (2000), p. 119. dipinto che sembrava essere parte della planimetria originale della KV55 e dal quale era desumibile un previsto allargamento dell’entrata; ipotesi suffragata, peraltro, da incisioni rilevate sulle pareti prossime all’ingressoReeves e Wilkinson (2000), p. 121.. Un ulteriore esame consentì di riscontrare che effettivamente si era già proceduto, almeno in parte, al previsto allargamento, all’innalzamento del soffitto e all’incremento del numero dei gradini della scala.
Pareti e soffitto della camera funeraria erano stati intonacati ma non decorati.
Originariamente la tomba era stata sigillata con blocchi di calcare recanti il sigillo della necropoliLo sciacallo Anubi accucciato su nove prigionieri rappresentanti i tradizionali nemici dell’Egitto., ma questi erano stati più volte rimossi e strati di macerie avevano riempito il corridoio.
Nel corso della XX dinastia, durante i lavori di scavo della vicina KV6 di Ramses IX, l’accesso alla KV55 venne ricoperto da macerie provenienti dal relativo scavo.
Condizioni al momento della scoperta
All'atto della scoperta la tomba KV55 si presenta molto malridotta. Le scale e il corridoio erano ingombri di macerie; nella camera funeraria regnava il caos, sia per le infiltrazioni d'acqua, sia per danni che vennero palesemente e volontariamente causati dall'uomo: si trattava di danneggiamenti selettivi che non potevano essere annoverati tra quelli causati dalla intemperie o a semplici azioni di saccheggio.
All'interno della camera funeraria vennero rinvenuti un sarcofago ed i resti, estremamente malridotti per l'acqua, di una cappella funerariaSi tratta di una struttura lignea, denominata anche scrigno, ricoperta di foglia d'oro, che conteneva verosimilmente altre cappelle analoghe o direttamente il sarcofago. Nel caso della tomba KV62 di Tutankhamon, l'unica intatta mai rinvenuta, le cappelle erano tre sovrastate, tra la prima e la seconda, da una struttura lignea che sorreggeva un telo di lino trapunto di rosette in bronzo. analoga a quella della tomba di Tutankhamon, smontata in più parti accatastate disordinatamente alle pareti e sul pavimentoReeves e Wilkinson (2000), p. 120.. Le lamine d'oro che ricoprivano la struttura lignea, quasi completamente distrutta, erano estremamente fragili e non vennero consolidate; in gran parte andarono disperse. Alcune rosette in bronzo, trovate all'interno della tomba e successivamente da Carter nel 1921, a poca distanza dal suo ingresso, lasciarono supporre che, oltre la cappella, anche in questa sepoltura esistesse una copertura in lino con applicazioni analoghe a quella rinvenuta in KV62, non necessariamente dispiegata, stante lo stato di smontaggio della cappella, ma quanto meno qui riposta.
Il sarcofago antropomorfo, di pregevole fattura e del tutto simile a quelli lignei di Tutankhamon, presentava decorazione rishiRishi: dall'arabo ريشة rīša, "penna" con significato di “piumato” giacché la decorazione riproduce il piumaggio di un uccello., cui erano stati intenzionalmente e selettivamente asportati i cartigli recanti il nome del defunto. Analoga operazione venne eseguita sulle fasce che circondavano le bende della mummia in corrispondenza dei punti in cui, normalmente, si trovano appunto i cartigli. Analogo trattamento di asportazione era stato eseguito per il volto di cui, attualmente, non resta che il sopracciglio e parte dell'occhio destro. Sulla fronte spicca l'ureo reale.
La mummia, molto malridotta, venne esaminata da Ayrton e Davis all'interno della stessa tomba nel 1907; durante tale operazione quest'ultimo la danneggiò ulteriormente facendone cadere i denti. Presentava un largo collare in forma di avvoltoio ed un braccio ripiegato sul torace. Nonostante la presenza dell'ureo e di precise indicazioni che si trattasse di un maschio, data anche la presenza dei cartigli di Akhenaton su almeno due dei quattro mattoni magiciSi trattava di quattro mattoni che venivano inseriti nelle pareti delle tombe, ai quattro punti cardinali, con intento difensivo del defunto. rinvenuti nella camera funeraria, nonché di vasellame recanti il nome di Amenofi III e alcuni piccoli cartigli intestati a Tutankhamon, Davis ritenne si trattasse della sepoltura della regina Tye e ciò in funzione della postura con il braccio ripiegato, usualmente usata per le regine, di alcuni graffiti a lei intestati nel corridoio, di un rilievo della danneggiata cappella lignea in cui Tye è alle spalle di Akhenaton mentre costui adora Aton, e di alcuni frammenti di mobilio recanti i nomi affiancati della regina e del re Amenofi III.
Dai vasi canopici rinvenuti nella tomba, adattati per un diverso titolare rispetto a quello previsto, erano ugualmente stati asportati gli urei e abrasi i nominativi, ma gli stessi erano di palese stile amarnianoGraziella Busi (2001), p. 99..
A rendere ancor più difficile l'identificazione del corpo rinvenuto nella tomba, sopravverrà il furto presso il museo del Cairo delle fasce d'oro che stringevano le bende della mummiaLe c.d. bandellettes. da cui, grazie a metodi di rilevazione più moderni, sarebbe stato possibile tentare una ricostruzione dei cartigli.
Ipotesi di utilizzo della tomba La scarsità di documentazione esistente, la superficialità delle operazioni, degli atti e dei rilievi eseguiti durante gli scavi, rendono difficile l’individuazione di una teoria. Al netto dei danni causati da incursioni ladresche, cui pure la tomba fu sottoposta nel corso dei secoli, Martha Rhoads Bell Martha Rhoads Bell (1941-1991), archeologa statunitense. valutò, anche sulla scorta di fotografie d’epoca, che il disordine rilevato da Ayrton e Davis all’epoca dello scavo nella camera funeraria doveva essere più apparente che realeMartha Rhoads Bell (1990), An armchair excavation of KV55, in Journal of the American Research Center in Egypt n. 27, pp. 97-137.. La ricostruzione della posizione delle suppellettili rinvenute nella tomba, infatti, denoterebbe un certo ordine originale dei manufatti il cui apparente disordine sarebbe stato causato principalmente dal collasso degli oggetti in legno marciti a causa dell’umidità e dal crollo del soffitto a causa di infiltrazioni, nonché dall’attacco di insetti e funghi xilovori.
La teoria più accreditata sull’utilizzo di KV55, vedrebbe la stessa utilizzata in origine quale deposito di mummie provenienti dalle tombe di Amarna a seguito del rientro a Tebe della Corte, durante la fase di restaurazione sotto Tutankhamon, dopo il periodo dell’eresia amarniana Theban Mapping Project. In base a tale teoria, il corpo della regina Tye sarebbe dapprima stato sepolto in KV55, per essere poi successivamente traslato in KV35, tomba di Amenofi IIIn effetti il corpo di Tye venne identificato con la Elder Lady (la “Signora più anziana”) rinvenuta nella KV35. L’identificazione venne garantita da un esame comparato dei capelli della mummia e di una ciocca rinvenuta nella KV62 di Tutankhamon, in un piccolo sarcofago recante il nome della regina..
Tale ipotesi di sepoltura multipla provvisoria sarebbe anche suffragata dalle molte rimozioni della muratura che garantiva la chiusura, e su cui di volta in volta vennero apposti in tempi differenti i sigilli della necropoli.
Ipotesi sull’occupante della tomba
A causa dei danni naturali o quelli selettivi causati dall’uomo, molteplici sono state dal momento della scoperta le ipotesi su chi sia da identificarsi nell’occupante della tomba e del ricco sarcofago.