Il suo nome completo era Abū l-Khaṭṭāb ʿUmar b. ʿAbd Allāh b. Abī Rabīʿa b. al-Mughīra b. ʿAbd Allāh b. ʿUmar b. Makhzūm b. Yakāza b. Murra al-Makhzūmī.
Fu il tipico esponente della poesia d'amore cittadina, dai molti amori felici in contrasto con quella, beduina, definita ʿudhrita, di Jamil e Majnun, in cui l'amore era fedele e votato all'infelicità.
Vita Nacque alla Mecca, la stessa notte - era solito ricordare - in cui venne ucciso il califfo ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, vale a dire mercoledì 25 Dhu l-Hijja 23 H. (novembre 644)Secondo Ibn Khallikan (Ibn Khallikan's Biographical Dictionary translate by Mac Guckin de Slane, Paris, Oriental Translation Fund of Great Britain and Ireland, vol. 3, 1868, p. 396 e vol. 2, 1843, p. 373.).
Tra i suoi tanti amori, quello più noto e da lui più celebrato nelle sue poesie fu quello per Thurayya bint ʿAlī b. ʿAbd Allāh b. al-Ḥārith, una bellissima e nobile discendente della famiglia degli Omayyadi, che peraltro andò poi in sposa a Suhayl b. ʿAbd al-Raḥmān b. Awf al-Zuhrī, che la portò con sé in Egitto. In tale occasione avrebbe composto dei versi in cui, prendendo spunto dai nomi Thurayya (designazione araba delle Pleiadi) e Suhayl (denominazione di Canopo), così si esprimeva:
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