Il pianeta ribelle (The Shape of Things to Come) è un film di fantascienza canadese del 1979 diretto da George McCowan. Il film è interpretato da Jack Palance, Carol Lynley, Barry Morse, John Ireland, Nicholas Campbell e Anne-Marie Martin, accreditata anche come Eddie Benton.
Benché il titolo originale richiami il romanzo del 1933 The Shape of Things to Come di H. G. Wells, già rielaborato nel film La vita futura del 1936, la trama ha poche attinenze con l'opera wellsiana. Il film abbandona la storia futura del romanzo legata alla guerra mondiale, al collasso dell'ordine sociale e alla nascita di un nuovo ordine mondiale, per sostituirla con una space opera ambientata in un futuro tecnologico con robot, astronavi, colonie lunari e pianeti lontani.
Trama Dopo una guerra atomica e le guerre dei robot, la Terra è diventata una landa radioattiva e gran parte dell'umanità sopravvissuta vive sulla Luna, nella città-cupola di New Washington. La sopravvivenza dei coloni dipende dal Radic-Q-2, una sostanza anti-radiazioni disponibile solo sul pianeta Delta 3.
Delta 3 è controllato da Omus, uno scienziato brillante ma folle, che usa la produzione del farmaco come strumento di ricatto e vuole imporsi come capo delle colonie del sistema solare. Omus invia contro la Luna navi automatizzate e automi, minacciando di distruggere le colonie se i suoi ordini non verranno accettati.
Il dottor John Caball decide di intervenire contro il parere delle autorità e parte a bordo dell'astronave da combattimento Starstreak per raggiungere Delta 3. Lo accompagnano il figlio Jason Caball, Kim Smedley, figlia del senatore Smedley, e il robot Sparks. La missione ha lo scopo di fermare Omus, ripristinare il rifornimento di Radic-Q-2 e impedire l'attacco alla colonia lunare.
Su Delta 3, Nikki guida un gruppo di ribelli contro Omus e i suoi robot. Caball e i suoi compagni entrano in contatto con la resistenza, mentre Omus continua a preparare il proprio piano di dominio. Il conflitto finale coinvolge la cittadella di Omus, i suoi robot e il controllo dei rifornimenti da cui dipende la sopravvivenza dei coloni lunari.
Produzione Il film fu diretto da George McCowan su una sceneggiatura di Martin Lager, Joseph Glazner e Mike Cheda. Il soggetto è accreditato a H. G. Wells, ma il rapporto con il romanzo The Shape of Things to Come è molto libero e riguarda soprattutto il titolo e alcuni nomi.
Il film nacque in un contesto segnato dal successo di Guerre stellari del 1977 e dalla popolarità televisiva di titoli come Spazio 1999, Battlestar Galactica e Star Trek. Il progetto fu inizialmente pensato come serie televisiva, ma venne poi trasformato in film.
Il film fu prodotto da William Davidson per CFI Investments e SOTTC Film Productions. Harry Alan Towers figura come produttore esecutivo. La fotografia fu curata da Reginald H. Morris, il montaggio da Stan Cole, la musica da Paul Hoffert, la scenografia da Gerry Holmes e i costumi da Larry S. Wells.
Gli effetti sono attribuiti da Cinematografo a Bill Wood, Tim Donahue, Wally Gentleman e Film Effects of Hollywood. Fantafilm indica Wally Gentleman e Bill Wood tra i responsabili degli effetti speciali. Filmdienst attribuisce gli effetti a Wally Gentleman, Bill Wood e Ralph Tillack.
Il film fu girato in Canada nell'autunno del 1978. Kleinburg Film Studios include The Shape of Things to Come tra le produzioni realizzate nei propri studi nel 1979. Il budget è indicato da Mondo Digital come di poco superiore ai due milioni di dollari statunitensi.
Il modellista Martin Bower ricordò in un'intervista che il progetto era stato inizialmente legato a Gerry Anderson, che in seguito non realizzò il film. Bower dichiarò di avere realizzato alcuni dipinti di pre-produzione per The Shape of Things to Come e di avere prestato al progetto anche un suo dipinto già esistente.
Distribuzione Il film fu distribuito in Canada nel 1979 con il titolo The Shape of Things to Come. Negli Stati Uniti fu distribuito da Film Ventures International. Il film ebbe una distribuzione internazionale nel 1979.
In Italia il film è noto con il titolo Il pianeta ribelle. In Francia è noto come Alerte dans le cosmos. In Germania è noto come Delta III, mentre Unternehmen Delta III è indicato da Filmdienst come titolo televisivo.
Il film non ebbe una regolare uscita statunitense in VHS. L'edizione DVD della Blue Underground costituì il debutto statunitense del film in home video. Nel 2016 Blue Underground pubblicò un'edizione Blu-ray del film, uscita il 27 settembre dello stesso anno.
Promozione La promozione successiva in home video ha insistito sul nome di H. G. Wells, sul cast e sul carattere avventuroso della vicenda fantascientifica. L'edizione DVD Blue Underground comprendeva il trailer cinematografico francese, uno spot televisivo statunitense e una galleria di 19 immagini con fotografie promozionali e materiali grafici.
L'edizione Blu-ray pubblicata da Blue Underground nel 2016 venne presentata come un'edizione speciale in alta definizione del film di George McCowan, con video in 1080p, audio inglese 5.1 DTS-HD Master Audio e audio mono DTS-HD Master Audio. I contenuti speciali annunciati comprendevano le interviste Jason's Journey, con Nicholas Campbell, e Symphonies in Space, con il compositore Paul Hoffert, oltre al trailer francese, allo spot televisivo, a gallerie di poster e immagini, e al pressbook. Mondo Digital segnala inoltre che l'edizione Blue Underground metteva a disposizione materiali promozionali legati alla distribuzione internazionale del film, compreso il trailer francese.
Accoglienza e critica Chapman e Cull collocano Il pianeta ribelle tra le produzioni fantascientifiche economiche realizzate sulla scia di Guerre stellari e sottolineano che il film non ha un vero rapporto né con il romanzo di H. G. Wells né col film La vita futura del 1936. Anche Fantafilm rileva la distanza dall'opera wellsiana, osservando che la sceneggiatura dichiara di ispirarsi al romanzo già portato sullo schermo nel 1936, ma che il film "si colloca, senza molte pretese, nell'ambito delle "space opera" e con Wells ha ben poco in comune". MYmovies descrive il film come ispirato "molto alla lontana" al romanzo di Wells e assegna al film un giudizio di 2 stelle su 5. Moria giudica il richiamo a Wells essenzialmente abusivo, perché il film conserva solo il titolo e alcuni nomi vicini a quelli dell'opera precedente, e lo inserisce fra i film canadesi prodotti per sfruttare il successo di Guerre stellari.
Leonard Maltin formula un giudizio negativo, osservando che "i patiti di fantascienza vorranno darci un'occhiata ma difficilmente ne varrà la pena".
Le valutazioni sulla realizzazione tecnica sono in prevalenza negative. Moria critica la povertà delle scenografie, dei robot, dei modelli e degli effetti visivi, considerando il film uno dei prodotti più deboli fra le imitazioni fantascientifiche successive a Guerre stellari, salvando parzialmente Jack Palance, ritenuto l'unico interprete capace di dare vitalità al film grazie a una recitazione volutamente sopra le righe nel ruolo di Omus.
Mondo Digital considera il film un prodotto di intrattenimento infantile e poco immaginativo, legato al clima produttivo successivo a Guerre stellari: malgrado presenza di volti noti come Carol Lynley, Barry Morse e John Ireland, il risultato è giudicato lento e rivolto soprattutto agli appassionati di fantascienza a basso costo vicina a Battlestar Galactica e Buck Rogers. FilmTV propone un giudizio analogo, definendo il film una fantascienza di "latta e tute da ginnastica", più vicina a quelle serie televisive che a Guerre stellari, e ribadendo il carattere minimo del rapporto con l'opera di Wells.
Note
Bibliografia
Voci correlate La vita futura The Shape of Things to Come (romanzo)
Collegamenti esterni
(fonte utilizzata)
Categoria:Film basati su opere di H. G. Wells Categoria:Film ambientati nel futuro Categoria:Film postapocalittici