La MERS (acronimo di Middle East Respiratory Syndrome in inglese) o sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (conosciuta anche come influenza cammello) è una patologia causata dal coronavirus MERS-CoV.

Il virus causa della patologia è un coronavirus simile al virus causa della SARS, ma la malattia che provoca, pur simile alla SARS, sembra essere causa di una maggiore mortalità, infatti, il suo tasso di letalità è pari a circa il 34%, mentre per la SARS è del 10%.

Storia ed epidemiologia +MERS: incidenza e mortalità (da aprile 2012) Paese Casi Decessi LetalitàAltri22627%Italia300%Giordania18528%Qatar7457%Arabia Saudita71429241%Tunisia3133%EAU71913%Gran Bretagna4375% Totale 842 322 38% Aggiornato al 2 luglio 2014. Fonte:ECDC Il primo caso venne segnalato il 24 settembre 2012 dal virologo egiziano Dr. Ali Mohamed Zaki a Gedda in Arabia Saudita. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha registrato, al 30 aprile 2014, 424 casi di infezione in tutto il mondo; 131 di questi hanno comportato la morte dei pazienti. In luglio 2019 l'OMS, in collaborazione con l'Università di Oxford, l'Imperial College London e l'Istituto Pasteur, ha dichiarato che vi è stata una riduzione del numero dei casi e delle morti per MERS-CoV, grazie alla migliorata capacità di diagnosticare tempestivamente le infezioni e di ridurne la trasmissione. Al novembre 2019, le infezioni confermate (a partire da settembre 2012) erano complessivamente 2494, e i decessi associati a MERS-CoV 858. Alcuni casi sono stati segnalati in Inghilterra e Francia, casi questi che tuttavia erano collegati direttamente o indirettamente con la penisola araba. Complica il riconoscimento e la gestione dei focolai epidemici il fatto che non si conosca esattamente come il virus si sia propagato.

Margaret Chan, il medico cinese Direttore Generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, in occasione della 66ª World Assembly tenutasi a Ginevra, in Svizzera, dal 21 al 27 maggio 2013, dichiara a proposito del nuovo coronavirus MERS-CoV:

Il primo caso accertato è avvenuto nel giugno 2012, in Arabia Saudita.

I tre casi registrati a Firenze in Italia ai primi di giugno del 2013, e tra questi una bambina di 18 mesi, secondo il direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, non sembrano essere affetti da una forma mutata del virus e non sono particolarmente gravi.

Il primo caso riguarda un giordano residente in Italia, che è rimasto per 40 giorni in Giordania con un figlio affetto da una forma di tipo influenzale non specificata. In data 5 maggio 2013 è stata dimessa una bambina, familiare del soggetto adulto, mentre i due adulti ricoverati sono in fase di dimissione in attesa della negativizzazione del tampone virale. I 60 soggetti sottoposti a sorveglianza perché venuti a contatto con i malati, sono tutti sani e sono negativi alla prove di laboratorio.

In data 17 giugno 2013 è stata annunziata dalle autorità governative saudite il contagio della 49ª persona, con un numero di morti complessivo nel paese pari a 32 pazienti.

Dal 13 giugno 2013 è disponibile sul sito del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta un programma di informazione e orientamento per i medici, finalizzato al riconoscimento dei sintomi clinici, sull'epidemiologia e le raccomandazioni di controllo per le infezioni da MERS-CoV.

Il 20 giugno 2013, in Inghilterra, l'UK Health Protection Agency annuncia la data di una conferenza internazionale con i maggiori esperti della malattia per il 9 luglio successivo.

In data 22 giugno 2013, 80 esperti di tutti il mondo si sono riuniti al Cairo in Egitto; gli esperti intervenuti hanno concordato interventi in 7 aree di specifiche quali: la sorveglianza, la preparazione dei raduni di massa, la gestione clinica dei casi, la diagnostica di laboratorio, il controllo delle infezioni, le comunicazioni, e il regolamento sanitario internazionale di segnalazione che è del 2005. In questo incontro gli scienziati hanno evidenziato due aspetti nuovi:

il virus MERS-CoV ha come serbatoio naturale i pipistrelli che infettano con i loro escrementi i datteri e i cammelli e quindi gli esseri umani, anche se ciò è ritenuta solo una ipotesi. Non ci sono evidenze forti di trasmissione intra-comunitaria del virus, ma potrebbe essere possibile l'esistenza di individui super-diffusori (super-spreader): alcuni pazienti, infatti, inspiegabilmente sembrano trasmettere l'infezione più velocemente di altri.

Nell'aprile 2014 si è assistito a un improvviso e notevole aumento dei casi: ai 207 casi segnalati tra marzo 2012 e marzo 2014, in questo solo mese sono stati accertati 217 nuovi casi. Notevole anche l'aumento di casi tra i lavoratori del comparto sanitario: ai 33 infettati nel periodo aprile 2012-marzo 2014 se ne sono aggiunti altri 62. In questo stesso mese inoltre, per la prima volta, si sono segnalati casi (importati) in Egitto, Grecia, Filippine e Malaysia. Le cause di questo drastico aumento sono sotto investigazione: il prof. Drosten dell'Università di Bonn in un report ha escluso che ciò sia dovuto a mutazioni del virus.

Differenze di genere Un aspetto epidemiologico che lascia perplessi gli scienziati è dovuto al fatto che i soggetti colpiti dalla MERS sono in prevalenza maschi, in rapporto 2:1 con le femmine, sia come casi di contagio che come casi di decesso. Ciò può anche essere dovuto a qualche fattore non meglio conosciuto che mette i maschi più a rischio di esposizione con l'ospite animale sospetto di trasmettere il MERS-CoV.

Questo fattore non sarebbe spiegabile con motivi di tipo biologico ma piuttosto, secondo alcuni ricercatori, con motivi di tipo culturale, quali la rigida separazione dei sessi proprie della cultura araba (purdah), oltre all'uso del velo (niqab) che copre interamente le vie aeree delle donne proteggendole probabilmente dal contagio. Questi fatti insieme potrebbero aver determinato una trasmissione di tipo asimmetrica, in cui solo gli uomini sono stati esposti mentre le donne sono state, almeno parzialmente, involontariamente "protette" dall'esposizione.

Secondo altri scienziati e in altre circostanze, al contrario, il velo potrebbe favorire il contagio poiché i germi, causa di malattie respiratorie, potrebbero essere favoriti da un microclima più umido davanti alla bocca e al naso per la diffusione dell'infezione.

Più recentemente l'OMS ha riferito che i nuovi casi hanno coinvolto maggiormente le donne e i soggetti più giovani.

Differenze con la SARS I due casi studiati in Francia e loro analisi filogenetiche suggeriscono differenze importanti tra l'infezione da MERS-CoV e la sindrome respiratoria acuta grave da SARS-CoV. Sostiene il Dr. Wendtner, direttore del Dipartimento di Ematologia, Oncologia, Malattie Infettive e Medicina Tropicale a Klinikum Schwabing dell'Università di Monaco di Baviera, in Germania nonché coautore di un recente lavoro sul The Lancet, che la MERS e la SARS sono simili, ma presentano importanti differenze tra loro per l'uso di diversi recettori di ingresso cellulare, per le modalità differenti di diffusione del virus, e per la diversa sintomatologia prevalente. Infatti sono presenti sintomi di grave diarrea con la MERS, mentre sono presenti gravi sintomi respiratori acuti nella SARS.

Inoltre, sostiene sempre il dottor Wendtner, la SARS è stata molto contagiosa, con circa 8000 casi di infezione comprovati nel giro di pochi mesi, mentre la MERS sembra avere un'infettività non così alta come la SARS: infatti, dopo più di 1 anno dal primo caso diagnosticato, abbiamo "solo" 64 casi comprovati (al 20 giugno 2013). D'altra parte, il MERS-CoV sembra determinare un quadro clinico molto grave, una volta sviluppata l'infezione; infatti, il rischio di morte è piuttosto alto, con un tasso di letalità per la MERS superiore al 50%, mentre per la SARS è del 10%.

Per il virus della SARS si è compreso che il serbatoio naturale sono i pipistrelli, prima di fare il salto di specie verso l'uomo attraverso gli zibetti; mentre per il MERS- CoV quale sia il serbatoio naturale rimane ancora da chiarire definitivamente. Scenari possibili S. Cauchemez et al. dell'Imperial College di Londra pubblicano nel maggio 2013 un articolo dal titolo: Scenari di trasmissione per il (MERS-CoV) e come distinguerli. Gli autori dell'articolo sostengono che si possono prevedere tre possibili scenari di diffusione di malattia per un virus zoonotico. Questi scenari comportano differenti valutazioni e misure di controllo per i rischi di diffusione collegati.

Gli scenari possibili sono:

Scenario ottimistico: non vi è immediata minaccia di diffusione di una epidemia su larga scala, quando la trasmissione dell'infezione avviene solo da animale serbatoio all'uomo. In questo scenario, identificare il serbatoio consente di limitare l'esposizione umana; in questo caso le indagini sono rivolte ad identificare la pressione selettiva sul serbatoio sul virus ai fini di una sua possibile evoluzione e conseguente trasmissione all'uomo. Tasso di riproduzione di base: R0<1.Il tasso di riproduzione di base, chiamato R0, è un indice calcolato da Arnaud Fontanet e colleghi dell'Istituto Pasteur di Parigi, e rappresenta il numero di nuovi casi generati mediamente, nel corso del suo periodo infettivo, da una persona infetta. Al luglio 2013 l'indice calcolato per il MERS CoV è pari a R0 = 0,69, mentre quello del SARS-CoV prima dell'inizio dell'epidemia era di 0,80; come elemento di confronto il R0 per morbillo e pertosse è di 12, per la poliomielite è tra 5 e 7, e per l'HIV è tra 2 e 5. Scenario intermedio: il virus Mers-CoV non ha determinato ancora una epidemia autosufficiente, poiché il numero totale di infezioni da animale a uomo è stato relativamente piccolo. In questo caso si ipotizza che sono stati identificati soli i casi gravi come punta di un iceberg; ne consegue che la gravità della malattia è elevata. Tasso di riproduzione di base: R0>1. Scenario pessimistico: il virus MERS CoV ha determinato una trasmissione inter-umana già autosufficiente; però se la trasmissione è iniziata nell'immediato passato (per esempio gli inizi del 2013) il numero dei casi manifesti è relativamente basso, ma il numero complessivo finale potrebbe essere grande. Tasso di riproduzione di base: R0>1.

Problema Hajj e ʿUmra (pellegrinaggio) Secondo Christian Nordqvist di Medical News Today durante il mese lunare dello Hajj e ʿUmra ogni anno nella città sante di La Mecca e Medina, per i musulmani, viene effettuato un gigantesco pellegrinaggio con fedeli provenienti da tutto il mondo; il pellegrinaggio nel 2013 inizia il 9 luglio e finisce il 7 agosto. Ciò è causa di apprensione tra le autorità sanitarie mondiali per il possibile pericolo di contagio e di diffusione planetaria che potrebbe derivarne vista l'ampia partecipazione di fedeli, infatti, nel 2013 i pellegrini sono stati 3,1 milioni. Il problema è aggravato dal fatto che non si conoscono in dettaglio le modalità di trasmissione della malattia e il suo periodo di incubazione.

A causa di ciò le autorità saudite hanno ridotto del 20% il numero dei permessi ai fedeli per l'annuale pellegrinaggio, non facendo però cenno al virus, ma adducendo come causa lavori da effettuare sul sito dello stesso pellegrinaggio. Il 9 settembre 2013 il governo saudita ha chiesto che i "musulmani anziani e malati cronici evitino quest'anno l'Hajj e ʿUmra" e ha limitato il numero delle persone ammesse nel paese a causa della MERS.

Le autorità saudite solitamente raccomandano di vaccinarsi contro l'epatite A e B, il tifo, e l'influenza stagionale prima di partire per l'Arabia Saudita in occasione del Ramadan. L'OMS, al 22 giugno 2013, non consiglia alcuna proiezione speciale ai punti di ingresso per quanto riguarda questi episodi né raccomanda l'applicazione di eventuali restrizioni nei viaggi o nei commerci.