Attivo soprattutto nella prima metà del Novecento, è noto per essere stato fondatore e direttore di agenzie di stampa e per l’impegno verso le comunità di italiani residenti all’estero.

Biografia Cominciò la sua attività giornalistica negli anni 1920. In questi anni fu redattore per l’Agenzia Stefani, storica agenzia di stampa ufficiale del governo fino alla sua soppressione nel 1945, quando viene sostituita da l'ANSA.

Negli anni Trenta lasciò l’Agenzia Stefani per dar vita a un proprio progetto: l’Agenzia d’Italia, poi nota come AGIT. Quest’agenzia divenne con gli anni un punto di riferimento, soprattutto per gli italiani che vivevano al di fuori dell’Italia, in particolare in paesi come Stati Uniti, Argentina, Brasile. Lezza affiancò all’attività di AGIT diverse testate periodiche, fra cui Il Legionario, settimanale politico-illustrato rivolto agli italiani all’estero, e L’Italia Vi Parla, quindicinale anch’esso dedicato a collegare le comunità italiane oltre confine con la madrepatria.

L’approccio informativo di Lezza fu caratterizzato da una forte intenzione di rafforzare i legami culturali, sociali e politici tra l’Italia e gli italiani emigrati. Attraverso il suo lavoro giornalistico promosse iniziative che congiungevano enti turistici locali, strutture governative centrali e organismi associativi regionali, anche fuori d’Italia. Particolare fu il suo interesse verso il turismo come strumento di conoscenza reciproca e come mezzo per rinsaldare questi legami culturali.

Durante il regime fascista, fece uso del giornalismo quale strumento non soltanto informativo ma anche propagandistico, allineato con le politiche dello Stato, soprattutto nei media che si rivolgevano a emigrati e comunità italiane all’estero.

Dopo la seconda guerra mondiale, la sua agenzia AGIT subì un ridimensionamento, ma continuò a operare specialmente nella diffusione di notizie riguardanti gli italiani all’estero. Persegue anche l’obiettivo di fare da ponte informativo tra le attività governative italiane e le comunità emigranti. Negli ultimi decenni della sua vita, Lezza collegò AGIT anche a un’altra struttura informativa, denominata Inform (fondata nel 1961), estendendo la sua attività anche al Ministero degli Esteri nei rapporti con gli italiani all’estero.

Progetti materiali voluti da Antonio Lezza includono anche Casa Lezza, una dimora costruita nel 1945 su progetto dell’architetto Vittorio Amicarelli e situata sull’isola d'Ischia. Il luogo divenne un punto d’incontro per personalità e artisti, specialmente negli anni Cinquanta e Sessanta; oggi ospita gli “Incontri Ischitani di Architettura Mediterranea”.

Eredità culturale Nel 2020 il nipote di Antonio Lezza, l’arch. Antonello Monaco, ha curato il n. 4 della rivista Casalezza, interamente dedicato alla sua figura, al suo lavoro di giornalista e alle sue realizzazioni nelle isole partenopee di Ischia, Capri e Procida.

Onorificenze

Commendatore della Corona d’Italia

Note