La sua produzione è caratterizzata da incisioni calcografiche ed acquerelli. I principali temi che ricorrono nelle sue opere, sono legati al paesaggio, soprattutto quello di Urbino e delle campagne circostanti, oltre che a composizioni di oggetti improbabili.

Biografia Nacque a Comiso il 16 giugno 1920, ma fin da giovane lasciò il paese natio per frequentare l'Istituto per la Decorazione e l'Illustrazione del Libro di Urbino, formandosi artisticamente sotto la guida di Leonardo Castellani; rimase nella città feltresca fino al biennio 1968 - 69, quando si trasferì a Roma per insegnare presso l'Istituto del Restauro, fino al 1978 quando terminò la propria attività didattica, dedicandosi totalmente all'incisione.

Ricevette numerosi riconoscimenti, sia da parte della critica che da parte del pubblico, come ad esempio quelli alla III Biennale Internazionale di Lugano e il Premio Abbruzzini (1954 e 1955) a Roma.

La sua produzione artistica iniziò nel 1939, con le prime acqueforti, dove risente dell'influenza stilistica di Francesco Carnevali, uno dei suoi maestri. Nelle biennio 1941 - 42 realizzò una serie di acqueforti per illustrare due novelle di Gogol', "La fiera di Sorocinez" (edita nel 1944 dalla Scuola del Libro) e "La prima notte di Natale"; in queste novelle Gulino fu attento a mantenere l'omogeneità tra scrittura ed immagine, che la Scuola urbinate si preoccupò sempre di risolvere.

Nel biennio 1948 - 50 lo stile dell'artista fu influenzato da Carlo Carrà e da Paul Gauguin, poi nel 1952 il suo interesse si rivolse alla pittura di Van Gogh.Bollati, 1986. Partecipò anche alla vita culturale urbinate, in quanto fu socio della locale Accademia Raffaello, dal 1º ottobre 1955Anna Fucili, l'Accademia Raffaello 1869-1969, Collana di Studi e Testi n.18, Accademia Raffaello, Urbino, 2003, ISBN 88-87573-10-7.

È morto a Roma il 7 aprile 2011. È stato sepolto nel cimitero di Urbino, città d'origine della moglie ed a cui era molto legato, per avervi trascorso la giovinezza, durante gli studi presso la Scuola del Libro.

Note

Bibliografia

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