Biografia Ingegnere elettrico, entrato nella società Edison a 23 anni, ne diventa direttore amministrativo dal 1936 e poi consigliere delegato grazie anche all'appoggio di Alberto PirelliAlberto Mazzuca, Gardini il Corsaro, op. cit., p. 41. che della Edison è un importante azionista. Sotto la sua gestione la Edison crebbe con conti economici molto positivi (in Borsa il titolo veniva chiamato "la rendita ambrosiana") al punto da decidere di diversificare nel 1950 nella chimica trasformandosi da società elettrica pura a holding.
Con la nazionalizzazione dell'energia elettrica nei primi anni Sessanta con l'indennizzo dato alle società e non agli azionistiFabrizio Barca, Franco Amatori, Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra ad oggi, pop. cit., pp. 221-222., la Edison si trova ad avere maggiore liquidità sviluppando il progetto di espandersi nella chimica. Nel 1966 operò la fusione con la Montecatini, pensata da Valerio, dai manager e azionisti delle due societàEugenio Scalfari, Giuseppe Turani, Razza padrona, op. cit., p. 117., progettata da Mediobanca e da Enrico CucciaMorto Valerio, uomo del boom caduto sulla fusione Montedison, La Stampa, 9 dicembre 1979, appoggiata dal governatore della Banca d'Italia Guido Carli,Fabrizio Barca, Franco Amatori, op. cit., pp. 221-222. realizzata come una congiura di palazzo tenendo fino all'ultimo all'oscuro il presidente di Montecatini, Carlo Faina ma condotta dal suo braccio destro Giorgio Macerata.Alberto Mazzuca, Penne al vetriolo, op. cit., p. 314. Il primo a parlare con Cuccia dell'operazione che portò alla nascita della Montedison fu Leopoldo Pirelli.Piero Ottone, Il gioco dei potenti, op. cit., p. 167. La guida della Montedison fu poi affidata ai dirigenti della “vecchia” Edison con Valerio nominato presidente e amministratore delegato. La giustificazione dell'operazione di fusione, annoterà Pietro Nenni nel suo diario il 7 dicembre 1965, fu che la Edison "ha i soldi ma non sa dove investirli" e la Montecatini "ha un vasto piano di investimenti ma non ha i capitali".
L'anno seguente Valerio fu insignito del titolo di cavaliere del Lavoro.
Nel 1970 lasciò la presidenza a Cesare Merzagora e si ritirò a vita privata. Venne in seguito processato per le spese gonfiate nella fornitura all'esercito di una partita di radio ricetrasmittenti per carri armati e per 50 miliardi di lire dell'epoca versati ad alcuni politici.Valerio incriminato di frode per le forniture all'esercito, La Stampa, 16 novembre 1971Valerio e altri 36 a giudizio per i fondi neri Montedison, La Stampa, 4 aprile 1978 Il processo non giunse a conclusione per la morte di Valerio in una clinica privata milanese. Riposa in una tomba familiare del Cimitero Monumentale.
Note
Bibliografia Eugenio Scalfari, Giuseppe Turani, Razza padrona, Milano, Feltrinelli, 1974 Piero Ottone, Il gioco dei potenti, Milano, Longanesi & C, 1985 Fabrizio Barca, Franco Amatori, Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra ad oggi, Roma, Donzelli Editore, 1997
Alberto Mazzuca, Penne al vetriolo, Bologna, Minerva Edizioni, 2017
Collegamenti esterni
Giorgio Valerio nel 1962 all'interno di una stazione elettrica Edison:https://www.gettyimages.no/detail/news-photo/giorgio-valerio-italian-businessman-from-the-edison-company-news-photo/635744377
Categoria:Sepolti nel Cimitero Monumentale di Milano Categoria:Persone legate alla Montedison