Per canti della Resistenza italiana si intende tutte quelle canzoni che trattano della Resistenza dal punto di vista dei partigiani sia scritti di proprio pugno, che successivi alla Liberazione d'Italia che intendono narrare le imprese di guerriglia. Verranno riportati alcuni tra i più famosi dei canti della Resistenza.
Canti adottati dai partigiani Qua riportati i Canti scritti precedentemente alla Resistenza e che non hanno nessun legame diretto, ma appropriati dai partigiani.
Camicia rossa La Guardia rossa
Durante la Resistenza Qua riportati i canti scritti durante la Resistenza:
Fischia il vento
Il canto più popolare tra i combattenti partigiani è Fischia il vento. Beppe Fenoglio, ne Il partigiano Johnny, definisce quella canzone "travolgente", ricordandola come "una vera e propria arma contro i fascisti".
Questi versi, cantati sulla melodia di una canzone russa di Michail Isakovskij e Matvej Blanter intitolata Katjuša, erano stati, almeno all'inizio, composti da Giacomo Sibilla, partigiano di Oneglia, il quale aveva appreso quel canto nell'estate del 1942 durante la guerra in Unione Sovietica. Dopo l'8 settembre Sibilla, assunto il nome di battaglia "Ivan", entra a far parte di una banda partigiana operante nella zona di Imperia e in quel gruppo inizia a strimpellare sulla chitarra la melodia russa sulla quale un altro partigiano, Felice Cascione, medico nella vita civile, compone i primi versi, successivamente rimaneggiati attraverso una serie di passaggi fra compagni partigiani.
Attraverso il testo di Cascione, una melodia russa che parlava del lontano amore di un soldato impegnato a difendere "la sua terra e la sua patria", ma il testo amoroso (I meli e i peri erano in fiore / la nebbia scivolava con il fiume / Katyusha scendeva alla riva / all'alta riva rocciosa e scoscesa...) non si conserva nella versione partigiana italiana. Fischia il vento si trasforma in un inno partigiano che si diffonde nelle zone del Nord Italia.
Altri canti A morte la Casa Savoia Canzone dell'otto settembre Col parabello in spalla Compagni fratelli Cervi Cosa rimiri mio bel partigiano Dongo Canto che narra dell'esecuzione di Benito Mussolini Dopo tre giorni di strada asfaltata E quei briganti neri E se i tedeschi (conosciuta anche come Bojorno) Figli di nessuno Fischia il vento GIovanna mia Siamo i ribelli della montagna (conosciuta anche come Dalle belle città) Il bersagliere ha cento penne (conosciuta anche come Il partigiano) rielaborazione partigiana di una canzone degli alpini La Badoglieide La Brigata Garibaldi La preghiera del partigiano Là su quei monti Lassù sulle colline di Bologna L'otto settembre Marciam Marciam Partigiani di Castellino Pietà l'è morta Portiamo l'Italia nel cuore (Che importa se ci chiaman banditi?) Se non ci ammazza i crucchi Stoppa e Vanna Sutta a chi tucca
Canti scritti dopo la Resistenza Qua riportati i canti scritti successivamente alla Liberazione d'Italia:
Bella ciao
La risalita lungo la Penisola delle truppe alleate e delle formazioni italiane aggregate e l’incontro con i gruppi partigiani ha fatto sì che la canzone fosse conosciuta anche al Nord e in particolare in Emilia. Cesare Bermani - Bella ciao. Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze Considerando il testo, la melodia, il battito delle mani che accompagna il ritornello si notano questi fattori: il testo appare molto simile a un'antica canzone dal titolo Fiore di tomba (ma anche Il fiore della Teresina o Il fiore della Rosina), che ha però una musica diversa, in particolare nei motivi della tomba e del fiore. la musica presenta un motivo quasi identico a quello di un'altra antica canzone, dal titolo Bevanda sonnifero. È interessante notare che, se il testo è di natura del tutto diversa, vi compare la tipica ripetizione della parola "ciao". la musica si ritrova anche in una canzone delle mondine che fu cantata (almeno) nel 1932/33 e reso famoso nella registrazione originale di Giovanna Daffini. Quanto al battito delle mani sono stati scoperti dei canti per bambini, diffusi prima della seconda guerra mondiale, che ci offrono la chiave per capire questo aspetto dell'esecuzione di Bella ciao. Quei canti servivano per educare i bambini piccoli a coordinare i movimenti. Si poneva il bambino sulle ginocchia, e, mentre si cantava, si battevano le mani secondo un certo ordine che egli doveva ripetere.
Durante la Resistenza tornano ad essere popolari canti della prima guerra mondiale come Sul ponte di Bassano, che viene trasformato in Sul ponte di Perati, bandiera nera dagli alpini della divisione Julia, sulla cui melodia Nuto Revelli scrisse nella primavera del 1944 i versi di Pietà l'è morta.
Altri canti
Festa d'aprile Il vento fischia ancora
Musica leggera Nel contesto della guerra partigiana alcune canzoni del repertorio leggero assumono un significato del tutto diverso da quello originario. Ricordiamo È arrivata la bufera di Renato Rascel, che nell'intonazione dei partigiani alludeva agli effetti dei bombardamenti americani sulle città italiane.
Gli alleati, che percorrono la penisola italiana dopo essere sbarcati in Sicilia nel 1943, portano in Italia musiche e melodie nuove, dal jazz allo swing al boogie-woogie.
Gli italiani, dopo un ventennio di fascismo, respirano "il vento di libertà" portato d'oltreoceano anche attraverso i dischi a 78 giri che diffondono le voci e le canzoni di Duke Ellington e di Frank Sinatra. Motivi come In the mood, un boogie lanciato negli Stati Uniti dall'orchestra di Glenn Miller, fanno da sfondo alle speranze di una nazione che anela di risorgere dalle miserie delle distruzioni belliche e, con l'arrivo degli alleati, gli italiani si riappropriano del ballo, proibito dalle autorità nel 1940 perché ritenuto poco in sintonia in un momento di così grande gravità.
Discografia 1965: Le canzoni di Bella ciao (I dischi del sole, DS 101/103); con il Nuovo Canzoniere Italiano 1965: I Gufi cantano due secoli di Resistenza, I Gufi, 1971: Cantacronache 4. Canti di protesta del popolo italiano - Canti della resistenza, Interpreti vari 1974: Il vento fischia ancora, Duo di Piadena 1976: Vi canto una storia assai vera, Maria Carta 1993: Combat Folk, Modena City Ramblers 1995: Materiale resistente, Interpreti vari 2011: La rossa primavera, Gang On line Canti della Resistenza, su Portale della canzone italiana a cura del Ministero della culturaascolto on-line su canzoneitaliana.it
Note
Bibliografia T. Romano e G. Solza, Canti della Resistenza italiana, Collana del Gallo Grande, Edizioni Avanti!, Milano, 1960 A. V. Savona e M. L. Straniero, Canti della resistenza italiana, Milano, 1985 Alessio Lega, La Resistenza in 100 canti Mimesis Edizioni, 2022
Collegamenti esterni
Testi e accordi di canti della Resistenza su ilDeposito.org