Gli Houston Texans sono un club di football americano professionistico nato nel 1999 con base a Houston, Texas, USA. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.
1997-2001: Tentativi di riportare il football a Houston 1997: L'ultima stagione degli Oilers a Houston
Nel giugno 1997, Bob McNair e Chuck Watson videro fallire il loro tentativo di portare una squadra della National Hockey League a Houston, in parte a causa della mancanza di interesse dei residenti di Houston secondo un sondaggio dell'NHL.
Due settimane dopo, Houston si ritrovò senza una squadra di football professionistico per la prima volta dal 1959 in quanto il proprietario degli Houston Oilers Bud Adams ottenne l'approvazione finale per spostare la franchigia in Tennessee. Una causa legale promossa dalla città di Houston, dalla Contea di Harris e altre parti fu archiviata quando Adams pagò milioni di dollari per lasciare la città. In un'intervista allo Houston Chronicle, l'imprenditore locale e proprietario della squadra di baseball San Diego Padres John J. Moores, il cui nome era stato spesso chiamato in causa nei tentativi di riportare l'NFL a Houston, disse che i tifosi di football della città avrebbero patito un lungo digiuno e che non prevedeva alcuna espansione della lega per almeno dieci anni. Quando fallì il tentativo di portare una squadra dell'NHL a Houston, McNair decise di porsi un obiettivo ancora più ambizioso e fondò la Houston NFL Holdings. Steve Patterson, che aveva lavorato con McNair per portare l'NHL a Houston, fu immediatamente nominato capo della nuova organizzazione.
Con un obiettivo ben preciso in tasca, McNair e Houston ebbero un'immediata spinta al morale nell'ottobre 1997, quando il comitato NFL Stadium fornì un resoconto al commissioner Paul Tagliabue riguardo all'attrattiva di Cleveland, Los Angeles e Houston. Cleveland aveva perso i Browns nel 1995 e Tagliabue aveva promesso alla città che il successivo expansion team avrebbe giocato lì, portando la lega a un totale di 31 squadre. Una futura espansione a 32 squadre sembrava logicamente destinata a compiersi e Tagliabue elogiò l'intraprendenza di McNair. Due giorni dopo, i dirigenti della Houston Livestock Show and Rodeo (HLS&R) annunciarono che sarebbe partita la costruzione di uno stadio come parte dell'iniziativa per riportare l'NFL a Houston.
1998: La sfida contro Los Angeles Nel marzo 1998, McNair apprese che l'NFL aveva ufficialmente assegnato a Cleveland la sua franchigia di espansione, diventando il 31° team dell NFL. Il commissioner Tagliabue disse che la lega avrebbe probabilmente aggiunto la sua 32ª squadra nei due anni successivi, avendo come tre candidate principali Toronto (che in tal caso sarebbe diventata la prima franchigia NFL fuori dagli Stati Uniti e che possedeva il quinto bacino d'utenza del Nord America), Los Angeles (il secondo bacino d'utenza più grande del Nord America e sede di due franchigie trasferitesi nel corso degli anni novanta) e Houston (che era il quarto bacino d'utenza del Nord America e possedeva fino a poco tempo prima gli Oilers). I dirigenti di Houston erano preoccupati che Los Angeles sarebbe stata favorita dal suo grande mercato televisivo; ad inizio maggio, quelle paure divennero realtà quanto il guru dell'intrattenimento Michael Ovitz annunciò che avrebbe guidato un finanziamento in gran parte privato di 750 milioni di dollari per costruire uno stadio a Carson, in California, nella speranza di ottenere l'expansion team. Ad ogni modo, sia McNair che Ovitz affermarono che avevano bisogno di conoscere le intenzioni della NFL sull'espansione entro l'inizio del 1999, altrimenti avrebbero perso il supporto pubblico a causa dei lunghi ritardi mentre la lega sviluppava i propri piani. A fine ottobre 1998, Tagliabue annunciò che i proprietari della NFL avrebbero sicuramente portato la lega a 32 squadre e avrebbero deciso nell'aprile del 1999 a quale città sarebbe stata assegnata la franchigia aggiuntiva. Nel frattempo, Ovitz si trovò un avversario nella sua stessa zona, quando l'immobiliarista Ed Roski annunciò una proposta concorrente per una futura squadra a Los Angeles; la sua proposta era centrata attorno a uno stadio da 68.000 posti ricavato dallo storico Los Angeles Coliseum.
1999: Los Angeles ottiene la nuova franchigia Il 16 marzo 1999, i proprietari della NFL approvarono con voto di 29–2 una risoluzione per assegnare a Los Angeles la 32ª franchigia. Ad ogni modo, l'assegnazione era subordinata alla creazione di una proprietà accettabile da parte della città e di un accordo per lo stadio entro il 15 settembre; se le parti non avessero raggiunto un accordo o quantomeno non fossero state vicine al farlo, sarebbe stato il turno di Houston.
Un mese dopo, i dirigenti della NFL volarono a Los Angeles. I dirigenti furono colpiti dalla mancanza di progressi: il consiglio comunale di Los Angeles non avrebbe approvato una tassa per costruire il nuovo stadio, i gruppi contrapposti erano fermi sulle loro rispettive posizioni e non avrebbero concesso nulla agli avversari per giungere ad un accordo e nessun gruppo era pronto per costruire delle infrastrutture adeguate, cose che Houston aveva promesso in tutte le sue offerte sin dal 1997.
Una visita di ritorno a fine maggio produsse qualche cambiamento: Ovitz e Roski erano ancora fermi sulle loro posizioni; la proposta di Roski rimaneva quella originale, mentre Ovitz presentò piani per trasformare l'area attorno al Coliseum in un complesso di 60 acri (240.000 metri quadri) di parchi, garage per i parcheggi, aree per lo shopping e uno stadio nuovo di zecca. Sebbene Tagliabue e i dirigenti della NFL fossero soddisfatti del progetto, erano preoccupati dal costo che includeva 225 milioni di dollari per i garage per i parcheggi, specialmente dal momento che né Los Angeles né lo Stato della California avevano intenzione di fornire i fondi necessari. A questo punto, Tagliabue espresse la sua frustrazione per l'incapacità di Los Angeles di fornire un piano unico e il mese successivo avvisò McNair di riprendere le sue discussioni col comitato di espansione.
Il 9 settembre 1999, il comitato di espansione della lega indicò che McNair e gli altri dirigenti di Houston avrebbero dovuto prepararsi per partecipare il 6 ottobre a un incontro con i proprietari dell'NFL ad Atlanta. L'NFL fece presente che gli sforzi di Los Angeles non stavano ancora producendo alcun risultato concreto ed ora si stava combattendo una battaglia a tre tra Ovitz, Roski e il nuovo arrivato Marvin Davis. Anche se la lega avrebbe ancora preso in esame un'offerta da qualsiasi gruppo di Los Angeles, ora la lega avrebbe considerato anche quella di McNair e Houston.
Nella prima settimana di ottobre, Ovitz annunciò che il suo gruppo era pronto ad offrire 540 milioni di dollari per la 32ª franchigia della NFL a Los Angeles. Ad ogni modo, in seguito, quella stessa settimana, McNair di Houston NFL Holdings propose un'offerta da 700 milioni di dollari ai proprietari per assicurare la franchigia a Houston; la mattina del 6 ottobre 1999, l'insistenza di McNair alla fine pagò e i proprietari della lega votarono con un 29–0 l'accettazione dell'offerta di McNair. Inoltre, Houston avrebbe ospitato il Super Bowl del 2004, per la seconda volta nella sua storia.
2000: Scelta del nome ed inizio della costruzione dello stadio Da qui le cose si mossero in fretta per la squadra, che era ancora senza nome. Gruppi di analisi furono formati nello stato per determinare l'immagine e la direzione che avrebbe preso la franchigia. La NFL Properties e i dirigenti della squadra iniziarono a lavorare sull'identità, il nome e il logo e il front office iniziò a prendere forma assumendo l'ex general manager dei Washington Redskins Charley Casserly come vicepresidente esecutivo e general manager nel gennaio 2000.
Quella primavera, Houston celebrò la posa della prima pietra del Reliant Stadium. La struttura da 69.000 posti sarebbe stata la prima dell'NFL con la copertura retraibile. Dopo un anno di speculazioni, la squadra fu ufficialmente battezzata Houston Texans durante una celebrazione cittadina nel settembre 2000 che vide il commissioner NFL Paul Tagliabue e Bob McNair svelare il nuovo logo.
2001: Scelta dell'allenatore Il 21 gennaio 2001 i Texans scelsero lo staff degli allenatori e presentarono Dom Capers come primo capo-allenatore della squadra. Capers aveva passato le due ultime stagioni come coordinatore difensivo dei Jacksonville Jaguars. Dal 1995 al 1998, Capers fu capo-allenatore dell'allora team di espansione dei Carolina Panthers. Capers avrebbe presto riempito il resto dello staff nei mesi a venire. Dopo cinque lunghi anni, Houston fu alla fine pronta per tornare nella lega.
2002-2005: Ritorno in campo Stagione 2002: L'esordio Nel Draft NFL 2002 Houston selezionò giocatori come David Carr, Chester Pitts, Jabar Gaffney, DeMarcus Faggins e Jonathan Wells e firmarono veterani come Steve McKinney, Aaron Glenn, Corey Bradford, Marcus Coleman, Kris Brown, Chad Stanley e Tony Boselli. I Texans iniziarono la pre-stagione della loro annata inaugurale il 5 agosto 2002 contro i New York Giants al Fawcett Stadium di Canton nella Pro Football Hall of Fame Game, davanti a 22.461 fan. La stagione dei Texans iniziò l'8 settembre 2002 contro i Dallas Cowboys al Reliant Stadium. I Texans scioccarono i loro rivali statali vincendo 19-10 e diventando così il secondo team di espansione della storia a vincere la sua prima gara (dopo i Minnesota Vikings nel 1961). I Texans persero le cinque gare successive prima di ottenere la prima vittoria in trasferta contro i Jaguars, squadra che avrebbero sconfitto altre volte nelle stagioni a venire.
Le altre vittorie della stagione arrivarono contro i New York Giants a Houston e gli Steelers a Pittsburgh (malgrado sole 46 yard conquistate – un record negativo per un team vincitore di un match NFL) e i Texans terminarono la stagione 4–12, con due giocatori (Gary Walker and Aaron Glenn) convocati per il Pro Bowl, il maggior numero di sempre per una nuova franchigia. La stagione fu considerata un successo malgrado David Carr avesse subito ben 76 sack e la constatazione che Tony Boselli, l'uomo che si sperava avrebbe protetto il giovane quarterback, non fosse all'altezza delle aspettative.
Stagioni 2003-2004 Nelle due stagioni successive, i Texans fecero progressi evidenti grazie all'arrivo di giocatori come Andre Johnson, Shantee Orr, Mark Bruener, Domanick Davis, Zach Wiegert, Dunta Robinson e Jason Babin. Nel 2003, iniziarono come nel 2002 superando i favoriti Dolphins a Miami nella gara d'apertura. Nessun altro expansion team della storia aveva mai vinto la gara d'esordio nelle sue prime due stagioni. A fine stagione i Texans migliorarono il record dell'anno precedente di una sola vittoria ma le vittorie sui futuri campioni della NFC, i Carolina Panthers, e la sconfitta solo ai supplementari coi futuri vincitori del Super Bowl, i New England Patriots, portarono un grande ottimismo per la stagione successiva in cui si pensò che la squadra avrebbe potuto competere con ogni altra nella lega.
Quell'anno l'ottimismo sparì quando i Texans iniziarono la stagione 0–3 e per la prima volta i tifosi iniziarono a lamentarsi della direzione in cui l'allenatore Dom Capers e il front office li stavano conducendo, viste le aspettative in crescita. La prima vittoria del 2004 fu a Kansas City, seguita da una vittoria casalinga con gli Oakland Raiders che diede il la alla prima striscia vincente della storia della franchigia.