Semikhah (, imposizione (delle mani)), o anche semichut (, "ordinazione") o semicha lerabbanut (, "ordinazione rabbinica"), deriva dalla parola ebraica che significa "affidarsi" o "essere autorizzato". Generalmente si riferisce al conferimento del titolo di rabbino nell'Ebraismo. In questo senso rappresenta la "trasmissione" dell'autorità rabbinica per fornire consigli e guida, o decidere sentenze nell'ambito della Halakhah (Legge ebraica). Anche se la maggior parte dei rabbini attivi nelle sinagoghe detiene una semikhah rilasciata da una qualche istituzione o accademia rabbinica, fino a poco tempo fa ciò non sempre era richiesto, infatti molti rabbini Haredi non dovevano necessariamente essere in possesso di una semikhah "formale", anche se occupavano importanti posizioni rabbiniche e di leadership.
La semikhah classica si riferisce ad uno specifico tipo di ordinazione che, secondo la dottrina tradizionale ebraica, fa risalire una linea di autorità fino a Mosè ed i settanta anziani. La linea classica di semikhah sembra essersi conclusa verso il IV o V secolo dell'era volgare, ma è opinione diffusa che la linea di conferimento della Tōrāh rimanga intatta. Alcuni credono che esista prova che la semikhah classica fosse esistente durante il XII secolo, quando alcuni semuchim dal Libano e dalla Siria si misero in viaggio per Israele al fine di trasmettere la semikhah ai loro studenti.Testo di trasmissione, Mishpat Altri, come per esempio il talmudista Rav Yisroel of Shklov (1770–1839), affermavano che la linea non fosse stata mai spezzata, ma che fosse continuata al di fuori della Terra d'Israele. Oggi molti credono nell'esistenza di una catena ininterrotta di autorità che risalga al tempo di Mosè e Giosuè."Shalshelet HaKabbalah: The Unbroken Chain of Torah" , su Pidyon."One Of The Many Chains Of Torah Transmission", su SimpleToRemember, Judaism Online; vedi anche "Collegamenti esterni":The Unbroken Chain of Torah".
Un terzo e distinto significato di semikhah è l'imposizione delle mani durante l'offerta di un korban ("sacrificio") ai tempi del Tempio di Gerusalemme.
Bibbia ebraica Secondo il Tanakh (Bibbia ebraica), Mosè ordinò Giosuè mediante la semikhah. (, ). Mosè ordinò anche i 70 anziani (). Gli anziani in seguito ordinarono i rispettivi successori nello stesso modo. I successori a loro volta ordinarono altri successori: questa catena di trasmissione della semikhah continuò al tempo del Secondo Tempio per un periodo indeterminato.
Tradizionalmente Mosè viene reputato quale "primo rabbino" dei Figli di Israele. Viene tuttora citato dalla maggioranza degli ebrei come Moshe Rabbeinu ("Mosè nostro Maestro"). Mosè era anche un profeta ed è un principio fondamentale della fede ebraica che egli sia il più grande di tutti i profeti biblici. Mosè trasmise il proprio comando a Giosuè come ingiunto da Dio nel Libro dei Numeri dove l'argomento della semikhah ("imposizione [delle mani]" o "ordinazione") è menzionato per la prima volta nella Torah:
: Mosè disse al Signore: "Il Signore, il Dio della vita in ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda nell'uscire e nel tornare, li faccia uscire e li faccia tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore". Il Signore disse a Mosè: "Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini in loro presenza e lo farai partecipe della tua autorità, perché tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazaro, che consulterà per lui il giudizio degli Urim davanti al Signore; egli e tutti gli Israeliti con lui e tutta la comunità usciranno all'ordine di Eleazaro ed entreranno all'ordine suo". Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta la comunità; pose su di lui le mani e gli diede i suoi ordini come il Signore aveva comandato per mezzo di Mosè. : Giosuè, figlio di Nun, era pieno dello spirito di saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; gli Israeliti gli obbedirono e fecero quello che il Signore aveva comandato a Mosè.
Mishnah e Talmud Nonostante il nome, la semikhah classica non necessitava effettivamente di un'imposizione letterale delle mani: il dispositivo della cerimonia consisteva in un tribunale di tre membri, almeno uno dei quali doveva egli stesso avere una semikhah, che conferiva l'autorità al destinatario.Talmud,Sanhedrin 13b Sia i datori che il destinatario dovevano essere nella Terra d'Israele, ma non c'era bisogno di essere nello stesso posto specifico.Maimonide, Sanhedrin, cap. 4. Nell'era mishnaica divenne legge che solo colui che aveva la semikhah potesse deliberare su materie religiose e promulgare decisioni legali.Talmud, Sanhedrin 5b.
Il titolo ribbi (o "rabbi") era riservato a coloro che detenevano la semikhah. I saggi della comunità ebraica babilonese avevano un'istruzione religiosa simile ma, senza la cerimonia della semikhah, erano chiamati rav. Il Talmud riferisce anche che si può ricevere il titolo di "Rabbi" da coloro ai quali si insegna o si dà consigli.
Dopo la fallita rivolta di Bar Kokhba nel 132-135 e.v., i romani sedarono la rivolta e l'imperatore Adriano cercò di porre definitivamente fine al Sinedrio, l'organo legislativo e religioso supremo del popolo ebraico. Secondo il Talmud, Adriano decretò che chiunque avesse dato o accettato la semikhah sarebbe stato ucciso, qualsiasi città ove la cerimonia avesse avuto luogo sarebbe stata rasa al suolo e tutte le colture entro un miglio dal luogo della cerimonia sarebbero state distrutte. La linea di successione fu salvata dal martirio di Rabbi Judah ben Baba: non prese con lui nessun altro rabbino, ma andò con cinque studenti di Rabbi Akiva martirizzato su un passo di montagna lontano da qualsiasi insediamento o fattoria, e questo rabbino da solo ordinò tutti e cinque gli studenti. Questi nuovi rabbini erano: Rabbi Meir, Rabbi Shimon, Rabbi Yehudah (Ben Ila'i), Rabbi Yosi e Rabbi Elazar ben Shamua - un'intera generazione di importanti guide della Tōrāh. Quando i romani li attaccarono, Rabbi Yehuda bloccò il passaggio con il suo corpo, permettendo agli altri di fuggire e diventò uno dei Dieci Martiri dell'Ebraismo rabbinico, venendo colpito da lance per 300 volte. Quindi la semikhah è concessa anche da un rabbino all'altro, senza la necessità di due testimoni, e questi cinque rabbini continuarono questa tradizione.Cfr. la rispettiva pagina del Talmud in lingua aramaica: Talmud, Sanhedrin 14a
La data esatta in cui terminò la successione originale della semikhah è incerta. Molte autorità medievali credevano che fosse stato durante il regno di Hillel II, verso l'anno 360 e.v.Nachmanide, Sefer Hazekhut, Gittin cap. 4; Rabbenu Nissim, ibid.; Sefer Haterumot, Porta 45; R. Levi ibn Haviv, Kuntras Hasemikhah. Tuttavia, Teodosio I proibì al Sinedrio di riunirsi e dichiarò l'ordinazione illegale. (Il diritto romano prescriveva la pena capitale per qualsiasi rabbino che avesse ricevuto l'ordinazione, nonché la completa distruzione della città in cui si era verificata tale l'ordinazione).Hayim Ben-Sasson, A History of the Jewish People, Harvard University Press, 1985. ISBN 978-0-674-39731-6 Sembra che ciò sia continuato almeno fino al 425, quando Teodosio II fece giustiziare Gamaliele VI e soppresse il Patriarcato (Nasi) ed il Sinedrio.
La formula L'antica formula della Semikhah era "Yoreh Yoreh. Yaddin Yaddin" ('Può egli decidere? Che egli decida! Può egli giudicare? Che egli giudichi!'): nei primi giorni dell'Ebraismo rabbinico qualsiasi insegnante ordinato poteva a sua volta ordinare i propri studenti.
La catena ininterrotta della Torah La semikhah classica veniva rilasciata da un tribunale di tre giudici (Mishnah Sanhedrin 2a) e successivamente si richiese la partecipazione di almeno uno che avesse raggiunto questo stato egli stesso. Secondo il Rambam (hil. Sanhedrin 4:3) gli altri due non avevano bisogno di essere semukhim. Come già specificato supra, la semikhah rappresenta una catena ininterrotta di tradizione e l'autorità che ne deriva risale al tempo di Mosè e Giosuè."A Study in Halakha and Contemporary Issues", su Orthodox Union. Si asserisce che Dio abbia impartito la Tōrāh a Moshe Rabbeinu sul Monte Sinai nel 1312 p.e.v. e che da allora la conoscenza della Torah sia passata da generazione a generazione col conferimento della semikhah - l'ordinazione rabbinica - o la trasmissione ininterrotta di autorità che risale al tempo di Mosè. Questa catena ininterrotta di tradizione si crede sia continuata per oltre 3000 anni e continua tuttora.
Tipologia
Il Talmud elenca l'emissione di tre classi di semikhah: Yoreh Yoreh il destinatario di questa semikhah dimostra un'istruzione sufficiente e un appropriato giudizio che gli permetta di promulgare sentenze halakhiche su materie di legge religiosa che riguardi la vita quotidiana, come per esempio il kashrut, la nidda e le attività permesse e/o proibite durante lo Shabbat o nelle Festività ebraiche (Yom Tov ecc.). Yadin Yadin il destinatario di questa semikhah dimostra un'istruzione sufficiente e un appropriato giudizio che gli permetta di promulgare sentenze halakhiche su materie di legge religiosa che riguardi dispute monetarie e immobiliari. Yatir Bechorot Yatir il destinatario di questa semikhah dimostra un'istruzione sufficiente e un appropriato giudizio che gli permetta di determinare lo status rituale degli animali primogeniti che hanno sviluppato difetti. Questo grado richiede una vasta conoscenza veterinaria.
Mentre le prime due classi vengono tuttora concesse, l'ultima non è più in corso.
Periodo post-talmudico
Il declino della semikhah classica La linea originale di successione sembra essersi conclusa nel IV o V secolo. I Geonim, i primi saggi ebrei medievali di Babilonia, non erano in possesso di una semikhah e non usavano il titolo di "rabbi". Venivano formalmente chiamati "rav" e autorizzati a prendere decisioni legali e religiose. Alcuni credono che la semikhah classica possa essere addirittura sopravvissuta fino al XII secolo, quando i semuchim dal Libano e dalla Siria andarono in Israele al fine di trasmettere la semicha ai loro studenti.
Qualche tempo dopo che la Peste nera colpì l'Europa, la comunità ebraica fu influenzata dal rilascio ufficiale di diplomi da parte delle università cristiane europee e nelle zone oggi conosciute come Francia e Germania, gli ebrei aschenaziti cominciarono nuovamente ad usare il termine semikhah, questa volta con riferimento a un "diploma" formale conferito da un insegnante al proprio allievo, che autorizzava l'allievo ad essere chiamato Mori (mio insegnante). Questa usanza venne inizialmente criticata dagli ebrei sefarditi, che la reputavano come "presuntuosa e arrogante", ad imitazione della pratica dei gentili (in questo caso, il dottorato delle università); alla fine però tale fu adottata anche dalla comunità ebraica sefardita.
Tentativi di riattivare la semikhah classica Maimonide, nel suo Mishneh Torah, afferma che "se tutti i saggi di Israele fossero d'accordo all'unanimità di nominare e ordinare dei giudici, allora questi nuovi ordinati avrebbero posseduto la piena autorità dei giudici ordinati originali" (Hilchoth Sinedrio 4,11). Il suo codice di diritto fu accettato come normativo dalla maggior parte degli studiosi ebrei di allora, sebbene questa sezione fosse vista soprattutto come teorica, poiché il Rambam conclude che "la materia ha bisogno di una decisione". Il Sinedrio di Rabbi Jacob Berab pretendeva di metterla in atto nella Halakhah pratica, cambiando certi dettagli minori. Tuttavia, poiché l'esistenza giuridica di questo Sinedrio dipende dalla validità dell'interpretazione maimonidea, la questione è circolare.
Tentativo di Rabbi Jacob Berab, 1538