Provvidenza o Divina Provvidenza (, Hashgochoh Protis o Hashgachah Pratit, lett. supervisione divina dell'individuo) nell‘Ebraismo è esaminata e discussa in tutta la letteratura rabbinica dai filosofi ebrei classici e dalla tradizione del misticismo ebraico.
La relativa trattazione mette in considerazione la comprensione ebraica della natura e del suo reciproco, il miracoloso. Questa analisi quindi sottende gran parte dalla Weltanschauung ("visione del mondo") dell'Ebraismo ortodosso, in particolare per i problemi di interazione con il mondo naturale.int. al. gli articoli sulla "Divina Provvidenza" su chabad.org; la voce "Providence" su Jewish Encyclopedia; in particolare cfr. Rabbi Aryeh Leibowitz, Hashgachah Pratis: An Exploration of Divine Providence and Free Will, Kindle, 2012.
Filosofia ebraica classica La Provvidenza Divina viene discussa da tutti i filosofi più importanti dell'Ebraismo, ma la sua portata e natura sono questioni tuttora disputate."Jewish Philosophy" di Dagobert D. Runes, Dictionary of Philosophy, 1942. Ci sono, in linea di massima, due punti di vista che differiscono in gran parte sulla frequenza con cui Dio interviene nella ordine naturale delle cose. La prima interpretazione ammette una frequenza di miracoli, pur accettando una stabilità dell'ordine naturale che permette comunque l'interferenza di Dio nella regolazione di eventi umani, o anche nel turbare occasionalmente l'ordine naturale. La seconda interpretazione, di impostazione razionalista, non nega il verificarsi di miracoli, ma cerca di limitarli e razionalizza i numerosi eventi miracolosi narrati nella Bibbia e li fa rientrare nella sfera dell'ordine naturale.
Nachmanide
Gli insegnamenti di Nachmanide sono ampiamente rappresentativi della prima interpretazione succitata. Egli afferma che il Creatore ha dotato l'universo di proprietà fisiche naturali e lo sostiene nel suo ordine naturale, asserendo inoltre che qualsiasi atto di provvidenza comporta, per definizione, un'intrusione nelle leggi della natura. In assenza di interferenze provvidenziali, causa ed effetto governano gli affari dell'universo. Nella visione del Ramban, ricompensa e punizione - come anche la guida del destino di Israele - sono le espressioni tipiche di tale provvidenza (cfr. Ramban: Torat Hashem Temimah). In questo senso non c'è differenza tra Dio che induce la pioggia (come premio) e la Sua separazione delle acque del Mar Rosso (). Entrambi sono il frutto di un intervento divino.Un insegnamento della Cabala riconosce alle parole un valore oltre quello del significato ontologico o letterale e simile a quello della preghiera, anche qualora essa non sia esplicitamente rivolta a Dio ma proferita per esempio in un dialogo: Mosè stesso insistette molto con il popolo ebraico sull'attenzione necessaria alle parole in modo da non causare danni indesiderati.
Tutti gli eventi (naturali o provvidenziali) sono il risultato della volontà diretta di Dio e quindi l'ordine apparentemente naturale del mondo è un'illusione. Allo stesso tempo, qualsiasi (ovvia) breccia nella catena della causalità comporta un "compromesso" nella natura predefinita di cause ed effetti dell'universo - la provvidenza viene così esercitata con parsimonia e in modo "apparentemente naturale" ( ad loc.). Di conseguenza, mentre il fato degli ebrei come nazione è guidato dalla provvidenza, gli individui non godono della stessa relazione provvidenziale con Dio. Solo il giusto e l'empio possono aspettarsi un trattamento provvidenziale. Il destino degli individui "medi" è guidato principalmente dalla legge naturale ( ad loc.).
Maimonide
Maimonide (il "Rambam") rappresenta la scuola razionalista. Egli sostiene che il modello della natura è essenzialmente immutabile."The Purpose of Signs and Miracles According to the Ramban" , di Rabbi Ezra Bick, su vbm-torah.org "Questo Universo rimane perpetuamente con le stesse proprietà che il Creatore gli ha dato... nessuna di esse cambierà mai eccetto che per mezzo di un miracolo in certi casi specifici..." (Guida dei Perplessi 2:29). Ciò nonostante, Maimonide crede che Dio premi e punisca in modo appropriato.
In una certa misura, il Rambam concilia le due opinioni definendo la provvidenza come un processo essenzialmente naturale. Qui la provvidenza individuale dipende dallo sviluppo della mente umana: cioè, più l'uomo sviluppa la mente e più egli è soggetto alla provvidenza di Dio. La provvidenza è infatti una funzione di attività intellettuale e spirituale: è l'attività non la persona che merita la provvidenza. "La Divina Provvidenza è collegata con la divina influenza intellettuale e gli stessi esseri che sono avvantaggiati da quest'ultima in modo da diventare intellettuali e comprendere le cose comprensibili agli esseri razionali, sono anche sotto il controllo della Divina Provvidenza, che prende in esame tutte le opere al fine di premiarli o punirli". (Guida dei Perplessi 3:17).Vedi anche: Mishnah Rosh Hashanah 3:8 che discute i vari episodi nel deserto e conclude che il Miracoloso avvenne solo "quando Israele guardò in alto e sottomisero i loro cuori al Padre loro nei Cieli"; Mesillat Yesharim Cap. 13 che asserisce che "è impossibile per tutti gli individui di una nazione essere allo stesso identico livello (i livelli variano a seconda dell'intelligenza); quegli individui che non sono completamente condizionati alla ricezione dell'amore del Benedetto e della Sua Presenza Divina sono abilitati a raggiungerlo [solo] tramite i pochi eletti che l'hanno."Consistente col Rambam, cfr. Sefer ha-Chinuch - 512 Non pronunciare incantesimi, nel Deuteronomio 18:11 – afferma che la pratica di recitare Tehillim nei momenti del bisogno non è designata ad ottenere il favore divino, ma piuttosto ad inculcare nella coscienza della persona l'idea delle provvidenza divina.
Inoltre, definendo la provvidenza quale funzione dell'attività umana, Maimonide evita il problema di come Dio possa essere influenzato da eventi terreni, diminuendo qualsiasi implicazione di cambiamento all'interno di Dio e l'implicazione risultante di una mancanza di perfezione"How bad things can happen to good people" di Rabbi Gidon Rothstein, Moreh Nevukhim — Cap. 51, Parte 5. Maimonide vede "ricompensa e punizione" come manifestate nel Mondo a venire opposto a questo mondo terreno (cfr. Talmud, Kiddushin 39b; Pirkei Avot 2:16) — definisce quindi la divina provvidenza come ciò che facilita il raggiungimento intellettuale in contrapposizione ad uno strumento di ricompensa e punizione.
R. David Nieto R. David Nieto (1654-1728), Hakham poliedrico della comunità ebraica spagnola e portoghese nonché primo rabbino di Londra, cercò di conciliare la filosofia ebraica classica con le idee filosofiche moderne. Sostenne che il concetto classico della Provvidenza divina fu sostituito dal moderno concetto di Natura o Teva טבע (Teva) che emerse nel Medioevo Nieto, David. "De la Divina Providencia o Naturaleza Universal o Natura Naturante" p. 8, Shehakol Inc. 2020. 978-1735673738. "La parola 'natura' è stata coniata dai nostri autori moderni 400-500 anni fa; non può essere rintracciata negli scritti degli antichi saggi." - DECISIONE del Signor HHS Hassalem, M.A.A.B.D., R.M.R. Zevi Asquenazi, BET DIN, pubblicata in Elul 5468 (1704) . Nel suo trattato "Sulla Provvidenza Divina o Natura Universale o Natura Naturante", distinse innumerevoli Provvidenze (hashgakhot) o Nature, con gradi diversi, tra cui le Provvidenze generali הַשְׁגָּחוֹת כְּלָלִיּוֹת (hashgakhot klalit), equivalenti alle nature generali immutabili, che comprendono le cause formali di specie e le leggi naturali che governano il comportamento di oggetti e fenomeni nel mondo. Le Provvidenze particolari הַשְׁגָּחוֹת פְּרָטִיּוֹת (hashgakhot pratit) comprendono le cause efficienti delle nature particolari negli esseri creati, come ad esempio il libero arbitrio negli esseri umani. Le Provvidenze miracolose הַשְׁגָּחוֹת נִסְתָּרִיּוֹת (hashgakhot nistariot) abbracciano le cause finali osservate in singolarità eccezionali o miracoli. Pur mantenendo l'idea di una natura immutabile della Provvidenza generale, assimilabile alle leggi naturali, egli si oppose al concetto di determinismo riguardo alla Provvidenza particolare del libero arbitrio.
Pensiero ortodosso contemporaneo Entrambi i succitati approcci continuano ad influenzare l'Ebraismo ortodosso contemporaneo. In generale, l'interpretazione di Nachmanide influenza l'Ebraismo Haredi, mentre quella di Maimonide — in aggiunta a Nachmanide — sottende gran parte del pensiero Ortodosso Moderno. Da notare che l'approccio chassidico di discosta in un certo modo da entrambi; si veda sotto la sezione Divina Provvidenza nella filosofia chassidica.
La differenza tra gli approcci di Nachmanide e del Rambam si evidenzia particolarmente nell'importanza assegnata a tre aree specifiche: Derech Eretz (, secondo la terra): coinvolgimento col mondo naturale, particolarmente per motivi di sussistenza. Tecnologia: l'uso e la manipolazione della natura. Madda ( - da Torah Umadda תּוֹרָה וּמַדָּע, "Torah e conoscenza secolare"): conoscenza del funzionamento della natura e della società, per facilitare il derech eretz e come complemento dello studio della Torah.
Provvidenza generale e provvidenza particolare
Nel testo 138 Aperture di Saggezza Chaim Luzzatto spiega le due modalità di provvidenza con riferimento alle Sephirot in cerchi e linea retta: nel primo caso esse vengono considerate nel loro sviluppo, dalla precedente alla successiva in una catena continua, sottolineandone quindi la gerarchia cosicché non risalti la specificità di una o un'altra impresse secondo la provvidenza particolare, il secondo caso, ma invece l'ordine e la struttura del governo divino generale sul Mondo, quindi come aspetti stabiliti e definiti senza cambiamento particolare; infatti la considerazione per un cambiamento, quindi per il prevalere di una Sefirah, avviene in linea retta e non in cerchi in cui non risultano punti specifici da esaltare e beneficare o il contrario: nei cerchi prevale una prospettiva di gerarchia ordinata pur se nelle interconnessioni, secondo un procedere o evolvere generalmente consueti.Yirmeyahu Bindman, Rabbi Moshe Chaim Luzzatto: His Life and Works, Jason Aronson Inc., 1995, s.v. "Klach Pitchei Chochma".
Ebraismo Haredi L'interpretazione di Rabbi Eliyahu Eliezer Dessler è rappresentativa della posizione concettuale haredi. In generale, Rabbi Dessler"Rav Eliyohu Eliezer Dessler, zt'l, His Fiftieth Yahrtzeit" di Rabbi Dov Wein, Dei'ah veDibur, gennaio 2004. (insieme al Chazon Ish) insegna che, data la "natura illusoria della natura", ogni individuo deve trovare il proprio equilibrio tra l'impegno personale (hishtadlus/hishtadlut השתדלות) e la fiducia (bitochon/bitachon ביטחון). Inoltre Rav Dessler spesso ripeteva che l'idea che ogni oggetto e circostanza nel mondo materiale dovrebbero essere considerati come mezzo per servire Hashem (Dio)God)."Rav Eliyohu Eliezer Dessler, zt'l, His Fiftieth Yahrtzeit" cit. In linea col Ramban, Rav Dessler definisce la natura come l'arena di "Nisayon" (: test [spirituale]) - cioè uno si impegna in derech eretz in proporzione inversa al suo riconoscimento del ruolo provvidenziale di Dio. Rabbi Dessler ricorda quindi (bassandosi sul suo Mesillat Yesharim Cap. 21 ) che uno rende la sua Tōrāh fissa (Kavua קבוע) e il suo derech eretz temporaneo e contingente alle circostanze (arai עראי). Si noti che Dessler sottolinea che "[non si può] sfruttare la tendenza alla pigrizia al fine di sostenere la propria bitochon in Hashem ("fiducia in Dio") – ...La fiducia in Hashem non può essere costruita in questo modo perché l'obiettivo qui non è quello di astenersi dal lavoro, ma di raggiungere la certezza di bitochon in Hashem che porta a diminuire gli sforzi mondani. (Michtav m'Eliyahu, vol. 1. pp. 194–5).