Brunate (Brünaa in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Il paese è noto soprattutto per la presenza di numerose ville in stile eclettico e Liberty, per essere collegato alla città lariana tramite una funicolare e per i numerosi punti panoramici da cui si può vedere, oltre al lago di Como, l'intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e gli Appennini, caratteristica quest'ultima che l'ha reso noto come il "Balcone sulle Alpi". In paese vissero inoltre vari santi della Chiesa cattolica.
Geografia fisica
Territorio Il territorio comunale di Brunate si trova nelle Prealpi lombarde, in corrispondenza del vertice sud-ovest del cosiddetto Triangolo Lariano, a un'altitudine compresa tra i 562 e i 1 027 metri (località CAO) sul livello del mare. Il paese di Brunate vero e proprio è situato a una quota di 715 metri, addossato al crinale del monte Tre Croci, esposto sul versante sud della montagna. Il suolo su cui è costruita Brunate è di natura calcarea, ma la presenza di depositi glaciali morenici ha reso molto fertile il sito..
Poco più a valle del paese è presente un piccolo altopiano (la località Piani di Brunate), collegato al centro storico da una strada carrozzabile stretta e tortuosa inaugurata il 15 giugno 1935..
Il territorio è in prevalenza ricoperto da boschi; le specie di alberi più presenti sono aceri, frassini, pini, betulle, robinie, querce, castagni e faggi..
I corsi d'acqua sono pressoché assenti, ridotti a rigagnoli che non raggiungono una grossa portata nemmeno nei periodi di pioggia. Sono invece presenti numerose sorgenti: la più nota è la fonte Pissarottino, situata in fondo all'omonima via, in prossimità di uno dei principali punti panoramici del paese.
Clima
Il clima di Brunate è quello tipico di mezza montagna. D'estate il clima è fresco e ventilato, con temperature che superano raramente i 25 °C all'ombra, favorisce l'afflusso di turisti in cerca di refrigerio dalle ben più torride città (Como dista solo sette minuti di funicolare). Gli inverni invece sono piuttosto rigidi e le nevicate sono molto frequenti (fino a 50 centimetri in paese e 1,50 metri nella località CAO); tuttavia, l'isolamento è scongiurato dalla presenza della funicolare Como-Brunate, sempre attiva anche in caso di nevicate.
Ai sensi del D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, il comune di Brunate ricade nella zona climatica F, vale a dire quella in cui presenta un numero di gradi giorno maggiore di 3 000Per Brunate i gradi-giorno sono ; fonte: ENEA.: quindi è possibile l'accensione degli impianti di riscaldamento senza limitazioni e sono previste agevolazioni fiscali a proposito di tali impianti.
Origini del nome Le origini del toponimo "Brunate" sono alquanto incerte.; vi sono, a tal proposito, almeno tre possibili ipotesi: per alcuni, Brunate deriva da Prunear, che significa "paese nato tra i pruni"; altri lo traggono dal termine celtico Brunear, che vuol dire "monte a oriente" (si veda anche il termine celtico Brig, che significa "altura", origine di toponimi di altre città come Brescia o Breno oppure della località Brè posta nel comune di Lugano (Svizzera): tutti questi luoghi hanno avuto origine su delle alture, proprio come Brunate); secondo un'altra teoria, invece, Brunate deriva dal termine di origine germanica Brunnen, cioè "fonte"; questo probabilmente per le molte sorgenti che sgorgano nel territorio comunale (tra cui la già citata fonte Pissarottino).
Ulteriori ipotesi riconducono il toponimo ai termini prunatum ("pruna", "bragia", "carbone acceso") o prunetum ("bosco di prugni"). Non si esclude nemmeno un legame con la famiglia Burrenus, la cui presenza in loco è segnalata per tutto il Medioevo.
Da ultimo, a Brunate è stata trovata una patera del IV secolo a.C., appartenente alla Cultura di Golasecca, dove compare l'abbreviazione p-r-n. Tale abbreviazione potrebbe riguardare un nome proprio leponzio per indicare il monte Bolettone, dal momento che la stessa abbreviazione si ritrova anche, con diverso esito, nella località Alp de PrinaDa cui deriva il cognome Prina, e non viceversa. presso Caslino d'Erba. Brunate, con suffisso locativo, significherebbe quindi semplicemente "abitato presso il monte Bolettone", dove il nome del monte potrebbe essere ricondotto a una radice celtica (*brun-), dal significato di "pancia"Cfr. University of Wales. Proto-Celtic glossary .
Storia Durante gli scavi a Brunate per la costruzione di una cantina in pieno centro storico (giugno 1895) e di una villa in via Pissarottino (3 febbraio 1909) sono stati ritrovati reperti che fanno pensare a un insediamento di tribù celtiche fin dal VI secolo a.C.Da qui la possibile origine celtica del toponimo "Brunate"; si veda a tal proposito la sezione "Toponimo". Nel centro storico furono rinvenute due fibule, due anelli a globetti, un braccialetto, un ciondolo e un pezzo di catenella; in via Pissarottino invece un'urna cineraria, ciotole e bicchieri in terracotta, una fibula in bronzo, due anelli di bronzo e una perla d'ambra forata.. Di fattura celtico-ligure è anche una selce riportata alla luce in località Mirandola e conservata presso il Museo civico archeologico di Como.
Con la colonizzazione della convalle comasca da parte dei Romani, Brunate cominciò a seguire le stesse sorti di Como. Nella seconda metà del XII secolo Brunate riuscì a costituirsi libero Comune,. ma già nel 1240 ritornò sotto la giurisdizione di Como, entrando nella circoscrizione cittadina di "Porta Sala". e nella pieve di Zezio.
Punto di svolta per il piccolo borgo di Brunate fu la fondazione del monastero di Sant'Andrea nel 1340. Da questo momento, Brunate si configura come un luogo di isolamento religioso, dovuto alla difficoltà di accesso al paese. Tale difficoltà dura fino al 1817, quando viene completata una mulattiera iniziata l'anno precedente. che collega direttamente il paese a Como: si tratta del cosiddetto Sentierone per Como, comprensivo di una scalinata di 1 630 gradini passante per l'ex eremo di San Donato e terminante a Como, nell'attuale via T. Grossi. Nel corso del tempo, il Sentierone diventa noto anche dapprima come salita Paradiso, successivamente come via delle scalette e, attualmente, come salita San Donato (parte bassa) sentiero Alda Merini (parte alta).. Molto più tardi si aggiunsero le due strette e tortuose strade carrozzabili (una da Como, nel 1866,. e una da Tavernerio) che sono tuttora usate per accedere al paese..
Nel XVI secolo, durante le dispute tra gli abitanti di Como e quelli di Torno, questi ultimi attaccarono il centro di Brunate, devastandolo.
Sempre inserito nella pieve di Zezio anche ai tempi del Ducato di Milano, nel 1751 il territorio del comune di Brunate si estendeva anche alla "Cassina Carescione".
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregazione di Brunate al comune di Como. L'unione fu tuttavia abrogata in seguito alla caduta di Napoleone e il conseguente ritorno della Lombardia alla monarchia asburgica, che ricostituì il comune di Brunate e lo inserì all'interno della provincia di Como del Regno Lombardo-Veneto.
A cavallo tra Ottocento e Novecento, da piccolo insediamento rurale medievale Brunate diventa una famosa meta per le famiglie benestanti milanesi, che costruirono ville con esse raggiunge il suo massimo splendore, simboleggiato dalla costruzione di un casinò, che verrà chiuso dopo la seconda guerra mondiale cedendo la licenza a Campione d'Italia.
Il flusso turistico verso Brunate, nonché l'arrivo in paese dell'alta borghesia milanese, venne reso possibile anche grazie alla costruzione, da parte delle Ferrovie Nord Milano, della linea ferroviaria Milano-Grandate, ultimata nel 1896. La linea si congiungeva al tratto Camerlata-Como già realizzato nel 1875. Alle ferrovie bisogna aggiungere l'apertura della funicolare Como-Brunate nel 1894 e l'inaugurazione del primo tram a Como nel 1899, in occasione del centenario della pila di Volta.
Questo afflusso turistico continuò fino alla seconda guerra mondiale, quando il paese, protetto contro possibili bombardamenti dalla vicinanza alla Svizzera, divenne meta di molti sfollati. Il 1º agosto 1943, Brunate perse la sua autonomia, diventando frazione di Como; ritornò Comune nel luglio 1947L'ultimo atto di Stato Civile di Brunate come Comune autonomo fu un atto di nascita datato 12 agosto 1943, mentre il primo atto dopo la ricostituzione del Comune fu un atto di morte del 26 novembre 1947; fonte: Ufficio dello Stato Civile., a seguito di una petizione popolareTesto e firme della petizione popolare sono conservate nell'archivio comunale..
A partire dal secondo dopoguerra Brunate cominciò a vivere una fase di declino per quanto riguardava la sua peculiarità principale, vale a dire quella di essere una rinomata località turistica; gli alberghi di Brunate hanno quasi tutti cessato l'attività. Il paese è passato da località di villeggiatura "d'élite" a luogo da turismo di massa stile "mordi e fuggi". Il visitatore tipico si limita alla visita del centro storico, del Faro Voltiano e dei panorami.
Simboli
Stemma Lo stemma di Brunate., approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 24 del 29 gennaio 1969, è stato concesso ufficialmente con decreto del presidente della Repubblica del 19 febbraio 1970.Copia di tale decreto è conservato negli archivi comunali.
Esso è costituito da uno scudo sannitico, sormontato da una corona turrita e ricompreso in un serto di alloro e di quercia. È ripartito obliquamente da sinistra a destra in due parti da una banda azzurra leggermente curvata verso destra, in cui vi sono contenute tre stelle d'argento a otto punte; la prima partizione è rossa con un sole figurato d'oro di 16 raggi; quella inferiore è di colore argento e vi sono raffigurate tre montagne verdi (quella centrale è il monte Tre Croci, tra il monte Goi e il monte Sant'Eutichio) e il lago alle loro pendici. La banda curvata potrebbe rappresentare l'arcobaleno, fenomeno che si osserva di frequente a Brunate, oppure la via Lattea data la presenza delle stelle.
L'associazione di questo stemma al Comune di Brunate risale alla fine del XIX secolo, quando l'allora sindaco Antonio Monti trovò nell'archivio di famiglia uno stemma molto simile a quello attuale con sotto riportata la scritta "Brunate", probabilmente opera dello storico Maurizio Monti. Dai primi del Novecento esso fece la sua comparsa sui timbri, sui sigilli e sulla carta intestata del Comune, subendo negli anni piccole modifiche, fino alla sua ufficializzazione avvenuta nel 1970. A partire dal 1990 sui timbri e sulla carta intestata del Comune appare una variante dello stemma ufficiale — che rimane sempre tale — in bicromia bianco-nera e a forma di goccia rovesciata.
Gonfalone Il gonfalone del Comune di Brunate è stato approvato dal Consiglio comunale e concesso dal presidente della Repubblica con i medesimi atti dello stemma; è costituito da un drappo trinciato di bianco e di rosso. Al centro vi è lo stemma comunale e la scritta in argento ""Il decreto di concessione lo descrive come: "Drappo trinciato di bianco e di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Brunate. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta a nastri tricolorati da colori nazionali frangiati d'argento"..
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Sant'Andrea Apostolo