L'XI triennale di Milano viene inaugurata nel Luglio del 1957, con un mese di anticipo rispetto alla precedente triennale. Il tema centrale è quello delle relazioni tra le arti, l'architettura contemporanea, le produzioni d'arte e l'industrial design.

Introduzione

L'undicesima Triennale fu inaugurata il 27 luglio 1957 e fu chiusa il successivo 4 novembre.

Alla nuova Giunta Tecnica Esecutiva è toccato il compito dello sviluppo dei temi concordati con il Consiglio di Amministrazione; essa ha costruito il programma, di comune accordo con la Presidenza e il Consiglio della Triennale, e basandosi sulle indicazioni del Centro Studi, ovvero un organismo di carattere tecnico e critico posto al servizio della Triennale, degli artisti e dei produttori. Con l'undicesima manifestazione, la Triennale intende portare il suo contributo allo studio e alla definizione dei problemi artistici, di pari passo con quelli tecnici ed economici, operando su un realistico piano, con apporti nazionali e internazionali. La svolta dell'intero programma sta nel rifiuto dei temi parziali isolatamente considerati, per finire in quella correlazione di temi e di problemi che sono ormai diffusi nel mondo moderno.

Mostra Internazionale di architettura moderna

Ordinamento Arch. Alvar Aalto; Prof. Giulio Carlo Argan; Arch. Marcello Grisotti; Arch. Pietro Lingeri; Arch. Giovanni Michelucci; Arch. Luigi Moretti; Ing. Pier Luigi Nervi; Prof. Nikolaus Pevsner; Arch. Agnoldomenico Pica; Arch. Jean Tschumi; Arch. Giuseppe Vaccaro

Allestimento Erberto Carboni; Arch. Marcello Grisotti; Arch. Agnoldomenico Pica.

Motivi e limiti della mostra

La mostra comprende il periodo che va dal 1930 circa al 1956, periodo che generalmente si potrebbe indicare come post-razionalista. Per agevolare la comprensione ad un pubblico senza competenze specifiche, la commissione ha scelto di restringere il campo a temi di immediata comprensibilità, quali l'affermarsi di due fenomeni che incidono altamente sulla vita sociale ed economica di quel periodo storico: Struttura come parametro tecnico ed espressione dinamica dell'architettura Quartiere residenziale: Crescita economico-sociale e definizione architettonica Sezioni della mostra La mostra è divisa in due settori:

1. Il primo settore: è dedicato alla “struttura" :

a) Momenti della Struttura nella storia: Dalle origini al Rinascimento italiano (grande rampa) I Barocchi (corridoio laterale alla fine della rampa) I pre-moderni (prima galleria) b) La Struttura dal 1930 a oggi: Maturità del razionalismo, 1930-1940 circa (seconda galleria) Crisi e superamento del razionalismo, 1940-1957 (terza, quarta galleria e pontile) 2. Il secondo settore è dedicato al “Quartiere”:

a) Mutazioni del quartiere nel tempo: Dall'Egitto faraonico agli utopisti ottocenteschi (rampa di discesa e sottopassaggio) Il primo novecento, fino al 1930 (inizio della quinta galleria) b) Il Quartiere dal 1930 a oggi: L'organizzazione razionalista del Quartiere, 1930-1940 circa (quinta galleria) Il Quartiere come unità autonoma, 1940-1957 (sesto salone, ottava corsia rialzata e nona sala I.N.A e decima cinema I.N.A.) Questi due sezioni sono anticipate da una successione di opere che, nel corso dei secoli, hanno proposto, sugli stessi temi, alcune delle soluzioni più autorevoli.

Percorso Ci si avvia lungo la grande ammacca rampa di accesso con l'esposizione di alcuni esempi dall'antichità, dalle primitive applicazioni del sistema trilitico fino al grande modello della Cupola di S. Gaudenzio a Novara di Alessandro Antonelli. Al piano superiore sono disposte le opere moderne a partire dai padiglioni per la Esposizione di Stoccolma di Gunnar Asplund (1930) fino alle più recenti. Passato il pontile, che prosegue oltre la grande rampa di accesso, si scende al piano inferiore attraverso una scalinata lungo la quale sono illustrati alcuni eventi della storia del quartiere di abitazione autosufficiente, a partire dal villaggio operaio di Hawara. Alla fine della scala e durante il sottopassaggio è stata allestita una rassegna ridotta del Quartiere “preordinato” dal medioevo fino alle proposte dell'Ottocento. Oltre il sottopassaggio inizia la rassegna del quartiere moderno, dalle esperienze razionaliste del 1930, fino alle decodificazioni attuali.

Mostra popolare italiana

Ordinamento: prof. Umberto Zimelli

Allestimento: arch. Angelo Bianchetti

Questo allestimento, situato all'interno del Palazzo dell'Arte, è stato suddiviso nelle diverse regioni in cui sono state esposte produzioni italiane artigianali eseguite con tecniche tradizionali e locali. Si è cercato di proporre i prodotti più caratteristici di alcune regioni ma anche ciò che rappresenta una novità o una riscoperta. Quindi sono stati messi in mostra tappeti, ceramiche, tessuti, ricami, pizzi, legni lavorati, ecc. Lo scopo di questo esposizione è quindi quello di mostrare, far scoprire, riscoprire e valorizzare il meglio che viene prodotto nei diversi settori delle produzioni popolari italiane, che può trovare posto anche negli ambienti più moderni ..

L'esposizione è stata allestita in uno spazio rettangolare, dove le pareti più lunghe sono state suddivise in 19 scompartimenti uguali ognuno dei quali è dedicato a una diversa regione italiana, mentre sui lati corti sono disposte, a sinistra dell'ingresso, la Sardegna che ha a sua disposizione una superficie più ampia, mentre a destra la Sicilia che ha a sua disposizione due scomparti. In ultimo, fra l'entrata e l'uscita, in uno scomparto, sono esposti i migliori pezzi delle regioni provenienti da musei e scuole d'arte.

Lo scomparto è costituito da intelaiature in ferro bianco, due sul fondo, una al soffitto e una per ogni parete laterale, sostenute da due ritti di ferro nero, ricoperte da stuoie di visca (80x120 cm), mentre il ripiano è formato da un telaio in legno rivestito di visca (posto a 50 cm da terra). L'illuminazione è data da due tubi fluorescenti che non infastidiscono il visitatore e due lampade a tergo di ogni scomparto che puntano la luce verso l'alto. Le pareti sono rosso pompeiano, quella di fronte all'ingresso è rivestita da perline dipinte di rosso scuro. I pilasti centrali sono rivestiti in legno su due lati e in compensato bianco sugli altri due. Il pavimento è stato fatto in grès grigio scuro e il soffitto è dello stesso colore delle pareti.

Gli scomparti

Qui di seguito vengono sinteticamente presentati i 19 scomparti presenti nell'allestimento, con le regioni a cui sono dedicati e i principali oggetti esposti

SCOMPARTO A: tema interregionale. Oggetti esposti: ornamenti personali, oggetti di uso quotidiano, manufatti di legno e terracotta; Scomparto n.1: Trentino-Alto Adige. Fra gli oggetti esposti viene dato particolare rilievo a tessuti, scatole e brocche. Scomparto n. 2: Trentino-Alto Adige. Vengono esposti diversi piatti, brocche e cavallucci marini. Scomparto n. 3: Veneto. Si possono trovare diversi oggetti in rame, tessuti, tappeti e copriletti. SCOMPARTO B: Sardegna. In questo scomparto si trovano svariati oggetti in terracotta, ancfore, fiaschi, tappeti e arazzi. Scomparto n. 4: Emilia-Romagna . Sono esposti fiaschi, oggetti in terracotta, brocche e tessuti. Scomparto n. 5: Marche E Umbria. Qui gli oggetti che spiccano maggiormente sono coperte e tappeti. Scomparto n. 6: Toscana e Marche . Tappeti, ceste, mastelli e fiaschi sono gli oggetti più in rilievo. Scomparto n. 7-8: Abruzzo E Molise. Negli spazi dedicati a queste regioni si ritrovano diverse sedie e sgabelli, fiasche, tappeti, tessuti e diversi cestini di confetti. Scomparto n. 9: Lazio E Campania: Espongono molti oggetti in terracotta, brocche, anfore e tappeti. Scomparti n. 10-11: Puglia. Una particolare attenzione è rivolta a terrecotte, brocche, tappeti e tovagliette da cucina. Scomparti n. 12-13-14: Calabria. Quartare, ciotole e vancali sono gli oggetti che dominano la scena. Scomparti n. 15-16: Sicilia. Particolarmente interessanti, tra gli oggetti esposti, sono i candelieri. Scomparto n. 17: Piemonte e Valle d'Aosta. Si possono ammirare pale, oggetti di legno e ombrelli artigianali unici nel loro genere. Scomparto n.18: Lombardia. Strumenti musicali e zoccoli dominano la scena. Scomparto n.19: Liguria. Particolarmente interessanti sono gli oggetti legati all'attività della pesca, presenti poi i già citati oggetti di uso quotidiano e manufatti realizzati con vari materiali.

Mostra delle produzioni d'arte Sezione dei metalli

Sezione del vetro

Sezione della ceramica

Sezione della paglia

Sezione dei tessuti (arazzi)

Pizzi, ricami e alabastri

Sezione dei tessuti (Stoffe per arredamento)

Il II settore della sezione dei tessuti è sistemato nel parco, nel quale si accede attraverso una passerella. Dalla sezione dei tessuti si esce e si arriva nel parco passando da una porta decorata con motivi neri su sfondo avorio, stampati su diverse essenze di legni. Una passerella coperta (costruita dall'architetto Edoardo Sianesi) collega il Padiglione dell'arte con la Mostra internazionale dell'abitazione. La passerella è stata realizzata con struttura metallica Safim (Milano). La copertura è di tela bianca impermeabilizzata, il pavimento invece è ad assi di legno nella prima parte del ponte, mentre nella seconda è di lastre di cemento. L'illuminazione è data da circa settanta lampadine sostenute da porta lampade neri di forma cilindrica.

Il padiglione ha pianta quadrata e la sua struttura è fatta di angolari metallici, concepiti sia in pianta che in sezione come moduli di 130 cm che è l'altezza generalmente utilizzata per i tessuti. La copertura è fatte di lastre, mentre le pareti laterali sono rivestite da pannelli opachi verniciati di bianco. Il padiglione ha le pareti sviluppate in due volumi superiori aggettanti che hanno triplice scopo: facilitano la situazione statica della struttura che con questi sbalzi vede ridotto il momento in chiave, realizza una sufficiente aerazione trasversale, assicura una difesa ermetica verso la pioggia. L'altezza totale del padiglione è dovuta alla necissità di raggiungere un'altezza sufficiente per le travi. Il pavimento è di legno e l'illuminazione a incandescenza. L'allestimento interno è adibito per l'esposizione dei ventisei tessuti premiati al concorso " Jsa Triennale " e per i prodotti di diverse ditte di tessuti d'arredamento. Lo spazio dell'allestimento è costituito dai tessuti medesimi che coprono le pareti laterali imbiancate a calce. I tessuti vincitori del concorso sono appesi ad un'altezza superiore rispetto agli altri. Nel centro del padiglione ci sono quattro pareti di legno disposte a crociera che fungono da supporto ai tessuti per arredamento presentati in quattro "personali" da Fede Cheti, Irene Kowaliska, Gegia Bronzini e da Myricae. Alcuni tessuti, uno per ogni "personale" sono poi appesi ad un'altezza superiore ai tralicci di ferro. .

Sezione dell'oreficeria

Ordinamento: pittori Arnaldo e Gio Pomodoro

Allestimento: arch. Rosanna Monzini, arch. Emilio Terragni

Nella produzione di una parte dei gioielli ha collaborato l' ” Associazione Orafi, Gioiellieri, Argentieri ” di Valenza Po.

Gli ordinatori di questa mostra hanno voluto tentare di avviare una produzione sperimentale di gioielli di vario genere e forma, che si distaccassero da un tipo di stile tradizionale che in Italia e nel resto del mondo era ancora radicato e non lasciava spazio a nuove idee e adeguamenti al gusto moderno.. Hanno quindi dato la possibilità di intraprendere questa evoluzione stilistica ad alcuni orafi di Valenza Po e ad importanti artisti d'avanguardia come Enrico Baj, Sergio Dangelo, Aldo Bergolli, Gianni Dova, Cesare Peverelli, Ettore Sottsass, Emilio Scana vino, Lorenzo Guerrini, Franco Assetto, Ada Minola, Martinazzi di Torino, Francesco De Cal di Venezia, Mario Pinton di Padova.