La koinè è foneticamente un periodo di transizione: all'inizio, la lingua era in genere sostanzialmente simile al greco classico, mentre alla fine del processo la fonologia aveva molto più in comune con il greco moderno che con il greco antico.
Introduzione Le trasformazioni più significative avvenute durante le koinè investirono il sistema vocalico: questi cambiamenti furono la perdita della quantità, la sostituzione dell'accento musicale tipico del greco antico con l'accento intensivo e la monottongazione dei dittonghi (tranne αυ ed ευ). Questi fenomeni sembrano essere ampiamente attestati dal II sec. a.C. nel greco egiziano e all'inizio II sec. d.C. nelle iscrizioni attiche colte; è quindi probabile che fossero già comuni nel II sec. a.C. e che si siano generalizzati non più tardi del II sec. d.C.
Altra mutazione fu la fricativizzazione del secondo elemento dei dittonghi αυ ed ευ. Questo fenomeno apparve dopo che le trasformazioni vocaliche descritte sopra si erano già verificate. È attestata nel greco egiziano a partire dal I sec. a.C. e sembra essere generalizzata nel tardo periodo romano.
Un altro importante fenomeno fu la fricativizzazione delle occlusive sonore, ampiamente attestata nel greco egiziano a partire dal I sec. a.C., ma la generalizzazione dovrebbe essere più tarda, probabilmente durante il tardo periodo romano o all'inizio dell'epoca bizantina.
Inoltre si fricativizzarono anche le occlusive sorde aspirate, fenomeno attestato in molti luoghi dal I sec. a.C. ma che sembra essersi generalizzato più tardi, probabilmente durante il tardo periodo romano o all'inizio dell'epoca bizantina.
Da ultimo, la perdita dell'aspirazione (forse correlata con la fricativizzazione delle aspirate), che potrebbe già essere iniziata alla fine nel I sec. a.C. nel greco egiziano, ma che sembra non essersi imposta prima del II sec. d.C. nelle iscrizioni attiche colte, fino ad essere praticamente generalizzata nel tardo periodo romano.
Problemi di ricostruzione Il primo problema deriva dalla varietà del mondo grecofono: molte testimonianze suggeriscono che i mutamenti fonetici si verificarono in momenti diversi a seconda del luogo o dei parlanti. Pare che molti cambiamenti fonetici tipici della koinè fossero già presenti in alcune varietà di greco durante il periodo classico.
Per quanto riguarda il corpus delle iscrizioni attiche, si osserva un'opposizione fra lingua colta e lingua popolare. Alcuni mutamenti fonetici sono attestati nelle iscrizioni popolari già alla fine del periodo classico, ma si generalizzeranno nelle iscrizioni colte solo all'inizio del II sec. a.C. Se questo può essere spiegato come semplice conservatorismo ortografico, trascrizioni coeve dal greco al latino confermerebbero invece che la pronuncia colta era effettivamente rimasta stabile fino al periodo romano. D'altra parte, però, anche le trascrizioni latine potrebbero essere ortograficamente conservative.
L'interpretazione è più complessa quando mutamenti fonetici simili hanno una datazione differente nei papiri egiziani e nell'attico colto. Una prima spiegazione potrebbero essere le differenze dialettali (influenza di sistemi fonologici stranieri su locutori non madrelingua); i cambiamenti sarebbero apparsi in Egitto prima che si generalizzassero in attico. Una seconda spiegazione potrebbe essere che le iscrizioni attiche colte mostrino una varietà di greco più colta di quella dei papiri egiziani; la lingua colta avrebbe così resistito ai cambiamenti che si erano generalizzati nella lingua popolare. Un'ultima spiegazione potrebbe essere che l'ortografia dell'attico colto fosse artificialmente conservativa; i cambiamenti potrebbero quindi essersi generalizzati non più tardi della loro attestazione nei papiri egiziani. Tutte queste possibilità sono in una certa misura plausibili, ma porterebbero a una diversa datazione della generalizzazione dei fenomeni.
Per riassumere, c'è una certa misura di incertezza nella datazione dei mutamenti fonetici; effettivamente, la datazione esatta e la rapidità della generalizzazione dei mutamenti fonologici della koinè sono ancora oggetto di discussione fra gli studiosi. Le varianti ortografiche nelle fonti scritte contemporanee sono la prova più evidente, ma non sono sufficienti per datare un cambiamento in ogni contesto. Le testimonianze di grammatici e, in misura minore, le trascrizioni in lingue straniere sono interessanti perché possono indicare quale pronuncia fosse considerata standard dai locutori colti; in ogni caso, si è sostenuto che le trascrizioni fossero in alcuni casi convenzionali e non fonetiche e i grammatici greci sembrano descrivere la pronuncia colta ignorando quella popolare.
Esempio di ricostruzione di sistemi fonologici Eolico di Beozia, IV sec. a.C. Sebbene appartenga più al periodo classico che alla koinè, la fonologia dell'eolico di Beozia qui mostrata anticipa molti tratti della successiva fonetica della koinè.
Entro il IV sec. a.C. l'eolico di Beozia aveva già chiuso la maggior parte dei dittonghi e sviluppato un γ fricativo. Da notare che, contrariamente allo ionico-attico e alla koinè, υ è rimasto una vocale posteriore in eolico di Beozia (ου in ionico-attico e koinè). Apparentemente, la monottongazione dell'eolico di Beozia non fu accompagnata dalla perdita della distinzione di lunghezza vocalicaI testi beotici in versi in lingua corrente, come anche la poesia di Corinna, conservano la quantità vocalica..
Teodorsson sostiene che entro il 350 a.C. la maggior parte del dialetto attico sembra mostrare simili caratteristiche (eccetto , che era una vocale anteriore; la sua ricostruzione elimina già la quantità vocalica e fa confluire e in come in greco moderno), ma W. Sidney Allen non considera sicure queste ipotesi, sospettando un'interpretazione esasperata dei dati a disposizione.
La monottongazione precoce, e forse anche un indebolimento vocalico dovuto al passaggio all'accento intensivo, sono inoltre attestati in Tessaglia nel III sec. a.C., suggerendo che vari dialetti minori avessero un sistema vocalico già avanzato all'inizio del periodo ellenistico.
Vocali brevi
Anteriori non arrotondate Posteriori arrotondate Chiuse Medie Aperte
Vocali lunghe
{| border="1" cellpadding="3" cellspacing="0" align="center" style="border-collapse: collapse;text-align:center" ! ! colspan="2" | Anteriori ! Posteriori |- ! ! non arrotondate ! arrotondate ! arrotondate |- ! Chiuse | ,
| , , |- ! Medio-chiuse | , , () | (?) |- ! Medie
| , |- ! Medio-aperte
! Aperte | colspan="3" | , '|}
Il valore per οι è attestato più tardi, nel III sec. a.C. Alcuni hanno suggerito uno stadio intermedio , forse attestato nella scrittura di , indicante una precoce perdita dell'arrotondamento labiale che ha portato a invece che (cfr. più avanti)
Dittonghi
(?) (?)
Non abbiamo prove di quale fosse l'effettiva pronuncia di αυ ed ευ in eolico di Beozia in questo periodo.
Consonanti occlusive ed ex occlusive
Bilabiali Dentali Velari Sorde Sonore (?) (?) Sorde aspirate (?) (?) (?)
L'articolazione fricativa di β, δ, φ, θ e χ non è improbabile, ma non è attestata in Beozia in questo periodo. L'articolazione fricativa di θ è però attestata in dorico di Laconia nel tardo V sec. a.C. attraverso la scrittura con ; Aristofane in alcune commedie riferisce di questa pronuncia anche nel dorico di Sparta. Anche sembra essere diventata fricativa nell'eleo del VI sec. a.C. (vedi discussione sulle consonanti più avanti). Inoltre, come già notato, un singolo esempio di per risale a un secolo dopo.
Altre consonanti
Nasali () Liquide (laterali e vibranti) (~ ?) () Sibilanti (fricative alveolari) , Spirito aspro(?) (?)
Non abbiamo prove dell'effettiva pronuncia dello spirito aspro in eolico di Beozia in questo periodo.
Natura dell'accento L'accento musicale del greco antico probabilmente rimase immutato.
Esempio di trascrizione fonetica Il seguente testo, un'iscrizione beotica ellenistica, è reso in una pronuncia ricostruita che riflette sviluppi fonologici regionali. La monottongazione e l'innalzamento delle vocali sono chiaramente visibili nell'ortografia beotica specifica che usa η al posto di αι, ει per η e ηι (ῃ) e ω per ωι (ῳ.) Troviamo inoltra la scrittura ει per οι, indicante una precoce perdita dell'arrotondamento labiale che porta a , non ; si può quindi dedurre che a questo stadio οι sia diventato , non . È possibile che nell'attico popolare il passaggio > sia già avvenuto nel IV sec. a.C., ma che durante la koinè sia stato contrastato da una corrente conservatrice. Notevole è anche la permanenza dell'uso del digamma per .
Pronuncia colta, dal IV sec. a.C. fino al periodo romano Fino all'inizio dell'epoca romana alcuni locutori colti potrebbero aver mantenuto una pronuncia conservativa che preservava molti tratti del sistema fonologico del greco antico. Ad esempio, nel periodo romano inoltrato abbiamo indicazioni da iscrizioni musicali e da grammatici come Velio Longo e Filostrato della conservazione della quantità vocalica e dell'accento musicale. È inoltre possibile che i parlanti più istruiti applicassero un'alternanza fra la varietà popolare della koinè nel parlato quotidiano e la pronuncia arcaizzante in contesti formali, poetici o musicali. In ogni caso, la pronuncia colta sembra sparire entro il II sec. d.C., anche nelle iscrizioni ufficiali atticheCfr. la scrittura υ per οι in una iscrizione ufficiale, vedi .
La "pronuncia colta" qui descritta è prevalentemente quella attica pre-koinè.
Vocali brevi
Anteriori Posteriori non arrotondate arrotondate arrotondate Chiuse Medie Aperte
Vocali lunghe
Anteriori Posteriori Non arrotondata Arrotondate Chiuse , /_C o #, () , () Semichiuse o Medie , /_V, () Aperte
Il falso dittongo veniva confuso con nei manoscritti, tranne prima di una vocale, dove veniva confuso con , quindi in questo contesto forse conservava l'antico valore.Da notare che /_C sta per prima di consonante, /_V prima di vocale e /_# per confine di parola. Vedi Una pronuncia monottongata di come è scritta fra parentesi come tratto dialettale attico del tardo periodo classico. Inoltre, forse perse inizialmente l'elemento finale e poi confluì in , ma in seguito si alzò in (come si vede nell'alternanza delle scritture / per l'uscita della seconda persona singolare media). Entrambe le pronunce sono date come varianti dalettali.Cfr. le differenze nella ricostruzione dell'attico e dell'egiziano,
Dittonghi Secondo elemento ι Secondo elemento υ Dittonghi "brevi" (Dittonghi "lunghi") ()() ()() ()() ()() ()()
I dittonghi "lunghi" sono scritti fra parentesi perché si monottongarono gradualmente a partire dal periodo classico; Dionisio Trace (fine del II sec. a.C.) riferisce che nella sua epoca non erano più pronunciati come dittonghi. Nel I sec. d.C. il processo di monottongazione era concluso (vedi la descrizione diacronica per altri dettagli).
Consonanti occlusive
Bilabiali Dentali Velari Sorde Sonore Sorde aspirate
I grammatici e le iscrizioni antiche suggeriscono che le occlusive sonore e aspirate rimasero tali fino all'inizio del periodo romano. Le occlusive sonore si fricativizzarono prima delle aspirate.
Altre consonanti
Nasali () Liquide (laterali e vibranti) (~ ?) () Sibilanti (fricative alveolari) , Spirito aspro
Alcuni studiosi ritengono che sia un allofono di , altri che sia un fonema a parte, e per questo è stato messo fra parentesi.
Quale suono rappresenti ῥ è motivo di discussione, ma probabilmente è un allofono di scritto con ρ.
ζ scrive la fricativa geminata .
Natura dell'accento
La "lingua colta" manteneva l'accento musicale del greco antico.
Esempio di trascrizione fonetica