Monguzzo (Monguzz in dialetto brianzolo, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.
Nel comune, situato a circa 18 km da Como, 45 km da Milano e 20 km da Lecco, sorge un antico castello che risale alla prima età medievale, proprietà dell'Ordine dei Fatebenefratelli. Sul territorio comunale è inoltre presente un Santuario dedicato alla Madonna di Lourdes.
Il paese è parte del Parco regionale della Valle del Lambro.
Geografia fisica Territorio
Monguzzo si trova nell'Alta Brianza, in una zona prettamente collinare caratterizzata da numerose balze; l'altitudine varia da un minimo di 247 metri (al confine con la località Baggero del Comune di Merone) ad un massimo di 366 metri, corrispondente alla vetta del colle su cui sorge il castello.
Il confine settentrionale del territorio comunale è costituito dal lago di Alserio, su cui tuttavia non si affaccia direttamente il paese; tra la zona abitata ed il lago vi è infatti una larga fascia boschiva (cosiddetto "Bosco della Buerga").
Due sono i corsi d'acqua più rilevanti: il fiume Lambro, che lambisce il territorio comunale nella sua parte sud-orientale la roggia Cavolto, che nasce alle pendici del colle più alto e, dopo aver segnato gran parte del confine meridionale del territorio comunale, forma i laghetti dell'Oasi di Baggero e si getta nel Lambro.
Clima
Come tutta la parte collinare briantea, il clima di Monguzzo può essere classificato continentale. Pertanto, gli inverni sono abbastanza piovosi e rigidi, le mezze stagioni brevi e miti e le estati torride e molto umide. Tuttavia il clima risulta mitigato dalla vicinanza dei laghi di Alserio e PusianoE. Parrino; E. Mannucci Benincasa, Monguzzo, p. 59.
Monguzzo è classificato come zona climatica E dal DPR 26 agosto 1993, n. 412, per via dei suoi 2524 gradi giorno; pertanto, l'esercizio degli impianti termici è consentito dal 15 ottobre al 15 aprile di ogni anno per 14 ore al giorno al massimoArt. 9 del DPR 26 agosto 1993, n. 412.
Origini del nome
Come molte località italiane che hanno la stessa conformazione morfologicaAd esempio, i Comuni di Montacuto (AL) e Montaguto (AV), il toponimo "Monguzzo" deriva dal latino mons acutus, cioè "monte acuto": chiaro il riferimento alla collina su cui è situato il paese e sulla cui cima si erge il castello.
Storia
Da Monguzzo, in epoca romana, passava la via Mediolanum-Bellasium, strada romana che metteva in comunicazione Mediolanum (Milano) con Bellasium (Bellagio). Nel XIV secolo la strada di collegamento con il capoluogo lombardo aveva invece il nome di strata da Niguarda, la cui manutenzione spettava anche a quello che in quel tempo era noto come "locho da Maguzio".
Le vicende storiche di Monguzzo sono strettamente legate a quelle del castello, il suo monumento più importante, la cui esistenza è già documentata nel X secolo..
Le prime notizie risalgono al 920: in questa data il re d'Italia Berengario,. che aveva fatto costruire diverse fortezze sulle sommità dei colli brianzoli per contrastare l'avanzata degli Ungari, aveva assegnato alla Basilica di San Giovanni di Monza la corte di Calpuno, che comprendeva la collina monguzzese. All'epoca, tale collina ospitava probabilmente già una rocca..
Passato prima ad Ottone III (1000) e poi nuovamente ai canonici monzesi (1196), il territorio di Monguzzo fu al centro di una disputa riguardo al suo possesso. La disputa si concluse nel 1209 a favore di questi ultimi. Nello stesso anno si hanno notizie di un'insurrezione dei Monguzzesi contro la Basilica di Monza a causa delle tasse e delle gabelle a cui erano assoggettati. Tale rivolta vedeva gli abitanti di Monguzzo contrapposti a quelli di Calpuno, che avevano giurisdizione su Monguzzo per conto dei canonici.. La questione fu risolta nel 1210, con una decisione consolare a favore dei calpunesi.
Intorno al 1250 Monguzzo passò sotto il diretto controllo della Camera Ducale fino al 2 agosto 1380, quando il duca Gian Galeazzo Visconti donò il castello al condottiero Jacopo Dal Verme.. La zona rimase feudo dei Dal Verme fino all'espropriazione di tutti i beni di questa famiglia da parte di Ludovico il Moro; in seguito, nel 1486, il feudo di Monguzzo fu donato (come premio di guerra.) da Gian Galeazzo Sforza a Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna.
Nel 1527 il condottiero Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, si impadronì del castello a spese di Alessandro Bentivoglio e vi si insediò fino al 1531 (1529), quando le truppe spagnole e sforzesche lo riconquistarono e lo riaffidarono al Bentivoglio.
Nel 1562 i Bentivoglio lasciarono il feudo: da quel momento il territorio di Monguzzo diminuisce sempre di più per le continue cessioni ed i piccoli infeudamenti. Nel 1567 i principali feudatari di Monguzzo divenne la famiglia di Gabriele Ferrante Medici di Novate, meglio noti come i Novati, che poi nel 1684 cedettero parzialmente ai Rosales. Questi ultimi nel 1739 riuscirono a dimostrare il possesso del castello.
Nel 1751 la competenza amministrativa del comune di Monguzzo si estendeva anche alla cassina di Cavogno e alle località di Careggia, Colciago, Galbusate, Fornasetta, Ponte Nuovo, Fornace, oltre che a porzioni di Lurago e di Lambrugo. Due anni più tardi il comune figura con la denominazione "Monguzzo con Monticello", mentre nel 1757 come "Monguzzo con Nobile".
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'accorpamento delle comunità di Monguzzo e uniti, Mojana e Merone in un unico comune, che un altro decreto datato 1812 ribattezzò in "Nobile". Tutte le decisioni del periodo napoleonico furono tuttavia abrogate con la Restaurazione, che comportò la ricostituzione del comune di Monguzzo con Nobile.
Nella prima metà del XIX secolo il castello di Monguzzo fu base strategica della Carboneria, tanto che i Rosales, per sfuggire ai governativi, dovettero lasciare il paese. Inoltre, già nel 1814, il bosco della Buerga avrebbe costituito la base di alcuni fautori dell'assassinio di Giuseppe Prina.
Nella compartimentazione delle province del Regno Lombardo-Veneto del 1853 il comune di "Monguzzo" risulta comprendere la frazione di Nobero.
Come tutta la Lombardia - ad eccezione della Provincia di Mantova -, Monguzzo fu annesso al Regno di Sardegna nel 1859 a seguito della seconda guerra d'indipendenza ed entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1861.
Durante la seconda guerra mondiale Monguzzo fu attivo centro della Resistenza italiana: nell'ottobre 1943 fu costituita una formazione partigiana con il compito di recuperare armi, divulgare la stampa clandestina, aiutare i partigiani sulle montagne, assistere le famiglie degli sbandati ed effettuare staffette. La liberazione del paese dai Nazifascisti avvenne il 25 aprile 1945, giorno in cui la formazione partigiana di Monguzzo prese possesso del Municipio.
Simboli Lo stemma e il gonfalone di Monguzzo sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 1º ottobre 1974.Copia del decreto è affissa ad una parete della sala consiliare del municipio.
Stemma
Il castello rappresenta il forte medievale, ancora oggi presente, che si erge sulla parte più alta del paese. Le fiamme che cimano ciascuna delle due torri sono simbolo della famiglia Bentivoglio, feudataria sin dal 1486 di Monguzzo, Colciago e Lurago. I tre monti di verde nella parte inferiore dello stemma, oltre a ricordare l'altitudine del paese, fanno riferimento all'etimologia del nome Monguzzo, dal latino mons acutus ("monte aguzzo").
Gonfalone Il gonfalone di Monguzzo è costituito da un drappo troncato di verde e di giallo; al centro vi è lo stemma comunale sormontato dalla scritta d'argento "Comune di Monguzzo".Il decreto descrive il gonfalone come un drappo troncato di verde e di giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Monguzzo. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa dei Santi Biagio e Sebastiano La Chiesa dei Santi Biagio e Sebastiano è la parrocchiale del paese, situata all'angolo tra le vie A. Manzoni e Chiesa, poco distante dal castello feudale ed edificata in sostituzione di una precedente chiesa del XIII secolo. La costruzione dell'attuale edificio è iniziata alla fine del XIX secolo come nuova parrocchia dedicata a San Biagio, in un luogo facilmente raggiungibile sia dagli abitanti di Monguzzo che da quelli di Nobile. Nel 1890 viene aggiunta la dedicazione a San SebastianoMonguzzo, in La Lombardia n. 146/2009, p. 120; la sua consacrazione è avvenuta il 15 ottobre 1898 ad opera del cardinale Andrea FerrariPercorsi in Brianza, ottobre 2006, p. 49, al termine di vent'anni di lavori. All'interno della chiesa, rimaneggiata alla fine del XX secolo, c'è una statua raffigurante San Biagio.
Santuario della Madonna di Lourdes Situata nel rione San Biagio, in via Santuario, la chiesa si trova sulla sommità di una collina a nord-est dell'abitato. Le sue prime notizie risalgono al X secoloSecondo alcune fonti la chiesa è stata edificata verso il 700; Percorsi in Brianza, ottobre 2006, p. 46; è stata chiesa parrocchiale dedicata a San BiagioLe prime notizie circa la dedicazione a San Biagio risalgono al XVI secolo; Monguzzo, in La Lombardia n. 146/2009, p. 120 fino alla costruzione della nuova chiesa e, successivamente, è stata trasformata nell'attuale santuario dedicato alla Madonna di Lourdes. Il nuovo edificio è stato inaugurato dal cardinale Andrea Ferrari il 12 settembre 1902 ed è stato ristrutturato da ultimo a cavallo tra i secoli XX e XXI.
L'interno, a navata unica, presenta due cappelle laterali dedicate rispettivamente alla Vergine Immacolata e alla Vergine del Carmelo, una statua della Madonna della Divina Grazia (1746), ex voto dei monguzzesi scampati alla peste, ed un affresco del XVI secolo raffigurante San Giuseppe e il Bambin Gesù, opera di ignoti. La parte absidale racchiude una ricostruzione della grotta di Lourdes, con all'interno le statue della Vergine di Lourdes e di Bernadette.
All'esterno ci sono una statua della Pietà ed una lanterna votiva a ricordo dei caduti in guerra. Il parroco attuale è don Alfonso Valsecchi.
Architetture militari e civili Castello di Monguzzo
Attestato su una collina dal nome di Mons Acutus già nel 920, il castello appartenne a nobili famiglie come i Visconti e i Bentivoglio, oltre che a condottieri come Jacopo Dal Verme. e Gian Giacomo Medici, prima di diventare un covo di carbonai durante il Risorgimento.Dalla seconda metà del XX secolo ospita un centro per congressi e studi ospedalieri appartenente all'Ordine Ospedaliero "Fatebenefratelli" di San Giovanni di Dio.
Aree naturali
Gran parte del territorio di Monguzzo, in particolare le ampie zone boschive del paese, è compresa nel Parco regionale della Valle del Lambro.
Tra i boschi di Monguzzo, il più rilevante è il Bosco della Buerga, che si trova sul pendio collinare lungo la riva meridionale del lago di Alserio; qui sono presenti specie arboree come l'ontano nero, il frassino maggiore, il castagno, l'olmo campestre, la farnia, il carpino bianco e l'aceroInterventi di risanamento ambientale del Lago di Alserio, p. 10.