Tra le figure più importanti all'interno della Curia romana, Ottaviani si dimostrò un rigoroso difensore della Tradizione della Chiesa e oppositore delle tendenze progressiste nella Chiesa cattolica.
Ordinato prete nel 1916, Ottaviani venne creato cardinale nel 1953 e poi nominato arcivescovo nell'aprile del 1962.
Uomo colto e dotato di una "memoria prodigiosa", Ottaviani - oltre ad essere docente di filosofia e di diritto in vari atenei pontifici - ricoprì anche numerose cariche ecclesiastiche, tra le quali quella di segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.
Durante il concilio Vaticano II egli era il membro più importante della fazione tradizionalista e conservatrice che si opponeva alle riforme - specie in ambito liturgico - di tale concilio. Nel 1969, pochi anni dopo la fine del Vaticano II, Ottaviani fu co-autore del saggio "Breve esame critico del Novus Ordo Missae" (famoso anche come "Intervento Ottaviani") nel quale criticava aspramente la nuova liturgia in uso nella Chiesa.
Nonostante le critiche mosse al Concilio, Ottaviani rimase fedele a Roma fino alla morte avvenuta nel 1979.
Biografia
Gioventù e studi Ottaviani nacque povero nel quartiere popolare di Trastevere, undicesimo figlio del fornaio Enrico Ottaviani e della casalinga Palmira Catalini.
Dopo aver frequentato il seminario romano dell'Apollinare, dove conseguì le lauree in teologia, filosofia e diritto, fu ordinato prete il 18 marzo 1916. Grazie alla sua formazione, e visti i suoi successi accademici, Ottaviani fu da subito destinato all'insegnamento. Dopo gli studi in seminario, infatti, tenne il corso di diritto pubblico ecclesiastico nellateneo giuridico dell’Apollinare e quello di filosofia presso il Pontificio Collegio urbaniano.
Il servizio nella Curia romana
Nel marzo 1922 ottenne i primi incarichi nella Curia romana come segretario personale del nuovo papa Pio XI. Nel 1925 pubblicò la prima edizione del fortunato manuale Institutiones iuris publici ecclesiastici, riguardante il diritto canonico.
Il Papa lo chiamò alla Segreteria di Stato nel 1928 come sostituto della sezione Affari Ecclesiastici straordinari; già un anno dopo l'Ottaviani occupava il posto di sostituto alla Segreteria di Stato.
In quegli anni Ottaviani portò il suo contributo come giurista nella stipulazione dei Patti Lateranensi. Successivamente divenne assessore, pro-segretario e segretario. Il 12 gennaio 1953, papa Pio XII lo nominò pro-segretario della Congregazione del Sant'Uffizio e contestualmente fu creato e pubblicato cardinale. Essendo conservatore, ebbe forti contrasti con chi voleva innovare la secolare tradizione ecclesiale.
Essendo responsabile del dicastero a cui è istituzionalmente demandata la tutela del sacro patrimonio della fede e della morale cattolica, ricoprì questo ruolo tenendo un comportamento attento e preciso, nella convinzione, in lui maturata con l'esperienza, che la "rectitudo fidei", cioè l'ortodossia, sia patrimonio irrinunciabile e condizione primaria per la "rectitudo morum", o ortoprassi. La sua preparazione giuridica, che già in età giovanile gli aveva garantito l'attenzione di altri sacerdoti, lo sostenne nel lavoro che svolse a difesa della fede cattolicaDall'omelia di Giovanni Paolo II nel giorno dei funerali del cardinale.
Anche durante il pontificato di papa Pio XII si dimostrò fermo nelle sue posizioni, battendosi quando fu necessario e preparando anche scomuniche contro gli oppositori comunisti e i cattolici progressisti italiani, fautori tedeschi e francesi della nuova teologia, preti operai, inventori del catechismo liberale. Ottaviani fu tuttavia, anche per le sue mai dimenticate radici popolari, un uomo di grande sensibilità pastorale, in particolare con i ragazzi e i giovani dell'oratorio di San Pietro, per i giovani che bighellonavano a Trastevere e nei pressi del Vaticano, per i quali si prodigava quotidianamente, pagando le rette per lo studio, le tasse per lo sport: per i giovani fu come un padre sollecito e affettuoso. Questa sua presenza tra i giovani non era un diversivo per superare la stanchezza tediosa delle carte d'ufficio e degli impegni burocratici, ma un'esigenza che scaturiva spontanea, intenzionale e generosa da un programma sacerdotale: era una "prestazione comandata" della sua vocazioneIbidem.
Gli anni del Concilio Vaticano II
Con i cardinali Ernesto Ruffini e Maurilio Fossati, fu tra gli alti prelati che visitarono il cardinale Roncalli nella sua cella la sera prima del conclave, confortans eum (per incoraggiarlo), suggerendogli di convocare un Concilio e Roncalli fece propria quest'idea (Io ho pensato ad un Concilio dall'istante in cui sono diventato papa, su Epoca di 8.12.1968).
La convocazione del Concilio Vaticano II a opera di papa Giovanni XXIII, la riforma della Curia, l'inizio dell'attività del Sinodo episcopale, furono forse per un uomo con le sue convinzioni, uno strappo eccessivo. Fu tra i capi dell'ala conservatrice del Coetus Internationalis Patrum. Tra i suoi interventi vi fu, nel 1962, la redazione del documento segreto Crimen sollicitationis, tramite il quale i vescovi venivano istruiti sulle modalità di gestione di casi di molestie sessuale da parte di preti nel contesto della confessione, crimine canonico per il quale si prevedeva - nei casi più gravi - la pena della dimissione dallo stato clericale. Il documento, approvato dall'allora pontefice Giovanni XXIII, avrebbe avuto delle ricadute per quanto riguarda i casi di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica.
Il 5 aprile 1962 Ottaviani fu elevato al rango di arcivescovo da papa Giovanni XXIII. Il 21 giugno 1963, in qualità di cardinale protodiacono, annunziò l'elezione al soglio pontificio del cardinale Giovanni Battista Montini (papa Paolo VI), proclamando lHabemus Papam.
Il post-Concilio Il cardinale Ottaviani amava autodefinirsi il "carabiniere dell'Ortodossia". Al termine di tre anni di lavori di una commissione di studio istituita da Giovanni XXIII in parallelo al Vaticano II, il rapporto conclusivo fu trasmesso nel 1968 all'esame del Sant'Uffizio, allora presieduto dal prefetto card. Ottaviani, che espresse voto contrario insieme ad altri 6 dei 72 membri del consiglio. Mancando l'unanimità dei consensi, Paolo VI pubblicò l'enciclica Humanae Vitae nel 1968, rifiutando un rapporto che legittimava metodi di contraccezione artificiali come l'uso della pillola.
Nominato dal Papa presidente della Commissione Dottrinale, Ottaviani vide attuarsi, specialmente nelle applicazioni distorte del Concilio, alcune delle posizioni che più aveva osteggiato e temuto (abusi liturgici, storture dottrinali, ecc.). Egli fu più o meno tacitamente ostile anche alla riforma del Sant'Uffizio e all'abolizione dell'Indice dei libri proibiti e alla riforma del giuramento antimodernista. Così, l'8 gennaio 1968Roma, 9 gennaio 1968, pagina 1. rassegnò le dimissioni. Presiedette anche la Pontificia commissione per il controllo della popolazione e delle nascite.
Nel settembre del 1969 Ottaviani firmò, insieme al cardinal Antonio Bacci, una lettera con un opuscolo, noto come Breve esame critico del Novus Ordo Missae (scritto principalmente dal teologo domenicano Michel Guérard des Lauriers), a papa Paolo VI, nella quale esprimeva la propria opposizione alla riforma liturgica e, in specie, al nuovo messale romano o Novus Ordo Missae, allora in procinto di entrare in vigore, giudicato come «un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXIII del Concilio di Trento».
Al contrario, il nuovo Pontificale Romano di Paolo VI, che sarebbe stato pubblicato solo il 18 giugno 1968, venne da Ottaviani, ancora in veste di prefetto del S. Uffizio, preventivamente esaminato e, durante l’assemblea plenaria dell'11 ottobre 1967, fu dichiarato pienamente ortodosso e quindi atto ad assicurare la validità dei Sacramenti. Un mese dopo la promulgazione del nuovo Pontificale, Paolo VI pubblicò l'ultima sua enciclica Humanae Vitae, per la quale fu determinante il voto contrario di Ottaviani (specialmente contro l'approvazione dell'uso della pillola anticoncezionale) durante i lavori preparatori.
Il cardinal Ottaviani morì nella Città del Vaticano il 3 agosto 1979. Le sue esequie furono celebrate da papa Giovanni Paolo II il 6 agosto, giorno in cui un anno prima, come ricordò Giovanni Paolo II, nella medesima ora moriva papa Paolo VI.
È sepolto nella chiesa di San Pietro in Borgo, nota anche come chiesa di San Salvatore in Ossibus.
Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Bernardino Giraud Cardinale Alessandro Mattei Cardinale Pietro Francesco Galleffi Cardinale Filippo de Angelis Cardinale Amilcare Malagola Cardinale Giovanni Tacci Porcelli Papa Giovanni XXIII Cardinale Alfredo Ottaviani
Opere Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, Breve esame critico del Novus ordo Missae, Roma, 25 settembre 1969 Alfredo Ottaviani, Institutiones iuris publici ecclesiastici, Vaticano 1957-1960. Alfredo Ottaviani, Il Baluardo, Edizioni Ares, Roma 1961
Onorificenze
Onorificenze italiane
Onorificenze straniere
Impatto e influenze
Karl Rahner All'inizio del 1962, Ottaviani informò i superiori gesuiti del teologo Karl Rahner che quest'ultimo era stato sottoposto a pre-censura romana. Ciò significava che il prolifico professore di teologia non poteva più pubblicare o tenere conferenze senza autorizzazione. Pochi mesi dopo, nel novembre del 1962, Papa Giovanni XXIII nominò Rahner perito (consigliere esperto) al Concilio Vaticano II. Poiché Rahner accompagnava il cardinale arcivescovo di Vienna, Franz König, in qualità di consulente teologico, Ottaviani non lo escluse dal Concilio nonostante il precedente silenzio impostogli.
Intervento di Ottaviani
Il 25 settembre 1969, Ottaviani e il cardinale Antonio Bacci scrissero una lettera a Paolo VI a sostegno di uno studio di un gruppo di teologi che criticavano la nuova forma del rito romano e la nuova Istruzione Generale . Si tratta di due parti del Messale Romano rivisto, promulgato il 3 aprile di quell'anno, ma che apparve effettivamente nella sua interezza solo nel 1970. Questa lettera divenne ampiamente nota come l'Intervento Ottaviani.
Procedura ecclesiastica nei casi di sollecitazione Nel 1962, sotto il pontificato di Ottaviani, in qualità di capo del Sant'Uffizio, firmò il documento noto con l'incipit Crimen sollicitationis, che aveva come sottotitolo Sul modo di procedere nei casi del reato di adescamento . Esso stabiliva norme dettagliate sulla procedura che i tribunali ecclesiastici dovevano seguire se un sacerdote veniva accusato di aver fatto avances sessuali connesse in qualsiasi modo al sacramento della confessione . I giudici e gli altri funzionari del tribunale ("chiunque appartenga in qualsiasi modo al tribunale") sarebbero stati soggetti alla scomunica automatica se avessero rivelato qualcosa sullo svolgimento del processo, anche dopo che il verdetto fosse stato pronunciato ed eseguito. Questa pena non si applicava agli accusatori e agli altri testimoni; al contrario, chiunque fosse a conoscenza del reato e non lo denunciasse entro un mese era soggetto alla scomunica automatica e poteva essere assolto solo dopo aver effettivamente denunciato il sacerdote o almeno aver promesso seriamente di farlo. La violazione del segreto da parte dell'accusato non era punita con la scomunica, bensì con la sospensione.