La battaglia e assedio di Tigranocerta fu combattuta nel 69 a.C., e vide come avversari, da una parte il proconsole romano della provincia d'Asia Lucio Licinio Lucullo e dall'altra parte il re armeno Tigrane II.

Contesto storico

La vittoria ottenuta da Mitridate su Lucio Licinio Murena durante la seconda fase di guerra, rafforzò il convincimento nel re asiatico che i Romani non fossero invincibili, e la sua speranza di creare un grande regno asiatico che potesse contrastare la crescente egemonia romana nel bacino del Mediterraneo. Da qui il re prese le mosse per una nuova politica espansionistica in chiave anti-romana.

Attorno all'80 a.C. il re del Ponto decise, così, di tornare a sottomettere tutte le popolazioni libere che gravitavano attorno al Ponto Eusino. Nominato quindi quale generale di questa nuova impresa suo figlio Macare, si spinse alla conquista di quelle colonie greche che si diceva discendessero dagli Achei, di ritorno dalla guerra di Troia, al di là della Colchide. La campagna però si rivelò disastrosa, poiché furono perduti due contingenti armati, una parte in battaglia e per la severità del clima, un'altra in seguito ad un'imboscata. Quando fece ritorno nel Ponto, inviò ambasciatori a Roma per firmare una nuova pace.Appiano, Guerre mitridatiche, 67.

Contemporaneamente il re Ariobarzane I, mandò nuovi ambasciatori per lamentarsi che la maggior parte dei territori della Cappadocia, non gli erano stati completamente consegnati da Mitridate, come promesso al termine della seconda fase della guerra. Poco dopo (nel 78 a.C.) inviò una nuova ambasceria per firmare gli accordi, ma poiché Silla era appena morto e il Senato era impegnato in altre faccenda, i pretori non ammisero i suoi ambasciatori e non se ne fece nulla. Mitridate, che era venuto a conoscenza della morte del dittatore romano, persuase il genero, Tigrane II d'Armenia, ad invadere la Cappadocia come se fosse una sua azione indipendente, artificio che però i Romani notarono facilmente. Il re armeno invase il paese e trascinò via con sé dalla regione, oltre ad un grosso bottino, anche persone, che poi portò nel suo paese e stabilì, insieme ad altre, nella nuova capitale chiamata Tigranocerta (città di Tigrane), dove aveva assunto il diadema di re d'Armenia.

E mentre queste cose avvenivano in Asia, Sertorio, il governatore della Spagna, che incitava la provincia e tutte le vicine popolazioni a ribellarsi ai Romani del governo degli optimates,Giovanni Brizzi, Storia di Roma. 1. Dalle origini ad Azio, p.343. istituì un nuovo Senato ad imitazione di quella di Roma. Due dei suoi membri, un certo Lucio Magio e Lucio Fannio, proposero a Mitridate di allearsi con Sertorio, con la prospettiva comune che una guerra combattuta su due fronti opposti (ad Occidente, Sertorio ed a Oriente, Mitridate) avrebbe portato ad ampliare i loro domini sui paesi confinanti, in Asia come in Spagna.Appiano, Guerre mitridatiche, 68.

Mitridate, allettato da tale proposta, inviò suoi ambasciatori a Sertorio, per valutare quali possibilità vi fossero per porre sotto assedio il potere romano, da Oriente ed Occidente. Fu così stabilita tra le parti un patto di alleanza, nel quale Sertorio si impegnava a concedere al re del Ponto tutti i territori romani d'Asia, oltre al regno di Bitinia, la Paflagonia, la Galatia ed il regno di Cappadocia, ed inviava anche un suo abile generale, un certo Marco Vario (o MarioPlutarco, Vita di Lucullo, 8.5.), oltre a due altri consiglieri, Magio e Fannio Lucio, per assisterlo militarmente e diplomaticamente.

Casus belli

All'inizio della primavera del 74 a.C., Mitridate si affrettò a marciare contro la Paflagonia con i suoi due generali, Tassile ed Ermocrate,Appiano, Guerre mitridatiche, 70. disponendo poi di invadere anche la Bitinia, divenuta da poco provincia romana, in seguito alla morte del suo re, Nicomede IV, che aveva lasciato il suo regno in eredità ai Romani. L'allora governatore provinciale, Marco Aurelio Cotta, uomo del tutto imbelle, non poté far altro che fuggire a Calcedonia con quante forze aveva a disposizione.Appiano, Guerre mitridatiche, 71. Mitridate, dopo aver attaccato inutilmente la città e le forze romane,Plutarco, Vita di Lucullo, 8.2. si diresse a Cizico dove, dopo quasi un anno di inutile assedio, fu sconfitto più volte dalle accorrenti truppe romane del console Lucio Licinio Lucullo (73 a.C.).Plutarco, Vita di Lucullo, 8-11.Appiano, Guerre mitridatiche, 72-76.

Fuggito grazie alla flotta, Mitridate fu colpito da una terribile tempesta nella quale perse circa uomini e sessanta navi, mentre il resto della flotta fu dispersa tutta intorno per il forte vento. Si racconta che abbandonò la propria nave che stava affondando, per recarsi in una più piccola imbarcazione di pirati, sebbene i suoi amici cercassero di dissuaderlo. I pirati poi lo sbarcarono a Sinope.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 13.1-3; Plutarco a differenza di Appiano, sostiene che i pirati lo sbarcarono ad Heracleia nel Ponto. Da quel luogo, raggiunse Amiso, da dove inviò appelli al genero, Tigrane II d'Armenia, ed a suo figlio, Macare, sovrano del Bosforo Cimerio, affinché si affrettassero a venirgli in aiuto. Ordinò, infine, a Diocle di prendere una grande quantità di oro e altri regali nei pressi degli Sciti, ma quest'ultimo rubò l'oro e si rifugiò presso il generale romano.Appiano, Guerre mitridatiche, 78.

Lucullo mosse le sue armate verso il fronte orientale attraverso Bitinia e Galazia,Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 14.1 sottomettendo i territori precedentemente in mano romana e raggiungendo la pianura di Themiscyra ed il fiume Termodonte.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 14.2 Poco dopo raggiunse una regione assai ricca di risorse, che non aveva subito le devastazioni della guerra. Secondo Plutarco, invece, il generale romano fu costretto a chiedere aiuto al vicino ed alleato regno di Galazia, che gli fornì approvvigionamenti di grano grazie a suoi portatori.

Lucullo pose quindi sotto assedio la città di Amiso,Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 15.1 riuscendo ad occuparla dopo alcuni anni (nel 70 a.C.),Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 19.2-4.Appiano, Guerre mitridatiche, 83. e a battere ancora una volta le truppe di Mitridate presso Cabira.Appiano, Guerre mitridatiche, 80-81.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 17.1-3.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 97.5.

Portate a termine le operazioni militari (fine del 70 a.C.), lasciò Sornazio con armati a guardia del Ponto,Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 24.1. e quindi decise di riorganizzare le province asiatiche ed amministrare la giustizia, oltre a ringraziare gli dèi, per la conclusione positiva della guerra. Plutarco, racconta che, scoperto che gli abitanti della provincia si trovavano in condizioni assai gravose, addirittura alcuni erano stati ridotti in schiavitù dagli esattori fiscali o dagli usurai a cui avevano chiesto dei debiti, decise di porvi rimedio, liberando la popolazione asiatica da una simile condizione di "schiavitù".Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 20.1-2. Gli usurari però, non accettando le condizioni di Lucullo, sollevarono la questione a Roma stessa contro il proconsole romano. Corruppero alcuni tribuni affinché procedessero contro di lui, essendo uomini di grande influenza, che avevano numerosi debitori tra i politici romani. Lucullo, tuttavia, non solo era amato dalla popolazione che aveva beneficato del suo aiuto, addirittura, le altre province limitrofe chiesero di averlo, anch'esse, come amministratore e loro governatore.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 20.4-5.

Frattanto Appio Claudio era stato inviato da Tigrane II ad Antiochia, per chiedere la consegna del suocero, Mitridate VI. Qui l'ambasciatore romano poté, mentre attendeva il re armeno impegnato in altre faccende, mettersi in contatto con molti dei principi greco-orientali, stanchi di essere sottoposti al dominio armeno (come Zarbieno di Gordiene), ed a cui fu promesso l'aiuto del proconsole romano Lucullo.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 21.1-5. L'incontro tra Appio e Tigrane lo descrive bene Plutarco:

Appio tornò da Antiochia, con il responso di Tigrane. Era ormai chiaro che, ancora una volta, la guerra fosse inevitabile.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 23.2. Contemporaneamente Mitridate e Tigrane stabilirono di invadere Cilicia e Licaonia, fino all'Asia, prima che ci fosse una formale dichiarazione di guerra. Appiano a questo punto critica la decisione del re armeno, sostenendo che tale azione doveva essere portata avanti quando il re del Ponto era al culmine del suo potere, non permettendo invece che Mitridate fosse schiacciato e cadesse in rovina dopo tre difficili fasi della guerra, aprendo solo ora le ostilità, quando la guerra era oramai già perduta in partenza.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 23.7.

La battaglia Controversie

Le varie fonti dell'epoca suggeriscono una stima poco precisa delle effettive forze in campo nei due eserciti.

Si attestano autori che stimano la forza dell'esercito armeno in uomini, altri in (come Plutarco), ed infine l'esagerato numero di Nello stesso modo, sembra alquanto irrealistico che un generale esperto come Lucullo potesse tentare di invadere l'Armenia con un numero così esiguo di soldati e di cavalleria. Molto probabilmente, la stima di fanti e 3000 cavalieri è un'esagerazione a scopo propagandistico, così come l'ampio numero di nemici.

Le stime moderne sono di altro avviso e suggeriscono che l'esercito romano potesse contare su un quantitativo di almeno 4 legioni e un folto numero di alleati e cavalleria, fino ad un massimo di uomini totali. Per l'esercito armeno, le stime si aggirano tra i ed i uomini, tendenzialmente nel valore più basso di questo intervallo.

La battaglia

Lucullo, dopo aver offerto i dovuti sacrifici, si diresse con due legioni e 500 cavalieri contro Tigrane secondo Appiano (si trattava invece di fanti e poco meno di cavalieri secondo PlutarcoPlutarco, Vita di Lucullo, 24.2.), il quale si era rifiutato di consegnargli Mitridate. Sembra che i suoi soldati non fossero troppo disciplinati, e che seguirono Lucullo in modo riluttante, mentre i tribuni della plebe a Roma, sollevavano una protesta contro di lui, accusandolo di cercare una guerra dopo l'altra, per arricchirsi.Plutarco, Vita di Lucullo, 24.3. Lucullo attraversò l'Eufrate,Plutarco, Vita di Lucullo, 24.4-5. compì nuovi sacrifici propiziatori per il buon esito della campagna,Plutarco, Vita di Lucullo, 24.6-7. e chiese ad alcuni sovrani del posto di fornirgli gli adeguati approvvigionamenti, se non volevano essere attaccati o essere considerati nemici di Roma al pari del re d'Armenia.Appiano, Guerre mitridatiche, 84. Terrorizzati dall'avanzata romana, giunta in Sofene, poi attraverso il Tigri ai confini dell'Armenia,Plutarco, Vita di Lucullo, 24.8. nessuno disse a Tigrane dell'invasione in corso da parte di Lucullo, anche perché sembra che il primo ad annunciarglielo, fu messo a morte.Plutarco, Vita di Lucullo, 25.1. Quando il re armeno fu informato, decise di inviare uno dei suoi più fidati generali, Mitrobarzane, con / cavalieri ed un notevole contingente di fanteriaPlutarco, Vita di Lucullo, 25.2. per ostacolarne e rallentarne la marcia, e permettergli così di organizzare le sue forze.