Alla base di tutte le opere e della poetica del "Marchese de Sade" vi è un'idea estrema di concepire la realtà; l'autore, per distinguersi ed allontanarsi sempre più dalla morale religiosa convenzionale, dall'idea di convivenza civile e sistema sociale condiviso, imposta un edificio filosofico in cui i suoi fondamenti e colonne portanti sono l'ateismo, il nichilismo e il libertinaggio più esagerato.
Scrittore prolifico, al limite dell'ossessivo, di romanzi e racconti, drammi teatrali e saggi filosofici, viene considerato anche uno degli esponenti dell'Illuminismo più radicale. L'eroe protagonista qui è sempre un anti-eroe, che si macchia dei delitti più spaventosi, per poi giustificare intellettualmente le proprie azioni; il tutto per ribaltare i valori comuni di virtù e vizio, dando al primo una connotazione eminentemente negativa, mentre al secondo una forza trionfante derivatagli dal suo esser conforme alla realtà del mondo naturale. Sade si difese pubblicamente sostenendo di essere uno scrittore realista e a suo modo "morale":
Per tutto il XIX secolo e il primo XX secolo influenzò più o meno direttamente romanzieri e poeti, come Gustave Flaubert, Fëdor DostoevskijAnna G. Dostoevskaja, Dostoevskij marito, p. 72, Algernon Swinburne, Arthur Rimbaud e i decadenti (Baudelaire, Barbey d'Aurevilly, Huysmans, WildeCarlo Palumbo, La vita del marchese de Sade, Alberto Peruzzo Editore, ecc.), Victor HugoPatricia Mines, The Role of the Marquis de Sade in the Late Novels of Victor Hugo, Nottingham French Studies, Volume 36 Issue 2, Page 10-23, ISSN 0029-4586 Available Online Mar 2012, Mary ShelleyMario Praz, Introduzione al Frankenstein di M. Shelley, VII-VIII, edizione Rizzoli, Pierre Louÿs, George SandG. Vaccari, Vita scandalosa del Marchese de Sade, 2015, , in particolare il romanzo Lélia, i surrealisti e Guillaume Apollinaire: quest'ultimo lo definì come "lo spirito più libero che sia mai esistito"Barcarola Nº 61–62, pp. 189–190 (rivista letteraria, 2002).. Il caposcuola del surrealismo André Breton lo proclamò "Divin Marchese"Dizionario abbreviado del Surrealismo André Breton, Paul Éluard (Siruela, 2003) in riferimento al "Divin Aretino", il primo autore erotico dell'epoca moderna (XVI secolo). Un'influenza sadiana è rilevante anche in filosofi come Max Stirner, sulla psicoanalisi teorica di Freud, su innumerevoli autori e artisti successivi (ad esempio Pier Paolo Pasolini) e, secondo Georges Bataille e altri studiosi, anche Friedrich Nietzsche potrebbe aver subito l'influenza filosofica di Sade.
Dopo la morte tutti i suoi lavori sono stati inclusi nell'Indice dei libri proibiti della Chiesa cattolica.Fordham University Modern History Sourcebook: Index librorum prohibitorum, 1557-1966 [Index of Prohibited Books] Napoleone Bonaparte in Il Memoriale di Sant'Elena definisce il romanzo sadiano La nuova Justine come "il libro più abominevole generato dalla fantasia più depravata"Sade in Pléyades, tomo II, pag. 360. Il suo nome stesso, d'altra parte, è all'origine del termine sadismo, indicante l'eccitazione sessuale prodotta da atti di crudeltà compiuti su un'altra persona, influenzando il moderno immaginario del sadomasochismo.
Presentazione
Secondo la filosofa francese di matrice femminista Simone de Beauvoir "le anomalie sadiane assumono un loro valore specifico nel momento in cui, invece di considerarle come un qualcosa d'imposto per natura, l'autore si propone d'elaborarle in un sistema col proposito specifico di rivendicarne la bontà". Nel suo saggio intitolato Bruciare Sade? parte da un approccio che lega la personalità di de Sade alla sua opera: egli orientò le sue particolarità psicofisiologiche in direzione di una determinata 'morale alternativa' e plasmò ostinatamente queste sue singolarità fino a concludere col considerarle intime alla condizione umana generale. La questione che si pone è: è possibile senza rinnegare la propria individualità soddisfare le aspirazioni più universali, oppure è solamente attraverso il sacrificio delle 'differenze' che può riuscire l'integrazione dentro la collettività.Beauvoir, Simone de, Faut-il brûler Sade? 7
Secondo lo studio della Beauvoir fin dalla gioventù la sua personalità mostrò una certa predisposizione al cambiamento continuo e alla sperimentazione di nuove situazioni in quanto, nonostante le posizioni di rilievo ricoperte nell'esercito e le occupazioni privata, non era in fin dei conti mai soddisfatto; la precoce frequentazione dei bordelli gli ha poi introiettato il desiderio di scatenare tutte le più inconfessabili fantasie. Per la filosofa, poi "le pratiche sessuali dell'aristocrazia del tempo includevano situazioni molto più imbarazzanti di quelle per cui è stato processato Sade"Beauvoir Faut-il brûler Sade? 9-10.
Ma al di fuori delle mura della sua petit maison Sade s'è sempre caratterizzato come persona dal carattere cordiale e un buon conversatore; i dati conservati circa la sua personalità rivelerebbero allora il comportamento tipico d'un uomo timido, timoroso degli altri e anche della stessa realtà che lo circonda. Si sente, almeno in parte, un isolato e disadattato, ed è ciò che gli ha fatto scegliere l'immaginazione come valvola di sfogo, anche per difendersi dalla realtà sempre più caotica che lo circondava (debiti, questioni d'affari e familiari difficili e problemi con la giustizia): nell'erotismo più sfrenato ha allora l'unico mezzo in cui poter trovare un po' di stabilità.Beauvoir Faut-il brûler Sade? 12
Sade filosofo
Sade si è sempre proclamato un filosofo di professione; Jean DeprunJean Deprun (1923-2006), professore di filosofia all'Università di Parigi I. nel suo articolo introduttivo alle opere del Marchese per la Pléiade, si chiede: "Sade era un filosofo? Risponderei affermativamente, nel senso polemico del termine, non quindi come fratello postumo di Platone o Cartesio, bensì come seguace dell'Illuminismo".Sade, Œuvres, bibliothèque de la Pléiade, 1990, t.1, p. LX-LXIX.
Sade si è sempre presentato come un uomo appartenente al suo tempo ed il suo materialismo procede di fatto dall'illuminismo più radicale: i "saggi" filosofici che alterna alle scene più crude dei suoi romanzi sono per lo più prestiti diretti, a volte anche d'intere pagine, dei pensatori materialisti Paul Henri Thiry d'Holbach, Julien Offray de La Mettrie e Denis Diderot.Tutte le citazioni di Sade sono presenti nelle note dell'edizione delle Opere della "bibliothèque de la Pléiade". Oltre a questi, le principali fonti filosofiche di Sade sono state le opere di Niccolò Machiavelli, Thomas HobbesNeil Schaeffer, The Marquis de Sade: A Life, Harvard University Press, 2000, pag. 71, Mandeville, Jean-Jacques Rousseau, Helvétius, Naigeon, Meslier, Montesquieu e Voltaire; questi ultimi furono conoscenze personali del padre e dello zio abate.Maurice Lever: Marquis de Sade. Europa-Verlag, München 1995, S. 40.
Tuttavia Deprun nota tre principali differenze rispetto ai principi fisico-deontologici dell'illuminismo, primo fra tutti l'assoluto isolamento e solitudine che lo caratterizza (in ciò simile a Rousseau e La Mettrie): Sade è un uomo solo, gli altri essendo per lui nient'altro che prede o, nella migliore delle ipotesi, complici; poi l'intensità dell'espressione libertina, il piacere è completo quando l'atto è il più violento possibile, tutto è buono quando è eccessivo ed esagerato; infine la Natura intesa in maniera del tutto anti-etica, essa "è crudele ed il male è l'unico modo per servirla adeguatamente... bene è seguire l'esempio naturale, il quale ci presenta un numero infinito di omicidi e distruzioni in tutte le forme possibili ed immaginabili". La morte e la distruzione servono per rinnovare costantemente la Natura, pertanto sono un bene.
Sade ha il diritto di definirsi un filosofo, conclude Deprum, rivelando la tendenza più estrema dell'illuminismo: "un figlio naturale, nel doppio senso di illegittimo e non molto somigliante".
Perfino Benedetto Croce, severo critico dei filosofi-artisti e dei libertini come Sade, ha affermato che «il marchese de Sade asserì dure e coraggiose verità, di quelle verità da cui si suol torcere il viso, quasi che in tal modo si riesca ad annullarle».citato in: Carlo Palumbo, La vita del marchese de Sade Alberto Peruzzo Editore. La citazione di Croce è reperibile nel saggio su Baudelaire contenuto in Poesia e Non Poesia. Note sulla letteratura europea del secolo decimonono, Bari, Laterza, 1923, p. 254.
Sade politico Anche se non costruito organicamente, il pensiero di Sade contiene anche, in parte, un'idea politica. Fatto rilasciare dopo lunga prigionia grazie al decreto dell'Assemblea Nazionale Costituente del 13 marzo 1790 che abolisce le lettre de cachetLever, 1994, pág. 327, Du Plessix, 2000, pág. 314., per quasi tre anni partecipa attivamente al processo rivoluzionario: collabora scrivendo vari discorsi, tra cui Idée sur le mode de la sanction des loix e quello letto al funerale di Marat; gli fu assegnato il compito di proporre modifiche sull'organizzazione dell'assistenza pubblica ospedaliera e quello di dare alle strade nuovi nomi, infine viene nominato segretario di sezione.Jaen, 2000, pp. 222–223. Nei suoi scritti politici de Sade condanna il potere, la nobiltà, la religione, lo schiavismo, lo Stato, la morale sessuale e familiare e tutte le consuetudini del suo tempo, esaltando unicamente il libertinismo, proclamandosi repubblicano, individualista e, al tempo stesso, socialista. Spesso è considerato un precursore anche dell'anarco-individualismo. Il pensiero politico di Sade non fornisce un sistema coerente e realistico, limitandosi a essere spesso la trasposizione provocatoria del suo stile di vita e della sua arte. Come delegato di sezione alla Convenzione nazionale fu inizialmente simile, adeguandosi fin troppo al nuovo clima, agli Enragés (l'estrema sinistra non parlamentare), con posizioni libertarie, ma in seguito spaventato dagli esiti del Regime del Terrore (e forse dal troppo moralismo) divenne infatti abbastanza moderato, al punto di dimettersi poiché in contrasto con i giacobini (estrema sinistra parlamentare), e poi con il Direttorio, secondo lui invece troppo moderato in questioni etiche.
Non passa molto dalla nomina a segretario di sezione però che si trova costretto "dalla coscienza" a dimettersi, difatti: "Sono stanco, esausto, ho sputato sangue. La riunione è stata talmente burrascosa che, davvero, non ne posso più. Ieri, tra l'altro, ho dovuto ritirarmi due volte per lasciar il posto al mio vice. Volevano votare un orrore disumano. Mi sono rifiutato, di punto in bianco. Grazie a Dio me ne sono liberato!"Lever, p. 411. L'8 dicembre 1793 viene arrestato, probabilmente perché considerato un 'moderato': viene anche iscritto nelle liste dei futuri ghigliottinati, ma alla fine riesce a sfuggirvi e viene rilasciato in ottobre 1794, dopo il Regime del terrore. Da allora in poi Sade inizia però ad essere attaccato per i suoi romanzi: Aline e Valcour era considerato scandaloso e La Nuova Justine deve essere pubblicata clandestinamente. Utopismo politico sadiano
Il pensiero di Sade si avvicina alla corrente del libertinismo settecentesco: "Tutto è nella Natura", sostiene, quindi una conciliazione tra Eros e Natura. Nel testo Francesi, ancora uno sforzo se volete essere Repubblicani inserito ne La filosofia del boudoir (1795) si oppone al deismo di Maximilien Robespierre e del suo Culto dell'Essere Supremo, ricomparso sotto la forma della teofilantropia, accusandolo così di voler soffocare l'autentica rivoluzione totale, che dev'esser innanzi tutto quella dei costumi, dove i canoni comuni vengono ribaltati. Vengono rivendicati il diritto all'incesto, l'omicidio (ma condannata la pena di morte), il diritto al furto, e al sesso di ogni tipo legalizzato.
Il pensiero