Lo status e il ruolo sociale e civile delle donne in India è stato soggetto a molti cambiamenti nel corso della storia millenaria del subcontinente indiano. Da una quasi totale pari dignità con gli uomini nei tempi antichi, si è passati attraverso i punti più bassi del periodo medioevale.

La storia dei diritti delle donne in India è stata ricca di avvenimenti; nell'India moderna le donne sono riuscite a ricoprire cariche istituzionali importanti, tra cui quella di Presidente della Repubblica, Primo Ministro, Presidente del Lok Sabha, la Camera Bassa del Parlamento, e leader dell'opposizione.

Tuttavia le donne continuano in tutto il Paese a subire violenze sessuali, sfregiamenti con l'acido, uccisioni per accaparrarsi la dote; molte giovani donne vengono costrette a prostituirsi da trafficanti e sfruttatori..

Secondo un sondaggio compiuto dalla Thomson Reuters l'India è il quarto Paese più pericoloso al mondo per le donne, ed il peggiore tra i G20 (paesi industrializzati).

Un importante strato della popolazione femminile indiana continua a vivere in una condizione di discriminazione e di inferiorità rispetto agli uomini.

Excursus storico Vari studiosi ritengono che nell'antica India le donne godessero di pari dignità con gli uomini in tutto, o quasi, gli aspetti principali della vita; alcuni, tuttavia, hanno opinioni contrarie.

Le opere degli antichi grammatici, come Patanjali e Kātyāyana, suggeriscono che le donne erano istruite durante gli anni del periodo vedicoVarttika by Kātyāyana, 125, 2477Comments to Ashtadhyayi 3.3.21 and 4.1.14 by Patanjali, mentre certi versi del Rig Veda indicano che donne erano molto probabilmente libere di scegliersi da sole in età matura i propri maritiR. C. Majumdar and A. D. Pusalker (editors): The history and culture of the Indian people. Volume I, The Vedic age. Bombay: Bharatiya Vidya Bhavan 1951, p.394; infine anche altre scritture sacre come le Upanishad citano vari nomi di donne elencati fra i saggi e i sapienti, in particolare Gargi e Maitreyi.

Secondo gli studi, le donne hanno goduto di pari dignità e diritti per tutto il primo periodo vedico, all'incirca fino al 500 a.C. quando la loro condizione ha cominciato piano ma inesorabilmente a declinare, prima a causa della Smriti ed in seguito con l'invasione islamica da parte di Babur ed infine attraverso l'influenza coloniale cristiano-britannica durante tutto il corso dell'800: tutti questi passaggi storici hanno contribuito a limitare sempre più la libertà e i diritti spettanti alle donne.

Anche se i movimenti riformatori interni alle varie religioni presenti nel subcontinente indiano, come per il Giainismo ad esempio, hanno permesso alle donne d'esser ammesse agli ordini religiosi, in generale le donne devono affrontare ancora molte restrizioni di genere causate dal loro stato di "impurità" (essenzialmente dato dalle mestruazioni): si crede infine che la pratica dei matrimoni forzosi tra bambini sia iniziata verso il VI secolo.

La posizione femminile all'interno della società s'è poi venuta via via ad aggravarsi durante il periodo medioevale quando il rituale funebre del Sati, i matrimoni precoci ed il divieto categorico di risposarsi per le vedove sono divenuti parte della vita sociale in alcuni strati della popolazione. Con la conquista musulmana poi la poligamia divenne pratica ampiamente consolidata, anche tra i governanti della casta guerriera indù.

Pratiche storiche Tradizioni come quelle del Sati, dello Jauhar e del Devadasis in molte comunità sono state definitivamente bandite e risultano essere quindi in gran parte solo un ricordo del passato storico indiano; tuttavia si sono casi isolati che si riscontrano ancora, soprattutto in alcune delle parti più remote del paese. Sati È l'abitudine di immolare la vedova assieme al marito. In pratica la donna viene posta sulla pira funebre del marito e bruciata viva assieme al corpo di lui; anche se l'atto secondo le scritture (il nome deriva dalla prima sposa del Signore Shiva) avrebbe dovuto essere volontario da parte della donna e i testi induisti dell'era attuale - Kali Yuga - la vietano espressamente, per tutto il periodo dell'impero Moghul si è continuato ad eseguirla"A Place at the Multicultural Table: The Development of an American Hinduism" by Prema Kurien, p. 171"The Danger of Gender: Caste, Class and Gender in Contemporary Indian Women's Writing" by Clara Nubile, p.9. Dopo essere stata abolita per legge dagli inglesi nel 1829, dopo l'indipendenza nel 1947 sono stati segnalati in India almeno una quarantina di casi di Sati, uno dei quali nel 1987 in Rajasthan.

Jauhar Si riferisce alla pratica d'immolazione volontaria di mogli e figlie dei guerrieri sconfitti, al fine d'evitar la cattura e le conseguenti possibilità di molestie da parte del nemico; era seguita dalle mogli dei governanti Rajput ed aveva luogo anche durante il dominio islamico"Honour, status & polity" by Pratibha Jain, Saṅgītā Śarmā..

Purdah È la pratica che richiede obbligatoriamente alle donne di coprirsi il corpo dalla testa ai piedi, in modo da giunger a nascondere non solo la propria pelle ma finanche la forma e le fattezze; questo impone restrizioni sulla mobilità, limita il diritto d'interagire liberamente ed è simbolo di subordinazione della donna all'uomo. Durante il governo islamico molte donne indù hanno dovuto portare il Purdah, come frutto della paura d'esser rapite dagli invasori.

Devadasi È una pratica religiosa parzialmente ancora presente in alcune parti del Sud dell'India, in cui alcune giovani donne vengono fatte "sposare" alla divinità di un tempio: il rito è stato ben documentato a partire dal X secolo.

India indipendente

A partire dal 1947, con l'uscita degli inglesi dal paese e la successiva separazione dal Pakistan, l'India divenne indipendente: la costituzione redatta nel 1950 concede ed assicura alla popolazione femminile di poter partecipare liberamente in settori quali l'istruzione, lo sport, la politica, i media, l'arte e la cultura, oltre che impiegarsi nei servizi e gli ambiti scientifici e tecnologici.

Il 24 gennaio 1966 Indira Gandhi diventa la prima donna a diventare Prima Ministra; in totale ricoprirà tale carica per un periodo complessivo di 15 anni (dal 1966-77 e dal 1980-84); è stata la donna che più a lungo nel mondo ha tenuto per sé la carica di capo del governo.

La Costituzione garantisce a tutte le donne l'uguaglianza (art.14), nessuna discriminazione da parte dello stato (art.15), parità di opportunità (art.16) e parità di retribuzione a parità di lavoro (art.39); contiene inoltre disposizioni speciali da mettere in atto a favore di donne e bambini, la rinuncia totale a pratiche sprezzanti per la dignità umana (art.51) e contiene infine disposizioni che debbon esser effettuate per garantire giuste e umane condizioni di lavoro e di aiuto alla maternità (art.42).

L'attivismo femminista in India ha guadagnato slancio alla fine degli anni '70. Uno dei primi casi a livello nazionale che ha riunito gruppi di femministe è stato il caso riguardante uno stupro a Mathura; l'assoluzione dei poliziotti accusati di aver violentato ripetutamente una ragazza all'interno di una stazione di polizia ha portato delle vibrate proteste in tutto il paese tra il 1979-80.

Queste, ampiamente riportate e seguite dai media nazionali costrinsero il governo a modificare il codice di procedura penale creando il nuovo reato di "stupro sotto custodia".

Le attiviste si sono unite anche su questioni come l'infanticidio femminile, i pregiudizi di genere, la salute e l'alfabetizzazione delle donne.

Dal momento che l'alcolismo è spesso associato alla violenza contro le donne in India, molti gruppi di femministe hanno lanciato campagne contro la distribuzione di alcolici in Andhra Pradesh, Himachal Pradesh, Haryana, Orissa, Madhya Pradesh e anche in altri stati della federazione. Gruppi di musulmane indiane hanno cominciato a mettere in dubbio l'interpretazione dei diritti delle donne ai sensi della Sharia e di altre disposizioni legali fondamentali, criticando il sistema del divorzio islamico (Talaq)

Il 2001 è stato dichiarato dal governo indiano anno dell'empowerment della donna (Swashakti), nello stesso anno viene approvata una politica nazionale a favore della componente femminile della società.

Nell'Uttar Pradesh un gruppo di donne attiviste, guidate da Sampat Pal Devi, ha fondato la Gulabi Gang. Il gruppo si è organizzato come risposta ai diffusi abusi domestici e altre violenze degli uomini ed è composto da donne tra i diciotto e i sessant'anni. Il 2 marzo 2014 Sampat Pal Devi è stata rimossa dal suo ruolo per scorrettezze nell'uso del denaro del gruppo.

Nel 2006 il caso di Imrana, una giovane musulmana vittima di violenza sessuale è stato evidenziato dai media; violentata dal patrigno, a seguito del pronunciamento di alcuni religiosi che affermavano avrebbe dovuto a quel punto sposare l'uomo si sono verificate diffuse proteste: infine il patrigno è stato condannato a 10 anni di carcere ed il verdetto è stato accolto con soddisfazione da molti gruppi di donne associate al "All India Muslim Personal Law".

Nel 2010 è stata discussa la proposta di riservare il 33% dei seggi del Rajya Sabha e di tutti gli organi legislativi statali alle donne.

Istruzione e sviluppo economico Secondo i dati forniti nel 1992-3 solamente il 9,2% delle famiglie in India era a conduzione femminile; tuttavia circa il 35% delle famiglie al di sotto della soglia minima di povertà erano guidate da donne.

Educazione Anche se in costante e graduale aumento, il tasso di alfabetizzazione femminile in India è ancora inferiore a quello maschileSingh, S. (2007). Schooling Girls and the Gender and Development Paradigm: Quest for an Appropriate Framework for Women's Education. Journal of Interdisciplinary Social Sciences, 2(3), 1-12., molte meno femmine che maschi vengono iscritti alle scuole, ed il tasso di abbandono femminile è sempre molto alto; solo nei grandi centri urbani le ragazze si trovano quasi alla pari con i maschi in termini d'istruzione.

Secondo alcuni dati del 1997 solamente gli stati del Kerala e Mizoram si stanno avvicinando all'alfabetizzazione femminile universale; secondo gli studiosi il fattore principale dietro il miglioramento della condizione sociale ed economica delle donne in Kerala è propriamente l'alfabetizzazione.

Secondo un rapporto del 1998 i principali ostacoli all'istruzione femminile in India sono le strutture scolastiche inadeguate (ad esempio carenza o mancanza completa di servizi sanitari), la scarsità d'insegnanti donne e le discriminazioni di genere nel curriculum (gl'individui femminili vengono dipinti come deboli e indifesi).

Partecipazione alla forza lavoro Contrariamente alla percezione comune, una gran percentuale di donne lavorano in India; le agenzie nazionali di raccolta dati accettano il fatto che le statistiche sottostimino anche di molto il contributo delle donne come lavoratrici.

Nelle regioni più urbanizzate del paese le donne partecipano con numeri molto alti; nel settore del software ad esempio il 30% del totale degli impiegati sono donne, godendo di pari dignità coi loro colleghi maschi sia in termini di salari che di ruoliSingh, S., & Hoge, G. (2010). Debating Outcomes for ‘Working’ Women – Illustration from India, The Journal of Poverty, 14 (2), 197-215.

Tuttavia, complessivamente vi sono ancora molto meno donne che uomini nella forza lavoro retribuita.

Nell'India rurale, nel settore agricolo e industriale collegato le donne rappresentano l'89,5% della forza lavoro; nella produzione agricola complessiva il contributo medio delle donne è stimato dal 55 al 66% del totale.

Secondo un rapporto della Banca Mondiale del 1991, le donne rappresentavano il 94% del totale degli occupati nel settore caseario-lattiero ed il 51% del totale degli occupati nelle piccole e medie imprese agricole.

I crimini contro le donne