È il continuatore, dopo Gaetano Zompini, della tradizione settecentesca nella storia del disegno popolare a Venezia. Biografia Nascita e infanzia a Venezia Nasce a Venezia il 23 ottobre 1938 ma non è di origine veneziana (il padre di Samatzai in Sardegna e la madre di Grotte di Castro nel Lazio). Vive da sempre a Venezia in parrocchia di San Francesco della Vigna. Sin da fanciullo è portato al disegno, dilettandosi a riprendere come può dal vero o seguendo la fantasia. Incontro con l'Umbria Nel 1951, e così nei due anni successivi, trascorre le vacanze scolastiche su un colle a ovest di Todi, ospite del duecentesco Convento di Montesanto, nel collegio di cui è rettore un cugino materno dell'Ordine dei frati minori. Ha così modo di cominciare a conoscere i luoghi e l'arte dell'Umbria con particolare riguardo all'ambito francescano e agli incisori operanti in questa regione e nelle vicine Marche; soprattutto Diego Donati,Diego Donati (Grotte di Castro, 5 dicembre 1910 – Santa Maria degli Angeli, 3 ottobre 2002) è stato uno xilografo e acquafortista italiano. Era dell'Ordine dei frati minori ed è stato allievo di Bruno da Osimo. compaesano della madre, e Bruno da Osimo. È istintivamente attratto dalla Xilografia. In Umbria conosce anche Marino Bigaroni,Marino Bigaroni (Izzalini, 27 marzo 1919 - Assisi 4 aprile 2016) è stato un francescanista, ricercatore, saggista e storico italiano dell'Ordine dei frati minori; collaboratore delle Fonti francescane. Nel 1975 curò per primo l'edizione integrale della "Leggenda perugina" intitolandola Compilatio assisiensis. Rinvenne la cassa mortuaria in cui fu deposta la salma di San Francesco d'Assisi. Porta il suo nome una sala del Museo d'Arte Contemporanea "P.Felice Rossetti" di Santa Maria degli Angeli. che sempre lo seguirà negli anni futuri.

Volontà di autodidatta Nel 1952 la famiglia, di assai modesta condizione, lo avvia al conseguimento di un diploma in un Istituto Tecnico, ma egli continua contemporaneamente a coltivare la grafica con rigoroso metodo autodidattico.

Incisioni La tecnica che adotta per l'incisione è la Linoleografia in bianco e nero.

Tematica Dal 1968, dopo una breve fase iniziale in cui il critico e storico dell'arte Paolo Rizzi rileva «una vena simbolista che trova curiosi effetti decorativi», sviluppa attraverso la Linoleografia la tematica che lo caratterizza: l'aspetto vedutistico e umano di "Venezia", patrimonio della cultura mondiale.

Fra gli incisori d'Italia Sempre nel 1968, Luigi Servolini,un grande maestro dell'arte incisoria (Livorno 1906-1981) lo accoglie nell'Associazione "Incisori d'Italia" I.D.IT.Associazione "Incisori d'Italia" I.D.IT. ideata prima della seconda Guerra Mondiale e fondata ufficialmente con un proprio statuto da Carlo Carrà (primo Presidente), Luigi Servolini (Segretario Generale), Luigi Bartolini e altri artisti. Ne è stato Presidente dal 1967 Marc Chagall. mettendone in evidenza l'impegno di autodidatta che «si è abituato a vedere con coscienza e con soddisfazione le cose belle ed a ritrarle con i mezzi legittimi aventi a loro numero uno la padronanza del disegno»..

Prima mostra Nel 1969 espone le incisioni a Venezia con la sua prima mostra personale nel Centro per lo Sviluppo Sociale e Culturale di Castello (sestiere di Venezia).

Rassegne e mostre collettive Partecipa in varie città d'Italia a rassegne e mostre collettive di incisioni, tra cui nel 1968 la "Prima Mostra Premio Internazionale incisione contemporanea «Bulino d'Oro»" sotto il patronato di Marc Chagall a Livorno nella Galleria La Lobronica. Nel 1969, sempre sotto il patronato di Marc Chagall, la "Sesta Mostra Premio Nazionale giovani incisori d'Italia" a Genova nella Galleria del Centro Artistico Gioventù Italiana. Ancora nel 1969 la "Quarta Mostra Internazionale d'arte contemporanea «Città del Sole» a Roma nel Palazzo delle Esposizioni; la"Mostra Internazionale di grafica" a Osimo nella Galleria Corsoquarantanove e la "Quarta Mostra Mercato Internazionale della piccola opera d'arte" a Iglesias (Italia) nella Galleria del Gruppo Artistico Sardes.

Servolini nota come sia «andato gradatamente affinandosi al gusto della vita popolare veneziana, trovando in essa tutti quegli spunti poetici che continuamente ricorrono nelle sue opere» e in che maniera «con animo e con sensibilità specialissime egli riesce a cogliere gli atteggiamenti delle figure umane che in essa si muovono come in un palcoscenico [...] e sono anche quelle che da tutto il mondo vanno a Venezia»..

Paolo Rizzi osserva che queste figure «portano in sé una filosofia della vita che appare nelle battute, negli atteggiamenti, nell'ammiccare degli occhi, in quell'aria rassegnata ed ironica assieme. Un ritratto intimo della città». Una rappresentazione che nasce dall'entrare «all'interno dell'animus popolare come faceva Goldoni, come ha fatto lo stesso Giacinto Gallina».Paolo Rizzi, Il mondo "a la roversa", in . E nei volti, sottolineerà Ulderico Bernardi, la «caratteristica costante è un sorriso sfumato», un invito alla speranza.Paolo Rizzi, Il mondo "a la roversa", in .

Nel 1973 espone alla "Quinta Biennale dell'incisione contemporanea in Italia" a Taranto nella Galleria A.R.Cassano dell'E.P.T. Dal 1971 al 2016, invitato dalla Galleria San Vidal di Venezia, partecipa a quarantacinque rassegne della "Fiera del quadro" che, ai lavori che le vengono annualmente presentati, unisce anche opere di Felice Carena, Filippo de Pisis, Virgilio Guidi, Riccardo Licata, Bruno Saetti e altri.

Altre personali Nel 1971 realizza a Venezia, nella Galleria San Vidal, la seconda Personale con linoleografie in bianco e nero. Nel 1972 e 1974 a Venezia, nella Galleria San Vidal, la terza e la quarta Personale esponendo linoleografie stampate non più in bianco e nero, ma con inchiostro tipografico marrone, totalmente dedicate all'aspetto umano della sua città, quello da cui mai si distaccherà e in un orizzonte sempre più ampio.

Disegni Il desiderio di ovviare alla laboriosità della tecnica incisoria per poter così dedicare maggior tempo all'elaborazione di idee, immagini e ricerche, fermo restando l'amore per la linoleografia, lo conduce a proseguire il suo progetto artistico attraverso il disegno. Paolo Rizzi osserva che «il disegno di Valma è qualcosa di tutto suo: non subisce influssi, non ha addentellati culturali».Paolo Rizzi, Prolusione del 1º novembre 2002 - Desiderar Venezia, in .

Passaggio a nuova tecnica Dal 1975, con sensibilità e singolarità stilistica,Paolo Rizzi, Prolusione del 1º novembre 2002 - Desiderar Venezia, in . porta la sua tematica a piena manifestazione e compimento mediante il disegno a penna con inchiostro di china nero e ombreggiature a pennello con inchiostro di china seppia diluito; tecnica che rimarrà costante.

Continuano le mostre personali Dal 1976 al 2002 altre quattordici mostre personali alla Galleria San VidalÈ la Galleria del Centro d'Arte San Vidal, che è un'emanazione della sezione veneziana dell'U.C.A.I. (Unione Cattolica Artisti Italiani con sede nazionale a Roma); sezione fondata nel 1949 da Felice Carena che ne fu il primo Presidente. Vi hanno esposto fra gli altri, oltre a Carena, Pietro Annigoni, Remo Brindisi, Filippo de Pisis, Virgilio Guidi, Georges Rouault e Pio Semeghini. con scadenza biennale.

Dal 2005 al 2016 la Galleria San Vidal allestice altre quattro esposizioni a completamento della raccolta ordinata dei disegni, costituenti attualmente un corpo di 783 opere. Rappresentano un recupero culturale della vita veneziana nella sua autenticità, fissandone nella memoria tradizioni, mestieri, fatiche e momenti di quotidianità che vanno scomparendo o sono già passati.. Sono concepiti sempre «nell'angolazione dei pauperi, della gente comune. In ciò sta soprattutto l'affinità con il grande (e misconosciuto) repertorio delle stampe popolari antiche».Ulderico Bernardi, (Oderzo 1937 - Treviso 2021), profondo sociologo, Prefazione. Il volto di una speranza, in . Giuseppe GoisisGiuseppe Goisis (Venezia, 1944_2023) è stato docente universitario di Filosofia Politica all'Università Ca' Foscari, Venezia; saggista e conferenziere in ambito filosofico, storico e politico. sottolinea «l'attualità, davvero bruciante, della riconsiderazione, e anche pratica riproposizione di questi antichi mestieri; nella discussione contemporanea essi vengono spesso annoverati come beni comuni immateriali non meno preziosi di beni materiali giudicati, un tempo, più concreti e afferrabili»..

Il sacro e il surreale C'è in molti fogli la dimensione del sacro, «la nostalgia d'un tempo perduto ma recuperabile con la fede».. Ma una nostalgia non infeconda, «bensì un sobrio rimpianto, venato da quell'umiltà, pervasa dallo spirito francescano, che sembra fatta apposta per confondere la presunzione e l'arroganza, che circolano in maniera tanto abbondante nel nostro tempo, un tempo in cui non solo le preziose fontanelle di Venezia sembrano inaridite».Giuseppe Goisis, Valma, il viaggiatore incantato, in . Per Giuseppe Goisis «emerge quasi un libro-mondo che racchiude, nella sua rete visuale e interpretativa, pressoché l'intero orizzonte di Venezia».Giuseppe Goisis, Valma, il viaggiatore incantato, in . Poiché in esso il reale «possiede un assetto così solido, proprio per questo il surreale, lo stesso soprannaturale possono irrompere in modo così plausibile e persuasivo».Giuseppe Goisis, Valma, il viaggiatore incantato, in .

Raffronto di epoche Nel 1994 Leopoldo Pietragnoli afferma che «ci sono due libri che documentano mestieri e modi di vivere in epoche diverse: le "Arti che vanno per via" di Gaetano Zompini della seconda metà del Settecento (i tempi del Goldoni) e la "Venezia com'era" di Francesco Valma».Leopoldo Pietragnoli, (Venezia 1939 - 2021) firma storica del giornalismo veneziano, Conferenza tenuta il 15 marzo 1994 a Venezia nella Scuola Grande di San Fantin (Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti) in Venezia, in occasione del Bicentenario Goldoniano, p. 6.

Altre mostre collettive Nel 1981 partecipa a Venezia alla 66ª Mostra collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa.

Nel 2005 una sua opera della Collezione Generali (Assicurazioni Generali) è presente nell'esposizione "Venezia e la gondola nell'arte grafica contemporanea" a cura del Ministro delle Attività Produttive nel Chaoyang a Pechino (Cina).

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