Questa pagina tratta la storia dell'Unione Sportiva Savoia 1908 dal 1908 al terzo millennio.

Storia

1908 - La fondazione Il gioco del calcio, a Torre Annunziata fece la sua comparsa sulle banchine del porto cittadino. Furono per primi i marinai della Canopic nave della compagnia inglese Cunard Line,. i pionieri del calcio torrese, agli albori del XX secolo. La prima società sportiva fu la Torrese fondata nel 1906 dal maestro d'armi e di ginnastica,. Carlo Conte. Siccome in molti comuni del circondario napoletano erano sorti nei primissimi anni del Novecento, i primi club sportivi dediti alla nuova moda del calcio, a Torre Annunziata un gruppo di industriali dei locali molini e pastifici, fondò lUnione Sportiva Savoia. L'incontro tra i soci avvenne nei locali del cinema-teatro Savoia di Torre Annunziata. L'origine del nome non è nota. Una prima ipotesi è l'incitamento dei soldati sabaudi Avanti Savoia, di cui i soci fondatori avevano fatto parte e combattuto per la Casa Reale.. Un'altra ipotesi, è un omaggio alla casata regnante. L'ultima, il nome è quello del locale dove è avvenuta la fondazione. Il colore sociale fu il bianco, lo stesso della materia prima utilizzata dai fondatori nelle loro industrie: la farina. Questi i nomi dei pionieri dell'Unione Sportiva Savoia:Ciro Ilardi (sarà anche il primo presidente), Michele Di Paola, Andrea Bonifacio, Renato Zurlo, Mario De Gennaro, Salvatore Jovine, Luciano Saporito, Italo Moretti, Gennaro Fiore, Willy Fornari (sarà il primo allenatore)., Ciccio Carlucci, Alberto Saporetti, Leonida Bertone e Giovanni Calabrese.

Dagli albori agli anni venti

Dopo alcuni anni dedicati a podismo e ciclismo, l'Unione Sportiva Savoia nel 1915 si affiliò alla FIGC. Nonostante l'Italia fosse in guerra, l'attività della società non si fermò e il 21 novembre 1915, a Napoli, sul ”Campo Marte”,. giocò la sua prima partita, un'amichevole contro il Vito Fornari, che finì 0-0. Questo il primo undici sceso in campo nella storia biancoscudata: Cozzolino, Bernando, De Meo, Caputo, Cristiano I, Ambiguo, Buonamano, Cristiano II, Grimaldi, Ronconi, Guarino.

Il 1916 iniziò con quattro amichevoli, tre contro il Naples e una contro il Puteoli. Dal 9 aprile al 16 maggio partecipò al primo torneo ufficiale, la Coppa Internazionale, giocata in Campania, un girone di cinque squadre composto da Naples, Puteoli, Bagnolese, Internazionale e appunto U.S. Savoia. In partite di sola andata, terminò al terzo posto, con tre punti in quattro gare. Tra l'ottobre 1916 e il marzo 1917 giocò altre sei amichevoli tra cui un derby contro la Torrese vinto per 2-1, ed uno contro la Stabiese vinto per 3-0 a Castellammare di Stabia. In questo periodo vinse anche il campionato Campano di terza categoria battendo in finale, andata e ritorno, il Cantù Napoli, per 3-2 e 6-1..

Finita la prima guerra mondiale, nel maggio del 1919, partecipò al Trofeo Corriere di Napoli, ritirandosi però dalla competizione a due gare dal termine. Il 3 novembre 1919 perse lo spareggio per l'ammissione alla Prima Categoria, contro la Pro Caserta,. quindi il primo campionato ufficiale a cui partecipò è quello di Promozione 1919-1920, all'epoca il secondo livello del calcio italiano. Terminò il campionato al terzo posto del girone B del raggruppamento Campano. Colse le uniche due vittorie del campionato nei derby stracittadini contro la Pro Italia, squadra torrese fondata nel 1913, ma per l'allargamento dei quadri viene comunque ammesso alla Prima Categoria.

Il Lustro d'oro

Il primo quinquennio degli anni venti, sarà per il Savoia quello che resterà nella leggenda del club. Partecipò consecutivamente, per un lustro appunto, a cinque campionati nella massima divisione calcistica nazionale.., riuscendo ad arrampicarsi fin quasi alla conquista dello scudetto nel 1924... Il 13 giugno 1920, fu inaugurato il Campo Oncino, contro la partita persa per 1-0.. Nello stesso periodo il Savoia assorbì la Pro Italia, e grazie anche all'allargamento dei quadri da parte della Federazione, venne ammesso alla Prima Categoria 1920-1921 sfumata appena un anno prima.

Nel girone Campano, vinto dalla Puteolana, terminò terzo con cinque punti in sei incontri. Nella seconda metà del 1920 giocò anche otto amichevoli, tra cui una con la Fortitudo, antesignana dell'odierna Roma, e vinse la Coppa Giordano battendo in finale la 2-1..

Nel 1921 il Savoia partecipò al campionato di Prima Divisione organizzato dalla CCI, a cui partecipavano i club più forti della Penisola.. Terminò il girone Campano al secondo posto alle spalle dei Diavoli Rossi della Puteolana. La squadra mise a segno la bellezza di trentacinque reti in nove partite disputate, tra cui una vittoria per 0-8 in trasferta contro la Bagnolese. Goleador del girone fu Giulio Bobbio con quindici reti.. Il 1922 fu l'anno della riconciliazione tra FIGC e CCI.. Al via il Savoia presentava in rosa alcune stelle della fallita Puteolana, tra cui Cassese. Stravinse il girone Campano, lasciando un solo punto sul campo dell'Internaples, laureandosi per la prima volta nella sua storia Campione Campano. Nelle semifinali di Lega Sud, nel girone A, terminò al primo posto con 10 punti in sei partite, davanti ad Alba Roma ed Anconitana. Nella doppia finale di Lega Sud venne eliminato dalla Lazio, pareggiando a Torre Annunziata per 3-3 e venendo sconfitta per 4-1 a Roma, con tripletta di Fulvio Bernardini per i romani. Durante questo campionato si svolsero anche alcune amichevoli di lusso contro Pro Vercelli, Bologna e Ute Budapest.

All'inizio della stagione 1923-1924, vi fu alla presidenza il passaggio di consegne tra Pasquale Fabbrocino e Teodoro Voiello, industriale torrese del pastificio omonimo.. Per il secondo anno consecutivo, il Savoia dominò nel girone campano, composto da sei squadre, lasciando un solo punto sul campo della Stabiese, con ventuno gol all'attivo e solo due al passivo e sette punti di distacco sulla seconda Internaples.., confermandosi campione campano. Nelle semifinali di Lega Sud, in un girone composto da Lazio, Ideale Bari e Anconitana, il Savoia finì primo, con un punto di vantaggio sui laziali.. Fondamentale la rete realizzata all'87º da Nicola Cassese a Roma che sancì il pareggio definitivo per 2-2. Nelle finali di Lega Sud, il Savoia affrontò l'Alba Roma. In casa finì 2-0 con doppietta di Giulio Bobbio, mentre in trasferta ad avere la meglio furono i romani (1-0). Poiché a parità di punti in classifica (due punti a testa) non contava la differenza reti (favorevole al Savoia, avendo segnato nel duplice confronto due gol contro uno dell'Alba) fu necessaria una bella in campo neutro: tuttavia, sul neutro di Livorno si presentò solo il Savoia, ed il giudice sportivo assegnò ai bianchi la vittoria a tavolino per 2-0. Il Savoia venne così proclamato Campione dell'Italia Centromeridionale, unico titolo ad oggi nella bacheca dei biancoscudati, ottenendo l'onore di affrontare il Genoa nella finale nazionale per l'assegnazione dello scudetto.

Vicecampioni d'Italia

Fino a quell'anno i Campioni dell'Italia Centromeridionale avevano sempre perso contro le squadre settentrionali..... Puntualmente, ciò si verificò anche nella partita di andata tra Genoa e Savoia, disputatasi a Genova il 31 agosto 1924. Il punteggio finale fu di 3-1 per i rossoblù.

L'incontro di ritorno si disputò al Campo Oncino di Torre Annunziata il 7 settembre 1924. Qui il fu accolto tra l'entusiasmo generale dei tifosi, e furono ricevuti anche dal Sindaco Francesco Galli de' Tommasi.. Tutto si decise nel secondo tempo, quando Moruzzi realizzò un gol fantasma su una corta respinta di Visciano dopo un tiro dalla distanza di Catto. Passati appena due minuti, arrivò il pari dei biancoscudati con Mombelli, che su passaggio di Bobbio fulminò il portiere della Nazionale. De Prà. Il Savoia finì l'incontro all'attacco alla ricerca della vittoria, che avrebbe dato la bella in campo neutro ai bianchi. Con questo risultato il Savoia entrò nella storia del calcio italiano, in quanto fu la prima squadra dell'Italia centromeridionale a terminare invitta con una squadra dell'Italia settentrionale. In seguito, l'arbitro del match Augusto Rangone riconobbe che la rete di Moruzzi non andava convalidata e che l'aveva concessa soltanto perché non riteneva il Savoia capace di costringere il Genoa allo spareggio.SoloSavoia.it – Il grande Savoia.

Ecco il tabellino dei due incontri di finale:.Campionato Italiano 1923-24.

Seconda metà degli anni venti

Nel campionato del 1924-1925, il Savoia vinse ancora una volta il girone campano, confermandosi per il terzo anno consecutivo campione campano, ma venne eliminato nel girone semifinale di Lega Sud, vinto dall'Anconitana..

Nel 1926, problemi finanziari costrinsero il Presidente Voiello a lasciare le redini della società, che sospese l'attività agonistica nazionale.. Rifondata il 20 maggio 1926 da alcuni benestanti torresi, con a capo ancora il Presidente Voiello, la società prese parte al campionato di Seconda Divisione, divenuta nel frattempo il terzo livello nazionale, per le riforme del calcio italiano, che porteranno alla creazione di lì a poco del girone unico. Dopo aver vinto il girone campano, arrivò primo a pari merito con il Terni. Perse lo spareggio di Roma del 17 luglio 1927 per 1-0., ma venne promosso ugualmente in Prima Divisione dal Direttorio Divisioni Superiori, per meriti sportivi, in seguito all'allargamento dei quadri societari.. L'inaspettata promozione, aggravò la già precaria situazione finanziaria dei bianchi, in quanto la società dovette affrontare trasferte più lunghe, Firenze, Bari, Foggia e Taranto, cioè l'élite del calcio centro-meridionale d'allora. Alla presidenza c'era il duo Fabbrocino-De Nicola, che per allestire una rosa competitiva, richiamarono Giulio Bobbio, che nella stagione precedente aveva giocato nel Napoli. Ma, nonostante tutto, poté fare poco per mantenere a galla il vessillo biancoscudato. Quella fu la sua ultima stagione a Torre Annunziata in cui segnò cinque gol in tre partite, per un totale in maglia bianca di quarantasette gol, primato tuttora imbattuto.

A seguito dei fatti dell'11 dicembre 1927, tentativo di combine nella gara interna giocata contro la , la FIGC comminò al Savoia 4 500 lire di multa che portarono al fallimento della società.. Nel 1928-1929 la società disputò solo qualche amichevole a carattere locale.

Gli anni trenta

Nel primo anno dell'istituzione del girone unico, a seguito della riforma dei quadri, il Savoia partecipò al campionato di Terza Divisione Campana, quinto ed ultimo livello del calcio italiano, centrando subito la promozione in Seconda Divisione Campana, divenendo per la quarta volta campione campano, e sarà ripescato addirittura in Prima Divisione dalla FIGC per meriti sportivi.. La prima stagione in terza serie fu però disastrosa per la società oplontina che arrivò ultima nel girone E, evitando la retrocessione in Seconda Divisione solo per allargamento del campionato. Nel campionato 1931-1932 invece il club sfiorò l'accesso ai gironi finali arrivando terzo nel girone F dietro solo a e Messina.

Dopo altri due buoni campionati (terzo nel 1932-1933 e quinto nel 1933-1934) il Savoia nella stagione 1934-1935 arrivò sesto nel girone H a pari merito con la Bagnolese. Con la riforma dei campionati voluta dalla FIGC e la costituzione della Serie C a partire dalla stagione 1935-1936, le prime sei classificate sarebbero state ammesse al nuovo campionato. Fu dunque necessario uno spareggio tra le due formazioni campane che fu vinto dalla Bagnolese per 2-1. Il Savoia venne poi ripescato dalla FIGC in C dove arrivò nono. Ma durante l'estate la squadra fallì, e nel 1936-1937 assunse la denominazione di A.C. Torre Annunziata, partecipando al campionato di Prima Divisione-Direttorio XIII-zona Campania..