Querolus sive Aulularia, il cui titolo in italiano è traducibile come Il piagnone o La commedia della pentola, è una palliata scritta tra la fine del IV secolo e l'inizio del V da un autore ignoto, probabilmente nella cerchia di conoscenze di Rutilio Namaziano. L'opera è una sorta di continuazione, con aspetti del tutto differenti, dell'Aulularia di Tito Maccio Plauto.

Trama Il vecchio Euclione (L'avaro già presente nella commedia Aulularia di Plauto), morente in terra straniera, confida a Mandrogero che ha nascosto, nella sua casa, un tesoro, e lo prega di informare di ciò il figlio Querulo; in cambio Mandrogero sarà suo coerede. Mandrigero si introduce in casa di Querulo con due lestofanti fingendosi un mago che può liberarlo dalla sfortuna; una volta dentro Mandrogero ruba il tesoro ma, aperta la cassa, si rende conto che al suo interno si trova solo un'urna funeraria. Convinto di essere stato ingannato da Euclione, per vendetta getta l'urna dalla finestra. L'urna si rompe e ne esce così l'oro che tutti vedono. Mandrogero corre così da Querulo reclamando dunque la sua parte di eredità, ma Querulo gli rinfaccia il tentato furto e la faccenda finisce così dinanzi ad un arbitro. Al termine del processo è stabilito che tutto l'oro vada a Querulo alla condizione che quest'ultimo mantenga Mandrogero come parassita.

Bibliografia I. Lana, Analisi del «Querolus». Corso di letteratura latina, Torino, G. Giappichelli, 1979. A. Masera, Querolus sive Aulularia. La nuova cronologia e il suo autore, Firenze, Le lettere, 1991. Gian Biagio Conte, Letteratura latina. Le Monnier Nuova edizione, Milano, 1992.

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