I pescatori con la rete () è un dramma satiresco di cui abbiamo due lunghi frammenti, scritto dal tragediografo greco Eschilo.
Trama L'opera, di cui ci sono pervenuti alcuni frammenti papiracei per un totale di un centinaio di versi, si apre con alcuni pescatori di Serifo, capeggiati da Ditti e aiutati dal coro dei satiri, che si accingono a tirar su le reti, rimaste impigliate in qualcosa di grande e pesante; pensando di aver preso un grande pesce, ringraziano Poseidone del dono ricevuto.
Grande il loro stupore quando nella rete trovano l'arca dove sono stati rinchiusi Danae e Perseo.Eschilo-Sofocle-Euripide, Drammi satireschi, a cura di O. Pozzoli, Milano 2004, pp. 91-102.
In un altro frustulo papiraceo, i satiri, accorsi all'invocazione di aiuto dei pescatori, aprono la cassa e scoprono dentro la bella Danae con il piccolo Perseo. Allontanatosi Ditti - probabilmente corso a informare il fratello, il re di Serifo Polidette, non dopo aver rimproverato Sileno, che infatti lo maledice - Sileno cerca di sedurre una disperata Danae mostrandole come il bambino rida alla vista dei suoi attributi di satiro:
Interessante, nel papiro, dopo il verso 802, l'indicazione "poppismòs", una vera e propria didascalia che impone al corifeo di schioccare le labbra: si tratta dell'unica didascalia esterna del teatro greco a noi nota.
Note
Bibliografia M. Guardo, Note critico-testuali ai Δικτυουλκοί (fr. 47a R.), in "Giornale Filologico Ferrarese", 12 (1989), pp. 17–18. Eschilo-Sofocle-Euripide, Drammi satireschi, a cura di O. Pozzoli, Milano 2004, pp. 91–102.