Con l'espressione guerra civile di Siracusa si ci riferisce ad un conflitto bellico tra le forze politiche oligarchiche e democratiche della pentapolis aretusea, le quali incominciarono a scontrarsi già a partire dai primi anni dopo la morte del corinzio Timoleonte e in maniera ancora maggiore dopo la morte di Alessandro Magno (non è possibile precisare un anno di inizio: all'incirca tra il 332 a.C. e il 323 a.C.); la loro rivalità sfociò in confische ed esilii, fino a giungere a veri e propri eccidi di massa. La sua fase più cruenta si ebbe sotto l'anno 316 a.C., quando il capofazione dei democratici, Agatocle (già nominato «custode della pace» per le fortezze dell'interno), usurpò il potere e si fece proclamare stratego autocratore; fu il principio del suo longevo e influente governo...

La salita al governo da parte di Agatocle comportò la fine della prima parte di questa guerra - la parte che coinvolse maggiormente il tessuto urbano della pentapolis -, la quale era però destinata a continuare per lunghi anni ancora. Il potere del dinasta Agatocle (futuro basileus), dal 316 a.C. in avanti, fu infatti ostacolato dalla fazione sconfitta ed esiliata dell'oligarchia che continuò a scontrarsi con le forze agatoclee in numerose battaglie nelle varie città della Sicilia, arrivando a coinvolgere nel conflitto in maniera accesa, e assolutamente diretta, la stessa Cartagine (da questa guerra nacquero infatti i presupposti per la spedizione siracusana in Africa del 310 a.C.), la quale dopo essersi schierata in un primo momento con i radical-democratici, passò successivamente con gli oligarchici, contrastando anch'essa il potere di Agatocle. Tale guerra civile trovò infine termine con la resa definitiva degli esuli appartenenti all'oligarchia, nel 304 a.C.

Antefatti Agatocle nell'esercito di Damante La Sicilia di Timoleonte si mantenne tranquilla dopo la cacciata dei tiranni e rimase in questo stato di serenità, reale o apparente, per diversi anni. Quando però il corinzio morì la situazione apparve subito meno calma di prima.

Le cronache scritte non ci narrano la data precisa di quando scoppiarono i tumulti nella varie poleis, però ci narrano le cause che le provocarono, ovvero la discordia sociopolitica scaturita dalla incapacità di collaborazione e bramosia di potere che inevitabilmente portarono allo scontro.

Non è chiaro cosa fece la Sicilia in quei primi anni senza l'ormai affezionata figura del Timoleonte ecista e consigliere. Da alcuni sporadici documenti sappiamo che Siracusa intraprese una guerra contro Agrigento, ma non ci vengono spiegate le ragioni di tale conflitto.

Durante questo avvenimento bellico, di cui si ignora la precisa data, venne scelto come comandante dell'esercito siracusano Damante. Egli a sua volta per sostituire uno degli ufficiali che era morto, scelse al suo posto Agatocle, suo allievo prediletto. L'ambizioso giovane, essendo molto rinomato tra i soldati per la sua robustezza e veemenza fisica, non ebbe alcun problema a farsi accettare quale nuovo ufficiale di alto grado.

Nell'esercito di Damante ebbe una vittoria dopo l'altra, acquistando fama e gloria. Si esponeva al pericolo e faceva discorsi arditi al popolo.. In seguito Damante si ammalò e morì, Agatocle ne sposò la vedova di lui, una donna che si era anch'ella invaghita della bellezza di questo giovane, e con questo matrimonio Agatocle ereditò le fortune economiche di Damante e divenne così uno dei cittadini più ricchi e influenti di Siracusa.

La guerra dei Bruzi e di Crotone Sosistrato ed Eraclide Le idee timoleontee si erano diffuse anche nella Magna Grecia; l'assetto politico consisteva in un'oligarchia moderata, ovvero che comprendesse anche l'opinione delle masse popolari. Ciascuna città era lasciata libera di amministrarsi, con le proprie leggi interne ed esterne, Siracusa era la sede di questo sistema politico ed era la capitale di quelle città, senza però avere su di esse potere giuridico o politico. Questa situazione stabilì anni di pace nei territori.

Gli anni turbolenti incominciarono quando la polis aretusea, rimasta senza guida politica, doveva decidere che nuovo assetto politico darsi. Non si sa come e con quali metodi ma, giunsero a reggere il governo siracusano tali Sosistrato ed Eraclide. Alcune fonti parlano di atti di violenza e stragi nella polis di Siracusa per arrivare a stabilire quei due nomi come capi politici. Altri ci narrano che vi era a quel tempo un governo retto da 600 senatori scelti tra i cittadini più influenti della polis e che vennero in seguito cacciati da Sosistrato ed Eraclide.Gaetano De Sanctis: Scritti minori, Volume 1, pag. 16, anno 1972

Gli storici non sono riusciti a chiarirci in quali anni avvennero con precisione i fatti narrati. L'ascesa al potere di Agatocle è strettamente collegata agli ultimi anni di Alessandro Magno, motivo questo che confonde il contesto sociale. Si crede per tradizione che le lotte politiche siciliane e italiane abbiano preso slancio dopo la morte del sovrano macedone, poiché egli impediva qualsiasi ribellione democratica nelle terre a lui vicine. Ma questa tradizione verrebbe smentita dalla data, molto precedente ai tumulti post-alessandrini, nella quale si fissa la guerra dei Bruzi contro Crotone, e la seguente spedizione siracusana in favore dei crotoniati databile già dal 330-325 a.C...

Contesto calabro e italico in epoca alessandrina

La situazione in Italia era abbastanza agitata già prima della morte di Alessandro Magno. Infatti Taranto, rinomata polis greca, attaccata dai Bruzi che si erano alleati con i Lucani, aveva chiamato in suo aiuto un re di Sparta, Archidamo III, che però venne sconfitto dall'alleanza bruzio-lucana presso la città messapica di Manduria nel 332 a.C. I tarantini desiderosi di rivincita chiamarono allora il re dell'Epiro Alessandro il Molosso, zio di Alessandro Magno.Riccardo Giraldi, Il popolo cosentino e il suo territorio: da ieri a oggi, pag. 19-20-21

In Puglia vi furono degli scontri tra i Messapi alleati dei Bruzi e dei Lucani. I pugliesi una volta vinti decisero di uscire dalla lega (precedentemente formata dai Bruzi), in essa però vi entrarono i Sanniti, i quali però conclusero presto una pace con i Romani, con cui erano in guerra. Il macedone dopo aver conquistato Metaponto, Thurio, Cosenza e altre città bruzio-lucane divenne alleato dei Romani.

Le mire espansionistiche dello zio di Alessandro Magno erano adesso rivolte sempre più a sud della penisola italica; attaccò il Sannio per entrare in territorio calabro ma qui venne ucciso da un soldato cosentino. Con la sconfitta dei tarantini i Bruzi ritrovarono gran parte dei loro alleati italici i quali formarono nuovamente la lega bruzia. Accadde però che i Lucani, si dice corrotti dai Tarantini, si ritirarono dalla confederazione alleandosi con i Sanniti e al loro posto vi entrarono i Locresi di Locri, polis nota tra gli italici per la sua instabilità politica. Reggio si alleò con Taranto e Crotone venne quindi attaccata dai bruzi e dai locresi.

Fu a questo punto che i crotoniati chiesero l'aiuto di Siracusa per difendersi dall'assedio bruzio-locrese. Ed è quindi questo il contesto italico che andarono a trovare i Siracusani mischiati in queste lotte. I Bruzi nel frattempo sciolsero la lega poiché ebbero dei contrasti tra i loro alleati sulla questione della terra conquistata da dividere tra essi.

La vittoria a Crotone e l'esilio di Agatocle Una volta giunti a Crotone, la gerarchia della spedizione siracusana era così composta: Sosistrato ed Eraclide erano i comandanti assoluti dell'esercito; Antandro, fratello di Agatocle, era stato nominato strategos dei soldati e poi vi era Agatocle che ricopriva il ruolo di chiliarco..

La guerra fu vinta dai Crotoniati e dai Siracusani, i Bruzi vedendosi isolati tolsero l'assedio e lasciarono in pace Crotone. I due fratelli si fecero molto notare durante la battaglia italica, al punto tale da oscurare i successi di Sosistrato che divenne geloso dell'abilità militare di Agatocle e del suo parente. Quindi, al momento di riferire in patria gli avvenimenti bellici della penisola, Sosistrato omise di proposito le vittorie ottenute da Agatocle e non fece alcun cenno al valore dimostrato dal suo soldato.

La vittoria ottenuta a Crotone, segna per Siracusa e per Agatocle una svolta definitiva: il combattente Agatocle quando seppe che il suo ruolo durante la battaglia contro i Bruzi venne non solo sminuito ma quasi taciuto, accusò i capi dell'oligarchia siracusana di ambire al potere assoluto; ovvero di voler instaurare una nuova tirannide. Ma le sue accuse in Siracusa non furono ascoltate ed anzi egli venne tacciato di falsità ed esiliato.. Col divieto di far rientro a Siracusa, Agatocle preferì rimanere in Magna Grecia; qui assunse il ruolo di mercenario per svariati eserciti: godendo di ottima fama sul campo di battaglia.

Non vi è una data precisa che possa chiarire quando avvenne la spedizione siracusana in Magna Grecia: si suppone intorno all'anno 330 a.C., poiché coincide con la morte di Alessandro il Molosso (e i due eventi sono certamente collegati tra loro: Siracusa, in quanto polis egemonica del luogo geografico, si assumeva la responsabilità di proseguire l'impegno del parente di Alessandro Magno),Cfr. sulla data . tuttavia non vi sono altri elementi che possano aiutare a stabilire quando Agatocle si ritrovò in Calabria, né tanto meno in che anno avvenne il suo esilio..

Oligarchici contro democratici Sosistrato prende il potere di Siracusa Nel frattempo, avvenuto l'allontanamento forzato di Agatocle, l'oligarchia moderata di Siracusa divenne dispotica: Sosistrato ed Eraclide smisero di rispettare la politeia lasciata in eredità da Timoleonte e instaurarono nella pentapolis un regime severissimo.. Cfr. ; . I tumulti che si vennero a creare tra oligarchici e democratici, partiti con molta probabilità proprio da Siracusa,Siracusa è la prima polis occidentale per la quale sono noti tumulti dopo la morte del Macedone. Cfr. . interessarono una vasta area del mondo greco occidentale e ciò sarebbe da attribuire alla morte di Alessandro Magno, avvenuta nel 323 a.C., e ai conseguenti disordini che presero vita principalmente nell'area orientale del Mediterraneo (vd. la guerra intrapresa da Atene contro la Macedonia), riversatisi in parte in quella occidentale. Senza più il blocco indiretto del Macedone, anche i Greci d'occidente - confluiti nella figura egemone della Siracusa post-timoleontea - abbandonarono quella calma apparente.Lo scenario internazionale è reso noto in .

Agatocle mercenario in Magna Grecia

Agatocle diventò capo degli esuli democratici di Crotone. Rimanendo a lungo in territorio calabro egli accolse tra le sue file esuli democratici anche di altre città poste sotto costante minaccia dei Bruzi: gente di Terina, Hipponia, Sibari con ogni probabilità si affidò alla sua guida.. Agatocle con questo suo nuovo esercito di dissidenti attaccò Crotone, per cercare di spodestare l'oligarchia della città; consolidatasi dopo il sostegno dei Siracusani. Il suo assalto tuttavia venne respinto,. allora Agatocle trovò riparo presso Taranto, venendo accolto tra le file dell'esercito della polis apula e posto a capo dei suoi mercenari. La permanenza di Agatocle a Taranto non durò a lungo, poiché la figura carismatica dell'esule cittadino di Siracusa spaventò i tarantini che preferirono allontanarlo dalla propria città, temendo che nutrisse su di essa mire egemoniche.; ; .