Il Cannone da 102/35 S. 1914 era un cannone navale e contraereo italiano, impiegato dalla prima alla seconda guerra mondiale, installato anche su autocannoni e treni armati.

Storia Prima guerra mondiale

Il 102/35 S. 1914 fu prodotto dalla Ansaldo dietro licenza Schneider a partire dal 1914. Realizzato in diversi impianti navali, il cannone equipaggiò i cacciatorpediniere della Regia Marina prodotti durante ed immediatamente dopo la prima guerra mondiale, oltre che vari sommergibili.

In particolare il cannone armava i cacciatorpediniere classe Mirabello, Rosolino Pilo Sirtori, Insidioso e , l'avviso , la nave appoggio idrovolanti e le classi di sommergibili Mameli, Vettor Pisani, Bragadin, Squalo, Bandiera, Argonauta, Settembrini.Il 102/35 su NavWeaps. Rimase nelle dotazioni di tre esemplari di quest'ultima classe che furono venduti all'Armada de la República Argentina, la quale li tenne in servizio sino al 1960.Giorgerini, op. cit. pag. 133.

Fu impiegato anche dal Regio Esercito per equipaggiare gli autocannoni da 102/35 su SPA 9000, realizzati in 72 esemplari per 18 batterie.

Già durante la Grande Guerra venne affiancato come artiglieria imbarcata dal più prestante 102/45 Mod. 1917 e poi, tra le due guerre, entrambi vennero sostituiti sulle navi di nuova produzione dai cannoni antinave dal 120/45. Il 102/35 rimase invece in servizio, oltre che sulle suddette classi di torpediniere e sommergibili, come artiglieria contraerea e costiera.

Seconda guerra mondiale All'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale nel 1940, oltre ai pezzi imbarcati, erano in servizio 110 cannoni da 102 mm,Le artiglierie italiane nel 1940 - da ramius. che armavano le batterie di artiglieria contraerea da posizione del Regio Esercito, della Milizia per la difesa antiaerea territoriale, della Milizia marittima di artiglieria e della Guardia alla frontiera.

Nel 1940 venne mobilitato, tra i treni armati della Regia Marina, il T.A. 102/1/T, con due carri ferroviari tipo Poz armati ognuno di tre cannoni da 102 mm su affusti V.T. mod.1925.

Nel 1941 lo stabilimento Fiat di Tripoli allestì per la Regia Marina sette autocannoni 102/35 su Fiat 634N, installando altrettanti i cannoni 102/35 S. 1914-15 prelevati dalle difese di Bengasi sui telai di autocarri Fiat 634N. Con questi mezzi furono costituite due batterie mobili, la 1ª e la 6ª, servite da personale della Milizia marittima, integrate con alcuni vecchi cannoni navali da 76/30 installati sempre su Fiat 634N. La 1ª Batteria e una sezione della 6ª vennero aggregate alla 132ª Divisione corazzata "Ariete", mentre la sezione B della 6ª fu aggregata alla 102ª Divisione motorizzata "Trento".

Tecnica Bocca da fuoco

La canna era lunga 3 733 mm e di calibro 101,6 mm. L'otturatore era del tipo Schneider a blocco girevole con azionamento semiautomatico e impiegava cartocci granata con bossolo metallico, quindi si poteva avere una cadenza teorica di 20 colpi al minuto; tuttavia, per limitare il surriscaldamento della canna, la cadenza di tiro in caso di fuoco prolungato era limitata a un colpo ogni 4 minuti.Nella battaglia del solstizio la batteria del capitano Di Valmarana arrivò a sparare a un colpo al minuto per pezzo, vedi A. Del Rosso, art. cit. pag 19.

La differenza tra l'originale modello S. 1914 ed il successivo S. 1914-15 era nella posizione del sistema di manovra dell'otturatore e del relativo meccanismo semiautomatico: nel S. 1914 erano a sinistra, nel S. 1914-15 erano a destra.

La bocca da fuoco era incavalcata su una culla a manicotto, con il cilindro del freno di sparo idraulico ed i due cilindri dei recuperatori tutti posizionati superiormente.

Il piedistallo dell'affusto aveva forma tronco-conica ed era in acciaio fuso, con manovre manuali. L'elevazione variava a seconda degli affustamenti. Il brandeggio era su 360°.

Sugli autocannoni della Prima Guerra Mondiale i serventi erano protetti da uno scudo in tre sezioni, del peso di 300 kg, con la sezione centrale curva, che copriva la parte della culatta del pezzo. Lo scudo aveva una finestra di puntamento sul lato sinistro, in corrispondenza dei congegni di elevazione e di brandeggio. Dopo le prime esperienze di impiego bellico l'elevazione massima fu portata 34°.A. Del Rosso, art. cit. pag 9. Affusti S. 1914 su affusto mod.1914: affusto a culla ed a piedistallo, manovra otturatore a sinistra, elevazione: +20°/-5°. S. 1914-15 su affusto mod. 1915: affusto a culla ed a piedistallo, manovra otturatore a destra, elevazione: +20°/-5°. S. 1914-15 su affusto mod. 1915 modificato: affusto a culla ed a piedistallo, manovra otturatore a destra, elevazione: +35°/-5°. S. 1914-15 su affusto S.A.V. mod. 1915: affusto antiaereo a culla ed a piattaforma, manovra otturatore a destra, elevazione: +80°/-5°. S. 1914-15 su affusto Ansaldo mod. 1925: affusto antiaereo a culla ed a piattaforma, elevazione: +85°/-5°. S. 1914-15 su affusto V.T. mod. 1925: affusto antiaereo a culla ed a piattaforma, elevazione: +90°/-7°. S. 1914-15 su affusto O.T.O. mod. 1933: affusto antiaereo a culla ed a piattaforma, elevazione: +80°/-5°.

Note

Bibliografia John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Annapolis, Naval Institute Press, 1985. Aldo Fraccaroli, Le navi da battaglia italiane della seconda guerra mondiale, Storia illustrata, 1976. Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Milano, Mondadori, 2002. Attilio Del Rosso, Ubicumque et semper, in Storia Militare, n. 187, aprile 2009, pagg. 4-19. Filippo Cappellano, Le artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale, Parma, Ermanno Albertelli Editore, 1998. Ministero della Marina, Cannoni ed affusti da 102/35 S. 1914-15, 1917. Nicola Pignato e Filippo Cappellano, Gli autoveicoli da combattimento dell'Esercito Italiano - Volume II (1940-1945), Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, 2002.

Voci correlate 102/45 S.A. 1917 Škoda 10 cm Vz. 1930 120/50 Mod. 1926 8,8 cm SK L/45

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