Apopi (anche Apofi; in greco antico: Ἄποφις, Apophis) è una incarnazione cosciente dell'Isfet (Il Caos) appartenente alla religione dell'antico Egitto, incarnazione della tenebra, del male e del Caos (Isfet, Asfet nella lingua egizia) e antitesi della dea Maat, che rappresentava l'ordine e la verità. Veniva raffigurato come un gigantesco serpenteGuy Rachet, Dizionario della Civiltà egizia, Roma, Gremese Editore, 1994. ISBN 88-7605-818-4. p.51.. La prima menzione di Apopi risale alla VIII dinastia; venne particolarmente onorato nei nomi del faraone ApopiK.S.B. Ryholt: The Political Situation in Egypt during the Second Intermediate Period, c.1800–1550 BC, Carsten Niebuhr Institute Publications, vol. 20. Copenhagen, Museum Tusculanum Press, 1997. della XIV dinastia e del faraone hyksos Ipepi (o Apopi).Kim Ryholt, The Political Situation in Egypt during the Second Intermediate Period c.1800-1550 B.C." by Museum Tuscalanum Press. 1997. p.125.
Ricostruzione e significato del nome Il suo nome ˁ ꜣ pp è stato ricostruito dagli egittologi come *ʻAʼpāpī. Sopravvisse nella lingua copta, fase finale della lingua egizia, come Ⲁⲫⲱⲫ "Aphōph"Adolf Erman, Hermann Grapow (a cura di), Wörterbuch der aegyptischen Sprache im Auftrage der deutschen Akademien. 6 vols. Leipzig, J. C. Hinrichs'schen Buchhandlungen, 1926–1953 (Ristampa Berlin, Akademie-Verlag GmbH, 1971)., mentre in greco venne traslitterato Ἄποφις.
L'etimologia del suo nome (ˁ ꜣ pp) è forse da ricercare in qualche lingua semitica occidentale, laddove la radice ꜣ pp, con il significato di "strisciare", esisteva. Un'ipotetica radice verbale ꜣ pp non è mai esistita, o non è mai stata individuata, nella antica lingua egizia. Non deve essere confusa con il verbo egizio ꜥpı͗/ꜥpp, che significava "volare attraverso il cielo, viaggiare". Più tardi nella storia egizia il nome di Apopi fu erroneamente connesso, mediante una paretimologia, con una radice differente che significava "Colui che fu sputato fuori". I romani si riferivano ad Apopi mediante la traduzione del suo nome. O29:p*p-I14:Z2variante D36:p*p-I14ˁ ꜣ pp (Apep, Ipep)Geroglifici da Budge, Gods of the Ancient Egyptians, 1969, Vol. I, 180.
Ruolo
Apopi era l'oscuro nemico del dio-sole Ra, portatore della luce e garante di Maat (la quale impersonava l'ordine cosmico), a cui cercava ogni giorno di impedire di sorgere minacciandolo durante il suo viaggio attraverso il Duat, l'aldilà egizio, sulla barca solare della notte, MesektetGeorge Hart, A Dictionary of Egyptian Gods and Goddesses, London, England, Routledge & Kegan Paul Inc., 1986, pp. 179–182. .. Apopi era il più grande nemico di Ra; un suo epiteto era appunto "Nemico di Ra", oltre a "Signore del Caos". In quanto incarnazione di tutto ciò che è male, Apopi veniva immaginato come gigantesco serpente o un possente pitone con epiteti quali "Serpente del Nilo" e "Malvagia Lucertola"; talvolta era comparato anche a un ippopotamo, un orice, una tartaruga e perfino a figure umane come morti ribelli o nemici stranieriFrançois Dunand, Christiane Zivie Coche, Dei e uomini nell'Egitto antico (3000 a.C.-395 d.C.), ed. L'Erma di Bretschneider, 2002. ISBN 978-8882652258. p.148.. Alcuni documenti lo volevano lungo quasi 15 metri e con la testa di selce.
Già su una ciotola risalente al periodo più antico della cultura egizia, chiamato Naqada I (4000 a.C.Natale Barca, Sovrani predinastici egizi, Ananke, 2006, p. 102.) è stato notato un grande serpente dipinto sul bordo, insieme ad altri animali del deserto e del fiume, quale possibile nemico di un dio (forse un dio solare) visibile, nella scena, mentre caccia su una grande imbarcazioneC. Wolterman, in Jaarbericht van Ex Oriente Lux, Leiden Nr.37 (2002)..
Inoltre, nell'immaginario mitologico degli egizi, esistevano altri serpenti maligni nemici del dio-sole (esempi se ne trovano nei Testi delle piramidi e nei Testi dei sarcofagi) già prima che il nome di Apopi facesse la sua prima comparsa durante il Primo periodo intermedio.
Nella cosmogonia di Esna Apopi era visto come una creazione di Neith, che in questa cosmogonia svolgeva il ruolo di demiurgo.
Scontro con Ra
La storia della perpetua guerra che Apopi muoveva contro RaRosalie David, Religion and Magic in Ancient Egypt, Penguin Books, 2002. ISBN 978-0-14-026252-0. p.91. fu elaborata durante il Nuovo Regno (ca. 1550 a.C. - 1069 a.C.Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003 ISBN 88-452-5531-X. p.474-5.)J. Assmann, Egyptian Solar Religion in the New Kingdom, transl. by A. Alcock, London, 1995, pp. 49-57.. Il mito narra che Apopi doveva costantemente trovarsi al di sotto dell'orizzonte perciò era una creatura dell'oltretomba. In alcune versioni del racconto, il mostro attendeva Ra in una montagna occidentale chiamata Bakhu, dove il sole spariva oltre l'orizzonte; in altre narrazioni, gli tendeva un agguato appena prima dell'aurora nella "Decima Regione della Notte". La moltitudine di luoghi nei quali si riteneva che potesse trovarsi gli guadagnò l'epiteto di "Colui che cinge il mondo". Il suo verso faceva tremare l'oltretomba. Alcuni miti descrivevano come Apopi, originariamente capo degli dei, spodestato da Ra, fu relegato nel mondo dei morti, oppure di come vi fu relegato a causa della sua natura malvagia.
I Testi dei sarcofagi raccontano che Apopi si serviva del suo sguardo magico per sopraffare Ra e il suo seguito divinoBorghouts, J. F. (1973). "The Evil Eye of Apopis". The Journal of Egyptian Archaeology 59. 114–115.. Ra era assistito da una folta schiera di protettori che viaggiavano con lui attraverso le insidie dell'oltretomba, fra i quali Seth, Sia, Hu, Heka, Bastet, Sekhmet e forse lo stesso Occhio di RaBorghouts, J. F. (1973). "The Evil Eye of Apopis". The Journal of Egyptian Archaeology 59. 116.. I movimenti di Ra causavano i terremoti, e lo scontro che ingaggiava con Seth originava i tuoni. In alcuni racconti, lo stesso Ra, nelle sembianze del Grande gatto eliopolitano, lo uccidevaG. Pinch, Egyptian Mythology, 2004, pp. 107–108..
Derivante dal Caos primordiale, Apopi poteva essere combattuto e reso innocuo, per un certo tempo, ma non poteva essere distrutto rappresentando, nel continuo conflitto con Ra, lo scontro ancestrale tra bene e male. Anche nel Libro dei morti lo scontro tra Apopi e Ra si ripeteva e in questo caso era necessario l'intervento del benevolo dio-serpente Mehen e di Iside per garantire il proseguimento del viaggio del sole nel Duat. Secondo la mitologia, dopo essere stato domato dalle forze del bene, veniva incatenato e trafitto coi coltelli; il sangue che sgorgava dalle sue ferite tingeva i cieli mattutini e serotini di rosso.
Culto
Mentre Ra veniva venerato, Apopi era oggetto di una sorta di contro-venerazione: gli egizi pregavano cioè per la sconfitta di Apopi. La vittoria di Ra, al termine di ogni notte, era assicurata dalle preghiere dei sacerdoti e dei devoti nei templi. Nel Grande tempio di Amon a Karnak i sacerdoti svolgevano un particolare rituale, ripetuto varie volte al giorno, per aiutare il dio-sole a resistere agli attacchi di Apopi e continuare così il ciclo del sole in cielo e della vita sulla terra. In un rito annuale, detto "della Messa al Bando del Caos", i sacerdoti costruivano un'effigie di Apopi che si riteneva contenesse tutto il male e pare che sull'immagine del serpente destinata al rogo fossero talvolta scritti i nomi dei nemici del Paese.
Nel corso dei secoli, il clero redasse una vera e propria "guida" per contrastare Apopi, intitolata "Libro dell'abbattere Apopi" o "Rituale per abbattere Apopi" (in greco: "Libro di Apopi"P. Kousoulis, Magic and Religion as Performative Theological Unity: the Apotropaic Ritual of Overthrowing Apophis, Liverpool, University of Liverpool, 1999, cap. 3-5.), i cui capitoli, che descrivevano il graduale smembramento e smaltimento dei resti del mostro, titolavano, per esempio: "Capitolo dello sputare su Apopi", "Capitolo del cancellare Apopi col piede sinistro", "Capitolo dell'afferrare la lancia per percuotere Apopi", "Capitolo dell'incatenare Apopi", "Capitolo dell'afferrare il coltello per colpire Apopi", "Capitolo dell'incendiare Apopi"Guido Cossard, Margherita Hack, Walter Ferreri, Il lungo racconto dell'origine: i grandi miti e le teorie con cui l'umanità ha spiegato l'Universo, Dalai editore, 2012. ISBN 978-8866208181. cap. Il Sole contro Ra.. Tali rituali assumevano spesso le caratteristiche di un esorcismo.
Siccome si riteneva che Apopi vivesse nell'oltretomba, veniva talvolta chiamato "Divoratore di anime". Perciò anche i morti necessitavano di protezioneVeronica Ions, Egyptian Mythology, Paul Hamlyn ed. (1973). p. 58.; ciò è all'origine della pratica di seppellire i morti con formule magiche per debellare Apopi. Raramente il Libro dei morti menziona il momento in cui Ra sconfigge il serpente Apopi: solo per formule 7 e 39 possono essere intese in tal sensoJ.F.Borghouts, Book of the Dead : From Shouting to Structure (Studien zum Altaegyptischen Totenbuch 10, Wiesbaden, 2007)..
Note
Bibliografia Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità Egizie Vol I, Torino, ANANKE, 2004, ISBN 88-7325-064-5
Voci correlate 99942 Apophis
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Categoria:Divinità della Duat