Casella (Casélla in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica Il territorio comunale è situato sulla destra del torrente Scrivia, nell'alta valle omonima, in un'ampia piana ghiaiosa che degrada dolcemente verso il torrente, ai piedi del monte Maggio (978 m)Da anni la vetta del monte Maggio, 979 m s.l.m.(che si trova nel comune di Savignone e sulla quale sorge una piccola cappella, costruita nel 1883) è la base di partenza di numerosi appassionati di volo libero con il parapendio, che possono trovare nella piana adiacente agli impianti sportivi di Casella un'ideale zona di atterraggio.. Nella zona orientale del territorio comunale scorre l'ultimo tratto del torrente Brevenna prima della confluenza nello Scrivia; il torrente divide il capoluogo dalla frazione di Avosso.

Tra le vette del territorio il monte Carmo (661 m), il monte Capanna (635 m).

A Genova è unito da una ferrovia a scartamento ridotto, la ferrovia Genova-Casella (comunemente denominato "trenino di Casella") che risalendo i monti dell'entroterra genovese supera l'Appennino al valico della Crocetta d'Orero (il più basso valico appenninico, a 468 m s.l.m.), offrendo ai turisti un panorama di grande pregio.

Storia

Il toponimo attuale, che nel tempo ha sostituito quello di Redigabio (o Raudigabium), di origine longobarda, deriva probabilmente da "cassella", nome con cui erano chiamate le case coloniche con stalla al pian terreno e abitazione al primo piano. La storia medievale è strettamente legata a quella del feudo di Savignone.

Il primo documento storico su Casella, nel quale il paese è citato con l'antico toponimo longobardo di Redigabio, risale come per Savignone al 1196, in una bolla papale di papa Celestino III come dipendenza feudale dall'abbazia di Precipiano.

Ma il borgo ha probabilmente origini molto più antiche, riconducibili all'epoca romana, legate alla presenza di importanti vie commerciali, che qui si intersecavano: la strada di fondovalle (attuale SP 226), che con l'avvento dei Fieschi nel XIII secolo fu chiamata "Strada dei Feudi imperiali", perché collegava tra loro i vari castelli fliscani della valle e la "via del Sale"; la strada di fondovalle attraverso la val Trebbia, si collegava alla romana Via Emilia, e insieme si collegavano con il porto di Genova con le città della pianura Padana, ed erano una delle più importanti tra le numerose vie del sale che collegavano la costa ligure con l'entroterra padano. La strada di fondovalle, valicato l'Appennino alla Crocetta d'Orero, passava lo Scrivia presso Casella, proseguendo poi per la pianura padana attraverso Crocefieschi, Vobbia e la val Borbera.A testimoniare il commercio del sale lungo questa via restano i toponimi Salata e Salata Mongiardino, due piccoli borghi nei pressi del valico tra valle Scrivia e val Borbera, frazioni rispettivamente di Vobbia e Mongiardino Ligure.L'importanza di questa arteria è testimoniata dal ritrovamento (avvenuto il 25 agosto del 1923, a Niusci, tra i comuni di Sant'Olcese e Serra Riccò, durante i lavori per la costruzione della Ferrovia Genova-Casella), di un ripostiglio costituito da circa 3000 monete, (dracme e oboli di produzione ligure) databili fra il IV e il I secolo a.C. denominato ripostiglio di Niusci.

Nel XII secolo il borgo di Redigabio appartenne ai vescovi della diocesi di Tortona (ed ancora oggi la parrocchia di Casella fa parte della diocesi tortonese). Nel XIII secolo, come altri centri dell'alta valle Scrivia, passò a far parte dei feudi imperiali, possedimento della famiglia Fieschi, sotto l'egida degli Asburgo. Il dominio fliscano durò per circa cinque secoli, fino alla fine del Settecento quando i feudi imperiali furono soppressi da Napoleone Bonaparte, che con il suo esercito aveva occupato la Repubblica di Genova e tutta la Liguria. Del passato feudale resta oggi il palazzo Fieschi, con torre e corte interna, costruito nel XVII secolo, che si affaccia sull'attuale piazza XXV Aprile.

Nel 1678 il grande feudo che dominava la zona fu diviso nei due territori autonomi di Savignone e di Crocefieschi: Casella fu posta sotto la giurisdizione savignonese. In questo periodo si verificò un forte incremento demografico, che portò anche ad un miglioramento delle condizioni economiche del paese.

Nel corso degli eventi legati alla guerra di successione austriaca, il 17 febbraio 1747 il paese fu incendiato dalle truppe della repubblica genovese, che accusavano la popolazione di aver favorito gli invasori austriaci, i quali avevano posto Genova sotto assedio.

La discesa in Liguria dell'esercito francese nel 1797 decretò la fine della plurisecolare repubblica genovese, che divenne la Repubblica Ligure napoleonica ed alla quale vennero aggregati i territori dei soppressi feudi imperiali. Con la nuova dominazione francese Casella dal 2 dicembre rientrò nel dipartimento dei Monti Liguri Occidentali, con capoluogo Rocchetta Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Casella divenne capoluogo del II cantone della giurisdizione dei Monti Liguri Occidentali e dal 1803 centro principale del VIII cantone dell'Alta Valle Scrivia nella giurisdizione del Lemmo. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento di Genova.

Nel 1815 il comune di Casella, assieme all'intera repubblica ligure napoleonica, fu inglobato nel Regno di Sardegna, come stabilito dal congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IX mandamento di Savignone del circondario di Genova dell'allora provincia di Genova. Al 1893 è risalente il distacco delle frazioni di Carsi, Frassinello e Senarega e il loro accorpamento nel nuovo comune di Valbrevenna, quest'ultimo costituito assieme ad altre zone frazionali di Montoggio e di Savignone.

L'Ottocento coincise con lo sviluppo turistico di Casella, grazie alla costruzione di case e ville dei più bei nomi della borghesia genovese (degne di nota sono alcune case costruite nei primi anni del Novecento con decorazioni in stile Liberty sulla facciata). All'epoca, a seguito del grande sviluppo turistico Casella fu chiamata "la piccola Svizzera"Fonte dal sito del .

La costruzione della ferrovia Genova-Casella, inaugurata nel 1929 ed ancora oggi funzionante e di forte richiamo turistico, diede ulteriore impulso alla vocazione turistica del paese.

Ancora oggi sono numerosi i villeggianti, soprattutto genovesi, che qui trascorrono le loro vacanze ed usufruiscono delle varie infrastrutture a disposizione dei turisti, come la piscina all'aperto, funzionante nei mesi estivi e la grande area verde attrezzata.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Scrivia e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008, ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 5 dicembre 2005.

Nella parte superiore dello scudo, il castello ricorda quello di Savignone, da cui dipendeva Casella; azzurro e argento sono i colori dei Fieschi. Nella parte inferiore, la cinta muraria, con tre merli alla ghibellina (ricordo dell'Impero), allude alla posizione strategica del territorio; argento e rosso sono i colori di Genova.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Santo Stefano nel capoluogo. Edificata prima del XIII secolo è menzionata in una bolla papale del 1196 di papa Celestino III come dipendenza dall'abbazia di Precipiano. L'attuale chiesa parrocchiale fu costruita tra il 1718 e il 1722 su progetto dell'architetto Simone Scaniglia, sulle fondamenta della pieve di epoca medievale. La chiesa, in stile barocco, ha un'unica navata a pianta ellittica, con sei altari laterali e conserva al suo interno notevoli opere d'arte. La parrocchia di Santo Stefano di Casella fa parte della diocesi di Tortona. Oratorio di Sant'Antonio Abate nel capoluogo, del 1556, ancora oggi luogo d'incontro dei membri della confraternita. Chiesa di Nostra Signora della Neve o di Nostra Signora del Suffragio nella frazione di Avosso, risalente al 1843.

Architetture civili Palazzo Fieschi, del XVII secolo, ubicato nella piazza principale di Casella.

Società Nel ventennio 1990-2010, Casella ha subito un incremento demografico, principalmente dovuto all'insediamento di popolazione proveniente dal capoluogo.

Evoluzione demografica

Secondo i dati riferiti al 2009, Casella risultava il secondo tra i comuni più giovani della Liguria. La percentuale di giovani sotto i 18 anni rispetto agli anziani con più di 65 anni era infatti pari a 1,36; a Genova, nello stesso anno, tale rapporto si fermava al valore dello 0,76%.

Etnie e minoranze straniere

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 116, ovvero il 3,81% della popolazione,

Istituzioni, enti e associazioni Associazione storico culturale Corte Fieschi Casella Vallescrivia.

Cultura

Da alcuni anni il Comune di Casella promuove svariate attività culturali legate alla rinnovata civica biblioteca tra cui presentazioni di libri, attività didattiche per i più piccoli e scambi librari con le altre biblioteche del territorio metropolitano.

Tra le iniziative di maggior successo ci sono le serate a teatro, con servizio pullman che porta direttamente al Teatro Duse o al Teatro Ivo Chiesa dello Stabile di Genova in occasione delle rappresentazioni. L'iniziativa prevede la prenotazione dei posti e momenti di approfondimento con i protagonisti degli spettacoli prescelti.

Eventi Expò Vallescrivia, il primo week end di luglio. Rievocazione del mercato storico voluto nel 1691 dal conte Urbano Fieschi, a cura dell'associazione storico culturale Corte Fieschi Casella Vallescrivia.

Geografia antropica Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Avosso, Carpeneta, Cortino, Parata, Regiosi, Salvega e Stabbio per un totale di 8,07 km2.

Confina a nord e ad ovest con il comune di Savignone, a sud con Serra Riccò e ad est con Montoggio e Valbrevenna.

Economia L'economia comunale si basa su aziende industriali di medie dimensioni e, in estate, sul turismo, storicamente costituito dai numerosi villeggianti, soprattutto genovesi, che qui trascorrono il periodo più caldo dell'anno.

Recentemente è aumentato il fenomeno del pendolarismo lavorativo verso il capoluogo genovese e verso altre aree industrializzate dell'entroterra genovese e del basso Piemonte.

Turismo

Casella è una delle mete storiche della villeggiatura dei genovesi che, a partire dagli inizi del XX secolo, presero a frequentarla con assiduità. Molte sono infatti le belle ville novecentesche che ancora caratterizzano il paesaggio circostante Casella.

Meta tradizionale delle gite fuori porta, nelle domeniche della bella stagione, Casella registra affluenze notevoli (anche 2.000 persone), grazie anche alla disponibilità della grande area verde attrezzata comunale (circa 50.000 m2, con zona per eventi/manifestazioni e circa 200 parcheggi), nella piana a valle del centro del paese, vicino alla stazione della ferrovia Genova-Casella. Molte associazioni e gruppi anche del territorio metropolitano utilizzano l'area eventi per organizzarvi raduni, manifestazioni e sagre estive. Poco distante si trova l'eliporto comunale.

Il complesso delle piscine comunali, aperto dal 15 giugno al 15 settembre, con le sue vasche per il nuoto e gli scivoli per bambini, offre nei mesi estivi un'alternativa alle affollate spiagge della costa.