La stazione di Marcaria è una stazione ferroviaria posta sulla linea Cremona-Mantova. Serve il centro abitato di Marcaria.
Dal 2024 il servizio è interrotto per i lavori di raddoppio della linea Mantova-Bozzolo con l'ulteriore aggiunta nell'estate 2025 di dovere risolvere definitivamente, dopo il rinvenimento di un carro merce risalente all'incidente dell'undici ottobre 1944 (il primo ritrovato di almeno quattro)Archivio storico fondazione F.S., sprofondato nei sedimenti dopo che soldati della Wehrmacht avevano costretto sotto minaccia armata (anche del comandante tedesco che era in cabina e scese giù prima dell'attraversamento) il macchinista Aroldo Albertini (1913-1944) e il fuochista Nello Germani (1923-1944) che erano alla conduzione di un pesante treno con armamenti militari proveniente da Mantova e diretto a Cremona ad attraversare il fiume Oglio per collaudare il reggimento delle strutture metalliche di un ponte che aveva subito già sei bombardamenti e fu altrettanto volte restaurato anche con mezzi di fortuna (quali grosse assi di legno, traverse) impensabili con gli attuali standard di sicurezza. Il ponte si trova a 1868 mt. dalla stazione di Marcaria e a 3450 mt. da quella di Bozzolo. Le truppe tedesche, anche in questo ultimo caso, avevano cercato di mettere altri sostegni di fortuna che però non avevano retto.
Per il raddoppio si è proceduto con una bonifica della zona necessaria mediante il recupero del relitto per potere poi edificare nuove fondamenta di sostentamento ricorrendo al dragaggio, poi con i georadar ritrovare la pesante macchina del gruppo 471 FS (forse l'esemplare numerata 056, come emerse da vecchi documenti) nei pressi del ponte affondata nei sedimenti fangosi. Risulta incerto il fatto, però, che sia una appartenente al gruppo 476 FS meno che sia, invece, una tedesca DR 56 che avrebbe potuto essere arrivata al seguito della truppe germaniche, ma per il peso assiale di oltre 17 tonnellate era considerata inadatta per l'armamento in uso a quell'epoca su questa lineaGeneralmente era di 36 kg. a metro lineare. Oggi si usano i 60 kg. a metro. Le difficoltà emerse nel ritrovamento, dopo che per 10 metri di profondità è stata scandagliata l'area hanno fatto pensare all'ipotesi dell'esplosione della caldaia dato che la macchina era in piena pressione d'esercizio: appena arrivata a contatto con l’acqua e per via della massa (precipitata di botto) di 85 tonnellate è stata risucchiata come avviene con le sabbie mobili essendo il terreno fangoso. Di certo c’è che, dopo avere dragato e scandagliato fino a 10 metri sotto la sabbia, non è emerso nulla, nessun materiale ferroso rilevante. Nel 1957 ci fu un primo tentativo di recupero ma l'operazione fallì e non fu più tentata.
La stazione di Marcaria, la più vicina al ponte, ha una targa ricordo del tragico episodio ma assurdamente senza citare i nomi dei macchinisti che persero la vita.
Note
Bibliografia Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo Linea 34.
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