La pentecoste (, "un cinquantesimo") era, nell'antica Atene, un dazio doganale del 2% applicato probabilmente a tutte le importazioni e le esportazioni.

Descrizione Si sa che la pentecoste era applicata ai tessuti di lana e ad altri manufatti, sull'ocra rossa, sul bestiame e sul grano; quest'ultimo, però, poteva solo essere importato, dato che dai tempi di Solone ne era proibita l'esportazione. Il pagamento del tributo () avveniva al momento dello scarico per le importazioni, quando salpava la nave per le esportazioni.

La riscossione del tributo era appaltata dai poleti () ai migliori offerenti sotto la supervisione dell'ecclesia, probabilmente di anno in anno. Coloro che facevano parte della compagnia che riceveva l'appalto erano detti teloni () e il loro presidente era detto arcone (). Non si sa se i dazi sulle varie merci erano appaltati insieme o separatamente; Demostene afferma che quelli sul grano erano distinti dagli altri, mentre Andocide sostiene il contrario.

Coloro che riscuotevano il tributo, i pentekostologoi (), tenevano dei registri (), registri ai quali fa appello Demostene nella sua orazione Contro Formio.

Note

Bibliografia Fonti secondarie

Categoria:Tributi nell'antica Atene